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Chiaramonti avrà un altro medico dal 1. Ottobre PDF Stampa E-mail
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Domenica 26 Settembre 2021 17:50

L’Azienda sanitaria ha conferito la nomina provvisoria alla dottoressa Gareddu di Sassari

di Carlo Patatu

I

500 pazienti ormai spazientiti avranno finalmente il loro medico di base. Dal 1. Ottobre prossimo. L’ho appreso stamattina leggendo “La Nuova”. Il sito ufficiale del Comune continua a tacere al riguardo.

L’ATS, sollecitata dalla nostra amministrazione civica, stimolata dalla stampa e persino dalla televisione su un programma nazionale, ce l’ha fatta, finalmente, a nominare, sia pure col marchio della provvisorietà, il medico che sostituirà il dott. Piras, che aveva lasciato questa sede alla fine dell’Agosto scorso.

Ci ha messo un mese abbondante, ma ce l’ha fatta. La nomina è stata conferita alla dottoressa Gareddu (il giornale non ne cita il nome) e pare che provenga da Sassari. Per quel che mi riguarda, sarà la benvenuta. Il Comune le ha messo a disposizione in via Brigata Sassari, pare gratuitamente, due ambienti all’interno del centro sociale, che ospita pure la sala del Consiglio comunale. Il trasferimento degli oltre 500 pazienti al nuovo medico avverrebbe in forma automatica, stando a quel che riferisce la stampa. Il che va registrato positivamente.

Dunque l’ATS ci ha messo un mese a nominare il supplente chiamato a svolgere un servizio assai delicato ed essenziale. Perché mai? La solita farraginosità della burocrazia italiana comporta tempi biblici anche per portare a buon fine le pratiche ordinarie. Da noi tutto diventa complicato quando si deve adottare un provvedimento amministrativo. Pure quando si tratta di garantire la continuità dell’assistenza del medico di base a oltre mezzo migliaio di cittadini.

La Costituzione, in materia, dice ben altro..

Infatti i pazienti chiaramontesi, imbufaliti, si sono ritrovati, da un giorno all’altro, senza un ambulatorio medico cui rivolgersi per le necessità quotidiane. Ve l’immaginate una scuola con le porte sbarrate per oltre un mese soltanto perché l’insegnante è stato trasferito o si è ammalato? Oppure la caserma dei carabinieri che dà forfait perché il comandante è stato destinato altrove? O, ancora, la chiesa chiusa perché il parroco è stato designato ad altro incarico?

No! Io non riesco a immaginare situazioni del genere. E sapete perché? Perché le istituzioni citate, come tante altre, del resto, si sono dotate di procedure agili, di adozione immediata proprio per evitare un qualunque vuoto nello svolgimento del servizio pubblico. Quindi anche l’azienda sanitaria deve modificare la normativa in materia e adeguarsi alle esigenze della comunità. Che non può e non deve tollerare disservizi come questo nel quale siamo incappati noi.

Passerò per noioso, ma devo ribadirlo: l’Amministrazione comunale dovrebbe farsi promotrice di una iniziativa che, indirizzata all’assessore regionale alla Sanità, chieda a gran voce una modifica sostanziale delle procedure amministrative quando si tratti di garantire la continuità del servizio della medicina di base. Magari mettendo in gioco anche la guardia medica. Inoltre occorre pretendere con energia che, così come già avviene per le nuove scelte del medico di base, anche quelle fatte in precedenza vengano cassate ove riguardino sanitari che operano in ambito territoriale diverso da quello di appartenenza del paziente.

Ciò potrebbe fare il Comune di Chiaramonti con un pronunciamento del Consiglio che coinvolga tutti i centri della Sardegna e le organizzazioni sindacali. Personalmente credo molto nell’istituzione Comune. Sono dell’opinione, pertanto, che sindaci, assessori e consiglieri comunali non debbano occuparsi soltanto d’imbiancare aule scolastiche, pavimentare strade, costruire marciapiedi e piantare alberi. Sono convinto da sempre che gli amministratori comunali debbano dire la propria e prendere posizione anche per dibattere problematiche di portata regionale e nazionale. Ovviamente coinvolgendo quante più istituzioni è possibile coinvolgere.

Alla guerra non si va mai soli. Quindi, cun forza paris!

 

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