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1980: a La Maddalena, cresce il dibattito sul turismo aggressivo PDF Stampa E-mail
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Martedì 28 Gennaio 2020 19:08

Occorre difendere l’isola dalle truppe in sandali e bermuda, senza togliere al turista il gusto della scoperta dei tanti siti appartati e paradisiaci

La Nuova Sardegna – 14 Agosto 1980


A proposito di turismo fai da te, pubblichiamo una lettera indirizzata al direttore della Nuova Sardegna e pubblicata a Ferragosto di quarant’anni fa. Il problema, per quanto ne sappiamo, in parte è ancora attuale. Ma ora sull’Arcipelago non piovono più i dollari dei Marines (c.p.)

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L

e proposte geniali e coraggiose avanzate da Pasquale Serra circa il futuro turistico di La Maddalena, e riportate da Gian Carlo Tusceri sulla Nuova lasciano alquanto perplessi.

La Maddalena, col proprio arcipelago, è un posto incantevole che deve essere salvaguardato a tutti i costi: su questo non si può non essere d'accordo.

I servizi di collegamento con Palau soffrono di carenze ormai croniche che soltanto le sollevazioni popolari riescono, di volta in volta, a mitigare in qualche misura. Anche su ciò, niente da dire.

Va pure bene la discriminazione a favore dei residenti. Che dovrebbero avere, in ogni caso, la precedenza assoluta sui traghetti nei confronti sia dei sardi che di qualunque altro forestiero. Ma pretendere di bloccare a Palau gli automezzi di chi non è maddalenino, via!, sembra proprio esagerato.

Intanto, ammesso che si possano tacitare le comprensibili reazioni del commercianti locali sostenendo semplicisticamente che il portafogli i turisti lo tengono comunque in tasca e non lo lasciano in auto, bisognerebbe pure spiegare agli ospiti chi si farebbe carico di accompagnarli, se non proprio a scoprire, almeno a visitare i mille angoli favolosi che l’isola ha ancora conservato intatti. A meno che non si pensi d’intruppare la gente nei soliti torpedoni. Magari forniti di aria condizionata.

Ma, vista da un pullman, La Maddalena non è più la stessa. Chiunque abbia un minimo di confidenza con questi luoghi lo sa bene.

Il turista che sceglie di venire da queste parti affronta, senza battere ciglio, tanti disagi (e molte spese) soltanto perché qui gli è ancora consentito di godere una vacanza a misura d’uomo, in un mare pulito, senza ombrelloni in fila e senza spiagge affollate. Ciò non va dimenticato!

Ma se proprio si desidera scoraggiare lo sbarco degli automezzi nell'isola, appare stranamente contraddittorio continuare a reclamare a gran voce, e persino con azioni di piazza, una maggiore disponibilità di traghetti e di equipaggi. Semmai sarebbe il caso di ridurre le corse attuali e dare subito la precedenza assoluta all'imbarco dei residenti e delle merci in arrivo!...

È comprensibile, e si sarebbe persino tentati di condividerlo, il desiderio dei maddalenini di chiudersi in una sorta di splendido isolamento che consenta a essi soltanto di saziarsi, felici, delle bellezze delle loro isole. Sulle quali, peraltro, (e non senza loro colpa!) incombe lo spettro del cemento. Ma chi ha scelto e incoraggiato la strada del turismo non può percorrerla a metà; anche se deve procedere con saggezza.

La gente in vacanza porta molti soldi, lo si tenga presente. In meno di tre mesi, ne lascia tanti quanti forse non ne arrivano nel resto dell'anno. E allora gli abitanti di Maddalena sopportino pure di buon grado i disagi conseguenti all'affollamento estivo (non sono poi così gravi come i loro simpatici e ormai consueti mugugni vogliono dare a intendere). Perché, tutto sommato, la convenienza c'è.

Si battano pure, gli isolani, per conquistare collegamenti adeguati; per prevenire gli scempi edilizi e per conservare le acque del loro mare libere e incontaminate. Troveranno molti sostenitori, su questo terreno. Ma lascino ai visitatori il piacere di giungere nell'arcipelago come credono e di scoprire da soli i luoghi più riposti e caratteristici delle numerose isole.

Semmai stiano in guardia, pronti a riprendere o a punire in modo esemplare quegli sporcaccioni (e sono tanti, purtroppo!) che insozzano le spiagge e mettono in pericolo l'esistenza dei rari ma preziosi boschi. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Carlo Patatu - turista a La Maddalena

 

 

 

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