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Ricordando Manlio Brigaglia, scomparso tre anni fa PDF Stampa E-mail
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Lunedì 10 Maggio 2021 10:32

Fu uomo di grande cultura, docente di storia all’Università, autore di un’infinità di libri, giornalista molto letto, era titolare di una rubrica quotidiana sulla “Nuova Sardegna”

di Carlo Patatu

 

O

r sono tre anni, il 10 Maggio 2018, ci lasciava per sempre il prof. Manlio Brigaglia, storico, accademico e giornalista. Uomo colto e conferenziere affascinante, era gallurese per nascita (Tempio 1929) e sassarese di adozione. Lo ricordo con stima e affetto immutati.

Non lo ebbi come professore. Sono uno di quelli che, come lui amava dire scherzando, ha perso una grande occasione. Infatti, pur avendo studiato a Sassari da accudiddu, quella “grande occasione” me la sono persa davvero. Ho avuto modo di conoscerlo più tardi, negli anni Ottanta del Novecento. Lui docente di Storia nell’Ateneo sassarese e io direttore del Circolo Didattico di Nulvi.

Quella conoscenza, del tutto fortuita, si trasformò presto in amicizia. Ma, pur avendo dimestichezza e confidenza per ragioni di lavoro con la prof. Marisa Bonajuto Brigaglia, sua moglie, mai sono riuscito a dargli del tu, sebbene più volte sollecitato da entrambi. Non potevo, era più forte di me. Lo vedevo, e così lo ricordo, come un monumento; un mostro d’intelligenza, di cultura e di memoria; autore di un numero infinito di pubblicazioni e facilitatore di tante altre.

Per quasi un decennio fu socio onorario del Lions Club Castelsardo, di cui faccio parte. La sua disponibilità ci consentì di organizzare manifestazioni culturali di qualità rilevane e di avere in lui un consigliere prodigo di suggerimenti e non solo. Partecipò anche, come relatore ufficiale, alla presentazione del mio libro Scuola Chiesa e Fantasmi, a Chiaramonti, nella sala del Consiglio comunale.

Dovevo andare a trovarlo per portargli una copia del mio ultimo libro “Il paese che non c’è più”.  “Ti aspetto a braccia aperte”, mi aveva detto per telefono. Invece mi ha preceduto, lasciandoci all’improvviso. Per sempre.

Caro Professore, la ricordo con l’affetto e la stima di sempre.

 

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