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Ascendenza e discendenza dei coniugi Giovanni Fais (Nulvi, 1708-Sassari,1774) e Gavina Unali (Chiaramonti 1714-1789) PDF Stampa E-mail
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Sabato 24 Settembre 2022 17:26

di Angelino Tedde, Andreina Cascioni, Giovanni Soro

 

Gli storici sardi hanno cercato di ricostruire i veri o presunti reati compiuti dal bandito fazionario Giovanni Fais, ché, definirlo semplicemente bandito, sarebbe un insulto alla verità. Le sue imprese criminose si possono capire soltanto nel contesto di lotta tra le fazioni che contraddistinsero il Nord Sardegna nei primi decenni del Settecento.

Giovanni Fais entra nel novero delle bande fazionarie per l’oltraggio, pare economico, inferto alla giovane Donna Lucia Tedde Delitala o soltanto Tedde badando al patronimico e Delitala Tedde badando ai due cognomi materni e infine ai verbali dei giurati che spesso la indicano come semplicemente Tedde. Questa difesa criminosa diede inizio ad una vera faida che vide le due fazioni scontrarsi rispettando delle regole non scritte oppure andando anche contro dette regole. Quindi è indubbio che la famiglia Fais-Unali fosse collusa coi Tedde Delitala.

Non esistevano giornalisti allora che potessero registrare le imprese che videro Donna Lucia scendere in campo per dare man forte al bandito fazionario se non dicerie e memorie orali più o meno veritiere a seconda della partigianeria degl’informatori o i racconti dell’entourage dei viceré nelle relazioni inviate a Torino.

Comunque siano andate le vicende non si poteva tralasciare di affrontare lo studio ab imis fundamentis di Giovanni Fais nella sua compiutezza. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno servirci delle fonti ecclesiastiche per studiare meglio le figure di Giovanni e di Baingia o Gavina soprattutto nei loro legami di parentela spirituale che hanno contratto al momento della nascita dei loro figli e nipoti, ma anche con altri non consanguinei.
Da questa analisi documentale vien fuori “l’onorata” famiglia del bandito fazionario finito nel 1739 nel catalogo dei banditi del viceré Valguarnera. Un catalogo nel quale non figura la ormai ravveduta  Donna Lucia dopo la condanna a cinque anni di detenzione, ma di fatto ridottisi a  due anni agli arresti domiciliari a Cagliari senza un giorno solo di carcere, data la commutazione dei rimanenti tre anni in pena pecuniaria di cinquecento scudi.

In questo capitolo, dunque, per ora pubblicato soltanto digitalmente, con la prospettiva che prima o poi si possa procedere ad una pubblicazione cartacea, parleremo della sua ascendenza  e discendenza.
Abbiamo voluto riservare ad altro capitolo le vere o presunte imprese raccontate dagl’informatori del Manno e dell’Angius e quelle riportate dalle relazioni a Torino  da parte dei viceré esaminate da Maria Lepori. Per ora ci riserviamo a quanto titolato nel presente capitolo.

Famiglia e discendenza di Giovanni Fays-Mele e di Baingia Unali-Sanna [o Sanna-Unali]

Giovanni Fays, ma anche Fais, sbuca dalla storia sociale  di Nulvi nel 1723, allorché per vendicare le “molestie alla giovane diciottenne nobildonna Lucia Tedde Delitala”, elimina insieme al fratello  Antonio il nobile don Giommaria Tedde[1].

Il quindicenne spregiudicato era nato a Nulvi il sei aprile del 1708   da  Mattea Mele, sposata con Leonardo, battezzato dal reverendo  vice parroco Giuseppe Sechi; fecero da padrini Giuseppe [forse Cambiganu] e  Baingia Pinna[2].
Non era un delitto da poco, avendo eliminato un nobile Tedde, coinvolgendo da allora tutta la famiglia nella faida in cui il primo a rimetterci la vita fu il fratello di Giovanni [3].
Si trattava di un bel ragazzo, figlio di famiglia di possidenti, ma certo non nobile e altezzoso come quella dei componenti di ultrasecolare nobiltà dei Tedde Delitala.

Il clima sociale a quei tempi non era di certo propizio alla pace, perché le varie fazioni, esistenti nei pur piccoli centri dell’Anglona, solevano "affrontarsi nelle zuffe alla campagna, sui cavalli sardo-andalusi a briglia sciolta e a staffa corta e con lo schioppo" che ogni uomo, ma spesso anche le donne, portavano e sapevano maneggiare per regolare i conti tra le fazioni [4].

Queste gareggiavano coi loro coetanei sia nel cavalcare sia nell’uso delle armi. E di certo, Donna Lucia, doveva essere vestita come una nobile, a cavallo, quando il temerario sicuramente giovane anche lui, la oltraggiò economicamente anche se la storica non specifica in che modo [5].

Il quindicenne Giovanni, per alleanza, di sicuro doveva essere della “parzialità” dei Delitala Tedde, se con foga, spedì con l’aiuto del fratello, don Giommaria Tedde all’altro mondo, procurandosi la condanna capitale e vivendo da fuorilegge per tutta la vita che come vedremo non significava andare ramingo tra un nascondiglio e l’altro, data la scarsa presenza di pubblica sicurezza nei villaggi e nelle campagne.

Dopo i primi 4 anni dalla condanna in contumacia,1723-1727, durante i quali certamente costituì una sua banda e si alleò con altre  bande, tra le quali probabilmente con quella del futuro suocero di Chiaramonti del quale,  nel luglio del 1727 in Chiaramonti stesso impalmò ufficialmente la figlia Baingia Unale-Sanna, di 13 anni che la memoria storica ci tramanda bellissima.

Nell’unilibro, che comprende 10  anni, inserito stranamente nel libro dei battesimi, composto di pochi fogli  si legge: [In lingua sarda] Il 26 luglio del 1727,  don  Battista Bacau, facente funzione di viceparroco, nella chiesa di San Matteo  a Chiaramonti, ha unito in matrimonio Giovanni Fays nulvese e la chiaramontese Baingia Unale, entrambi liberi da  vincoli matrimoniali.
Illeggibili i testimoni,  per l’usura della scrittura  a piè pagina in cui l’atto è registrato per ultimo  insieme ad alcuni altri atti di matrimonio[6].

Questa registrazione inserita nel Registro dei battesimi, meraviglia non poco, ma c’è da pensare anche che potrebbe essere finita tra gli atti di battesimo per questo ingombrante matrimonio di una giovane illibata, anche se di padre capobanda, con un condannato in contumacia alla pena capitale sebbene a quei tempi, di gente condannata alla pena capitale o ad altre gravi o lievi pene , le  ville dell’Anglona, della Gallura e del Monteacuto  erano affollate secondo il vigente costume analogo al Far West  [7].

Gli storici dell’ottocento non si preoccuparono di indicare le fonti scritte e tanto meno di citare le persone intervistate, per cui il noto Vittorio Angius, chiama la giovane, Chiara, che forse, rigettato il suo nome di battesimo Baingia, preferì farsi chiamare con questo nome sebbene sia negli atti di nascita  dei figli sia negli atti di comparatico in altri battesimi sia nell’atto di morte viene chiamata costantemente  Baingia o Gavina equivalente italiano. Certamente il giovane brillante scolopio Angius, nella sua breve permanenza a Chiaramonti nel 1834, non ebbe modo di consultare i quinque librorum della Parrocchia di San Matteo Apostolo ed Evangelista ancora ubicata sul Monte.

Di Baingia o Gavina, tuttavia, non si trova l’atto di nascita, per le lacune dei registri. Ma dall’atto di morte, rintracciato  nel liber defunctorum, è registrata come morta a 75 anni, dopo aver ricevuto tutti i sacramenti il 17 febbraio del 1789  e sepolta nella chiesa del Carmelo. A questo punto si può sicuramente supporre che fosse nata nel 1714 e che il suo matrimonio, secondo l’uso dell’epoca, fosse avvenuto all’età di 13 anni. [Non è raro che molte fanciulle a quell’età avessero raggiunto una costituzione fisica da donna adulta]. Del resto viene descritta dallo stesso informatore dell’Angius come donna bellissima e avvenente amazzone.

Fu sepolta  nella stessa chiesa in cui era stata sepolta  nel 1755 nella sua cappella patrizia Donna Lucia Tedde. Il che significa che nacque come detto sopra nel 1714 e che il matrimonio fu contratto con Giovanni Fays di 19 anni e lei 13 anni sebbene la prima figlia, Caterina,  le nacque nel 1732 cioè ben 5 anni dopo il matrimonio essendo lei diciannovenne.
Da considerare che nel Settecento per contrarre matrimonio  i maschi dovevano aver compiuto minimo 14 anni e le femmine 12.

La sposina, considerata dall’informatore dell’Angius  assai avvenente, sveglia e ottima amazzone, ebbe quindi la prima figlia dopo 5 anni dalla data del  matrimonio.
Si potrebbe supporre che altre precedenti maternità, data l’età della giovane, non fossero andate a buon fine anche se non possediamo del periodo il liber baptizatorum dei neonati morti precocemente come li abbiamo  dal 1800 al 1825 [8] padrini del battesimo di Caterina  furono Luigi Unali, e Giovanna Cossiga, di sicuro imparentati con i genitori.
Due antiche e prolifiche  famiglie chiaramontesi spesso citate lungo la storia del paese.
La stessa Caterina  ricevette la Cresima dal vescovo di Ampurias Vincenzo Giovanni  Vico (1737-1741) a sette anni, nel 1739 secondo i canoni che imponevano la Cresima a 7 anni. Madrina di Cresima figura invece Vittoria Sanna, presumibilmente sorella o parente  di Baingia  che figura Unali-Sanna o come usava allora in forma liquida Sanna-Unali.

Tre anni dopo la nascita di Caterina, esattamente nel 1735, essendo la madre ventiduenne nacque Leonardo, il primo maschio della famigliola Fais-Unali che venne battezzato il 19 agosto per cui sicuramente nato il 17 dello stesso mese.
Padrini figurano il nobile Francesco Pintus di Nulvi e la nobile donna Gerolama Delitala Tedde di Chiaramonti, sorella maggiore di Donna Lucia Tedde Delitala, la quale si trovava ancora agli arresti domiciliari a Cagliari. Rientrerà giusto il 4 ottobre per partecipare al comparatico di un battesimo di altra famiglia come si è detto nei primi capitoli. A quel che sembra nonostante i divieti dei decreti del Concilio di Trento che impedivano il comparatico ai condannati di vari reati, vedremo che di questi divieti  a Chiaramonti si faceva lettera morta.
Sette anni dopo, nel 1742, Leonardo verrà cresimato dal vescovo ampuriense Salvator Angelo Cadello (1741-1764) nell’Oratorio della Santa Croce a Chiaramonti [9].

Quest’oratorio spesso fungeva da parrocchia, specie quando la neve o il cattivo tempo rendeva inaccessibile la parrocchia del Monte situata sulla piattaforma miocenica a 467 metri s.l.m. il cui pendio non fu mai di agevole salita. L’oratorio invece era stato costruito a valle nella confluenza tra il Monte Codinarasa e quello di San Matteo, a 430  metri s.l.m. secondo le carte IGM.

Questo comparatico dimostra certamente l’alleanza di Giovanni e della moglie con i membri della famiglia Tedde Delitala [residenti a Chiaramonti, eredi dei beni del loro avo don Salvatore Delitala]  che di certo non si ponevano nessuno scrupolo al comparatico con un condannato alla pena capitale dato che aveva compiuto il delitto per salvaguardare l’onore della sorella, penultima nata, dal primo matrimonio del padre Francesco Delitala Tedde.
Donna Lucia presumibilmente da lei allevata.
Donna Gerolama aveva dieci anni quando la sorellina rimasta orfana di madre ne aveva uno e mezzo e il padre  Francesco Delitala Tedde era passato a seconde nozze come sostiene Gianni Vulpes nella scheda genealogica dando alla luce numerosi figli e, morta anche la seconda moglie, passerà a terze nozze, lasciando alla sua prematura dipartita, 49 anni, un buon nugolo di figli parecchi dei quali morirono prematuramente [10].

Leonardo come vedremo diventerà sacerdote “sacerdos” come risulta dall’officiatura dei battesimi non solo dei nipoti, ma anche come curato di San Matteo che provvede alla somministrazione del battesimo ad altri chiaramontesi.

Secondo l’informatore dell’Angius don Leonardo sarebbe stato intestatario di molti beni del padre Giovanni, quindi fuori della giurisdizione civile, ma entro quella ecclesiastica, benché della sua consistenza patrimoniale non vi sia  traccia nei documenti da noi consultati, a meno che non si tratti di capi ovini bovini ed equini per i quali, a parte il marchio sulla pelle dei capi, non restava altro

Nel 1740 nascerà Mattea, esattamente il 12 novembre e battezzata il 14 dal curato Giovanni Seu, mentre faranno da padrini il sacerdote Aracanu e una donna di Chiaramonti della quale è illeggibile il nome. Mancano i fogli del registro della Cresima [11].

Di Antonio e di Leonarda, gli altri due figli avuti dalla coppia, non si rintracciano gli atti di battesimo per asportazione dei fogli, ma deduciamo le loro nascite dai rispettivi atti di morte. Leonarda, essendo morta a 55 anni, il 10 maggio del 1788, con tutti i sacramenti e  sepolta nella chiesa del Carmelo,  si presuppone che sia nata nel 1733. Alcuni fogli del libro dei battezzati di detto anno risultano illeggibili. Antonio, invece, essendo morto nel 1791, di morte violenta, a 45 anni, si presuppone che sia nato nel 1746. Fu sepolto nella chiesa di San Matteo al Monte [12]. Dobbiamo rilevare che parecchi storici, Angius compreso, hanno indicato date e luoghi di nascita  imprecisi non avendo consultato i quinque librorum della parrocchia di San Matteo.

Matrimoni dei figli e delle figlie della coppia Fais-Unali.

La primogenita Caterina si sposò con Giuseppe Melone come risulta  dagli atti  di battesimo del primo figlio e delle seguenti due  figlie: Giovanni Maria nel 1761, Giovanna nel 1762,  morta infante, e nel 1763 nacque la seconda Giovanna.
Caterina, rimasta vedova di Giuseppe Melone, si risposò con Jaime  Valentino Cossu o in forma liquida Cossu Valentino dal momento che da questo matrimonio di cui non abbiamo l’atto, ma che deduciamo  dalla nascita nel 1772 di Antonio Cossu Valentino, avendo lei 40 anni, prima, e successivamente nel 1775 di Giovanni, avendo lei 43 anni, quasi a ricordare il padre ucciso l’anno precedente nel 1774;  infine nel 1776, all’età quasi sinodale di 44 anni, certamente per onorare la madre sessantaduenne  fu chiamata  Gavina versione italiana di Baingia [13].

[Siamo negli anni del graduale passaggio dall’uso dello spagnolo a quello dell’italiano, da ciò l’uso sia pure sporadico da parte degli officianti di sostantivi e nomi propri italiani frammisti a quelli spagnoli.]

Leonarda invece si sposò con l’ozierese Francesco Usay, luogotenente del padre. Da questa unione nacque Antonio Bachisio Luigi; da notare che Leonarda aveva 37 anni e che il padre Giovanni fu ucciso col marito Usay nel 1774 lasciandola vedova [14].

L’ultimogenito della coppia Fais-Mele fu Antonio che contrasse matrimonio con Tomasina Cossiga ed ebbe dalla stessa un figlio nel 1779  che chiamarono Giovanni sicuramente in memoria del nonno.
La secondogenita fu Maria Teresa nel 1781; seguì Leonardo nel 1782 e infine l’ultimogenita fu Giovanna Maria nel 1784 che contrasse matrimonio nel 1800 con un Cossu considerati alleati della fu Donna Lucia e degli stessi Fais [15].

Gli atti di comparatico degli sposi Fais-Unali da soli o insieme.

Ultimata la genealogia Fais-Mele, non possiamo trascurare la menzione degli atti di comparatico di Giovanni e della moglie Baingia, infatti, insieme nel 1734 fanno da padrini a Francesco Appeddu figlio di Quirico e di Giovanna Tedde. Baingia Unali nel 1734 fa da madrina ad Antonino Unali, figlio di Giovanni Maria e di Giuliana Murgia con Antonio Francesco Cossu Melone. Lo stesso Fais fa ancora da padrino nel 1735 a Giovannantonio Cossiga, figlio di Giorgio e di Pietrina Pirinu, insieme con Cecilia Sanna.
Il 13 novembre 1735 entrambi i coniugi fanno da padrini a Baingio Uneddu figlio di Francesco e di Giovannangela Cossa. Nello stesso anno Giovanni fa da padrino a Maria Leggery o Lezzeri [non Liqueri, cognome inesistente in Chiaramonti] insieme a Giovanna Mara figlia di Andrea e di Giovanna Maddalena Fiore.

Il medesimo Giovanni nel 1739  fa da padrino a Francesca, figlia di Francesco Uneddu e di Giovannangela Cossa, insieme a Vittoria Cossa Figaiu.

La moglie Baingia Unali insieme a Giovanni Ruiu fa da madrina nel febbraio del 1740 a due gemelli eterozigoti di diverso sesso: il maschio Sebastiano, la femmina   Giovannangela figli  di Elia Pulina  e di Francesca Cossa.
Nello stesso anno, Giovanni Fais, fa da padrino a Baingio Mudadu, figlio di Giuliano e Giovanna Cossa, fa  da madrina Vittoria Sanna. [16]

Possiamo osservare dagli atti di battesimo, di cresima dei figli e dei nipoti che i Fais figurano decisamente legati non solo al clero e ai nobili locali, nulvesi, tempiesi e sassaresi quasi si trattasse  di una famiglia onorata di Chiaramonti e del circondario ma anche ai notabili.
Le nascite dei figli e dei nipoti, salvo il periodo del viceregno del Rivarolo, durante il quale il Fais sembra essersi rifugiato in Corsica e, infatti,  non prolifica, né fa atti di comparatico, per poi ritornare, appena prima della partenza del viceré e mettere al mondo altri figli, mentre le figlie e gli stessi figli crescendo si sposarono dando ai genitori numerosi nipoti: tredici in tutto, di cui tre morti prematuramente e 10 sopravvissuti.

Spiccano in modo plateale in un atto di comparatico, sia pure per procura, i parenti del governatore di Sassari Aragonez.
Questi fatti documentati lasciano intendere che quella del Fais fosse una famiglia onorata sia dal clero di cui il figlio Leonardo faceva parte sia da uomini di spicco nobili e borghesi. Inoltre come battezzante vicecurato o autorizzato dai parroci parteciperà a vari battesimi di nipoti e non.
A proposito dei nipoti si rintracciano gli atti di morte quelli di Antonio Valentino-Cossu figlio di Giacomo e di Caterina Fais, morto a 92 anni, nel 1854. La stessa moglie di Antonio e quindi nuora dei coniugi Fais Unali, morì il 9 novembre 1826.

Morte dei coniugi Fais Unali

Sulla morte dei coniugi si può affermare che se il Fais fu ucciso da elementi sassaresi della sua banda insieme al genero Usay, nel 1774, la moglie Baingia o Gavina visse 75 anni e passò a miglior vita nel 1789 con testamento e morte cristianamente apparecchiata e fu sepolta nella chiesa del Carmelo [17].

Quanto abbiamo scritto e documentato non sempre coincide con quanto scrivono l’Angius e altri storici che probabilmente non utilizzarono le fonti ecclesiastiche da noi utilizzate, ma si servirono di informatori o di fonti documentali prodotte dagl’informatori dei viceré che, secondo noi, di sicuro tendevano  ad esagerare e a travisare la situazione  della pubblica sicurezza delle varie plaghe anche per giustificare i metodi  spicci di procedere non sempre apprezzati dalla corte di Torino che preferiva che non s’incrudelisse nei confronti dei nobili e notabili e dei recenti sudditi sardi dei quali avrebbero voluto favorire l’affezione.

Sui figli e figlie dei coniugi Fais Unali

Di Mattea apprendiamo dai quinque libri che fece da madrina ad alcuni suoi nipoti: al figlio di Leonarda e della sorella Caterina; al figlio di Antonio, Giovanni; alla figlia dello stesso Antonio, Giovanna Maria.
Mattea morì il 9 marzo 1825 all’età di 85 anni e rimase nubile, ma non sappiamo se convisse con la madre Baingia in paese oppure col fratello prete Leonardo, che veniva confinato sovente di paese in paese per ordine viceregio.

Mattea, per concludere su di lei, pareva specializzata in comparatico familiare, infatti, ha battezzato quasi  tutti i nipoti nati dalle sorelle e dal fratello Antonio. Tra i battezzati ricordiamo Bachisio Antonio, figlio di Leonarda e di Francesco Usai, Antonio figlio di Caterina e del marito Jaime Valentino Cossu. Questi battesimi si svolsero essendo ancora in attività  Giovanni Fais.
Mentre Mattea fece da madrina di Cresima nel 1780 a Rosa Muzzoni, a Maria Unali e ad Anna Pirinu. Fece da madrina anche nel 1809 a Minnia Unali, figlia di Giuliano e di Antonina Sanna e di tante altre. Sicuramente parenti.
Mattea, inoltre, essendo morta nel 1825, è probabile che abbia coi suoi racconti lasciato memoria storica del padre e della famiglia trasmessa agl’informatori dell’Angius, giunto in paese nel 1834, ad appena 9 anni dalla sua  morte apparecchiata.
Leonarda morì all’età di 55 anni.

Il bandito illustre quando fu ucciso aveva 66 anni. Gli fu mozzata la testa e issata davanti alla sua casa di Chiaramonti, mentre le sue membra furono, secondo un barbaro rito, squartate e esposte nei punti cardinali della città di Sassari.
Di lui e delle sue imprese banditesche parleremo in altro capitolo sulla scorta del Manno, dell'Angius e di Maria Lepori.

Note______________________________

Archivio Storico Diocesano di Sassari da copie scannerizzate con l'indicazione del foglio,
Archvio Diocesano Digitale di Tempio Ampurias ADDTA,
Lngue usate: lingua sarda, lingua spagnola lingua latina.

[1] Faide. Nobili e banditi nella Sardegna sabauda del Settecento,Viella, Roma 2010 pp. 54-55 Nota 34 p. 55.
[2] Giovanni Fais  031
Nulvi  Registri 1705-1725 ADDAT [Archivio Diocesano Digitale Ampurias Tempio]

Die 8 de abrile de su 1708

Juanne  figiu legitimu et naturale de Nenardu Fais et Mathea Mele coniuges est nasquidu in sos ses de su currente mese est istadu bauptizadu per su Rev. Juan Iuseppe Sequi vic.p. sende padrinos Iuseppe (…) et Baingia Pinna.
[3] EADEM  Faide…p.55
[4] Angius V. Chiaramonti Nota 1
in “Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna”, XVIII quater, G. Maspero Libraio E G. Marzorati tipografo, Torino 1856  p. 656.
[5] EADEM p. 55

[6] “Die 26 Juliu de 1727 Claramonte Juanne Fays de sa villa de Nulvi et Baingia Unale
[ de custa villa ] ambos solteros sun istados affidados in [custa] ecclesia de Santu Matheu f.c.p. Baptista Bacau cura sende [testimonzos] (…).
[7] Bussa I. La relazione di Vincenzo Mameli de Ormedilla sugli Stati di Oliva 1769 in “Quaderni Bolotanesi” 12, pp.277-352 1986

[8] 5 zeri 183 Atti di Battesimo
Die 15 de settembre 1732
Claramonte Caderina figia legitima et naturale de Juanne Fays et Baingia Sanna Unale [uso liquido del cognome Unali Sanna]coniuges est istada bauptizada in custa parrocchiale ecclesia de Santu Matheu per me su reverendu Nicolau Seque vicariu  perpetuu  Sende padrinos Luisi Unale e Giuanna Cossiga de Migali
.

Liber confirmatorum 1705 usque ad annum 1742

Confirmatu…Juanne in visita generali in ecclesia Santissimae Virginis Rosari de Claramonte sub die duodecima et decima tertia anno 1739

Caderina figia legittima confirmata  de Juanne Fays et Baingia Unale coniuges patrina fecit  Vittoria Sanna.

[9] 5 zeri 214

Die 19 de austu  1735 Claramonte Nenardu fiju legitimu et naturale de Jyabbe Fais et de Baingia Unale coniuges est istadu baptizadu in custa ecclesia parroquiale de Santu Matheu per me su Reverendu Thomas Pirinu cura sende padrinos  su nobile Don Franciscus Pintu de sa villa de Nulvi e sa nobile dona Ziromina Delitala Tedde de custa dita villa de Claramonte. Aggiungi cresima di. Nenardu prete
[10] Vulpes G. Scheda genealogica dei Tedde Delitala, Archivio Personale, Ittiri.

[11] 5 zeri 248
Die 1 4 novembre de 1740 Mathea figia legitima, de Giuanne Fais  et de Baingia Unale coniuges est istada bauptizada in custa parroquiale eclesia de Santu Matheu per me Giuanne Seu cura sende padrinos su rev. Aracanu et ( …) de ditta villa.
[12]5 zeri 91jpg
Dia 10 mayo 1788 Claramonte
Leonarda Fais de esta villa de edad 55 años salvo error passò de esta a melior vida  in comunione sanctae matris eclesiae con todos lo sacramentos administrados de cuien penitentia de my infrascripto el dia  6 de el mesmo dia del cura De Bellu  viaticada, in el dia que passò d’esta vida fue estremunziada assi bien de my infrascripto testamiento cuio cuerpo fue sepultado a su election en la iglesia de la Viergen del Carmelo. De lo que Pedro Valentino cura.
3 zeri 108jpg
Dia 21 abril 1791 Claramonte Antonio Fais Unali naturale de esta villa, de edad salvo error,de 45 años,muriò in comunione sanctae matris ecclesiae  de muerte violenta sin ningun sacramento, cuio cuerpo fue sepultado en esta parroquial eclesia de Sancti Mathei.  Reverendo Juan Satta cura. [Da notare che la formula di morte in comunione  di santa madre chiesa  è usata anche per altri defunti di morte violenta]

[13] 5zeri 122

Dia 22 de abril 1761 Claramonte
Juan Maria hijo  legitimo et natural de Joseph Melone y Catharina Fais coniuges sido bauptizado en esta parroquial Eclesia de S. Matheo por el rev. Vic. Matheo Aracanu Pinna siendo pattini Don Bernardino Pes Sardu y doña Catharina Pes todos de la presente villa Alonso Cossiga Cura.

5 zeri 141 Die 19 dicembre 1762
Claramonti Juana hija legitima e natural de Joseph Melone y Catharina Fais coniuges ha sido bauptizada pro my infrascripto en esta parroquial Iglesia de San Matheo siendo por patrini el noble Don Bautista Valentino y Manca y de la ciudad de Sacer y  Leonarda Fais de esta villa reverendo [Leonardo] Fais cura.
5zeri153
Dia 20 dicembre 1763 Claramonti Juana hija legitima y natural de Joseph Meloni [e] y Catharina Fais ha sido bauptizada por mi infrascripto en esta parroquial iglesia de San Matheo siendo por patrini Raphael Carcassona y Juana Pinna Sanna Rev. Leonardo Fais [cura].

5 zeri 235
Dia 15 de dicembre 1772 Claramonti Antonius hijo legitimo y natural de Jaime Valentino-Cossu  y Cathalina Fais  ha sido bauptizado en esta parroquial iglesia por el reveredo Leonardo Fais siendo por patrini Jorge Falqui Pinna de esta villa y Maria Fais de la villa de Nulvi. Rev. Piseddu cura.
5 zeri 268
Claramonti febrero 10 año 1775 Juan hijo legitimo y natural de Jaime Valentino- [Cossu] y de Cathalina Fais  de la dicia ha sido bautizado por el rev. Geronimo Amugà en esta parroquial iglesia de San Matheo siendo por patrini Bautista Falqui y Matthea Fais d’esta mesma rev. Jorge Falqui cura.
5zeri 282
Die 18 de octobris anno Domini 1776 Claramonti  Gavinae filia legitimae ac naturalis coniugum
Jacobi Valentino [Cossu] et Catharinae  Fais fuit in hac parrochiali ecclesia Sancti Mathei bauptizata a me presbitero Pedro Valentino solemniter collatum ei pro patrini inservientibus Antonio Fais filio Jonnis Fais et Gavinae Unali coniugum et Ioanna Valentino filia Antoni Valentino et Ioannangela Cossa-Demelas coniuges  omnes oppidi naturales  excepto Antonio Valentino  qui fuit a Castro Sardo Juanne Antonius Bellu Iscanu cura.

[14] 5zeri 212
Die quarto de Julio 1770 Claramonti Baquis Antonius Luis
hijo legitimo y natural de Francisco Usay y Leonarda Fais  ha sido por mi infrascripto bauptizado en esta parroquial iglesia siendo pro patrini Thomas Espanu de Ocier e Mathea Fais de esta Villa hija de Juan Fais  e de éBaingia Unali] Leonardo Fais cura.
[15] 6zeri37 Die primo novembre 1779 Claramonti Yo infrascripto v.p. natural de la mesma baptizé un niño nado al dia 29 ottobre a los quattro de tarde de legitimos coniuges Antonio Fais y Thomaina Cossiga en esta parroquial iglesia de San Matheo a quien se le usò por nombre Juan los patrinos fueron Don Gavino hijo de don Bernardino Pes y de doña Catharina Pes todos de la collegiata y villa de Tempio y Mathea Fais hija de Juan Fais y Baingia Unali d’esta parroquia y villa. Rev. Juan Luca Cabresu viceparroco semenero.

6zeri51
Die 17 henero 1781 Claramonti
Yo rev. Leonardo Fais con permisso del parroco natural de esta bauptizò en esta parroquial iglesia de San Matheo una niña nacida el dia 16 a les siete de noche salvo error de los legitimos coniuges Antonio Fais y Thomaina Cossiga ambos d’esta parroquia y villa a quien se le usò por nombre Maria Teresa los padrinos fueron don Gavino Pes-Pes hijo de don Bernardino Pes y doña Catharina Pes de la collegiata de Tempio y Catharina Fais hija de Juan Fais y Baingia Unali de esta dicia parroquia. Pedro Valentino cura semenero.

6zeri 67
Die 2 junio 1782 Claramonti rev.Leonardo Fais natural d’esta parroquia y villa con permisso del parroquo bauptizò en esta parroquiale iglesia de San Matheo un niño nacido el die
31 mayo a las noves de la magnana de los coniuges Antonio Fais y Thomaina Cossiga d’esta [villa] a cuie el pose pro nombre Leonardo los patrinos fueron Salvador Cachoni y Leonarda Fais con procura de esta acclusa en esto libro de  noble don Luis Martinez e y doña Anna Maria Aragonez coniuges ambos de la villa de Sacer Luca Cabresu [cura].

5 zeri 116
Die 10 settembre 1784 Claramonti yo infrascripto vicario parroco de esta villa tengo bauptizado en esta parroquial de San Matheo una niña nacida el dia octo del presente [mes] a las quattor de la tarde  de los legitimos coniuges Antonio Fais Unali hijo de Juan y Baingia Unali y Thomaina Cossiga Fiori hija de Andres y Cecilia Fiori todos de esta parroquia y le puese pro nombre Juanna Maria los padrinos fueron Geronimo Amugà Satta sacerdos hijo de Juan Bauptista y Antonia Satta y Mattea Fais hija de Juan y Baingia Unali todos de esta parroquia. Don Juan Andres Mundula viceparroco.

5 zeri 175

Die 17 junio 1787 [Claramonti]
yo infrascripto viceparroco natural d’esta villa bauptizé una niña  en esta parroquial iglesia de San Matheo de los legitimos coniuges Antonio Fais y Thomaina Cossiga nacida el dia 16 in las dos de la magnana del mismo mes a cuien poser por nombre Maria Teresa patrinos fueron el reverendo Leonardo Fais y Leonarda Fais hijos de Juan Fais y Baingia Unali todos d’esta villa rev. Juan Antonio de Bellu viceparroco.
5 zeri 230
Dia 28 agosto 1789 Claramonti
yo infrascripto cura natural d’esta villa certifico de como el sacerdote Juan Luca Cabresu bauptizò en esta iglesia de San Matheo un niño nacido a la ocio de la magnana le 27 del [mesmo] mes de los legitimos coniuges Antonio Fais y Thomaina Cossiga  cuen poser pro nombre Juan Gavino. Los padrinos fueron Jorge Falqui hijo de Cristobal y de Juanna Mureddu y Mathea [hija]  de  Juan Fais y de Gavina Unali todos d’esta parroquia y villa. Don Pedro Valentino cura.

[16]6zeri 97
Dia primero febrero 1789
Claramonti Gavina Unali natural d’esta villa de edad 75 anos salvo error muriò  in comunione sanctae matris ecclesiae con todos los sacramentos administrados el dia 17 dae cura de Bellu  et de extrema unctione el dia 20 del cura [Pedro] Valentino de quibus fue colmudada el dia 17 del passado henero. Testò en poder del notario Antonio Sanctoni d’esta villa cuio cuerpo fue sepultado en la iglesia de la gloriosa Virgen del Carmen. De lo que echo fé. Pedro Valentino.

[17]. 5 zeri 205[16bis
Die 2 de novembre del 1734 Claramonte Franciscu fizu legitimu et naturale de Quirigu Appeddu e Juanna Tedde coniuges est istadu baptizadu in custa parroquiale de Santu Matheu pro me su reverendu Pirinu cura sende patrini Juan Fais et Baingia Unale totu de dicia villa.

5 zeri 2I7
Dia 5 de novembre 1735 Claramonte Maria fiza legitima et naturale de Andria Leggeri et de Juanna Maddalena Fiore coniuges est istada baptizada in custa parroquiale ecclesia de Santu Matheu per su reverendu Thomas  Pirinu cura sende patrini Juanne Fais e Juanna Mara.

5 zeri 206
Die 5 de novembre 1734 Claramonte Antonina fiza legitima et naturale de Juanne Maria Unale et Billana cojuados pero no affidados pro avere impedimentu dirimente et non aver curadu de dispensa pontificia est istada baptizada in custa parroquiale ecclesia  de Santu Matheu per me su reverendu Thomas cura sende padrinos  Antoni Franziscu  Cossu Melone et Baizan Unale
de dicta villa.
5zeri 215
Juanne Antoni figiu legitimu et naturale de Jorji Cossiga e de Pedruccia Pirinu cojiuados est istadu baptizadu in custa parroquiale de Santu Matheu su reverendu Thomas Pirinu cura sende padrinos  Juanne Fais e Cecilia Sanna.

5 zeri 217
Die 13 novembre 1735
Baingiu fizu legitimu et naturale de Franciscu Uneddu et Juanna Angela Cossa coniuges est istadu baptizadu in custa parrocquiale ecclesia de Santu Matheu per su reverendu Thomas Pirinu cura sende padrinos Juanne Fais et Baingia Sanna Unale.
5 zeri 235
Die 4 de jiunio del 1739 Claramonti Baingia Francisca fiza legitima e naturale de Franciscu
Uneddu est Juanna Angela Cossa est istada baptizada in custa parroquale eclesia de Santu Matheu per me su reverendu Lenardu Cossu Sanna cura sende padrinos Juanne Fais e Vittoria Cossa Figaiu de custa dicta villa.
5zeri 242
Die deghennoe de frealzu de millisettighentos baranta Sebastianau nadu in sos 18 diciu mese figiu legitimu et naturale de Elia Pulina e Francisca Cossa Figaiu cojuados est istadu baptizadu in custa parroquale eclesia de Santu Matheu per me su reverendu vicariu Nicolau Sequi  et padrinos Juanne Ruju et Baingia Unale.

5 zeri 243
Juanna Anghela nada in dicio mese degheotto figia legitina de Elias Pulina et Francisca  Cossa cojuados est istada baptizada in custa parroquiale eclesia de Santu Matheu per me su reverendu  Nicolau Sequ vicariu sende padrinos Juanne Ruju e Baingia Unale de dicta Villa.

5 seri 245
Die 30 de abrile de su annu 1740 Claramonte Baingiu naschidu die 27 de su dictu mese figiu legitimu et naturale de Billanu Mudadu et Juanna Cossa coiuados est istadu baètizadu per me su reverendu Lenardu Sanna cun assistenzia de su cura in custa parroquiale eclesia de Santu Matheu Sende padrinos Juanne Fais et Bitoria  Sanna de custa presente villa Seu cura.

[18] 5zeri 167
Die nona novembris anno Domini 1826 Claramonte Tomasa Cossiga huius oppidi
annos nata octoginta  et amplius heri domi sua in comunione sanctae matris ecc lesiae sanctissimis sacramentis [sumptis] paenitentiae a parraquo eucarestiae a sacerdote Francisco Carta et extremae unctionis a me infrascripto refecta anima Deo reddidit et eius corpus in hac parroquiale ecclesiae Santi Matheu a.et e. delatum his esequis peractis sepultura traditum est.
De quibus Gavinus Cabresu refero.
5 zeri 147
Anno Domini 1854 die prima februari Claramonte coniuges Antonius filius Iacobi  [Cossu]-Valentino et Catarina Fais annos nonaginta fere agens sanctissimis sacramentis paenitentia eucarestia et extremae unctionis roboratus hora tertia post meridiem obdormivit in domino cuius corpus peractis piis exsequiae in divi  Mathei  sepultum est.De quibus Theologo Pinna Proparacus.

[18]
5 zeri 125
Dia 28 settembre 1793 Claramonti Jaime Valentino d’esta villa de edad 50 anos salvo error muriò in comunione sanctae matris ecclesiae con todos los sacramentos administrados de cura Amugà cuio de cuerpo fue sepultado en la iglesia de los reverendos padres Carmelitas hijo per poder de notario Sebastiano Diana de lo que do fé reverendo Pedro Valentino cura.

A conclusione di questo capitolo non possiamo non ricordare il caro prof. Giuseppe Doneddu che ci ha lasciati e che ci mancherà per la visione che aveva del Settecento e per i consigli che ci ha sempre dati.
Ringraziamo il dr. Carlo Patatu per la pubblicazione di queste nostre ricerche bel suo blog.
Un ringraziamento affettuoso alla prof.ssa, Maria Lepori, nostra stella di orientamento.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Settembre 2022 16:03
 

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