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1978 - Hanno picchiato l’arbitro? “Punizione eccessiva”, dicono a Chiaramonti PDF Stampa E-mail
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Lunedì 08 Giugno 2020 16:59

“La radiazione della società sportiva, è provvedimento sproporzionato perché non trova giustificazione nei fatti”. Questo il parere del presidente Tonino Pinna

La Nuova Sardegna - 6 Maggio 1978

I

ncredulità, riprovazione, stupore e sdegno: questi i sentimenti degli sportivi di Chiaramonti di fronte al severo verdetto del giudice sportivo, che ha radiato la squadra locale militante in seconda categoria e ha squalificato a vita due atleti, un dirigente del Chiaramonti e, per periodi che vanno dai due agli otto mesi, altri dodici giocatori della stessa squadra per il pestaggio all'arbitro durante la partita col  Nurra Li Piani del 25 Aprile.

“Ci attendevamo la squalifica del campo - ha detto il presidente del Chiaramonti Tonino Pinna -, ma non certo la radiazione della società. Mi sembra che il provvedimento sia sproporzionato, perché non trova giustificazione nei fatti”.

L'arbitro è stato aggredito e percosso al termine dell'incontro, che si era appena concluso con la sconfitta dei locali per tre reti a zero e mentre si avviava con i giocatori verso gli spogliatoi. Alcuni teppisti si sono avventati sul direttore di gara e lo hanno colpito a pugni e calci.

Secondo l'arbitro, nessun giocatore del Chiaramonti lo avrebbe soccorso. Il direttore di gara aveva riportato gravi ferite ed era stato ricoverato per due giorni all'ospedale.

“Non c'è stato un solo giocatore che abbia accennato minimamente ad aggredire l'arbitro - ha detto Leonardo Arru, allenatore del Chiaramonti -; sono cose che dispiacciono; ma non mi riesce di comprendere il motivo di tanto rigore, senza dubbio eccessivo, veramente sproporzionato rispetto a quanto in effetti è accaduto”.

Tutti i giocatori squalificati non nascondono la loro rabbia.

“Percorreremo tutte le strade che i regolamenti federali ci lasciano aperte - dice Rinaldo Villa – e cauteleremo anche in sede legale la nostra dignità di sportivi, offesi da un referto arbitrale certamente fazioso. È bene non dimenticare che, pur avendo constatato le scarse capacità di cui l'arbitro aveva dato prova durante la partita, noi giocatori lo abbiamo soccorso, gli abbiamo prestato le prime cure e lo abbiamo successivamente accompagnato. Tutto ciò lo abbiamo fatto per dovere di ospitalità e anche perché siamo contrari a ogni forma di violenza”.

Ma, allora, chi è responsabile di quanto è accaduto?

“Pochi scalmanati - ha affermato il presidente Tonino Pinna - che non si identificano con la società, né con gli sportivi chiaramontesi”. (c.p.)

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Giugno 2020 00:08
 

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