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Perché non parliamo del Comune PDF Stampa E-mail
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Sabato 11 Dicembre 2021 16:27

Un lettore ci ha chiesto conto del nostro silenzio sulla gestione del Comune, dovuto, non ad acquiescenza, ma all’aver preso atto che parlarne non vale proprio la pena

di Carlo Patatu

U

n lettore che non desidera essere citato per nome ci ha scritto una lunga lettera, che possiamo riassumere così: come mai non parlate più dell’amministrazione comunale? Perché tanto silenzio diversamente da quanto accadeva nel passato recente e remoto? Forse guardate questa giunta con occhio diverso rispetto alle altre che l’hanno preceduta?

Il lettore si sofferma a citare alcune questioni inerenti a scelte assunte dal Palazzo nostrano e che, a suo dire, non andrebbero nel verso giusto; e cioè non sarebbero state adottate previa analisi attenta dei pro e dei contro. Insomma, il nostro interlocutore pare essere persona bene informata e competente in materia.

Noi, basta andare a rileggersi le cronache pubblicate da quando il nostro blog (www.patatu.it) ha avviato la propria attività d’informazione e di stimolo al dibattito sulle cosiddette “cose nostre”, non abbiamo difficoltà ad ammettere che il lettore ha ragione. Ma solo in parte.

In passato, è vero, siamo stati più attivi e più stimolanti, per non dire polemici, nei confronti degli amministratori di turno; e quindi pure di chi oggi guida il Comune. Che noi abbiamo votato e che ci ha deluso. Abbiamo esposto ad abundantiam e senza peli sulla lingua il dissenso quando ci pareva doveroso farlo. Probabilmente sbagliando, talvolta; ma ciò facevamo in assoluta buona fede e senza scopi reconditi, essendo noi, per scelta personale e ragioni anagrafiche, non più disponibili a entrare nell’agone politico per la conquista d’incarichi o altro.

Anche di questa amministrazione abbiamo criticato taluni provvedimenti, che ritenevamo e riteniamo del tutto fuori luogo. Lo abbiamo fatto a proposito della bretella con parcheggi che si vorrebbe costruire sul versante del giardino pubblico rivolto a Funtana Noa. Come pure siamo intervenuti quando 500 pazienti, per oltre un mese, si sono ritrovati senza il servizio di medicina di base. In occasione della chiusura al pubblico degli uffici comunali per pandemia, avevamo proposto di ammodernare il servizio tributi fornendo in anticipo ai contribuenti IMU gli importi da versare, così come avviene già in tanti comuni d’Italia, oltre che all’estero.

Potremmo citare altro, ma non vogliamo dilungarci oltre. Chi ne ha interesse può rivedere il tutto sfogliando le pagine del nostro blog (www.patatu.it).

Ebbene, nessuna, sottolineiamo nessuna, delle osservazioni da noi fatte ha provocato reazioni da parte di chi ci amministra. Nessuna delle proposte è stata, non diciamo accolta, ma nemmeno presa in considerazione. Niente di niente. Silenzio di tomba dei consiglieri, assessori e sindaco. Parole al vento, come avere gettato un sasso in mare.

E allora a che giova arrabattarsi a dire la propria in presenza di gente che non ti sta nemmeno ad ascoltare? Non avendo la vocazione di San Giovanni Battista, che predicava anche al deserto, abbiamo deciso di lasciar perdere e di starcene tranquilli, anche soffrendo in silenzio se sarà il caso. Convinti che trovare nella Casa comunale interlocutori disposti all’ascolto appare impresa impossibile. Ecco spiegata la ragione del nostro tacere sulle vicende comunali. Fare diversamente non vale proprio la pena. Ozu perdidu, come si diceva un tempo da queste parti.

 

 

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