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A proposito del Carnevale di ieri… PDF Stampa E-mail
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Domenica 17 Marzo 2019 20:11

Due cronache del passato, pubblicate sulla Nuova Sardegna e riferentisi rispettivamente agli anni 1966 e 1992 ci raccontano un clima ben diverso da questo attuale, in materia di sale da ballo e sfilate di carri allegorici


 



1966 - Il parroco di Chiaramonti e le sale da ballo

La Nuova Sardegna - Gennaio 1966

Signor Direttore, in un paese piccolo, isolato e privo di diversivi come il nostro, si attende con ansia l’arrivo del Capodanno; non foss’altro perché in quella data, per consuetudine, s'inaugura l'inizio del Carnevale con l'apertura della sala da ballo. È poca cosa, lo sappiamo; ed è anche triste aspettare con ansia il Capodanno solo per questo. Ma, purtroppo, così è. Inutile nasconderlo.

Quest'anno le cose sono andate diversamente: niente inaugurazione del Carnevale; e cioè niente sala da ballo e divertimenti. Il motivo? Stando a quel che ha dichiarato il gestore del Cinema Fontana, chi di dovere non ha concesso l'autorizzazione per l’apertura della sala da ballo perché il parroco di Chiaramonti ha voluto mettere il bastone fra le ruote. Rovinando tutto, come al solito.

Infatti, forte del fatto che la chiesa del Rosario è poco distante dal cinema, il parroco avrebbe fatto pressione presso le autorità competenti perché fosse negata l'autorizzazione necessaria per l‘apertura della sala da ballo.

Il risultato? Chiaramonti è l’unico centro della provincia cui è stata negata la licenza per il ballo pubblico nella notte di Capodanno.

Come può constatare, signor Direttore, il fatto in se stesso non avrebbe molta importanza e non giustificherebbe la necessità di renderlo pubblico, se non ledesse il diritto sacro delle libertà personali di cui si parla tanto. E se non fosse confortato da analoghi precedenti prossimi e remoti.

Considerando, per l’appunto, il fatto in un contesto più ampio, siamo pervenuti alla conclusione che, a Chiaramonti, oggi ci ritroviamo schiavi della locale autorità religiosa. Come lo erano i cittadini dello Stato Pontificio ai tempi dei cardinali Rivarolo e Invernizzi. Qui, infatti, è possibile esercitare i propri diritti liberamente e democraticamente soltanto quando questi non cozzano contro la prepotente autorità del parroco. Il quale si avvale di tutte le leve a propria disposizione (e sono ancora molte, purtroppo!) per imporre il proprio volere anche quando la logica e il buon senso lo vieterebbero.

Insomma, chi vuole esercitare un proprio diritto contro la volontà del nostro pastore è destinato ad andare incontro a un’infinità di seccature, litigi, beghe e situazioni incresciose.

Dobbiamo dire, francamente, che ora incominciamo a essere un po’ stufi dei metodi adottati dal nostro reverendo parroco per salvare le anime dal demonio; e che siamo oltremodo seccati per la sua continua, inammissibile quanto controproducente intromissione in fatti che esulano dalle sfere della sua competenza.

Sì, siamo stufi! E non ricorriamo a metodi adottati in simili circostanze a Sennori[1] o in altri centri soltanto perché abbiamo molto rispetto per le cose sacre. Tuttavia non riteniamo giusto che si abusi di noi. Ogni pazienza ha un limite!

In fin dei conti, siamo forse esagerati, se chiediamo di poter fare, durante le feste natalizie, quel che fanno i giovani e non giovani di tutti i paesi del mondo? O forse, in un’Italia in cui sono tollerati i sequestri di persona, la mafia, la dilapidazione del pubblico danaro e altri innumerevoli scandali, è proibito ballare soltanto perché una chiesa (che, fino a non molti anni fa, era adibita a cinema parrocchiale) è poco distante dalla sala da ballo?...

Un Gruppo di Chiaramontesi (seguono 45 firme)

 

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1992 - Il carnevale ha svegliato il paese da un lungo letargo

La Nuova Sardegna 5 Marzo 1992

È stata una domenica straordinaria questa del Carnevale '92. Il paese, apparentemente abulico e in letargo per lunghi anni, nel caldo pomeriggio domenicale è esploso in manifestazioni di allegria, di trasgressione e persino di stravaganza. Una folla inconsueta è scesa in piazza e ha fatto festa, dimenticando ansie e preoccupazioni.

Negli ultimi decenni, il Carnevale era arrivato inutilmente in questo paese, fatta qualche eccezione che aveva registrato alcuni timidi tentativi di ripresa, naufragati miseramente nell'indifferenza generale. Questa volta è bastata la spinta dell'assessore alla pubblica istruzione Mariuccia Soddu a mettere in movimento i giovani, che hanno costituito un comitato e, autofinanziandosi, hanno messo su un programma di manifestazioni che hanno regalato al paese alcune ore di allegria autentica.

Avviati il giovedì grasso con una favata colossale, i festeggiamenti di Carnevale si sono conclusi domenica sera con un'abbuffata di fave e frittelle e con la sfilata di una decina di carri allegorici. Le preferenze sono andate al mondo della fantasia: Disneyland, la casetta di Biancaneve, i frutti magici e il castello incantato. La storia era presente con la Cina imperiale e una piramide egiziana con tanto di faraone, schiavi e principesse. Il carro sardo, scortato da improbabili poliziotti a dorso d'asino, ha portato in giro le note allegre dell'immancabile organetto e tanto, tanto vino. Quindi l’équipe del pronto soccorso e, per concludere, un nido di corvi neri e gracchianti. Giunti apposta da Palermo, informava un cartello.

 



[1] I sennoresi, poco tempo avanti, avevano accompagnato il parroco indesiderato ai confini del paese e in groppa a un asinello

 

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Marzo 2019 20:30
 

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