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XXV Aprile, Festa della Liberazione PDF Stampa E-mail
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Lunedì 25 Aprile 2022 00:00

Le sollevazioni popolari nelle grandi città del Nord Italia e la loro liberazione dai nazi-fascisti, prima dell’arrivo delle truppe anglo-americane, al canto di “Bella ciao”

di Carlo Patatu

Oggi ricorre il 77° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Una data molto significativa della nostra storia recente e che segna la fine di una guerra rovinosa. In parte anche fratricida.

Perché proprio il 25 Aprile?

Perché in quel giorno del 1945 il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), che aveva sede a Milano ed era presieduto da Alfredo Pizzoni, Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, invitò a insorgere le città del Nord occupate dai nazisti e ancora governate dai fascisti. Tant’è vero che, entro la fine di quel mese di Aprile, l’Italia Settentrionale si liberò ancor prima dell’arrivo delle truppe alleate.

Al canto di “Bella ciao”, la Liberazione pose fine al ventennio della dittatura mussoliniana. Quella data ricorda e rappresenta il culmine dell’attività svolta dai patrioti della Resistenza e l’inizio di un’era per noi nuova con l’insediamento di un Governo formato dai rappresentanti di tutte le anime dei resistenti e che aprì la strada alla caduta della Monarchia col referendum del 2 Giugno 1946 e alla nascita della Repubblica Italiana. Con una sua Costituzione elaborata dall’Assemblea Costituente ed entrata in vigore il 1° Gennaio 1948.

Il nostro pensiero vola pure in terra d’Ucraina, dove, da circa due mesi, quel popolo conduce una resistenza tanto incredibile quanto disperata contro i russi invasori. Una lotta impari che lascia ben poche speranze a un impossibile successo, data la disparità enorme delle forze in campo.

Nella circostanza, ci pare doveroso ricordare le migliaia d’italiani caduti nei cinque anni della Seconda Guerra Mondiale o deceduti nei campi di sterminio e di prigionia. In particolare, ricordiamo i nostri fratelli chiaramontesi che, partiti in guerra nei primi anni Quaranta del Novecento, sacrificarono la propria vita per la conquista della Democrazia e della Pace di cui noi oggi beneficiamo.

Essi sono:

Morti in combattimento nella 2a Guerra Mondiale - 1940.45

Appuntato Finanziere Giovanni Antonio Brunu

Appuntato Carabiniere Giovanni Piga

Carabiniere Giommaria Pulina

Morti in campo di prigionia in Russia nella 2a Guerra Mondiale - 1940.45:

Caporale Antonio Pinna

Morti nei lager nazisti durante la 2a Guerra Mondiale - 1940.45:

Finanziere Giovanni Gavino Tolis, Medaglia d’Oro al valore Civile

Dispersi nella 2a Guerra Mondiale - 1940.45:

Soldato Sebastiano Brundu

Soldato Francesco Budroni

Soldato Nicolò Murru

Soldato Francesco Nela

Soldato Stefano Solinas

Morti per ferite riportate in combattimento nella 2a Guerra Mondiale - 1940.45:

Soldato Giovannino Cossiga

Finanziere Antonio Lumbardu

Carabiniere Amelio Serra


BELLA CIAO

Una mattina mi son svegliato,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Ti diranno «Che bel fior!».

«È questo il fiore del partigiano»,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!».

 

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