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1974: nasce la biblioteca comunale PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Giovedì 22 Novembre 2018 00:00

Inaugurata nella serata piovosa di Sabato 23 Novembre di 44 anni fa, in assenza di luce elettrica


Domani 23 Novembre ricorrerà il 44° anniversario dell’inaugurazione della Biblioteca comunale di Chiaramonti. L’evento, previsto e programmato da tempo, si svolse nella sala del Consiglio, all’epoca posta al piano terra del Municipio in piazza della Costituzione, rione san Giovanni.

Ricordo che, a seguito di un temporale violento abbattutosi in zona e accompagnato da tuoni e fulmini, il paese rimase senza energia elettrica per l’intera la giornata e la nottata successiva. Pertanto la cerimonia alla quale io, nella mia veste di sindaco (1970-75), tenevo molto, si svolse in un’aula semibuia, appena illuminata dalla luce fioca di una lampada a gas, prestataci cortesemente da zio Nicolino Brundu, noto Folonari. Che gestiva un bar là dove oggi c’è il garage di Mario Muzzoni, in via della Resistenza. Quel brav’uomo chiuse il bar e venne in Comune a far festa con noi.

All’invito dell’Amministrazione risposero tanti cittadini, soprattutto giovani, che il locale non riuscì a contenere per intero. La mancanza della luce elettrica fu letta da molti come un cattivo auspicio per la nascita di una istituzione tanto importante. Il tempo, da sempre galantuomo, si peritò di dimostrare il contrario. La festa, perché di una festa vera e propria si trattava, si svolse come da programma ed ebbe successo. Brindammo con qualche bicchiere di vernaccia.

La nostra Biblioteca, ora ospitata nel palazzo de Su Municipiu ‘ezzu, è sopravvissuta egregiamente bene agli aruspici sfavorevoli. Grazie all’accoglienza riservatale dalla cittadinanza, oltre che alla passione che ci hanno profuso le bibliotecarie che si sono succedute nel tempo[1] e all’attenzione che, sia pure in misura diversa, le hanno dedicato le varie giunte che si sono alternate a Palazzo.

Mi piace ricordare quell’evento pubblicando il discorso da me pronunciato nella circostanza (c.p.)

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Cittadini,

consentitemi, oggi, un atto di immodestia. Permettetemi di esprimere l’orgoglio che mi deriva dal potere finalmente assistere all'inaugurazione di questa nostra Biblioteca comunale, alla cui cerimonia avete voluto partecipare così numerosi, quasi a voler professare un nuovo atto di fede nei confronti di questa nuova istituzione pubblica. Che, per la prima volta, prende l'avvio nel nostro paese al servizio dell'intera Comunità.

Si, lo confesso sinceramente, sono orgoglioso di avere presieduto un'Amministrazione che si è qualificata, ritengo in senso positivo, per avere realizzato questo che è stato il mio sogno di sempre: istituire una biblioteca per tutti, al servizio di tutti, senza discriminazione alcuna.

Quali scopi si è proposti l'Amministrazione comunale nel momento in cui ha deciso di compiere questo che, oggi, certamente appare come un piccolo passo; ma che sicuramente rappresenta una grande conquista per il nostro paese? Perché il Consiglio comunale ha voluto destinare una parte delle somme disponibili per la realizzazione di un patrimonio di libri e di attrezzature e per la stesura di un programma di attività culturali?

La risposta, se apparentemente potrebbe sembrare facile, in realtà è assai complessa e richiederebbe sicuramente un lasso di tempo di gran lunga superiore a questo che io voglio prendere alla vostra attenzione cortese. Ma desidero ugualmente, anche se in termini sintetici, chiarire il perché di questa iniziativa, nella speranza che l'entusiasmo e la volontà che hanno animato i miei collaboratori e me possano trasferirsi in voi tutti, affinché questa nuova istituzione non resti lettera morta; ma viva negli anni a venire e contribuisca a elevare spiritualmente e culturalmente la comunità chiaramontese.

Ricordo che l'emblema sotto il quale la lista da me capeggiata si presentò alle elezioni, fra l’altro, era costituito da un libro e da una scritta che recava le parole "cultura, lavoro, progresso, democrazia". Infatti non c'è progresso senza cultura; non c’è progresso senza lavoro; e senza di questi non c’è nemmeno democrazia; e quindi libertà.

Ma che cos’è la cultura?

Possiamo dire, brevemente, che il senso stesso della dignità umana è frutto della cultura. Lo studio della forma della cultura conduce ai problemi storici e sociali; lo studio dei suoi contenuti conduce invece ai problemi della morale e dell'arte. E così, attraverso i secoli che ci hanno preceduto, non mancano le espressioni per indicare il progresso dell'umanità. Espressioni come coltivare, civilizzare, incivilire, illuminare. E così il termine cultura diventa un concetto fisso con senso interiore e morale, che domina tutti gli altri: il concetto di civiltà.

La cultura ha per fine l'umanità dell'individuo e significa il pieno sviluppo e la perfetta armonia di tutte le forze secondo l'ideale di una stretta unione fra la vita e la bellezza; ciò che distingue l'uomo dalla semplice natura è la libertà, che perciò è parte essenziale del concetto di cultura. Infatti la libertà e la piena autonomia di un individuo divengono nello stesso tempo il contenuto della cultura.

Ma abbiamo richiamato anche il concetto della civiltà, che abbiamo visto essere strettamente legato a quello di cultura. Nel senso più generale e comune, il termine civiltà designa sia il complesso delle idee professate e delle consuetudini contratte dagli uomini riuniti in società, sia lo svolgimento delle loro facoltà fisiche, intellettuali e morali, diretto al fine del loro continuo progresso. L'idea di progresso è inscindibile da quella di civiltà. Ciascun popolo, lo sappiamo bene, è caratterizzato da una propria civiltà, che ne costituisce la fisionomia inconfondibile e che si afferma attraverso uno sviluppo graduale. Ogni popolo ha un grado iniziale di civiltà, ma soltanto alcuni raggiungono i gradi più alti. E ciò avviene quando si verificano determinate condizioni; quando l'individuo, cioè l'uomo, ha la possibilità di conquistare, sia pure faticosamente, la propria formazione interiore; quando il cittadino riesce a spezzare le catene della propria ignoranza, a liberarsi da certi pregiudizi, da certi oscuri timori e a raggiungere il traguardo della libertà interiore, di quella libertà che gli consente di sentirsi uguale agli altri, di sentirsi dignitoso, di affrontare qualsiasi questione con l'animo sgombro da qualunque prevenzione e di pronunziarsi su ogni cosa con serenità di giudizio.

Ecco, in breve, i concetti di cultura e civiltà, per raggiungere e conquistare le quali la biblioteca rappresenta un mezzo. Non certamente unico, ma sicuramente valido.

Tutti noi abbiamo spesso sentito parlare di biblioteche più o meno famose e più o meno modeste. Alcuni di noi hanno anche avuto l'occasione, o la fortuna, di frequentarne qualcuna; e a tutti, quando sentiamo parlare di biblioteca, viene in mente l'immagine di grandi saloni con le pareti tappezzate di libri fino al soffitto, con tavoli e sedie su cui siedono persone dall’aspetto severo e pensoso che sfogliano enormi e rari libroni coperti di polvere e ingialliti dal tempo. È questa, in fin dei conti, l'idea che ci hanno tramandato delle biblioteche. Così noi ce le immaginiamo e così, molto probabilmente, le ritroviamo nella realtà.

Ma l'Amministrazione comunale di Chiaramonti non ha inteso costituire una biblioteca di questo tipo; una biblioteca, cioè per soli esperti, aperta soltanto agli addetti ai lavori, come si suole dire. Noi abbiamo voluto creare una biblioteca popolare, aperta a tutti, dove tutti possano trovare ciò di cui ciascun individuo ha bisogno per conquistare quei traguardi di cultura, di civiltà, di progresso e di democrazia di cui ho parlato prima.

La mia amministrazione ha voluto creare una biblioteca, il cui compito non deve necessariamente esaurirsi con l'acquisto di volumi o libri interessanti che vanno dati in prestito a chi li richiede. Noi vogliamo che questo nuovo strumento di elevazione culturale e di riscatto spirituale si inserisca lentamente, ma in modo continuo, nella comunità. Uno strumento che affondi le sue radici nel tessuto sociale del nostro Comune e che operi con agilità e disinvoltura, promovendo attività culturali e promozionali di ogni genere.

La biblioteca comunale, o amici, non dev’essere soltanto un luogo in cui si va per sfogliare o leggere giornali e riviste; oppure per prendere libri in prestito. Questo deve essere un luogo aperto al dibattito, una palestra in cui si pratica la discussione, un centro di iniziative in stretto collegamento con tutte le attività che si svolgono nell'ambito del Comune. Tutti i problemi possono essere affrontati in questa sede; tutti i problemi possono essere dibattuti qui. Anche con spunti polemici, se necessario; ma a condizione che noi vogliamo dare un senso nuovo e positivo a questa iniziativa che, lo ripeto, sta molto a cuore all'Amministrazione comunale e, in particolare, al Sindaco che vi parla.

Voi tutti potete vedere dei libri intorno a voi, regolarmente catalogati e classificati, che raggiungono oggi il numero di circa millecinquecento e che saranno portati a tremila entro i prossimi mesi. Questi libri potranno essere presi in prestito da chiunque e portati a casa per essere letti, studiati o semplicemente consultati. Tutto ciò senza dover pagare alcuna tassa. Sono inoltre a disposizione giornali e riviste per i quali abbiamo sottoscritto l'abbonamento. Siamo abbonati a "La Nuova Sardegna", "Tuttoquotidiano", "Paese Sera", "II Corriere della Sera", "L'Espresso”, "Panorama", "Storia Illustrata", "Amica". Contiamo inoltre di sottoscrivere abbonamenti per altri giornali e riviste, se voi ci vorrete offrire collaborazione segnalandoci i vostri desideri. Così pure l'Amministrazione è disponibile per l'acquisto di quei libri che, a vostro giudizio, possono essere interessanti e meritevoli di attenta lettura e meditazione.

È inoltre in programma l'acquisto di un giradischi ad alta fedeltà per l'ascolto della musica classica e folk; giradischi che verrà acquistato con le offerte che mi sono pervenute da Gigi Carta che ha donato £. 100.000, da Pietro Piga che ha donato £ 50.000 e dal geometra Pierino Fele che ha voluto fare un omaggio di 100.000 lire. Altre offerte sono state preannunciate da privati cittadini, che si sono dichiarati entusiasti di questa nostra iniziativa. Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente queste persone, per esprimere loro la gratitudine della Comunità chiaramontese e mia personale.

Desidero inoltre ringraziare i consiglieri comunali, che col loro voto unanime in Consiglio, hanno reso possibile questa realizzazione e i membri del Comitato di vigilanza sulla biblioteca comunale Luisella Budroni e Giuseppe Solinas. Essi sono stati sempre presenti alle riunioni e hanno contribuito in misura determinante alla scelta e all'acquisto dei libri che vediamo intorno a noi.

Ringrazio infine i segretari comunali Salvatore Galleu e Tommaso Mulas, che hanno seguito l'andamento delle pratiche connesse all'istituzione e al funzionamento della biblioteca, nonché gli impiegati degli uffici comunali che, in varia misura, hanno dato un apporto non trascurabile. In particolare, mi preme ringraziare la signorina Tonina Stincheddu, la quale, insieme a me, si è sobbarcata il gravoso compito di catalogare, schedare e sistemare tutti i volumi finora acquistati.

E ringrazio anche voi, che siete intervenuti a questa cerimonia e anche tutti coloro che, con proposte, suggerimenti e critiche vorranno collaborare per il buon funzionamento della biblioteca e per migliorarne i contenuti, le iniziative e le attività.

La biblioteca sarà aperta al pubblico da lunedì prossimo, tutti i giorni feriali dalle ore 16 alle ore 18. In attesa dell'espletamento delle formalità previste dal bando di concorso per l'assunzione di un bibliotecario, la gestione sarà affidata alle cure della citata signorina Stincheddu.

Io mi auguro che questa sala possa essere frequentata da tanta gente. Mi auguro che questo nuovo sforzo dell'Amministrazione comunale possa trovare un terreno fertile in tutti i cittadini di Chiaramonti, ai quali essa è dedicata e per i quali essa dovrà operare. Se così sarà, potremo dire di esserci incamminati, con questo piccolo passo, sulla strada che porta alla cultura e al progresso. E quindi alla libertà e alla democrazia.

Questa è la mia speranza, confortata dalla presenza di tanti giovani. Speranza che vorrei fosse certezza per un migliore avvenire di questo povero, ma tanto amato, Chiaramonti.



[1] Tonina Stincheddu, Giuliana Cossu, Piera Manchia e Caterina Marrone. Spero di non aver dimenticato nessuno.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Novembre 2018 13:29
 

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