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Cosa fa il Consiglio comunale? PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 31 Marzo 2021 12:30

Analisi dell’attività svolta dall’assise del Comune di Chiaramonti relativamente all’anno 2020

di Carlo Patatu

L

avorano tanto o poco i consiglieri di un piccolo comune come il nostro? Partecipano con l’assiduità dovuta alle riunioni  che il sindaco convoca di tanto in tanto? Di che si occupano?

Mi pongo spesso queste domande; ma credo che altri, come me, se le pongano. Mossi, come me, da curiosità e interesse legittimi. Pertanto, essendo un visitatore assiduo del sito ufficiale del Comune di Chiaramonti, ho provato a darmi qualche risposta, dopo una breve ricerca. Può darsi che i dati che fornirò siano inquinati da qualche errore, tuttavia danno un’idea dell’impegno che i nostri rappresentanti  a Palazzo profondono nel mandato che hanno chiesto e ottenuto.

Dico subito che, a seguito della riforma Bassanini, entrata in vigore per la prima volta nelle elezioni del 1993, l’attività della giunta e del consiglio risulta ridimensionata, essendo state trasferite tante competenze ai responsabili dei singoli uffici, che vi provvedono adottando autonomamente determinazioni sulla scorta delle direttive dell’Amministrazione. Tanto per fare un esempio, quando io ero sindaco (1970/1975), la giunta municipale doveva riunirsi anche per deliberare l’acquisto dei materiali di pulizia per la cura degli stabili comunali. Ora non più, poiché vi provvede il dipendente responsabile di quel settore.

Ho consultato l’elenco delle deliberazioni adottate l’anno scorso dal Consiglio. Che si è riunito nove volte nelle date seguenti: 20 Gennaio, 17 Aprile, 11 Giugno, 1 e 8 Luglio, 29 Settembre, 6 e 30 Novembre, 28 Dicembre. Sette di quelle sedute sono state presiedute dal Sindaco e due dal suo Vice. A cinque di esse risultavano presenti tutti (primo cittadino e 10 consiglieri). A una mancava un componente, a due ne sono risultati assenti un paio e a una le poltrone vuote sono state tre. In sette casi ha verbalizzato il segretario Aldo Lorenzo Piras e nei restanti due la segretaria Maria Giuseppa Bullitta. Nel corso delle nove assemblee (in media una ogni 40 giorni), sono state adottate 31 deliberazioni. Mediamente tre e mezza per seduta.

Di che si sono occupati i nostri consiglieri comunali?

Prevalentemente di questioni burocratiche, di atti dovuti. Infatti ben 12 delibere riguardavano il bilancio (approvazioni, variazioni, assestamenti, etc,). Cinque atti si riferivano a regolamenti comunali o sovracomunali, 10 a nomine di rappresentanti del Comune,  convenzioni e roba del genere. Infine quattro dedicate rispettivamente ai barracelli, a tariffe sui servizi comunali, alla casa di riposo Le Rondini e a una mozione favorevole a che l’UNESCO riconosca il paesaggio culturale della Sardegna come museo a cielo aperto.

Non ho avuto modo di assistere a quelle riunioni anche per le limitazioni imposte dalla pandemia da Covid-19 tuttora in corso. Presumo che il tutto si sia risolto nel volgere di pochi minuti e con le consuete approvazioni per alzata di mano, fatta eccezione per le nomine di rappresentanti, per le quali la legge impone la votazione a scrutinio segreto.

Che dire?

Il paese, e con esso il Comune, vivacchia. Non sono comparsi, in quelle riunioni, argomenti di un certo interesse sia nazionale che regionale e, soprattutto locale. Tanto per citare un esempio, mi sarebbe piaciuto conoscere il parere del Consiglio sulle tante incompiute: ex caserma dei carabinieri, zona industriale con annessa struttura di un mattatoio, edificio ex scuola media. Ma sarebbe stato il caso di discutere, qualche volta, anche della situazione di grave crisi nel settore dell’occupazione, specie giovanile. Mi risulta che sia stato sottoposto all’attenzione del Comune un piano di percorsi campestri che, studiati a mo’ di margherita, partirebbero dal centro abitato per toccare siti d’interesse notevole dal punto di vista archeologico, monumentale e paesaggistico, non mancando di lambire le strutture di agriturismo locali. Chi se ne sta occupando?

Fateci sapere qualcosa, per cortesia.

In breve, mi pare che gli ordini del giorno di quelle riunioni siano frutto dell’iniziativa dell’apparato burocratico del Comune, più che degli amministratori, Sindaco in testa.

Risulta evidente l’assenza di una opposizione. Che, se presente, darebbe ai consiglieri in carica quella spinta propulsiva così bene illustrata ai giardini pubblici presentando la lista in campagna elettorale e che paiono avere perso strada facendo.

Può darsi che sbagli, ma questo pare a me.

In ogni caso, buona Pasqua a tutti.

 

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