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1978 - Una brutta pagina del calcio chiaramontese: l'arbitro fu picchiato a sangue PDF Stampa E-mail
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Domenica 07 Giugno 2020 19:03

I motivi della radiazione del Chiaramonti - Nessuno della squadra di casa lo soccorse - Gravi incidenti durante e dopo la partita provocati dai giocatori squalificati, che ora respingono le accuse

La Nuova Sardegna - 6 Maggio 1978

S

ono numerosi gli episodi che hanno indotto il giudice sportivo a radiare il Chiaramonti e a squalificare a vita un dirigente, due giocatori e, per diversi mesi, altri dieci giocatori, tutti coinvolti negli incidenti avvenuti durante e dopo la partita Chiaramonti-Nurra Li Piani, disputata il 25 aprile.

Dopo avere rilevato che, già prima dell'inizio della partita, l'arbitro aveva disposto l'allontanamento di alcuni sconosciuti dal campo e aveva fatto chiudere due ingressi al terreno di gioco, il giudice, nella sua motivazione, sostiene che l'arbitro, nel primo tempo e all'inizio della ripresa, aveva ammonito per proteste e per scorrettezze alcuni giocatori del Chiaramonti, inferociti dopo l'assegnazione di un rigore a favore del Nurra Li Piani.

Al 18' del secondo tempo, subito dopo il raddoppio della squadra ospite, il direttore di gara e i giocatori ospiti venivano fatti oggetto di un nutrito lancio di pietre da parte dei sostenitori locali. Al 25', l'arbitro si è visto costretto a interrompere momentaneamente la gara perché alcune persone si erano introdotte nel campo e avevano tentato di aggredirlo, senza riuscirvi, grazie all'intervento degli atleti e dei dirigenti del Nurra.

Intanto, durante questi primi incidenti, i giocatori, i sostenitori e un dirigente (squalificato a vita) minacciavano verbalmente l'arbitro. Il quale, temendo per la sua incolumità, anche per la palese indifferenza dell'unico tutore dell'ordine (un vigile urbano), decideva di continuare la gara pro-forma.

Subito dopo, secondo quanto si legge nella motivazione, lo stesso dirigente incitava i giocatori del Chiaramonti ad aggredire l'arbitro. Alcuni giocatori di casa iniziavano a ingiuriare l'arbitro, spingendolo violentemente e a colpire in maniera rude gli avversari. Subito dopo la terza rete del Nurra, i giocatori ospiti venivano ripetutamente colpiti dagli atleti del Chiaramonti.

Al termine dalla gara, avveniva il pestaggio. Mentre l'arbitro si avviava verso gli spogliatoi circondato, per espressa sua richiesta, dai giocatori locali a dal dirigente, si legge nella motivazione del giudice, "veniva colpito alla schiena da una violenta pallonata calciata volutamente da un giocatore  del Chiaramonti e, subito dopo, veniva ancora colpito con un violento pugno o corpo contundente al viso e da una spinta che lo faceva cadere; quindi sottoposto a una brutale e selvaggia aggressione, con calci in diverse parti del corpo, che si protraeva per alcuni minuti.

Nonostante le invocazioni di aiuto e di dolore dell'arbitro, i giocatori del Chiaramonti non intervenivano in sua difesa, ma rimanevano indifferenti al violento episodio.

Dopo l'aggressione, l'arbitro, soccorso in un primo momento dal sindaco di Chiaramonti e dal medico condotto, veniva trasportato all'ospedale di Sassari, dove rimaneva ricoverato per due giorni. Il referto dei medici parlava di 15 giorni di cure.

Servizio a cura della redazione di Sassari

Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Giugno 2020 17:13
 

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