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Povero Berlusconi, come ti sei ridotto PDF Stampa E-mail
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Martedì 18 Ottobre 2022 19:09

di Carlo Patatu

Confesso che ieri sera B. mi ha fatto tenerezza, quasi pena. Il vederlo muoversi a fatica reggendosi saldamente al braccio di un uomo della scorta, il volto corrucciato e lo sguardo nel vuoto, ha cancellato d’un tratto tutta l’antipatia che il personaggio aveva destato in me fin dalla sua famosa e sbandierata discesa in campo.

Inoltre stavolta giocava fuori casa. Non più a ricevere gli ospiti in veste di anfitrione generoso in una delle sue splendide residenze romane, sarde o ad Arcore; ma quale pellegrino riluttante, novello Enrico IV che va a Canossa, costretto dalle circostanze a recarsi a via della Scrofa, sede romana di FDI, per incontrare Giorgia Meloni, leader di un partito che fino a poco tempo fa raccoglieva una manciata di voti e che il 25 Settembre scorso ha trionfato alle elezioni.

Ci è andato forzatamente e di malavoglia per tentare di mettere una toppa al pasticciaccio dell’appunto ripreso da un fotografo in Senato, nel quale B. definiva la prima ministra in pectore “supponente”, “arrogante”, “prepotente”, “aggressiva”. Insomma, una persona con la quale non si può andare d’accordo. Colto sul fatto come un bambino con le dita nel vasetto della marmellata, il padrone di FI ha cercato di farfugliare qualcosa, subito stoppato dalla Meloni, che lo ha gelato con un “andiamo avanti, pensiamo alla composizione del Governo”.

La donna, si sa, è tosta per carattere e può permettersi di tenere il punto su ciò che ha in mente di fare, forte del recente trionfo elettorale. Pertanto l’uomo di Arcore ha cercato inutilmente di pietire l’assegnazione a FI di alcuni ministeri cui tiene particolarmente. Dovrà accontentarsi di poco, molto poco rispetto alle aspettative. In breve, è uscito dall’incontro ancora più accigliato e risentito per quella che è stata una disfatta. Per di più inferta da una donna, depositaria di consensi che un tempo erano roba sua.

Nessuna considerazione per il suo passato. E nemmeno per l’età (ha 86 anni come me). Niente di niente. Diceva bene Giovanni Verga “Ad albero caduto, accetta, accetta”. Sic transit gloria mundi (come sono effimere le cose del mondo).

L’uomo straricco e un tempo potente che ha dettato l’agenda politica per qualche decennio è stato ridimensionato parecchio dalla recente batosta elettorale e trova scomoda, oltre che imbarazzante, la situazione nuova in cui si è venuto a trovare. Le cose sono cambiate da così a così. Inoltre, diciamolo pure, l’età non aiuta. Di sicuro avrebbe fatto meglio a mettersi a riposo già da qualche tempo e limitarsi a svolgere il ruolo del padre nobile. Ecco perché le umiliazioni subite se le è andate proprio a cercare. Ernesto Calindri (1909-1999), celebre attore, sosteneva che a teatro è importante non tanto come si entra, ma come si esce di scena.

 

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