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Funzioni laiche collaterali alla Settimana Santa PDF Stampa E-mail
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Venerdì 10 Aprile 2020 17:00

L’antica consuetudine di deporre mazzetti di fiori sui davanzali delle finestre delle ragazze nella vigilia di Pasqua, si è evoluta nel tempo; ma in senso negativo

di Carlo Patatu

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uest’anno, per la prima volta dacché ne ho memoria, la celebrazione delle festività pasquali avviene in forma del tutto inusuale rispetto al passato. Messa da parte la tradizionale coralità, stante il divieto di assembramenti per via della pandemia in corso, le funzioni religiose si svolgono in forma parziale, solitaria e… silenziosa.

Niente processioni, niente panegirici, niente Iscravamentu, niente lavanda dei piedi degli apostoli e niente gita fuori porta per Pasquetta. Tutti a casa, dunque. A meditare, a pregare (per chi ne sente il bisogno e la voglia), a riflettere, a leggere, ascoltare musica, vedere la TV e annoiarsi.

Che ne sarà dei romagliettes? Ci sarà qualche giovane ardito che, sfidando le disposizioni governative e la vigilanza dei Carabinieri, si avventurerà per le strade del paese, Sabato notte, a deporre mazzetti di fiori sulla finestra della donna amata? Propendo per il no. Ma tutto è possibile.

Col passare degli anni e il procedere della modernità, si è registrata una mutazione vera e propria nello svolgersi della consuetudine dei romagliattes. Fermi restando i mazzetti dei fiori, lo spargimento della paglia sui davanzali delle abitazione delle ragazze ritenute pazosas ha assunto dimensioni colossali e inconsuete.

La disponibilità dei trattori ha permesso, in talune circostanze, di scaricare per le strade interi carrelli, non di paglia, ma di lettiere maleodoranti prelevate della stalle. Con l’aggiunta di vecchie lavatrici, vasche da bagno ammaccate, water, bidet e altro ancora. A chi, come me, praticò quella consuetudine all’insegna della poesia e con spirito romantico, tale degenerazione fa venire la nausea. Ma tant’è.

Riporto, al riguardo, alcuni miei articoli, a suo tempo pubblicati sulla Nuova Sardegna.

Buona Pasqua! (c.p.)


Gli spasimanti respinti si sono vendicati come vuole la tradizione

Chiaramonti: molta paglia per le ragazze “difficili”


La Nuova Sardegna – 11 Aprile 1980

L'alba del giorno di Pasqua ha visto il centro abitato sommerso da una fitta coltre di... paglia! Sì, paglia. Ma non solo di questa si trattava, poiché si potevano ammirare, qua e là, anche erbacce, letame e altro materiale variamente profumato e inquinante.

I giovani chiaramontesi, seguendo una vecchia quanto discutibile usanza, hanno voluto punire in siffatto modo strano l'atteggiamento di certe ragazze che, atteggiandosi a pazosas o pregiumidas, talvolta non mostrano di gradire le affettuose attenzioni di taluni corteggiatori.

È consuetudine, infatti, in questo paese che, nella notte della vigilia pasquale, i giovani, arrampicandosi persino lungo le facciate delle abitazioni, vadano a deporre mazzetti di fiori (romagliettes) sulle finestre o sui balconi delle signorinette, accompagnando l'omaggio floreale con frasi e messaggi galanti scritti su appositi bigliettini.

Ma quei giovani che si vedono respinti o snobbati dalla donna del cuore, si vendicano cospargendo di paglia la zona antistante il portone d'ingresso dell'interessata, nella notte del sabato santo. Ciò per costringere le ragazze a una levataccia, la domenica di Pasqua, per ripulire frettolosamente la strada dall'ingombrante testimonianza di tanta disistima, prima che la gioventù del loco esca di casa per recarsi a messa.

La quantità, ma soprattutto la qualità della paglia, dà la misura del grado di antipatia nei confronti delle destinatarie del singolare omaggio.

Questa volta, come si è detto, le cose sono state fatte in grande stile, all’insegna dell'abbondanza e senza badare a spese. Intere montagne di fieno maleodorante hanno letteralmente sepolto molti portoni e qualche autovettura, per cui sono dovuti intervenire persino i vigili.

Effetto delle ricche scorte di foraggio per via della buona annata? O forse i casanova locali non accettano di buon grado le preferenze che, diversamente dal passato, le ragazze di oggi sembrano accordare in misura maggiore ai forestieri?

Il nostro, si sa, è pur sempre un paese di maschilisti, dove certe cose non le si lascia ancora passare. Un fatto è certo, comunque; a giudicare dall'abbondanza dei materiali, i maschi delusi sono indubbiamente tanti e, per giunta, devono essere anche molto arrabbiati con le sbarbine nostrane.

Qualcuno, infatti, incoraggiato dalle tenebre e sicuramente ispirato da una discreta dose di pessimo gusto, ha finito col dare fuoco alla paglia che, bruciando rapidamente, ha danneggiato diversi portoni; ma si tratta di uno stupido fuori programma che, in ogni caso, non ha niente a che tare con la tradizione. Che è altra cosa.


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Di notte nei giardini pubblici

Vandali in azione a Chiaramonti

Spezzati alcuni pregiati alberelli

La Nuova Sardegna – 10 Aprile 1985

Altra scorribanda notturna dei soliti ignoti; questa volta, in edizione pasquale. Il bersaglio, nella circostanza, è stato scelto fra gli alberi ornamentali dei giardini pubblici: una magnolia e un pitosporo, allevati con cura per qualche decennio, sono stati stroncati e messi in mostra sui sedili delle panchine di piazza Repubblica.

E, per arricchire la composizione, sono stati rimossi da un edificio e trasportati presso i giardini pubblici alcuni discendenti, mentre una cassetta di derivazione dell'impianto d'illuminazione pubblica, colpevole di avere resistito alle sollecitazioni dei forzuti protagonisti del raid notturno, è stata abbattuta e lasciata in loco.

La notte del Sabato Santo, tradizionalmente dedicata a deporre mazzetti di fiori (romagliettes) sui davanzali delle finestre in omaggio alle ragazze, da un po' di tempo a questa parte registra atti di violenza e di teppismo cui la gente è ormai stanca di assistere. Anche perché i danni prodotti, oltre al patrimonio, rovinano anche l'immagine del paese.

 

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Le ragazze di Chiaramonti al centro di una originale tradizione pasquale

Sulle porte troveranno fiori o cumuli di paglia

La Nuova Sardegna – 19 Aprile 1992

Con le funzioni della settimana santa si è tornati all'antico. Grazie a un gruppo di giovani, la cerimonia de S'iscravamentu, e cioè della deposizione del Cristo dalla croce, si è svolta così come accadeva molti anni fa.

La tradizione, che si era interrotta bruscamente nei primi anni Cinquanta, prevedeva un cerimoniale molto elaborato che, partendo dal lavaggio dei piedi agli apostoli nel giorno del Giovedì Santo, si concludeva con la processione solenne del Cristo risorto nella mattinata di Pasqua. Passando attraverso S'iscravamentu e il silenzio delle campane che, legate per qualche giorno, venivano sostituite dalle matracas, che annunciavano lo svolgersi delle cerimonie religiose nei giorni del venerdì e del sabato precedenti la Pasqua.

L'iniziativa di alcuni cultori appassionati delle vecchie consuetudini ha permesso di rispolverare il cerimoniale antico. Sono stati ricostruiti accuratamente i costumi dei confratelli, una sorta di lungo camice bianco con copricapo. Ma, soprattutto, ha destato emozione la ricomparsa delle figure dei due zenturiones Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, che hanno deposto il Cristo dalla croce.

Stamani (giorno di Pasqua) le ragazze, spalancando con trepidazione le finestre subito dopo il risveglio, troveranno mazzetti di fiori sul davanzale. Romagliettes, così si chiamano in sardo, che i giovani avranno provveduto a deporre durante la notte. Si tratta di un'usanza antichissima, che non ha subìto interruzioni e che vanta un vero e proprio marchio di originalità, essendo praticata soltanto in questo centro. Alle ragazze ritenute pazosas, e cioè altezzose, al posto dei fiori vengono deposti davanti alla porta di casa grossi cumuli di paglia. Costringendo così le madri premurose a una levataccia per ramazzare il tutto. Prima del passaggio della processione.

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Aprile 2020 17:33
 

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