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Pandemia, per la Sardegna un Aprile da dimenticare PDF Stampa E-mail
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Domenica 02 Maggio 2021 17:24

Già zona bianca a Marzo, l’Isola ha fatto il salto triplo con avvitamento, tingendosi prima di arancione e poi, addirittura, di rosso – I dati raccolti nel mese passato

di Carlo Patatu

I

n materia di contagi da Covid-19, quello appena trascorso è stato un mese infausto per la Sardegna. Da dimenticare, se possibile.

Dichiarata la nostra isola zona bianca il 1. Marzo, abbiamo gioito tutti per tale inattesa condizione di privilegio, unica in Italia. Ci pareva che fosse ormai a portata di mano l’uscita dal tunnel. Non era così. Non poteva esserlo. Infatti, comportandoci come se tutto fosse ormai finito, i casi di positività al virus hanno ripreso a salire, portando la percentuale dei contagi sui tamponi processati, stabile intorno allo 0,7% all’inizio del mese di Marzo, a un preoccupante 10,3% il giorno 27 successivo. Tant’è che siamo passati dal bianco all’arancione il 12 Aprile e quindi a zona rossa la settimana dopo.

Ma veniamo ai dati di Aprile. Tra parentesi quelli di Marzo.

Sono stati registrati, nel corso dell’intero mese, 9.004 (4.292) nuovi casi di positività, con una media giornaliera di 300 (138). I decessi, complessivamente, sono stati 150 (76), con una media giornaliera di 5 (2). Sono stati processati 181.010 (243.477) tamponi, in media 6.034 al giorno (7.854). Mediamente, l’indice di contagio in relazione ai tamponi eseguiti è salito dal 2,2% di Marzo al 6,52%. Ecco perché la zona rossa era d’obbligo, ancorché maledettamente sgradita.

Nel frattempo, è proseguita la campagna di vaccinazione, con qualche intoppo, di tanto in tanto. Circa il coinvolgimento dei medici di famiglia, a parte i soliti annunci trionfalistici dell’assessore regionale alla Sanità, nulla è cambiato.

Le tabelle allegate illustrano compiutamente la situazione appena descritta.

Che dire?

Siamo tutti, e sottolineo tutti, profondamente angosciati per quanto ci accade intorno. Siamo stufi di starcene tappati in casa e di limitare al minimo indispensabile le uscite, mal sopportando le pur indispensabili e preziose mascherine.

Ma c’è pure chi, per sbadataggine, leggerezza, ignoranza o altro, continua a porre in essere comportamenti che nessuna autorità di Polizia è in grado di sanzionare a dovere. Occorre dire però, con tutta franchezza, che, talvolta, il nostro senso di responsabilità e di rispetto per noi stessi, oltre che per gli altri, ha mostrato più di un cedimento.

Da domani vestiremo nuovamente in arancione. Intanto, oltre a esserci vaccinati, continuiamo a sperare e ad agire con la prudenza dovuta.


 

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