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L'impresa impossibile di Cristoforo Colombo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Lunedì 12 Ottobre 2020 15:07

Oggi ricorre l'anniversario della scoperta dell'America.


Venerdì 12 Ottobre 1492, 528 anni fa, il navigatore genovese Cristoforo Colombo, al comando delle tre famose caravelle Niña, Pinta e Santa Maria, mise piede in un’isoletta delle Bahamas.

I locali la chiamavano Guanahani, ma lui la ribattezzò San Salvador. Quindi, convinto di essere approdato nelle Indie, ne prese possesso in nome e per conto dei re di Spagna, i coniugi Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. Che, come si direbbe oggi, avevano sponsorizzato l’impresa.

Le tre caravelle erano partite dal porto di Palos, in Spagna, il 3 Agosto; ma, tre giorni dopo la partenza, si ruppe il timone della Pinta. Ciò costrinse la flotta a una sosta forzata di trenta giorni nell’isola di La Gomera (Canarie) per operare le necessarie riparazioni.

Quella di Colombo fu una delle più grandi e ardimentose imprese compiute dall’uomo. Come andare sulla luna. Con la data della scoperta dell’America si fa coincidere la fine del Medio Evo e l’inizio dell’Evo Moderno. E quindi del Rinascimento. Il mondo non era più quello di prima. L’uomo aveva osato lasciarsi alle spalle le Colonne d’Ercole per affrontare l’ignoto con successo.

Quel successo, come altri che vennero più tardi, reca la firma di un italiano. Che, all’epoca, aveva 41 anni. Morirà a Valladolid (Spagna) 14 anni più tardi, nel 1506. Riposa nella cattedrale di Siviglia. Ma la disputa fra storici sulla localizzazione della sua tomba non ha raggiunto ancora conclusioni certe.

 

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