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Manlio Brigaglia un anno dopo PDF Stampa E-mail
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Domenica 12 Maggio 2019 16:29

Ricordo a quattro voci, presso il Salone del Libro di Torino, di un indimenticabile Maestro, di un Professore con la lettera maiuscola

di Paolo Pulina

V

enerdì 10 maggio 2019, a un anno preciso dalla morte, commemorazione del prof. Manlio Brigaglia nel Salone del Libro di Torino.

Alle 13.30, presso la Sala Avorio, quattro voci hanno ricordato il multiforme ingegno del Professore. Dopo la proiezione di una parte del documentario RAI “Manlio Brigaglia, 80 anni di storia”, curato da Tonino Oppes, Simonetta Castia, presidente AES-Associazione Editori Sardi, ha definito l’incontro-omaggio “un atto sentito” nei confronti del Professore col quale ha avuto la prima collaborazione per il volume scritto a quattro mani “Enrico Costa: lo scrittore e la sua città”, pubblicato nel 2009 presso la casa editrice Mediando di Sassari, di cui lei è titolare.

La seconda occasione è stata originata dalla preparazione del volume “Tutti i libri che ho fatto” in cui il Professore ha risposto a Salvatore Tola e a Sandro Ruju – in lunghe sedute di intervista – sulla pluridecennale sua dedizione (con passione e curiosità) a tutte le fasi della lavorazione editoriale a vantaggio di moltissime pubblicazioni riferite a ogni aspetto della storia e della cultura della Sardegna.

Purtroppo il Professore non ha potuto vedere pubblicato questo libro per il quale aveva dato il “visto, si stampi”. L’auspicio della vedova Brigaglia, Marisa Buonajuto – ha detto la Castia – è che vengano pubblicati i testi delle “Memorie sassaresi”, rubrica settimanale seguitissima che il Professore ha curato per “La Nuova Sardegna” dal 1994 al 2018.

Lo scrittore Flavio Sòriga ha raccontato dei suoi legami di affetto con l’amico “Manlio”, con il quale aveva un fitto quotidiano scambio di mail: lo aveva conosciuto per aver abitato un inverno a Sassari nello stesso palazzo di Viale Umberto. A Sòriga piacerebbe che Brigaglia fosse valorizzato anche nell’Italia continentale, dove difficilmente – a suo avviso – si possono trovare personalità alla sua altezza (ha citato Calasso, Fortini…), leggeri, ironici, autoironici come lui. E antiretorico: anche per ciò che riguardava la grandezza da molti vantata della storia della Sardegna e del suo popolo. Un uomo, Brigaglia, inoltre, di una generosità straordinaria, che non mai parlato male di nessuno.

Costantino Cossu, responsabile delle pagine Cultura/Spettacoli della “Nuova Sardegna”, ha rievocato alcuni episodi degli anni dal 1971 al 1974, in cui, lui, allievo di Brigaglia al Liceo “Azuni”, ha potuto vederlo manifestare un coraggioso antifascismo, che gli attirò anche qualche tentativo di aggressione fisica da parte dei rappresentanti del Fronte della Gioventù. Sulla falsariga metodologica delle domande che Brigaglia poneva ai suoi studenti (“Perché Dante aveva usato le terzine per esporre la sua concezione del mondo?”), Cossu ha dichiarato che anche per lui la più importante delle domande cui deve rispondere un giornalista è proprio quella del “perché”? (anche, per esempio, in tema di immigrazione…).

Anche Guido Melis è stato “marchiato” dall’insegnamento, al Liceo “Azuni”, del Professor Brigaglia negli anni della rivolta studentesca. Brigaglia docente ha accresciuto in centinaia di alunni la capacità di lettura e di scrittura. Non era un erudito. Non faceva certo lezione in senso abitudinario. Offriva stimoli continui: parlava di Montale, di Eco, di Saussure…

Era un grande comunicatore, qualunque mezzo usasse (radio; giornale; cinema: per i documentari di Fiorenzo Serra). Era dotato di una scrittura favolosa, insuperabile.

Grande storico, cominciò tardi ad appassionarsi alle carte di archivio. Ma la sua vita quotidiana si svolgeva tra le carte, per un impegno che si può così sintetizzare: “fare libri, fare libri, fare libri”. E tra questi il posto d’onore merita la sua “Enciclopedia della Sardegna” in tre volumoni.

Tutti gli interventi – compreso quello dell’editore Carlo Delfino – sono stati ravvivati da aneddoti gustosi, dal ricordo di battute sapide di un uomo eccezionale che oggi non c’è più ma che continua a vivere nella mente di chi lo ha conosciuto e che ha beneficiato del suo insegnamento (“che non morrà”…).

L’incontro nella Sala Avorio, curato da AES – Associazione Editori Sardi e Sulla terra leggeri, è stato replicato alla sera, presso la Sala San Massimo dell'Hotel NH Carlina, nella torinese piazza Carlo Emanuele II, a cura di AES e Associazione dei Sardi in Torino “Antonio Gramsci”.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Maggio 2019 21:11
 

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