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Accadeva nel 1873: Rinnovazione dei selciati PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 03 Settembre 2008 12:45

di Giorgio Falchi (1843-1922)

Da una squadra di selciatori continentali i selciati dell'interno dell'abitato furono rinnovati nel 1873, e la sorveglianza dei lavori venne spontaneamente assunta dal dottor Migaleddu Gian Maria, da Franchini Nicolò e dallo scrivente (dott. Giorgio Falchi n.d.r.), consiglieri tutti di questo Comune.

Il prezzo per ogni metro quadrato di selciato venne convenuto in centesimi trenta; coll'obbligo nei proprietari delle case di somministrare la pietra e di asportare il terriccio ed i rottami a proprie spese. La spesa totale a carico dell'amministrazione comunale non fu superiore alle lire duecento, impiegate in selciati eseguiti in località di dominio pubblico e nell'effettuare parecchi manufatti in muratura.

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Cfr. 1873 - Rinnovazione dei selcati, in: Carlo Patatu, Chiaramonti – Le cronache di Giorgio Falchi, ed. Studium adp, Sassari 2004, p. 108

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Settembre 2009 17:31
 
Commenti (1)
Coevi alla costruzione del Comune e della caserma
1 Giovedì 04 Settembre 2008 08:07
anghelu.saniera
Quasi coevi alla costruzione della Casa Comunale-Scuola e della Caserma, edificate nel 1874, questi selciati. Anche quello era un passo verso l'igiene pubblica: l'acqua non ristagnava e le zanzare non potevano accorrere ad abbeverarsi e a iniettare la malaria.
Da qualche parte ho letto di ciottolai toscani e laziali, ma ora non ricordo. Nel 1874 uscì anche, con procedura segreta, diretta ai vescovi dalla Sacra Penitenziaria il famoso Non Expedit, "Non è consigliabile" la partecipazione dei cattolici alle elezioni politiche. Da sottolineare che su 22 milioni di italiani solo 400 mila potevano votare, ma ne andarono 200 mila, tra cui un certo numero di cattolici che non ritennero opportuno il consiglio, il non expedit. D'altra parte qualche anno prima lo Stato aveva confiscato alla Chiesa e alle chiese tutti i beni mobili e immobili, aveva sciolto gli ordini religiosi e similmente confiscato i beni, le confraternite con la confisca di tutti i beni. Sciolse anche le collegiate, riuscirono a tener testa allo Stato solo i canonici di Nulvi con una causa che durò anni. I beni che dovevano servire a coprire il bilancio dello Stato furono gestiti assai maldestrasmente e alcuni ordini, a mezzo benefattori, ripresoro all'asta ciò che avevano perso. Porta Inferi non prevalebunt, caro e simpatico mangiapreti di un mio immanuero Mario Soddu. I nostri Carmelitani, sciolti, abbandonarono il convento (1867) che un'improvvida giunta democristiana, cento anno dopo, fece abbattere. Si salvarono almeno i documenti del convento, giacenti, inventariati dalla Panzino, presso la biblioteca universitaria di Sassari.

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