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Vaccino sì; ma quando dove come? PDF Stampa E-mail
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Giovedì 18 Febbraio 2021 10:20

La vaccinazione anti Covid in Sardegna segna il passo - A tutt’oggi, nulla sappiamo circa la somministrazione del farmaco per fasce di età

di Carlo Patatu

F

accio parte dei Sì-Vax; e cioè di coloro che non hanno nulla in contrario a vaccinarsi. Contro qualunque virus o malattia. Data la mia condizione anagrafica (85 anni compiuti un paio di settimane fa), dovrei essere convocato a breve per la vaccinazione anti Covid-19 di prossimo avvio anche in Sardegna.

Dovrei…

Al momento, infatti, non ho certezza alcuna sul come e sul quando gli ultraottantenni saranno chiamati a vaccinarsi. La Regione tace, l’ATS (Azienda Tutela Salute) pure, al di là di generici flash a mezzo stampa per annunciare che “presto” la vaccinazione avrà inizio. Ma guardandosi bene dall’indicare luogo e data precisi.

Nel frattempo, mi chiedo (e credo se lo chiedano molti insieme a me): quando? E dove? Le operazioni vaccinali si svolgeranno in ospedale? Oppure nei poliambulatori? In paese a cura dei medici di base? Dovrò prenotarmi? E con quali modalità? Oppure sarà il Servizio Sanitario a contattarmi?

Mistero.

Ho fatto un giro su internet, dove mi si dice tutto sulla vaccinazione, sull’importanza di aderire all’invito della Sanità pubblica e sui vantaggi che ne derivano. Ma continuando a tacere sul dove, come e quando verrà il mio turno.

Dalla lettura di una tabella compilata dal Ministero della Salute apprendo che la mia cara Regione, in materia di vaccinazioni anti Covid-19, si è piazzata al terzultimo posto con una percentuale pari al 68,3% di dosi iniettate rispetto a quelle disponibili (68.482 su 97.320). Dietro di noi stanno soltanto Liguria e Calabria.

Ho motivo di preoccuparmi? Credo proprio di sì.

È vero che la fornitura del vaccino non è ancora a regime e che ci sono ritardi nella consegna dei flaconi. Tuttavia nulla impedisce, nel frattempo, di avviare la macchina organizzativa (ammesso che ce ne sia una) e predisporre quanto occorre per partire con la dovuta tempestività quando la fornitura dei vaccini sarà regolare. Nulla vieta di stabilire fin d’ora le modalità di esecuzione, la localizzazione dei centri vaccinali e la prassi da seguire per avvertire gli interessati.

Perché non lo si fa?

Tanto per fare un esempio, il mio consuocero, in Sicilia (che pure non è un modello di efficienza), già da alcune settimane sa che nella mattinata del 4 Marzo prossimo dovrà presentarsi all’ospedale di Siracusa per la somministrazione del vaccino Pfizer.

Il Comune di Chiaramonti ha fatto o va facendo qualcosa al riguardo? Nell’ipotesi di un coinvolgimento dei medici di base, gli amministratori hanno qualche idea circa la disponibilità di locali idonei ad accogliere operatori sanitari e pazienti? Se non lo si è ancora fatto, lo si faccia subito e, senza perdere tempo, lo si renda noto alla comunità. Per non essere colti di sorpresa, all’ultim’ora.

Intanto incrocio le dita.

 

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