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La cosiddetta chiesa di San Luigi PDF Stampa E-mail
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Sabato 03 Ottobre 2020 10:34

Storiella paesana di metà '800

di Claudio Coda

I

n paese viveva Luigi Franchini che nel 1850[1] rivolgeva supplica[2] all'Ill.mo Arcivescovo turritano, al tempo Alessandro Domenico Varesini (dal 1838 al 1864), di poter destinare un fabbricato. appena edificato, per un Oratorio e dedicarlo al suo Santo protettore, san Luigi Gonzaga.

La Curia inviò un delegato, nel 1856 nientemeno che il Rettore Salvatore Cossu (1799/1868), figura nobile, nonché chiaramontese, parroco della S. Pietro in Ploaghe.

In maniera breve riassumo la sua relazione:

a)- il locale di m. 8,80 x 4,60 e l'altezza di 4,28;

b)- la quota pavimento è sotto di 2 m. dal livello del terreno sovrastante e senza scolo per le acque, pertanto umidissimo;

c)- manca di una sacrestia e arredi sacri: crocifisso, pietra Sacra, Carte Gloria, tovaglie, tabelle di preparazione della Messa, calici. Insomma “manca di tutto”, così annotava il Rettore;

d)- la parte destra del locale comunica direttamente con l'abitazione del Franchini (nonostante avesse comunicato che non lo fosse) e la parte sinistra, all'esterno, una piccola tettoia in uso a stalla con attiguo letamaio.

Qualche anno passò, e nel 1863, il Sindaco Bachisio Madau inviò all'Arcivescovo un invito per la benedizione della “chiesetta di San Luigi deposito cadaveri”.

Da qui, immagino la “storia” della chiesa di San Luigi, mai confortata da documentazione storiche, tanto meno indicata nella mappa realizzata a fine dell'800, qui riportata. Per di più: nessun lascito pio o proprietà a lei intestata, ma così invece, ricchi di donazioni, l'Oratorio di S. Croce e quello del Carmelo che avevano la rispettiva chiesa.

350L'oratorio deposito cadaveri del Franchini, secondo una mia ricostruzione, sarebbe dovuto essere al di sotto dell'attuale via al Castello (già via S. Luigi) e compreso nell'abitato tra le vie Amsicora (già via Anglona), via XX Settembre (già via Giov. Maria Angioy) e via Giorgio Falchi.

Quest'ultima via, ironia della sorte, era titolata al Rettore Salvatore Cossu (poi nome scomparso nella toponomastica modificata nell'agosto 1973), il prelato che aveva scandalosamente scoperto, con sicuro imbarazzo e disapprovazione, che unu magasìnu attiguo a unu muntonàrzu era destinato per chiesetta-oratorio.

Per concludere: dalle 24 chiese, che si ritengono storicamente presenti nel territorio, dobbiamo escludere quella di S. Luigi.

Sempre a mio parere e chi, eventualmente, n'è più informato si faccia avanti.

Farebbe cosa graditissima alla conoscenza storica di questo villaggio.



[1] O 1856 (non ben definito il documento, riguardo l'ultimo numero).

[2] Da archivio privato dell'autore.

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Ottobre 2020 16:49
 

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