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Lo stato confusionale di un cittadino elettore PDF Stampa E-mail
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Domenica 21 Agosto 2022 11:12

di Carlo Patatu

 

Il 25 Settembre si avvicina a grandi passi, siamo in piena campagna elettorale. So già per chi non voterò; ma sono ancora molto incerto sulla scelta che dovrò fare quando mi ritroverò da solo nella cabina del seggio.

 

Questa incertezza, che provo per la prima volta, mi mette in ambasce e, riflettendoci sopra, non manca di creare in me una sensazione che, finora, mi era stata estranea. Ma che succede? Sarà la vecchiaia che incombe, limita non poco le funzioni fisiche e aggredisce gradualmente anche quelle psichiche? O c’è dell’altro a complicare le cose?

 

La senescenza c’entra di sicuro. Ma sono altrettanto certo che c’è dell’altro. Leggo i giornali e, pur non potendo svolgere la vita sociale di un tempo per via dell’insopportabile mal di schiena che mi affligge, cerco di tenermi aggiornato anche seguendo qualche dibattito in televisione. Il che non contribuisce a schiarirmi le idee. Anzi!

 

Un tempo chi votava DC, PCI, PSI, MSI o qualsiasi altra formazione politica sapeva bene a cosa andava incontro. Quei partiti si fregiavano di una storia, con bandiere e principi ben riconoscibili, ancorati saldamente a un terreno che aveva radici e identità sufficientemente chiari e comprensibili ai più. Oggi i partiti, nella stragrande maggioranza, fanno riferimento a nomi di persona.  Siamo alla personalizzazione della politica. In più di un caso, il partito è proprietà del capo, che nessuno può schiodare dalla plancia di comando.

 

Ma qui le cose si complicano.

 

Infatti il dibattito elettorale è rivolto a screditare gli avversari più che a rendere ben espliciti i punti del programma, delle cose che ci si propone di realizzare andando al governo del Paese. E così accade che sappiamo tanto su questioni private, commendevoli e no, di capi e capetti; poco, nel concreto, dei programmi da attuare. Insomma, si parla soprattutto di persone invece che di problemi.

 

Talvolta, sentendo le dichiarazioni di leader ed esponenti autorevoli di partiti e movimenti, pare di essere in un mercato rionale. Si gioca al rialzo, a chi la spara più grossa. Uno vuole portare le pensioni minime ad almeno mille euro al mese. Un altro se n’esce con la promessa  di portare l’IRPEF a un’unica aliquote: 23%. A seguire un rilancio: ma no! Possiamo spingerci fino al 15%! In tempi meno recenti si era promesso “meno tasse per tutti”, nonché di abolire subito il bollo auto. Non se n’è fatto niente a vittoria conseguita. Ma nessuno ci spiega con convinzione come farà a far fronte alla copertura dei conseguenti maggiori impegni di spesa. Il che resta un mistero, nel quale credere solo per fede, mettendo il silenziatore alla ragione.

 

Che dire poi degli scandali che, quasi quotidianamente, scoppiano sia a destra che a sinistra? L’ultimo in ordine di tempo vede protagonisti uomini importanti del mio PD: il capo di gabinetto del sindaco di Roma Gualtieri e un importante candidato laziale alla Camera dei Deputati. Entrambi, travolti dalle polemiche, si sono dimessi. E meno male!

 

Da qui il mio stato d’incertezza che si avvicina a quello confusionale. Ma, pur impegnandomi in uno sforzo impari alle mie forze, il 25 Settembre vorrei presentarmi al seggio elettorale con le idee chiare. Ci riuscirò? Naturalmente mi auguro di sì. Diversamente dovrei rinunciare a esprimermi. La qual cosa, con sommo dispiacere, mi accadrebbe per la prima volta in una consultazione per eleggere i membri del Parlamento.

 

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