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Donna Lucia Tedde: i parenti spirituali di comparatico di Chiaramonti e dintorni - 3a e ultima parte PDF Stampa E-mail
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Venerdì 10 Luglio 2020 00:00

di Angelino Tedde, Andreina Cascioni, Giovanni Soro.

N

e deriva che in totale le famiglie legate a Donna Lucia in parentela spirituale negli anni esaminati furono trenta. Una percentuale abbastanza limitata visti i circa 1.187 battezzati dei singoli fogli durante la sua esistenza. Osserviamo che la maggior parte delle trenta famiglie dei battezzati e delle cresimate sono chiaramontesi, salvo qualcuna, proveniente da fuori.

Dei nobili o señores contiamo dieci laici, Franciscu Pilu, (1), Bernardinu Pes Sardu (1), Señor Juanne Maria Sata de Othiery (3), Juanne Maria Sata Siny de Othieri (1), Andria Satta (1), Martine Ispensatellu (1), Lusoriu Andrea Busel de Valencia de Po piemontese (1), Antoni Tanca (1). Tra i vicari e i curati ne contiamo diciasette, rev. Franciscu de Melas (2), rev. Nicolau Mossa vicariu (3), rev. Matheu Are cura (1), rev. Nicolau Seque cura postea vicariu (2), rev. Antony Cossu (1), rev. Gasparru Marras de sa villa de Martis (1), rev. Matheu Aranzanu, vicariu (3), rev. Leonardu Murgia (1), rev. Mighely Anghelu Cabanna de sa villa de Laerru (1), rev. Thomas Pirinu cura (1).

Concludendo  questa prima parte della ricerca possiamo affermare  che Donna Lucia Tedde, di nascita nulvese, venne a Chiaramonti le prime due volte a 10/11 anni, registrata di Nulvi, tornò a 12  anni per altri battesimi, prendendo la residenza a Chiaramonti dove visse fino alla  dettatura del testamento nel febbraio del 1755 al notaio Hioannes Vaca Guiso di Sassari e delle ville circostanti  e alla morte violenta nel suo palazzotto nella stesso anno del Signore. A Chiaramonti esercitò la sua egemonia economica e politica e contrasse parentele spirituali che de facto si tradussero in alleanze per la sua fazione. Si suppone che abbia avuto buoni rapporti col clero locale e dei paesi vicini con i suoi parenti di Nulvi e di Ozieri, in particolare con  la sorella Agneta e col cognato Juanne Maria Sata o Satta, suo partner almeno in tre battesimi, e accompagnatore a Cagliari dove ebbe modo d’introdurla tra la nobiltà della capitale “dove si mosse con imprevedibile disinvoltura alla ricerca di sostegni  che le evitassero severe misure punitive.”(Lepori 2010, p. 158 124).

Gli autori ringraziano tutti coloro che, con suggerimenti e osservazioni, hanno contribuito alla stesura di questa prima puntata e in particolare il prof. Giuseppe Doneddu, la dr.ssa Antonella Panzino, il prof. Giancarlo Zichi, mons. Pietro Francesco Tamponi e i suoi collaboratori e dr. Gianni Vulpes. Molti dati ce li ha offerti con i suoi saggi la prof.ssa Maria Lepori che ringraziamo calorosamente.  Un grazie speciale agli archeologi dr. Gianluigi Marras e al dr. Franco Campus che ci hanno dato le dritte per la descrizione del borgo e della chiesa di San Matteo. Un grazie particolare al dr. Carlo Patatu sempre disponibile a darci notizie sul paese, sugli stabili del Settecento e sulla  memoria storica delle vie e del paese.


Archivi e Bibliografia consultati

Archivio di Stato di Cagliari. A.S.C.

Archivio Storico Diocesano di Sassari A.S.D.S.

Biblioteca Beni Culturali Sassari Buss.

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3 - fine

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Luglio 2020 09:50
 

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