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Caprera, Peppino, Clelia, Nino e Groffeddo...
Scritto da Tore Patatu   
Martedì 18 Agosto 2020 09:08

Ricordo benissimo quel giorno.

Ero diventato sindaco di Chiaramonti da circa tre mesi e mi aggregai alla compagnia, portando con me due sposini, miei colleghi, arrivati in Sardegna da poco: Carlo Colloridi e la Pelessa, nome d'arte della moglie, ricavato dal suo cognome Pelessoni.

L'operazione di pulizia nacque dall'amore viscerale che alcuni di noi, soprattutto Carlo, avevamo per Caprera, l'isola più bella del mondo. Non ricordo perché in quell'occasione non ci fosse con noi Ciondolo, che non è mai mancato nelle nostre numerose gite a La Maddalena. Io e lui, tutte le volte che ci recavamo nell'Isola in compagnia, creavamo delle gustose scenette, imitando Peppino Garibaldi e il povero Groffeddo, che giocavano a terziglio con Nino Bixio. I due luogotenenti facevano arrabbiare l'eroe dei due mondi, perché, sotto sotto gli corteggiavano "Tzilighestavano” la figlia Clelia.

Scientemente commettevamo un enorme falso storico, in quanto Nino Bixio e Goffredo Mameli non misero mai piede a Caprera. Inoltre, l'autore del nostro inno morì prima che Clelia nascesse. Ma i luoghi ci facevano sognare e la fantasia galoppava a briglia sciolta.

Non me la sento di scrivere tutti i nomi, in quanto non ci vedo bene. Il 28 di questo mese sarò sottoposto a operazione per la cateratta sinistra. Potrebbe farlo qualcuno di voi? Purtroppo, alcuni amici di quel gruppo sono morti prematuramente. Peppino Piu, Massimo Schintu e lo stesso Carlo Colloridi, che è l'ultimo a destra in piedi, con gli occhiali. La moglie gli sta proprio davanti.