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Parliamo di ... religione PDF Stampa E-mail
Scritto da Vladimiro Patatu   
Martedì 23 Settembre 2008 22:23

Da quando esiste l'uomo, esiste anche il dilemma sul perchè della sua esistenza e sull'origine della vita.

Perchè esisto? Da dove vengo? Dio, esiste? Cosa è la religione? Quali sono le sue origini? Quanto una istituzione religiosa rispetta e rispecchia gli insegnamenti della religione che rappresenta? Quanto un religioso rispetta gli insegnamenti del suo credo religioso?

Queste sono solo alcune delle domande che tanti di noi si pongono frequentemente.

Tanti sono gli spunti di discussione sul tema della religione, e tante sono le posizioni che ciascuno di noi può tenere. Il tema è molto sentito dai nostri lettori, tanto da aver aperto un dibattito molto (anche troppo) acceso. Si può partire dai commenti ai seguenti articoli: "Contattaci" e "Accadeva 30 anni fa: Selezioni attitudinali anche per la cresima".

Facci sapere cosa ne pensi inserendo un commento qui sotto.

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Gennaio 2010 19:05
 
Commenti (40)
Ipazia martire dell'integralismo
40 Lunedì 31 Maggio 2010 23:49
francesco soddu Roma
Ipazia, astronoma e matematica nata ad Alessandria nella seconda metà del quarto secolo dopo Cristo, allieva e collaboratrice del padre Teone, un padre molto liberale a quei tempi; le donne, altro che studiare: il massimo che potevano aspirare era fare un buon matrimonio. Quindi era un padre di larghe vedute. Ipazia insegnava astronomia e matematica a numerosi allievi che pare l'adoravano anche perchè era una bellissima donna. La religione predominante nel declinante impero romano era il cristianesimo, con ancora un residuo di paganesimo e di ebraismo, che si cercava di eliminare, con la forza, i seguaci del vescovo Cirillo, dei monaci parabolani [equivalente degli odierni talebani]. Ipazia agnostica e quindi sospetta a gli occhi di quei fanatici, anche perchè era una donna libera, con false accuse aizzarono quei fanatici parabolani, la sorpresero mentre rientrava a casa, le strapparono le vesti e la fecero a pezzi. Il loro capo Cirillo è stato fatto santo insieme al suo collaboratore più vicino. Sono stati dichiarati santi forse per meriti. L'intolleranza è sempre stata un'arma dalla notte dei tempi contro il diverso e contro le minoranze. Andate a vedere, se vi è possibile, il film di Aleyandro Amenabar AGORA, ne vale la pena.


ps: cosa vuol dire codice HTML? Grazie. Francesco Soddu.

---

Spero anch'io di poter vedere, un giorno o l'altro, il film di Amenabar. Di cui tanto si parla e si scrive. La figura di Ipazia, molto scomoda per la chiesa curiale, giganteggia nella storia delle donne che, fin dal passato remoto, hanno avuto il coraggio, l'intelligenza e la forza di emanciparsi. Pagando sovente di persona. Come per l'appunto è accaduto a Ipazia. La cui figura viene ora adeguatamente, se pur tardivamente, rivalutata. Grazie per averci fornito l'occasione di riparlare di questa donna coraggiosa. HTML è il codice che si usa per la trascrizione in internet dei testi. Ma è roba per specialisti. Io, come i più, mi limito a usarlo senza capirci un'acca. Saluti. (c.p.)
Nobile Manovale Decaduto
39 Martedì 02 Marzo 2010 17:48
Antonio Pinna
Scusate eruditi amici se mi intrometto fra le vostre disquisizioni edotte. Porterei avanti le mie personalissime e, forse, superficiali conclusioni.


Come si dice, in primis parlerò in modo semplice ed elementare, per allontanare da me il sospetto che per primo sorge: la profondità del pensiero, il fine ultimo delle nostre ricerche logiche e gnoseologiche in cui ci cimentiamo, non sarà per caso la necessità di poter dar corso e sfogo al nostro più caro Ego di fini pensatori e di altrettanto, se non di più, eccellenti amanuensi della composizione ?


Perchè questo sospetto? Perchè adesso basta con millenni di asservimento all'Oracolo, più un paio di secoli scarsi di tanto dotte, cavillose, profondissime disquisizioni attorno al dio, anima, essenza.


Tutti vogliamo ormai non più covincere, ma persuadere dell'infallibilità del proprio credo.


Cari Amici Dotti Professori Delle Nostre Grandi Verità, perchè non torniamo Fanciulli e non vediamo il re come realmente è: NUDO !
Un re che ha parlato per mezzo dei profeti, ma la cui traduzione fu sempre a favore di chi lo aveva sentito. Profeti che hanno lasciato, sino ai giorni nostri, profondi laghi di sangue versato dal reciproco fedele, e tutto per il bene del signore.


Quanti oscuri, noti, dimenticati, quante moltitudini sterminate, per l'affiorare della verità del giusto, buono misericordioso RE?
E la nostra, infantile ma di ferro logica, dove sta?


L'unico mistero, espresso magistalmente da Bergman nel capolavoro "il 7° sigillo" è questo insito, mai sopito, presente anche se sublimato anche nel più convinto ateo (lo so, fidatevi). E' il senso del Dio innato. In merito a ciò si forma la casta egemonica del potere che parla per lui e che così si rafforza.


Banale, elementare, ma che ci ha allontanato dalla vera vocazione nostra di pensanti ricercatori indagatori dell'ultimo Sublime.


Ciao belli!!!
Commento alla concezione dell'anima
38 Mercoledì 15 Aprile 2009 20:27
Cesare Frau
Nel leggere con vivo interesse critico il recente libro di Vito Mancuso, “L’anima e il suo destino”, non posso fare a meno ogni tanto di cercare un punto fermo della sua concezione dell’anima come entità immateriale (ma forse secondo il teologo, materiale (energia) per valutarne la possibilità del raggiungimento di una verità plausibile, il più possibile coerente con la realtà oggettiva.


Mi colpisce un concetto che egli riconosce come vero: che "dopo due millenni di Cristianesimo, ci si trova a non sapere nulla dell’anima e a dubitare persino della sua esistenza". Bene: questo è un primo punto fermo della speculazione filosofica dell’intelligente teologo. Ma dopo aver ammesso che “non sappiamo nulla” compie un salto logico e si chiede da dove essa viene, “se non viene direttamente da Dio”. Quindi, riservandosi di esaminarne la natura e l’origine, ne dà per scontata l’esistenza.


Ciò che è interessante nel pensiero di Mancuso è che egli riconosce l’evoluzione come base dello svolgimento della esistenza e della vita del Cosmo. Nega infatti il creazionismo Linneiano ed ammette l’esistenza dell’uomo come prodotto “finito” della Evoluzione, nel senso della sua perfezione e della sua attuale unicità. Disquisisce se l’”anima” venga dall’alto, cioè da Dio ovvero dal basso, cioè dal mondo, aderendo al pensiero che essa nella sua dimensione spirituale, ”viene dal mondo”, cioè solo indirettamente da Dio, e che però “conduce... a Dio”. Accenna alla teoria per cui tutte le anime siano state create da Dio ”all’istante stesso della creazione primordiale dell’anima di Adamo, insieme alla quale Dio creò tutte le anime: di Eva, dei loro figli e di tutti i miliardi di esseri umani. Queste poi si congiungono ai corpi, ognuna nel “tempo prefissato” secondo un destino che a nessuno è dato conoscere. (Cita fra gli altri Leibniz).


Vi sono coloro che affermano che l’anima sia emanazione della “sostanza divina”, quindi un “frammento di Dio”. Vi sono coloro che affermano che l’anima venga creata da Dio “dal nulla” nell’istante stesso del concepimento del corpo (posizione odierna della Chiesa Cattolica, dell’Ebraismo, dell’Islam). Fatte altre distinzioni, aderisce infine e sostiene una concezione per la quale “l’anima è creata da Dio, ma col concorso dei genitori, esattamente come il corpo e che l’anima e il corpo sono la medesima cosa: energia.


Confuta quindi la non continuità fra materia e spirito (citando il filosofo tedesco Schmaus) ed evidenzia le grandi intuizione di Teilhar de Chardin, prestigioso scienziato e teologo (condannato dalla Chiesa negli anni 40-50 ed in seguito) che affermava la “santità della materia, come potenza spirituale della materia. In sostanza l’opera di Mancuso, sostenendo una concezione "anthropocentrica” si pone in contrasto con una sua stessa moderna visione dell’evolversi della vita dal suo primo sorgere, della quale i batteri (autori delle oltre seimila malattie conosciute) non sono come egli afferma “errori causati dalla cecità dell’energia primordiale, bensì essi stessi espressioni di forme primordiali di energia-materia-vita.


V’è quindi una immagine deviata del concetto di evoluzione, la quale se è come io affermo “storia naturale della vita”, nel dar luogo ad esseri con un cervello che con la sua organizzazione cellulare, molecolare e miliardi di atomi dà luogo alla mente come parte pensante, ed allo spirito come prodotto della mente, della sua energia, in cui niente vi è di divino, ma solo di naturale, non può solo perciò farsi un salto logico e balzare d’un colpo nel concetto di anima (salvo che non la si intenda come lo stesso Mancuso afferma) sintesi della sinergia del corpo e delle sue energie più elette). Quindi non anima come entità distinta ed autonoma (secondo la Chiesa) della specie Homo. Peraltro lo stesso Mancuso intelligentemente si pone il problema di “quale” e di “quando” Homo? Ma nella sua onesta ed appassionante indagine v’è la ripetuta convinzione di un cosmo antropocentrico. Quindi come il centro di un luogo attorno al quale si estendono e fanno da corollario miliardi di onde concentriche che rappresentano le altre forme di vita, che man mano che dal centro si allontanano sono forme di sempre minore attività cerebrale, di mente, di spirito. Ma è solo un problema di differenze quantitative e qualitative, per cui ci si può ben chiedere:
nella evoluzione che dalla prime forme di vita nel mare, dai batteri, dalle amebe dai pesci si è passati agli anfibi, dagli anfibi ai rettili, dai rettili ai mammiferi, e fra i mammiferi ai “primati” come puo negarsi la presenza sia pur in minore misura di un’anima, come sintesi di materia-energia-spirito, anche nel Tirannosaurus Rex di giurassica memoria? Ovvero, si abbia il coraggio di dire che dell’anima niente si sa, perché essa come entità spirituale creata da Dio, (sia pure col concorso dei genitori) non esite, come non v’è prova dell’esistenza del suo, autore.


Cesare Frau
certezza assoluta
37 Lunedì 13 Aprile 2009 19:51
soddu francesco
Resto sbalordito dalla certezza assoluta del signor Frau sulla non esistenza di Dio, appena capita una disgrazia una guerra un eccidio ci si chiede sempre perchè Dio non interviene, se non interviene vuol dire che non c'è, è semplicistico questo modo di argomentare, neanche fra scienzati ci si mette d'accordo, c'è chi è pro e chi è contro, nessuno riesce a dimostrare l'esistenza o la non esistenza, quindi non sarei così categorico, direi che è una questione di fede chi ce là e chi no.


Cordiali saluti Soddu Francesco.
FACCIA TOSTA E INGANNO dei deboli di cultura. FEDE E REALTA'
36 Lunedì 13 Aprile 2009 13:47
Cesare Frau
Dopo l'ennesima strage degli innocenti con la morte violenta di venti bambini, dopo l'ennesimo "diluvio universale" d'Abruzzo con le sue quasi trecento vittime, due massime autorità della Chiesa hanno espresso pubblicamente la loro impotenza, il loro ormai quotidiano fallimento.


Joseph Ratzingher ha detto: "Prego per i bambini che sono morti!". Tarcisio Bertone, celebrando la cerimonia funebre davanti a duecento bare ha detto e si è chiesto, intuendo l'angoscioso interrogativo delle moltitudini astanti: "Dove era Dio?". Il Vescovo locale di cui mi sfugge il nome ha detto che "da tanto male può nascere anche il bene!!", forse alludendo alla volontà ed alla forza d'animo delle popolazioni colpite, di ricostruire e nel meglio.


Chi non coglie quanto vi è di blasfemo in queste posizioni e manifestazioni esteriori dei gererarchi ecclesiatici?
Mi chiedo: c'è ancora chi crede?


Ci vuole "coraggio", per non usare una espressione più chiara e significativa, a presentarsi pubblicamente di fronte alle genti ignare a "mostrare la faccia" di fronte ad una realtà chiara ed inequivocabile nella quale basta un minimo di riflessione razionale per darsi una risposta sui "misteri illuminati dalla fede", da tradurre "il buio illuminato dalla fede" e poichè la fede è rifiuto di conoscenza, si tratta di un "buio illuminato dal buio"!!.


Anche in qualche trasmissione televisiva il conduttore ha posto ai partecipanti una domanda: Dove era Dio? Una donna di mezza età, intervistata ha dichiarato: "Si spera che queste scosse cessino, se Dio vorrà!". Un giovane trentenne dichiara: "Se non fosse per la fede nella resurrezione, saremmo disperati!!". Sembrano appena usciti dalla lezione di catechismo che si impartisce ai bambini di otto anni.


E' questa la cultura del cittadino medio che ancora crede nel trascendente? Quel che colpisce chi si avvale della razionalità della propria mente nell'osservare i fenomeni ed i fatti che riguardano l'umanità, è che nessuno sa dare risposte che non siano altro che una confusa congerie di concetti astratti, inconcludenti, negatori della conoscenza, che sono solo il frutto del timore, della soggezione, della "obbedienza come virtù servile" che Ratzinger contesta alla analisi del filosofo Nietzsche, del quale invece non coglie, al contratio, la spinta verso la creatività proprio attraverso quel "relativismo" che si sustanzia in una dialettica creativa che dà valore al pensiero dell'uomo, al suo coraggio, alla sua libertà intellettuale, alla sua autocoscienza dalla quale nasce il suo progresso, il suo innalzarsi effettivo dalle paure ancestrali dell'Homo come specie ancora primitiva, ancorata alla incoscienza dell'universo e del suo divenire.


Giustamente in un recente confronto televisivo fra Corradu Augias (che rappresentava i non credenti) ed il teologo Vito Mancuso, noto per la sua profonda analisi delle fedi religiose, è stato Augias a concludere in positivo l'interessante dibattito con la frase ed il concetto che la differenza fra "il non credere ed il credere" è in realtà la differenza incolmabile che esiste fra "il pensare ed il non pensare".


Cesare Frau
Miglior vita
35 Giovedì 05 Marzo 2009 20:10
Cesare Frau
TESTAMENTO BIOLOGICO E DECRETI LEGGE, OSSIA: CHI DECIDE DELLA NOSTRA VITA O DELLA FINE DI ESSA?


Nel leggere recentemente gli articoli pubblicati sul caso Eluana ho prestato particolare attenzione a quello a firma dal Vescovo di Oristano... Un articolo pieno di senso dell’amore della pietà, tutti altamente apprezzabili sul piano dei sentimenti umani, che fanno onore a chi li ha e li manifesta nelle tristi occasioni.


Quel che non sono riuscito a conciliare è tuttavia il senso dell’amore di chi vorrebbe che una vita si prolungasse e riprendesse a scorrere nel corpo e nella mente di una persona malata, con l’invocare
la suprema Entità, quella che per definizione dovrebbe essere il massimo dell’amore per la vita, che invece di prolungarla, non faccia neppure questo tentativo e, al contrario, si risolva e decida di CHIAMARE A SE’ da questa vita la persona sofferente, cioè a privarla della vita.


Che significa questo? Forse Eluana, se avesse potuto guarire, non avrebbe preferito riprendere a vivere e godere la sua esistenza come tutti gli altri esseri viventi, per ognuno dei quali l’esistenza e la vita è una sola, non ammettendo repliche??


Come è accettabile che vi sia un “signore” che, per definizione è “onnipotente e DECIDA invece a suo arbitrio di CHIAMARE A SE’ quell’essere sofferente? Che significa “chiamare a sé”? Non è difficile dirlo usando espressioni che danno lo stesso risultato sul piano logico e altresì concreto. L’espressione significa FAR CESSARE LA VITA BIOLOGICA, CIOE’ FAR MORIRE. Ma far morire è sinonimo di UCCIDERE... Quindi Egli, chiamandola a Sé, LA UCCIDE!


Mi chiedo quindi perché mai il Cardinale Barragan ha accusato il padre della Ragazza sostanzialmente di averla uccisa lui. Sorge uno strano conflitto di attribuzioni, sia in senso astrattamente giuridico o naturale (di tipo islamico): chi ha più potere sulla vita dei figli, il padre naturale ovvero il “padre” di tutti gli uomini? CHI, in concreto ha scelto di far cessare la vita della ragazza.


Per detta dell’autore dell’articolo, che è un importante “pastore di anime”, appare essere colui che è il più potente. Egli l’ha chiamata a Se’. Con la conseguenza del sinonimo. Occorre mettersi d’accordo. E’ vero che si usa l’espressione “passare a miglior vita”, ma se chiedete ad una persona che non sia in una situazione disperata della sua salute, ma conduca una vita normale, se questa muore prematuramente di incidente, mentre il prelato dirà che è passata a miglior vita, in quanto Dio l’ha chiamato a Sé. Il soggetto interessato sicuramente avrebbe detto PREFERISCO VIVERE la mia vita come tutti gli esseri viventi.


Ebbene, chi ha ragione dei due?


Afferma ancora l’alto Prelato che “oltre quel traguardo di tragedia, c’è il mistero illuminato dalla fede nella vita eterna”. Quindi un mistero, che per definizione è buio ed incomprensibile, che diventa illuminato e visibile per mezzo della fede.

Ebbene, si dia almeno il diritto di scelta, altrimenti ci troviamo ancora una volta davanti ad un personaggio DECISIONISTA che prende iniziative autoritarie a prescindere dalla volontà di coloro che sono invece i diretti interessati.


Questa non è democrazia, è Religione.


Cesare Frau
clero e voti
34 Lunedì 16 Febbraio 2009 23:49
L.eonarda - Nanda - Scanu
Per Cesare Frau.


A mio parere uno dei pochi errori del clero è quello di fare affluire troppi voti alla destra...


Per quanto concerne l'aspetto fede-religione, per me l'argomento era chiuso da Novembre scorso, ma le assicuro che ho i piedi per terra e sono una persona estremamente felice.


Cordialmente.


L. N. Scanu
Eluana, gli "assassini" e gli "incoscienti"
33 Lunedì 16 Febbraio 2009 09:58
Uno qualunque
Alcune sere fa rimasi davvero colpito dalle parole di Monsignor Tonini riguardo al caso Englaro. Lui, cardinale della Santa Romana Chiesa, pronunciò parole molto severe verso gli stessi prelati che, in quei pochi giorni della bufera, si riempivano la bocca di parole come "assassini", "incoscienti" etc., rivolgendole con naturalezza ai presunti (bontà loro) colpevoli della morte di Eluana. Lo stesso conduttore, quasi imbarazzato dalle parole del cardinale, disse: "Monsignore, da quando la conosco lei è sempre l'unico prete che non parla come un prete...". Il monsignore, da persona intelligente qual è, rise di questa battuta. Quindi, forse, non tutto è perduto.


Detto questo, mi ricollego anche a ciò che ha scritto il sig. Frau, riguardo l'assenza di Dio durante il letterale calvario di Eluana Englaro. Alcuni giorni fa ebbi una discussione con una persona piuttosto anziana, fervente cattolica e praticante. Il che vuol dire (e la considero un'aggravante), che le sue idee sono state, col tempo, ben impastate e amalgamate da tanti anni e massicce dosi di Democrazia Cristiana, con qualche spruzzata aromatica di guerra ideologica contro tutto ciò che era rosso e che non fosse la veste dei dignitari ecclesiastici. Al mio commento riguardo l'imbarazzo e la difficoltà di esprimere un parere sulla situazione in sé (sia morale, sia in qualche modo giuridica), lei rispose prontamente: "La vita appartiene a Dio, noi non possiamo deciderne". Probabilmente non furono queste le sue testuali parole, ma il mio ricordo mi porta ad essere assolutamente certo del fatto che questo era il succo della questione.


Mi bastarono solo pochi secondi per considerare a che razza di strano Dio, che lascia soffrire una persona (e coloro che la amano) in questa maniera, si possano rivolgere le nostre preghiere. A quanto sia bizzarro pensare che veniamo spesso colpevolizzati per usare l'intelligenza della quale Egli ci ha dotato, avendoci quindi, indirettamente, autorizzato a dubitare di tutto, di Lui compreso. A quanto sia contorta l'interpretazione della vita di coloro i quali parlano dall'alto dei loro pulpiti, senza aver mai potuto assaporare la gioia di poter amare un figlio, di poterlo abbracciare e crescere per sentire poi, feroce e inatteso, in un giorno qualunque, il dolore di vederlo disteso su un letto, immobile, con una sonda per l’alimentazione, mentre qualche dottore farfuglia parole incomprensibili delle quali tu capisci poco o niente.


Ma l'idea te la sei già fatta e sai, quasi con tragica certezza, che non c'è speranza. O almeno, non quella che vorresti tu. E solo in quel momento ci si rende conto di quanto questo Dio non riesca a rendersi simpatico ai nostri occhi. A noi, che quaggiù cerchiamo sempre qualche appiglio e qualche scusa per cercare di essere felici.

Alcuni giorni fa una lettera ad un quotidiano riportava il commento di una signora, la quale sopportava la sua croce, vagando da un ospedale all’altro per poter curare il cognato. Si lamentava dell’ipocrisia nascosta dietro al fatto che davanti alla clinica nella quale era ricoverata Eluana, in pochi giorni si era formata una calca umana. Niente di strano, fin qua. Era un fatto che oggettivamente aveva mosso tutte le coscienze, in fondo. Ma quante di queste persone che parlavano di salvare una vita, quanti di quei paladini della moralità avrebbero deciso, la mattina seguente, di andare in un qualsiasi ospedale ad aiutare tutti gli altri bisognosi? In fondo, come si diceva in un film, la sofferenza si può alleviare con piccoli atti di sincera cortesia, come imboccare un malato o, semplicemente, fargli compagnia.


Ma tutto questo era difficile da dirsi in quei giorni. Chiunque andava fuori da quello schema di dolore prefissato, facendo un passo avanti oltre quell’unico dolore e affermando che, nel mentre, tante altre Eluana erano stese su altrettanti letti, era giudicato un insensibile o un cinico. Al che si aggiunse un altro lettore, che diceva di abitare praticamente di fronte ai cancelli di Città del Vaticano. Neanche l’ombra di un barbone, laggiù. Né dentro, né fuori. E se qualcuno pensava che questa assenza era dovuta a quel famoso atto di sincera cortesia da parte di chi stava al di là (dei cancelli) e si arrogava da troppo tempo il diritto di predicare e consigliare al di qua, si sbagliava.


Infine, la campagna tra i Cavalieri della Vita e i Barbari della Libera Scelta (coloro insomma che credono che vivere sia ridere, piangere, correre, amare, odiare, e non rimanere distesi su un letto come vegetali), si risolverà solo quando si potrà arrivare a un comune pacifico e risolutore accordo sul significato della parola stessa e sul cosa sia la “vita”.


E’ vero, vogliate scusarmi; me ne sono reso conto solo adesso rileggendo: per un attimo avevo confuso la speranza con l'ingenuità.
x frau
32 Domenica 15 Febbraio 2009 13:06
Marco Sanna
forse è meglio che ognuno si preoccupi della propria malattia mentale, invece di pensare a quella degli altri.
saluti
Correzione articolo del 7 Febbraio: invio Articolo IL FALLIMENTO DELLE RELIGIONI
31 Sabato 14 Febbraio 2009 20:56
CESARE FRAU
Cari amici, nella lettera del 7 Febbraio, a proposito della esistenza del Paradiso e da quando esso è stato creato dalla Divinità, la frase "Questo i credenti se lo chiedono" va invece inteso "non se lo chiedono".


Oggi ho cercato di inviare un nuovo elaborato che ho spedito all'indirizzo di posta della Famiglia Patatu, sperando che comparisse in questa rubrica per la generalità dei lettori intervenienti, ma dopo averlo spedito, non lo ho trovato. Evidentemente per farlo apparire su questa rubrica occorre impostare diversamente l'indirizzo, cosa che sul piano tecnico ancora non so fare. Spero che gli amici Carlo e Vladimiro con le loro arti "magiche" lo possano fare.


Colgo l'occasione per segnalare che in questi giorni sia Repubblica, sia anche la Nuova Sardegna hanno dedicato pagine al "Grande Padre" che io considero il mio "Padre Spirituale" Charles Darwin", ricorrendo il bicentenario della sua nascita. Spero li abbiate letti. Perciò dico a Leonarda Scanu, la cui grande buona fede apprezzo, che non è soltanto la FEDE da cercare, ma anche la conoscenza di ciò che è oggettivamente vero e che dà conforto e sostegno alle "ragioni" della nostra esistenza. Non si tratta di ipotesi astratte rimesse tutte alla "volontà" del "grande architetto", chè in questo caso cadiamo nelle fantasie prive di alcun riscontro scientifico. Infatti nella natura non v'è alcun "disegno" preordinato, tutto avviene per la forza e la capacità della materia, come energia, presente anche in un sasso, nelle sue molecole, nei suoi atomi, nelle sue particelle infinitesimali, ma appunto a queste particelle che nel crearsi delle condizioni materiali per la loro aggegazione ed interazione, hanno dato origine alla vita. Quella vita nella quale noi facenti parte dell'Homo sapins-sapiens, non siamo affatto un punto di arrivo per la beatitudine (capricciosa) dell'architetto che pretende di esserne adorato e pregato, ma solo una dei miliardi di espressioni vissute e viventi, svoltesi negli infiniti rami del gran cespuglio dell'evoluzione dei quali, miliardi di rami e rametti si sono rinsecchiti ma prima di ciò hanno consentito che altri miliardi di rami e rametti nascessero, prolificassero, si adattassero, persero l'adattabilità, lasciando che solo i più adatti sopravvivessero, ma non in eterno. Putroppo, quando penso agli ultimi "primati" come lo scimpanzè e simili ed alle altre scimmie antropomorfe che ancora ricordano le nostre origini, (ve ne sono alcune stupende nel Sud America) me ne viene una grande tristezza, perchè come già tante altre tracce del nostro divenire sono scomparse, esse che ne sono gli ultimi ancora viventi, rischiano di scomparire (per colpa dell'uomo) ed un domani non vi sarà più alcuna traccia sensibile e riconoscibile del nostro grande percorso, se non quello che gli Homines sapientes del futuro potranno ricostruire solo con gli strumenti scientifici che conserveranno la memoria di ciò che, prima di loro, è esistito, ma non ne avranno la COMPAGNIA CONTESTUALE, come accade a noi di oggi certamente da questo punto di vista più fortunati perchè ne abbiamo la testimonianza vivente.


Alcune sere fa mi ha telefonato un personaggio che ha ritenuto con arroganza di potermi a suo avviso "ingiuriare" in un lungo vivace ad anche polemico dialogo, la cui cultura era fondata sulla Bibbia. Ed a conclusione del suo invero sconclusionato discorso, ritenento di potermi offendere ha detto che io quindi "discendo dalla scimmia".
E' stato inutile e vano cercare di spiegargli il percorso dei "primati" dagli australopiteci fino ai pitecantropi all'Homo Erectus ed in seguito a noi. Alla fine della sua pretesa ingiuria (della quale al contrario mi son sentito onorato), non mi è rimasto che scendere al suo livello e concludere dicendogli "che lui , al livello delle scimmie, c'era ancora rimasto...!! Questo, naturalmente, chiedendo scusa all'amico Scimpanzè.


Quel che mi ha impressionato nella lunga movimentata telefonata è che tutta la sua "cultura" si fondasse sulla Bibbia; ma quando gli ho chiesto se avesse letto il Genesi, primo libro del Pentateuco che riporta le culture Jahwiste ed Elohiste di circa 3000 anni fa, dalle sue risposte si è ben capito che neanche sapeva che cosa fosse.


Fa impressione constatare a che livello si trovi ancora l'umanità, nonostante la attuale massa cerebrale del sapiens-sapiens, a partire dal Pitecantropo di Giava, si sia più che raddoppiata. Tutto ciò è il frutto delle Religioni e di ciò che DISINSEGNANO ai ragazzi che frequentano le Parrocchie, tenendoli nella brutale oscurità dei "misteri", deviandone le capacità potenziali di accrescimento culturale e conoscitivo, conducendoli su percorsi irrazionali, ascientifici e falsi. Ma ciò che fa ancora impressione è vedere la massa di persone che, in certe occasioni, (funerali od altro) gremiscono le chiese, ed oggi forse più che nel passato, danno una sensazione di "islamizzazione" della religione che, anzichè avere come concorrente la scienza, ha oggi come antagonista la "cultura" musulmana, che dà tanto la sensazione di avere la forza in un domani non lontano, di sovrapporsi alla cultura occidentale, nella quale v'è almeno fino ad oggi la possibilità di un dialogo fra fede e ragione, fra credo e scienza, senza che si venga assassinati.


Chiudo la lettera di oggi pregando ("prego anch'io!!) gli amici Carlo e Vladimiro di riportare su questa rubrica l'articolo che ho loro inviato e che nel Titolo, IL FALLIMENTO DELLE RELIGIONI, si chiede se dopo il caso Englaro, CI SIA ANCORA SPAZIO PER LA FEDE in Dio, chiedendosi CHI E' e DOVE E', o meglio DOVE ERA durante il calvario della povera Eluana.


Vi saluto tutti con stima, in particolare il muratore intellettuale Mario Soddu che mi ha simpaticamente telefonato alcuni giorni fa dal Belgio.


Cesare Frau

---

Il commento già inviato dal lettore Frau è giunto con modalità diverse dal previsto; ma è stato ugualmente e doverosamente pubblicato. La modalità da lui seguita con l'invio di quest'ultimo messaggio è quella corretta. E che prevede di utilizzare lo schema riportato alla fine di ciascun articolo. Nel caso specifico, in fondo ai tutti i commenti sulla religione inviatici; e che sono stati allocati sotto la rubrica "Parliamo di... religione". Ringraziamo il lettore per la sua partecipazione e ricambiamo saluti cordiali. c.p.
Le religioni: un'invenzione della parte meno razionale del cervello
30 Sabato 14 Febbraio 2009 13:38
cesare frau
La fede non è affatto un dono; al contrario è la incapacità di guardarsi intorno e vedere con mente razionale che tutto ciò che accade avviene casualmente, e nessuna preghiera, forma questa di effetiva umiliazione dell 'uomo, è in grado di modificare gli avvenimenti.


Quando Damiano non ha saputo rispondere all'esempio che io facevo delle stragi contro le quali nessun ONNIPOTENTE può alcunchè, ha tirato fuori la grande sciochezza del "libero arbitrio". Non si rendeva conto che se il libero arbitrio poteva valere per gli assassini islamici, fatti ad immagine e somiglianza del loro dio, che hanno commesso la strage guidati appunto dal loro Dio stragista, non altrettanto in fatto di libero arbitrio poteva dirsi delle 3.500 vittime delle torri, le quali non erano affatto libere di fare alcunchè e per quanto abbiano invocato e pregato il loro Dio, costui niente ha fatto per loro, o perchè non è vero che è onnipotente, ovvero per una ben più semplice ragione e cioè che la DIVINITA' NON ESISTE, nè v'è alcuna ragione che esista e che lo (o gli) si preghi.


Basta pensare alla cultura mafiosa che è fatta di richieste di favori e di preghiere ai padrini. Questa è una ben diversa e esistente realtà, alla quale le religioni cercano di assimilarsi contando sulla preghiera ad un dio che è ben meschino se concede i suoi favori solo perchè gli vengono rivolte le preghiere. Si tratta di una mentalità fondata sui favoritismi, per cui chi più prega più può ottenere. In realtà non ottiene assolutamente nulla, anzi le cose possno normalmente andargli male, una malattia aggravarsi, ed anzichè guarire, motire. Dio non ha fatto assolutamente nulla. Altro che miresicordioso.


Sono fatti di tutti i giorni. Battelli carichi di pelleghrini che affondano con centinaia di vittime, nonostante si recassero ad una festa religiosa. Sono note le stragi che avvengono in occasione dei pellegrinaggi di miloni di uomini alla Mecca, tutti ciechi di fede (Allah è grande): muoiono in migliaia e non saranno mai in grado dalla fossa sotto terra nella quale marciranno, di testimoniare che il loro "grande" non esisteva e che pur essendo morti nel pellegrinaggio, non sono affatto andati direttamente in paradiso, perchè il Paradiso è un'altra grande sciocchezza di menti, in realtà, di scarsa intelligenza. Lo stesso Papa Voytila disse che Purgatorio e Paradiso non sono affatto luoghi, bensi "stati dell'anima".


Ciò comunque presupporrebbe l'esistenza dell'anima, ma anche questa è una pia illusione della parte irrazionale del cervello ed una ingiuria al cervello, perchè quella che essi credono di poter identificare con l'anima, niente altro è se non l'energia delle cellule cerebrali che si traduce nella intelligenza e nella sensazione di esistenza, sensazione che finisce con la fine del cervello e della stessa esistenza, e per sempre.


Concludo per il momento con una affermazione ancora più dura: LE FEDI RELIGIOSE SONO UNA MALATTIA MENTALE CHE RENDE CIECHI ALLA RAGIONE ED ALLA SCIENZA E QUINDI ALLA VERITA'.
dono della fede
29 Sabato 14 Febbraio 2009 11:32
Alessandro . Sini
E' esilarante questo continuo dibattito.


Da una parte chi autogiustifica il fatto che una entità che non vede e non gli parla gli ha donato una cosa che spegne la ragione e gli fa credere le cose più assurde. Dall'altra chi dice che abbiamo un cervello e lo dobbiamo usare, pensa, si affida alla razionalità e spera di poter instillare nel credente un briciolo di buon senso.


Tutto inutile. Due mondi che non possono dialogare, hanno posizioni troppo diverse.
Nel pieno delle facoltà mentali
28 Martedì 10 Febbraio 2009 20:54
Leonarda Scanu (Nanda)
Cristo per me è il MODELLO DI VITA DA IMITARE PER ECCELLENZA! La fede è una questione personale e seria, con un proprio linguaggio, non facile da esprimere. E’ un qualcosa di interiore e chi come me la fede l’ha prima cercata e l’ha poi trovata... soffre nel sentirla banalizzare come se si trattasse di un oggetto da ridicolizzare, sminuendo l’intelligenza di chi crede. E’ proprio per questa ragione che chi possiede la fede generalmente non risponde alle provocazioni.


LA FEDE E’ RICERCA, E’ LA CAPACITA’ DI GUARDARSI DENTRO. La fede non è un qualcosa che si trova per strada o in un bazar, è un qualcosa che va cercata... La fede non è paragonabile alla cartomanzia, alla stregoneria, ecc. E’ un qualcosa di nobile e chi crede merita rispetto.


La fede è approfondimento... Non ci si può basare esclusivamente su teorie avanzate da alcuni scienziati (non da tutti) o chicchessia senza aver mai prima cercato di approfondire direttamente l’argomento, scavando dentro e non si può leggere esclusivamente ciò che rispecchia il nostro pensiero.


Chi ha la fede non ha bisogno di dimostrarlo, è un qualcosa di intimo. La fede la si vive nella propria intimità.
La fede ha un suo cammino... fatto di tappe o stadi non facili da seguire (il Castello Interiore - Teresa d’Avila).
la fede è rinuncia e va controcorrente... La fede ci impone delle regole, regole dettate dalla nostra stessa coscienza, dalla nostra morale.


Ho con me un libro che comprai in Inghilterra oltre 30 anni fa dal titolo: “What I Belive”, Editore Mark Booth con il parere di 13 personalità tra scienziati, novellisti, filosofi, teologi, ecc. Tanto per citarne un paio, Albert Einstein diceva: la situazione qui in terra è strana, o meglio non è chiara, ognuno di noi è qui per una breve visita senza conoscere il perché, eppure sembra sia qui per uno scopo divino. Dal punto di vista quotidiano sappiamo di essere qui l’uno per l’altro; diceva: Tutto ciò che vive è Santo (Blake); La divinità è più facile da riconoscere che da definire (W.H. Auden - poeta).


Il paradiso non è un luogo rosa o celeste che ritroviamo dopo aver guidato per tre giorni consecutivi o cercando di scorgerlo nella costellazione del carro tra una stella e l’altra, alzando semplicemente gli occhi al cielo, non è né un paesello, né una spiaggia su cui prendere il sole. E' una meta interiore, è uno stato, una dimensione. E’ il raccolto alla fine della nostra vita, quando l’essere viene messo in posizione di autogiudicarsi, proprio come fa la nostra coscienza.


Quanto Giovanni Paolo II disse anni addietro, non è una novità, sono cose che si imparano al catechismo prima di fare la prima comunione. Il purgatorio è anch’esso uno stato, un’attesa, dove avviene la purificazione. La sofferenza dell’anima è causata dalla mancanza della visione di Dio. Il periodo di purificazione è necessario per portare l’anima ad uno stadio superiore, cioè di purezza. Puro e impuro non possono convivere. Quando si parla di dimora (lui dimora in noi) è una FORZA SUPERIORE che si impossessa del nostro essere, annientando tutto ciò che è carne, tutto ciò che appartiene al materiale, al mondo terreno (che è in noi) e ci trasforma (Al Gazali - La visione beatifica - mistico dell’Islam secolo XII; S. Vangelo - La Trasfigurazione - vivere nella gloria).


Spesso si parla della sofferenza che colpisce il genere umano, delle guerre, dei bambini che muoiono di fame ecc., attribuendo soltanto allora la colpa a Dio, solo in questi casi ci si domanda “Lui dov’è”, dov’è l’essere supremo, dov’è il padrone di tutte le cose. L’uomo in questa terra (dico in questa terra perché credo anche nell’altra) è nato libero, libero di agire, di fare e di disfare a suo completo piacimento, libero di costruire la bomba atomica. Basta volgere lo sguardo all’Iraq... mi risulta che gli invasori siano stati gli americani. Chi ha dato l’ordine di bombardare sono stati prima Bush padre e poi suo figlio... e allora qui mi pare che i carnefici abbiano un nome.


Cosa c’entra Dio??? E in medio Oriente? Forse ci siamo dimenticati della famosa passeggiata di Sharon nella spianata delle Moschee proprio quando l’accordo di pace sembrava raggiunto... Non possiamo imputare a Dio tutto ciò che è negativo, tutto ciò che è puro artificio dell’uomo... Dio non scende a compromessi... “My Thoughts are not your thoughts, my ways are not your ways”.


Quanto ai preti, non trovo giusto tirare in ballo esclusivamente il comportamento negativo di quei pochi disonesti, tralasciando l’operato dei numerosi onesti. Migliaia di missionari operano nel silenzio, nelle zone dimenticate dall’uomo, rischiando la propria vita per aiutare il prossimo, per aiutare le persone che come noi hanno diritto a vivere, a nutrirsi, ad essere curate, ad essere istruite… Noi facciamo qualcosa per questi poveri??? E allora, cerchiamo di ringraziare chi rischia la propria vita per il bene altrui. Cerchiamo di parlare qualche volta anche di questa maggioranza e non soltanto di quei pochi delinquenti che fanno notizia per questioni che senza ombra di dubbio sono gravissime.


A me personalmente a fede non dà ricchezza materiale... vivo da povera nonostante lavori da una vita, fa però la sua parte, influisce positivamente nella mia vita, allieta la mia esistenza e sono contenta!!! La certezza di rivedere i miei cari (anche se in altra dimensione che definirei stato di gaudio) è un sollievo, è la mia speranza, è ciò che oggi mi tiene oggi. Credere da un senso alla mia vita.


Il mio pensiero va soprattutto a chi la fede vorrebbe averla ed ha difficoltà a trovarla. Una delle vie per il raggiungimento della fede è la contemplazione.


Un caro saluto a tutti da (Nanda) Leonarda Scanu
religioni-fede-ragione-anima-santi... e impostori
27 Sabato 07 Febbraio 2009 14:37
cesare frau
Cari amici, è per me una sorpresa entrare in internet e trovare tanta passione per un argomento nel senso più ampio che mi accompagna da quando ero al liceo, anzi prima, da quando iniziai a leggere "On origin of the species " di colui che considero il mio grande padre spirituale. Da allora ho iniziato a leggere riviste e testi scientifici e negli anni più recenti ho scritto tanti articoli, dei quali purttroppo il quotidiano locale ne avrà riportato appena un quinto, lascianto negletti quelli più impegnativi, nei quali non di si poteva limitare a poche decine di righe.


Ho letto anche vari testi testi religiosi, fra cui i quattro vangeli (sugli oltre 60 esistiti) e fra i libri del Pentateuco, in particolare il "Genesi", dal quale provengono i maggiori errori delle credenze religiose sulla origine del cosmo, che allora era solo la nostra "terra" cui lo scenario del c.d. "firmamento" niente era se non il modo con il quale la divinità Iaveh o Elohim diede luce alla notte ed alla terra in una visione puerilmente geocentrista.

Gli incidenti" di percorso" con l'amico Damiano Nieddu sono solo una simpatica parentesi di un accenno di dialogo con una persona di animo buono propenso a vedere l'uomo come oggetto di attenzioni della divinità in un mondo che, se parliamo dell'Homo sapiens sapiens, avrebbe al massimo 35.000 anni, e ciò dimostrando ingratitudine per quel meravigliso personaggio che è stato il Neanderthal (egli già sapiens) per almeno 150.000 anni prima del sapiens sapiens.


Considerando solo queste brevi "ere", che cosa è il cristianesimo, di appena duemila anni fa? Come si fa a pensare che questa è la religione per eccellenza dal momento che rappresenta un granello di polvere rispetto all'arco biologico che parte dal Pitecanthropo di Giava e dal Sinantropus di Chukutien forme di homo erectus che è stato preceduto per alcuni milioni di anni (3-4) dalle diverse forme di australo-piteco che hanno rappresentato lo sforzo ramificato (casuale e meraviglioso) della natura per consentire a quei primati di arrivare fino all'uomo moderno?
Che dire di tutte le altre infinite specie che lo hanno preceduto a ritroso, dai mammiferi ai rettili, agli anfibi, ai pesci e giù via dicendo fino alle primordiali forme di vita unicelluare?


Per tutti costoro ESISTEVA UN DIO CHE PREMIAVA E PUNIVA a seconda dei "peccati" e dei meriti? Per tutti costoro esistena un Inferno, un Purgatorio, un Paradiso o addittura un Limbo? Quel che mi stupisce, e tutto sommato mi dispiace, è che un credente questi problemi se li pone. O la fede è così cieca da ottundere la mente ed impedire di appena sfiorare queste domande e le risposte che ci si deve dare? Si è mai chiesto, secondo la sua fede, da quando esiste il Paradiso?


Se esso non è stato creato per il Tirannosaurus Rex, ed è stato creato per premiare l'uomo, esso esisterebbe da solo poche decine di migliaia di anni, se non da soli seimila anni, quanti ne consente la conta delle generazioni bibliche, arco di tempo in cui l'homo era ormai già sapiens sapiens e sapeva gia'forgiare il bronzo. Si cade nel ridicolo! Si cade nell'ingiuria all'uomo ed alla sua MENTE che ha il dovere di PENSARE e non di illudersi nel "credere".
E' solo di ieri che una mia cliente con la quale attendevo di fare l'udienza davanti al Giudice, che ha affermato che l'uomo esiste perche frutto dell'atto creativo di dio... dal fango e con l'alito dell'anima (anemos).


Povera umanità, a che punto è ancora!!! Anche oggi mi interrompo e saluto tutti gli amici che scrivono su questa rubrica, sperando in qualche modo di poterli incontrare prima o opoi personalmente. Infatti in una società di credenti, ci si sente veramente soli!!!


Qualcuno di voi mi risponderà? Avrei tante cose da dire.
Le religioni: un'invenzione della parte meno razionale del cervello.
26 Venerdì 06 Febbraio 2009 21:24
cesare frau
La fede non è affatto un dono; al contrario è la incapacità di guardarsi intorno e vedere con mente razionale che tutto ciò che accade avviene casualmente, e nessuna preghiera, forma questa di effettiva umiliazione dell'uomo, è in grado di modificare gli avvenimenti.
Quando Damiano non ha saputo rispondere all'esempio che io facevo delle stragi contro le quali nessun ONNIPOTENTE può alcunchè, ha tirato fuori la grande sciochezza del "libero arbitrio". Non si rendeva conto che se il libero arbitrio poteva valere per gli assassini islamici, fatti ad immagine e somiglianza del loro dio, che hanno commesso la strage guidati appunto dal loro Dio stragista, non altrettanto in fatto di libero arbitrio poteva dirsi delle 3.500 vittime delle torri, le quali non erano affatto libere di fare alcunchè e per quanto abbiano invocato e pregato il loro Dio, costui niente ha fatto per loro, o perchè non è vero che è onnipotente, ovvero per una ben più semplice ragione e cioè che la DIVINITA' NON ESISTE, nè v'è alcuna ragione che esista e che lo (o gli) si preghi.
Basta pensare alla cultura mafiosa che è fatta di richieste di favori e di preghiere ai padrini. Questa è una ben diversa ed esistente realtà, alla quale le religioni cercano di assimilarsi contando sulla prehiera ad un dio che è ben meschino se concede i suoi favori solo perchè gli vengono rivolte le preghiere. Si tratta du una mentalità fondata sui favoritismi, per cui chi più prega, più può ottenere. In realtà non ottiene assolutamente nulla, anzi le cose possono normalmente andargli male, una malattia aggravarsi ed anzichè guarire, morire. Dio non ha fatto assolutamente nulla. Altro che miresicordioso.


Sono fatti di tutti i giorni. Battelli carichi di pellegrini che affondano con centinaia di vittime, nonostante si recassero ad una festa religiosa. Sono note le stragi che avvengono in occasione dei pellegrinaggi di miloni di uomini alla Mecca, tutti ciechi di fede (Allah è grande). Muoiono in migliaia e non saranno mai in grado, dalla fossa sotto terra nella quale marciranno, di testimoniare che il loro "grande" non esisteva e che pur essendo morti nel pellegrinaggio, non soino affatto andati direttamente in paradiso, perchè il Paradiso è un'atra grande sciocchezza di menti in realtà di scarsa intelligenza. Lo stesso Papa Woytila disse che Purgatorio e Paradiso, non sono affatto luoghi, bensì "stati dell'anima".
Ciò comunque presupporrebbe l'esistenza dell'anima, ma anche questa è una pia illusione della parte irrazionale del cervello ed una ingiuria al cervello, perchè quella che essi credono di poter identificare con l'anima, niente altro è se non l'energia delle cellule cerebrali che si traduce nella intelligenza e nella sensazione di esistenza, sensazione che finisce con la fine del cervello e della stessa esistenza; e per sempre.


Concludo per il momento con una affermazione ancora più dura: LE FEDI RELIGIOSE SONO UNA MALATTIA MENTALE CHE RENDE CIECHI ALLA RAGIONE ED ALLA SCIENZA E QUINDI ALLA VERITA'.
Perché i preti non si sposano?
25 Sabato 01 Novembre 2008 01:37
Mario Soddu Belgio
La questione che i preti non si possono sposare é più generalmente legata alla morale della chiesa: sposarsi, fedeltà, divorzio, perservativo, aborto etc. È veramente contro corrente rispetto a quello che la nostra società promette. Primo fra tutti la sessualità come via della felicità e l'amore per avere una famiglia e l'avvenire delle generazioni umane.


L'opinione pubblica, della quale faccio parte anche io, crede che i preti sono nervosi perché non hanno una vita sessuale immensa come tutti gli esseri viventi. Ecco allora affacciarsi la pedofilia, gli abusi sessuali in mezzo al clero. I rapporti sessuali sono vietati ai preti e alle suore. Come é possibile resistere in mezzo a tante donne, suore giovani e belle che servono i preti e i prelati? La tentazione vince anche loro; ne hanno bisogno, lo vogliano o no gli alti prelati.


Per quello che sappiamo, i preti e le religiose sono degli esseri umani che provano il bisogno psicologico di fare l'amore; e lo fanno, é sicuro. Se non si sposano é perché così hanno più tempo da consacrare a dio. Essendo sposati, avrebbero molti problemi da gestire, assumere delle obbligazioni da onorare, occuparsi della moglie, dei problemi della famiglia, dei bambini, della loro educazione, della scuola e della sanità. Pertanto il loro lavoro non é che richiede molto tempo. Dire 20 minuti di preghiera la mattina e un'ora la domenica.


I preti ortodossi si sposano, hanno una moglie e dei figli, come vuole la società. Quanti preti cattolici hanno fatto questa amara esperienza d'avere preso un cammino senza essere veramente chiamati, trovandosi forse in uno stato nel quale non erano preparati? Quanti di questi giovani preti non hanno finito il loro ministero? Nei monasteri, nelle comunità religiose il conflitto e le polemiche continuano. Ci sono quelli che cercano una funzione nella chiesa per diventare qualcuno, un personaggio importante per la sua immagine, non per servire la chiesa.


In 23 paesi, dei preti, dei religiosi e anche degli arcivescovi abusano sessualmente delle religiose. Senza che il Vaticano intervenga. Delle richieste fatte in questo senso, hanno rivelato il silenzio delle autorità di Roma. Anche se recentemente il papa ha ammonito il comportamento di questi prelati, l'abuso continua. Un giornale cattolico americano "The National Catholic Reporter", ha deciso di pubblicare i comportamenti dei religiosi. Non si tratta di casi isolati, ma puramente il non rispetto delle regole. La maggioranza dei paesi implicati (dico bene nel clero) sono: l'Africa, l'America, ma anche l'occidente come l'Italia, l'Irlanda e l'Autralia.


Anche la rivista cattolica Golias pubblica nel 2001 la totalità dei documenti che sono stati messi a disposizione del Vaticano. Un organismo britannico membro delle confederazioni Caritas, della quale fa parte suor Maura O'Donohue dottore in medicina, ha messo un primo reperto sulla situazione delle religiose, situate principalmente in Africa. Dei preti, dei religiosi, dei prelati e direttori spirituali abusano delle religiose e le abbandonano quando sono incinte. Suor O'Donohue aggiunge con tristezza che queste religiose dichiarano che sono state abusate sessualmente dai preti perché loro, frequentando le prostitute, possono essere contaminati da malattie contagiose come l’Aids. Le religiose essi le considerano dei partners sicuri.


Suor O'Donohue sottolinea anche il numero importante dei preti contaminati dall’Aids. Sono circa il 13% del clero di quelle diocesi. Suor O'Donohue dice anche che una religiosa é morta durante il parto: il prete che l'aveva messa incinta l'ha condotta alla clinica e poi ha celebrato anche la messa ai suoi funerali. Ci vuole coraggio! Come si può spiegare la servitù nella quale delle religiose sono ridotte. E lo saranno sempre, se i preti non si sposano e fanno una vita normale come tutti i cittadini.


Passiamo dire che la chiesa é stata sempre il bastione più resistente alla dominazione e agli abusi del patriarcato. L'abuso sessuale sulle religiose é un segno di inferiorità delle condizioni femminili nella chiesa come nella società civile. Come anche la dominazione morale e finanziaria dei preti sulle religiose. Il clero insegna alle religiose a sentirsi inferiori, a essere sottomesse e a obbedire. È molto comprensibile allora che una religiosa trovi impossibile resistere a un membro del clero, quando le chiede dei favori sessuali. Questi uomini le religiose li vedono come delle figure d'autorità cui debbono obbedire in silenzio. In più questi preti sono istruiti e hanno avuto una formazione teologica molto più avanzata delle religiose (queste in generale hanno pochi studi).


Essi possono usare degli argomenti teologici speciali per giustificare le loro domande e la loro condotta. Questo vale anche per le donne della società comune. Ne hanno avuto l'esperienza due donne che conosco e sono sagrestane. Qualche anno fa, nel Quebec, su un reportage diffuso da Radio Canada, delle donne giovani hanno preso la parola approvando la loro relazione permanente con dei preti. Molte di loro hanno avuto dei figli. In cambio non hanno mai avuto nessuno aiuto da questi religiosi.


Se la chiesa cattolica rinunciasse a non lasciare fondare una famiglia ai preti, forse ci saranno meno problemi e difficoltà nella chiesa. Ci potrebbe anche essere un vantaggio nel fatto che molti giovani prenderanno la vocazione di prete e studieranno la teologia, anche se ciò mi pare incomprensibile ai tempi d'oggi. Cosa disturba il Vaticano se i preti si sposano? Il comportamento del Vaticano non coincide con quello che ha detto dio creando l'uomo: “Crescete e moltiplicatevi”.


Questa situazione per i preti é un rifugio comodo per agire come vogliono, senza assumere nessuna responsabilità dei loro atti.


Saluto tutti.


Mario Soddu
ragione e fede 12
24 Mercoledì 22 Ottobre 2008 23:00
Damiano nieddu
cari interlocutori tutti, per un po'di giorni non scrivo per interloquire con qualcuno, ma solo con me stesso.E' davvero troppo difficile se non impossibile pensare che l'uomo Gesù sia anche Dio. Pazienza! Vorrà dire che le mie riflessioni saranno limitate all'uomo frutto del caso o che dir si voglia. L'uomo è buono o cattivo? Nasce buono o cattivo? Vale per l'uomo la legge della giungla, dove i suoi abitanti vivono la loro vita sbranandosi e riproducendosi senza che essi abbiano alcun rimorso sulla violazione di regole etiche e morali? Perchè nell'uomo tutte le azioni buone sono ricondotte al rispetto della legge e quelle cattive alla sua violazione? Allora immagino che il senso etico e morale siano nell'uomo un valore aggiunto che nel mondo animale non umano non esiste. Ma questo assunto può essere anche una linea di condotta dei razionalisti atei. Sì, perchè la società si dà delle regole per vivere insieme e perchè la legge della giungla non prevalga. Torno a pensare all'uomo che nasce o buono o cattivo. E che vive perennemente in guerra, nella guerra che gli stati combattono giorno per giorno attraverso gli strumenti che una aggregazione umana può darsi: il ministero dlla difesa e l'esercito per difendersi dai cattivi stranieri..., il ministero dell'interno e quant'altro per difendere le persone buone da quelle cattive. E con quale dispendio di risorse! E alimentando lo stesso paradosso:i buoni pagano le tasse per difendersi, i cattivi pagano le tasse per espiare le loro colpe. Questa realtà è tale da quando è nato il mondo! Ma dobbiamo continuare così fino alla fine dei secoli? C'è si o no una speranza di cambiamento? Ripeto che queste sono meditazioni rivolte a me stesso. E' probabile che fra qualche giorno possiamo avere una risposta che non mancherò di esternare.Ciao a tutti.
elogio della vita
23 Mercoledì 22 Ottobre 2008 16:24
damiano nieddu
Vivi la vita


La vita è un'opportunità, coglila.


La vita è bellezza, ammirala.


La vita è beatitudine, assaporala.


La vita è un sogno, fanne una realtà.


La vita è una sfida, affrontala.


La vita è un dovere, compilo.


La vita è un gioco, giocalo.


La vita è preziosa, abbine cura.


La vita è una ricchezza, conservala.


La vita è amore, godine.


La vita è un mistero, scoprilo.


La vita è promessa, adempila.


La vita è tristezza, superala.


La vita è un inno, cantalo.


La vita è una lotta, accettala.


La vita è un'avventura, rischiala.


La vita è felicità, meritala.


La vita è la vita, difendila.

-

Madre Teresa
La religione, un'invenzione dell'uomo
22 Lunedì 20 Ottobre 2008 13:57
Mario Soddu
Signor Damiano Nieddu, come vedo, lei è molto devoto, ha scritto 10 commenti che equivalgono ai comandamenti della Bibbia. Spero che sia soddisfatto, ha esposto il suo pensiero, la sua devozione. Mi meraviglia il fatto che lei, essendo un uomo pubblico per il suo mestiere di avvocato, con la sua intelligenza abbia tanta certezza nel credere a tutte queste bugie inventate dall'uomo...


Certamente Suor Teresa di Calcuta era una brava donna. Racimolava molti quattrini per i poveri; ma forse non tutto andava ai poveri... Non sono poveri forse quelle persone che hanno 500 euro al mese per vivere? Cosa fa la Chiesa per loro? Al massimo gli potranno dire “...preghi il signore, solo lui vi potrà aiutare”.


Le dico anche, signor Nieddu, che le religioni all'essere umano hanno portato solo problemi da quando esistono. Veda un poco le crociate, l'evangelizzazione forzata dell'Africa, dell'America del Sud etc. Le religioni hanno sempre fatto passare in prim'ordine i loro interessi e i loro dei, per ultimo l'uomo, malgrado i loro discorsi umanisti.


Non dimentichiamo che, diventando adulti, ci rendiamo conto della vita, della realtà in cui viviamo. Nessuno ci può impedire di mettere in questione le cose che ci hanno messo in testa da piccoli. Ho i sentimenti e la convinzione che tutte le basi delle religioni sono totalmente incoerenti e incredibili. Esempio: attualmente non sono i fedeli che vanno in chiesa, ma è il prete che li cerca allestendo tende-chiesa, o nei dancing e nelle spiagge. È la prova che essi non sono più credibili.


Andando indietro nei tempi, spesso gli scienziati smontano allegramente i miti e i miracoli. Per esempio, il lenzuolo di Torino. Infatti, le verità della scienza non sono mai le ben venute per la chiesa; vedi Galileo, Copernico, Darwin. Io non credo a un dio vendicatore che punisce. Se esiste, non dovrebbe permettere tutti gli orrori commessi sulla terra. Perciò, signor Nieddu, le ripeto che la religione è un prodotto di leggende infantili, una debolezza del cervello umano.

Per finire, le dico che tutto è stato inventato e prodotto dagli Ebrei. Là in quella terra in cui non ci sarà mai pace, proprio a causa della religione.


Saluti. Mario Soddu
Buoni e cattivi esempi
21 Lunedì 20 Ottobre 2008 00:52
Vladimiro Patatu
Caro Damiano,


certo, soffermarsi sui cattivi esempi per portare avanti una discussione sulla fede e sull’esistenza di Dio è riduttivo. E questo infatti non è il proposito delle domande che ho posto.


Ciascuna domanda può essere considerata un tema a sè. E' vero che ci sono temi profondi come il dilemma sul perchè dell’esistenza. Ci sono però anche temi che da un lato sono meno profondi, ma dall’altro ci toccano più da vicino.


La nostra società è fortemente influenzata dalla presenza della chiesa. Ovunque ci giriamo, dagli ospedali alle scuole alla politica, la chiesa ha una forte presenza. Se la chiesa seguisse i dettami del cristianesimo, questo non solo non sarebbe un problema, ma un vantaggio. Purtroppo non sempre è cosi. Cito due casi emblematici, uno dei quali può essere ricondotto ai singoli elementi, che potremmo chiamare “di cattivo esempio”, mentre l’altro è più strutturale: pedofilia e coinvolgimento dello IOR – banca del vaticano - in svariati scandali italiani.


Tornando al discorso sui buoni e cattivi esempi, concordo che non si può e non si deve fare di ogni erba un fascio. La chiesa cattolica e molti dei suoi esponenti hanno fatto e continuano a fare grandi cose per il prossimo, anche al duro prezzo del sacrificio della propria vita.


Ora, io preferisco prima guardare le persone e poi i vari gruppi di appartenenza che le caratterizzano (razza, lingua, cultura, religione, etc ...).

Mi riesce difficile non guardare oltre il templare che uccideva in nome di dio, o l’inquisitore che torturava un malcapitato eretico, o il giudice che ha condannato Galilei. Comunque, prima di tutto essi erano degli uomini, e nelle loro azioni per me sono stati dei pessimi uomini.


Allo stesso modo, quando sento parlare di un prete che ha abusato di decine di minorenni, io vedo una persona infima; come quando sento parlare della dedizione con cui una piccola grande donna come madre Teresa di Calcutta ha curato “i più poveri tra i poveri”, io vedo una grande donna; così come quando sento parlare dei prodigiosi risultati ottenuti per i diritti civili in Sudafrica e per l’indipendenza dell’India dalla lotta non violenta di Gandhi, io vedo un grande uomo.


L’uomo per sua natura può essere altruista e misericordioso, come depravato e malvagio, indipendentemente da cultura, razza o religione. La chiesa è una istituzione composta da uomini, e proprio per questo riflette e contiene al suo interno gli stessi pregi e gli stessi difetti dell’umanità. Siamo sicuri che le grandi azioni dei tanti cristiani che hanno dato la vita per gli altri, siano state dettate dal loro essere cristiani e non dal loro essere dei grandi uomini o donne? Io ho i miei dubbi.


Un caro saluto a te e ai nostri lettori,
Vladimiro
Onniscienza e libero arbitrio
20 Lunedì 20 Ottobre 2008 00:45
Carlo Patatu
Damiano Nieddu dice che vorrebbe qualche risposta da chiunque volesse toglierlo “...dall'impiccio di essere un po' deficiente, poiché parte del (...) cervello non funziona in quanto occupata dalla fede...". Da buon avvocato qual è, ricorre all'artifizio retorico per dare forza alle proprie ragioni. In realtà, in ordine all'argomento di cui è caso, il mio caro amico non mi pare trovarsi in impiccio. Né è da credere che parte del suo cervello non funzioni perché... occupato dalla fede! Così non è ed egli lo sa.


Se, come credo, vuole richiamare l'attenzione del lettore sull'antico (e non risolto) dilemma fede/ragione... Bene! Ma allora il discorso deve prendere un'altra piega, dovendo investire, al riguardo, la vexata quaestio dell'onniscienza di Dio. Al quale, ci è stato insegnato fin da bambini, non possono applicarsi categorie temporali umane: passato, presente, futuro. "...dinanzi a me non fur cose create, / se non eterne, ed io eterna duro..." ammonisce il Poeta. Ecco che a Dio, se esiste, deve essere apoditticamente attribuita l'eternità. Ne consegue che, avendo davanti a sé, da sempre, la conoscenza e la visione di tutto ciò che noi definiamo passato, presente e futuro, Dio non può fare a meno di conoscere cosa accadrà a me fra un minuto e, poniamo, all’universo nei secoli prossimi venturi. Mandando il proprio Figlio sulla terra per redimere l’umanità, Egli sapeva come sarebbe andata a finire. Da qui la mia difficoltà a conciliare l'onniscienza di Dio con il libero arbitrio dell'Uomo. Ovviamente mi piace pensare a un Uomo libero di fare quel che gli pare. Ma ciò mi vieta di credere che un Essere Superiore (per di più se definito “bontà infinita”) possa restare indifferente di fronte al compiersi di un’azione riprovevole. Che “deve” forzatamente accadere, perché qualcuno, da sempre, ne conosce le motivazioni e l’esito.


Durante la mia adolescenza (non avevo ancora 14 anni) ebbi una discussione appassionata su questo tema. Mio interlocutore era un giovane vice parroco. Che, per vincere i miei dubbi, ricorse a un esempio banale, ma efficace. "Immagina – disse - di osservare dalla riva il mare in tempesta; e che un bastimento, sopraffatto dalle onde, sia sul punto di fare naufragio. Secondo te, affonda perché tu lo vedi, oppure lo vedi perché affonda?". "Lo vedo perché affonda!" fu la mia risposta pronta. "Ebbene - riprese - come fai tu, Dio osserva ciò che accade sulla terra. E non interviene. Lascia che le azioni dell’uomo seguano il loro corso. Liberamente. Il tuo sguardo non è la causa dell’affondamento della nave, così come il Padre eterno non è ispiratore di quello che gli uomini, liberamente, fanno. Chiaro?".


Direi proprio di no. Io osservo la nave in difficoltà, ma non so cosa le accadrà. Al massimo potrei indovinarlo. Dio, al contrario, lo sa già. Con certezza assoluta. Ti pare poco, amico mio? Sant'Agostino e altri padri della Chiesa si sono arrabattati inutilmente nell’intento di conciliare questo dilemma, per me (ma non solo per me) insolubile. Ed ecco che, come il deus ex machina del teatro greco, tu fai comparire la fede, che concilia facilmente i corni del dilemma, mettendo in pace animo e ragione. Ma questo lusso (perché di lusso si tratta), caro Damiano, può permetterselo chi, come te, ha fede nel Dio creatore del cielo e della terra. E cioè di glissare serenamente su questo e altri misteri del cristianesimo (ogni religione ha i propri), che reputo arduo risolvere in modo certo e assoluto facendo ricorso alla sola ragione. Saluti. c.p.
Ragione e fede 11.
19 Domenica 19 Ottobre 2008 22:17
damiano nieddu
Un giorno di qualche mese fa mi incontrai in un'aula della corte d'Appelo di Sassari con l'amico e collega Cesare Frau, il quale aveva scritto alcuni articoli sulla Nuova Sardegna professando il suo ateismo. In uno di tali articoli se la prendeva contro il Dio dei cristiani e contro quello dei mussulmani reo di aver consentito la carneficina degli innocenti delle torri gemelle, uccisi secondo lui, in nome della fede l'11 settembre del 2001. Il fatto stesso che quel Dio non abbia impedito quella carneficina è la prova provata che non esiste alcun dio. In quel momento ha messo a dura prova la mia fede nel Dio infinitamente buono. Naturalmente in quelle circostanze non potevamo continuare a dialogare. Pertanto ho chiesto aiuto alla ragione perchè la vacillante fede non mi aiutava a rispondere a Cesare Frau. E la ragione mi rispose: Damiano, l'uomo nasce libero e usa il suo libero arbitrio scegliendo il bane o il male; sulla base delle sue scelte sarà premiato o condannato. Così si realizza la giustizia terrena e quella divina. Le riflessioni maturate allora mi danno l'opportunità di inserirle in questo eccellente dibattito. La ragione mi viene in aiuto: Dio non è il regista del teatrino delle marionette, che si muovono comandate dai fili di volta in volta mossi per far divertire gli spettatori. Nè mai potrò pensare di appartenere al paradiso terrestre dove l'uomo vive felice e contento senza che la felicità e/o lo stato di beatidudine siano frutto delle mie scelte. Solo così potrò essere io protagonista del mio agire, se faccio bene e sono virtuoso avrò la ricompensa, se invece faccio del male avrò la condanna e sopra tutto il rimorso, quello che rode l'anima e lo spirito. Preferisco avere la fede in un Dio che mi lascia libero di amarlo o di odiarlo, piuttosto che amare il Dio che mi prende per mano come un bambino che affida la sua crescita a chi decide per lui. Ho fatto queste riflessioni trascurando per il momento l'affernazione di Cesare Frau: la fede obnubila l'intelligenza, mortifica la ragione; questa, di fatto, soggiace alla inconsapevole diminutio capitis (rationis). Prima di continuare vorrei qualche risposta da chiunque volesse togliermi dall'impiccio di essere un pò deficiente, poichè parte del mio cervello non funziona in quanto occupata dalla fede. Ciao Vladimiro.
ragione e fede 10
18 Venerdì 17 Ottobre 2008 23:13
damiano nieddu
Cosa è la religione, cosa sono le sue origini, quanto viene rispettata la religione da chi la professa. Domende legittime. Cosa è la famiglia, cosa è il comune, cosa è la provincia, cosa è la regione, cosa è l'associazione di volontariato, cosa è il sindacato, cosa è l'associazione sportiva, cosa è la camorra? Si può continuare all'infinito. Colui che sta all'interno delle pre dette organizzazioni e non ne rispetta le regole si pone al di fuori di esse, ma i valori della famiglia rimangono, i valori del volontariato rimangono e così discorrendo... Questo vale anche per la religione e per i suoi appartenenti. Io immagino che al credente che non segue i dettami dalla sua religione si può dare un punto, ad un credente che li segue in parte si possono dare due punti, ad uno che va messa la domenica, ma poi viola gli altri precetti o al mmussulmano che rispetta il ramadan e non anche le shure danne pure tre quattro etc., ma a loro potrà essere imputato solo di essere dei cattivi esempi. Perchè invece non cerchiamo di dare una spiegazione ai milioni di persone che nel nome di Gesù si fanno martirizzare, abandonano la loro ricchezza, i loro agi, i piaceri della vita e sconvolgono il mondo non con le armi ma con loro umiltà e aiutando i poveri, i diseredati senza chiedere la tessera di cristiano o di mussulmano. Una minuta suorina, madre Teresa di Calcutta, in nome di quel Gesù ("tutto quello che fate ad uno di questi poveri, malati, affamati e abbandonati lo fate a me") ha sconvolto il mondo e tutti i potenti della terra si sono inchinati a lei. Perchè soffermarsi sulle persone del cattivo esempio e non su queste? Da te ho molto da imparare. Ciao Vladimiro.
ragione, angoscia e rassegnazione
17 Venerdì 17 Ottobre 2008 03:55
Vladimiro Patatu
Caro Damiano,

purtroppo (per me) faccio parte di quella schiera di razionalisti che, anche volendo, non riesce a intravedere la benchè minima presenza di una entità superiore nella realtà in cui viviamo (figuriamoci poi il riuscire a credere nel dio proposto dal cristianesimo).

Ti assicuro che la mia vita sarebbe ben più serena se riuscissi ad adagiarmi nella credenza anche di una indefinita entità superiore che governa la nostra esistenza. Questo purtroppo non avviene. Le domande che ho posto come introduzione alla discussione sul tema religione, continuo a pormele con una certa insistenza, e benchè io rispetti le posizioni di coloro che hanno la fortuna di credere nall'esistenza di un dio, non posso condividerle.

Quindi, non riesco ad essere d'accordo con la tua considerazione sulla credenza nella divinità contestuale alla nascita del genere umano. Credo nell'evoluzionismo e posso immaginare la lenta trasformazione della nostra specie da quelle che tu chiami bestie all'uomo moderno. In questo percorso di trasformazione posso immaginare lo sviluppo dell'intelligenza e di conseguenza della ragione. E' la ragione, poi, a portarci a porci domande fondamentali sul perchè delle cose. L'impossibilità di trovare risposte certe, poi, genera un'angoscia dalla quale si può uscire in vari modi, per esempio con la rassegnazione oppure trovando la pace in un percorso di fede.

Questo, ovviamente, è semplicemente il mio punto di vista.

Ti saluto,
Vladimiro
ragione e fede 9.
16 Giovedì 16 Ottobre 2008 23:19
damiano nieddu
Vladimiro si chiede: perchè esisto? da dove vengo? me lo chiedo anch'io. e credo che il primo uomo apparso sulla terra si sia posto le stesse domande. E si perchè il primo uomo aveva stessa identica capacità raziocinante del bambino che nasce oggi e di quello che nascerà alla fine dei secoli. Con la sola differenza che l'uomo di oggi può contribuire alle ulteriori scoperte della scienza da quelle che i nostri antenati ci hanno lasciato. Ed è un bel vantaggio. Io personalmente posso rispondere che vengo da un atto di amore e che esisto grazie a quello. E che comunque sono frutto e seme di Colui che ha consentito quell'atto d'amore. Altri possono rispondere che l'evoluzione della specie porta il maschio ad unirsi alla femmina per istinto naturale e così il materialista, l'agnostico il miscredente l'ateo, il razionalista può ritenersi soddisfatto dalla constatazione dell'evento riproduttivo fine a se stesso. Le domande di Vladimiro meritano ben altre risposte, e sono le stesse che si hanno posto i filosofi gli scienziati dando risposte diverse. Ma una risposta è ricuramente inconfutabile: che l'uomo è nato ab origine con la ragione e la contestuale credenza nella divinità. Cosa che non si può dire delle bestie che 'esistono' e 'vengono' dal puro istinto. Le regole etiche e morali che presiedono alla società umana, pur con tutte le deviazioni, appartengono alla trascendenza che supera il principio dell'homo homini lupus. Se infine questa trascendenza nasce dalla paura di Dio, ben venga la paura! Beate le bestie che non si pongono il problema di Dio! Io non mi darò pace finchè non capirò perchè l'uomo che ha fede solo nella ragione si sia posto il problema di Dio. E' davvero uin bel rompicapo. Di religione parleremo un'altra volta. Ciao Vladimiro
Saragat, Pertini e....
15 Lunedì 13 Ottobre 2008 22:07
c.coda
Caro Carlo, sulla poltrona dell'Alto Colle, per i prossimi settennati, ha già sistemato il cappello il Berlusca. Con il benestare dell'altro Colle. Il Vaticano!
Le chance a tua disposizione sono minime.

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Tutto sommato, nessuna, direi. Tuttavia, mai dire mai. c.p.
Damiano for President
14 Lunedì 13 Ottobre 2008 16:39
c.coda
Un terzo della popolazione mondiale è cristiana, comprensiva di tutte le varianti: cattolicesimo, protestantesimo, ortodossia, anglicanesimo, ecc.
Secondo l'organizzazione World Christian Trends, vince il cristianesimo, seguito dall'Islam. Terza "confessione" più diffusa al mondo è quella dei non credenti, cioè gli atei.
In Italia si dichiarano (?) cattolici 98 su 100. A Sassari è nata l'UAAR, ovvero Unione Atei Agnostici Razionalisti. Il prof. P. Francolacci, presidente della sezione locale, ha dichiarato che: [...] secondo i sondaggi, gli elettori statunitensi non avrebbero nessun problema ad eleggere Presidente una donna o un afroamericano, ma non voterebbero mai un ateo.
Damiano fatti sotto! Hai possibilità future.
L'ateo Carlo, nò!

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In USA certamente no. Ma in Italia? Illustri precedenti (Saragat, Pertini, Napolitano) m'inducono a non disperare. Chissà? c.p.
Ragione e fede 8
13 Domenica 12 Ottobre 2008 12:40
damiano nieddu
Carlo, hai ragione la fede non può essere spiegata dalla ragione, perchè l'oggetto della fede rimane un mistero non solo per il credente ma anche per il non credente o ateo. E allora?
Sarà sufficiente credere alle parole di Gesù rivolte all'apostolo Tommaso: "Tu hai creduto perchai visto e toccato, beati coloro che credono senza aver visto". Ma quell'Uomo ha detto altre cose, in cui milioni di uomini hanno creduto sonvolgendo il mondo. Buona domenica a tutti.
Ragione e fede 7
12 Giovedì 09 Ottobre 2008 22:32
Damiano Nieddu
E' una regola della fisica universalmente e scientificamente accettata che, dal nulla, nulla si crea. E allora se dal bing bang è stato originato il mondo, e quindi anche l'uomo, la scienza mi spieghi chi ha creato ciò che preesisteva al bing bang! Nell'attesa la fede mi porta a credere che anche quell'esplosione sia opera di Dio. Ma la crisi permane. Provate a rimuoverla. Grazie ciao.

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Vedi, caro amico, quanti problemi, insolubili per la ragione, è in grado di accomodare la fede? Che, ci ha detto Nanda Scanu qualche giorno fa, non la si trova per la via, né la si ottiene per grazia; ma va ricercata. Con determinazione, con volontà e col fermo proposito di trovarla. Ma, chiedo, chi non sa, non può o semplicemente non vuole avventurarsi in questa ricerca? Sarà dannato per sempre? Dal mio punto di vista di non credente, dico che non mi assilla affatto l'esigenza di dimostrare che Dio esiste oppure no. Quel poco che ho imparato mi ha indotto a credere che l'esistenza di Dio non può (non deve) essere dimostrata servendosi dei canoni scientifici usualmente utilizzati dall'uomo pensante. Come pure non può essere dimostrato il contrario. E allora, come la mettiamo, caro Damiano? Ecco entrare in ballo la fede. Che, ribadisco, non ha bisogno di dimostrazioni o di arzigogoli. Chi ce l'ha ce l'ha e buon per lui. Chi non ce l'ha... pazienza. Ma non per questo chi credente non è va considerato privo di speranze, di stimoli, di traguardi, di utopie, di amore per il prossimo, di rispetto per gli altri e di comprensione per chi non la pensa come lui. Anzi! Alla prossima. c.p.
Ragione e fede 6
11 Mercoledì 08 Ottobre 2008 23:12
Damiano Nieddu
Sono in crisi profonda, la mia fede vacilla, la ragione e quindi la scienza ha spegato molte cose che prima appartenevano al mistero, alla fede. Oggi gli scienziati stanno cercando di capire l'origine del mondo ricreando le condizioni del bing bang. E se riuscissero a spiegarlo? Adesso, ore 23.10, sono stanco e non riuscirei a rispondere. Ci proverò domani. Ciao.

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Siamo ansiosi di sapere... c.p.
Ragione e fede 5
10 Lunedì 06 Ottobre 2008 13:14
Damiano Nieddu
A proposito della creazione dell'uomo: è nato dal caso? Dal bing bang? Dal soffio insufflato da Dio nel pupazzo di fango? Dall'evoluzionismo della specie animale? Che mi importa saperlo se io, corpo e anima, materia e spirito, vengo da Dio? Io vengo da Dio! Ciao.
Scienza e religione.
9 Domenica 05 Ottobre 2008 02:54
Mario Soddu
Certi filosofi stimano che le religioni corrispondono a un sentimento di paura (paura della morte e della natura), conducono a delle pratiche, crudeli e arbitrarie, favorite dall'ignoranza. Impedisce tutti i progressi che nel bene può avere l'umanità.
La Bibbia e altri scritti religiosi sono stati scritti in un tempo in cui gli uomini non erano istruiti come oggi. Solo i più furbi hanno cercato di passare alla storia, però é stato provato che é solo fantascienza. Attualmente questi scritti non sono cambiati, anzi sono stati ritoccati per farli quanto più credibili possibile. Per questo motivo, gli scienziati criticano il clero perché non sono più valevoli, più credibili agli occhi delle persone intelligenti e al grande sviluppo intellettuale dell'umanità.
Tutte le religioni sono una sorgente d'intolleranza morale, non conoscono il dubbio, sono di carattere assoluto e non permettono lo spirito di una critica. Col rischio di essere scomunicato per chi ne fa.
La religione tende a tenere la popolazione nell'ignoranza.
Per esempio: associando la medicina e la meteorologia, a delle stregonerie. Grazie alla fragilità della popolazione credente, molti di questi si lasciano manipolare.
Psicologicamente, la religione punisce il comportamento dei credenti che non seguono la strada imposta dal clero. La religione favorisce la colpevolezza e rifiuta dunque tutta la felicità all'essere umano.
Per quanto attiene alla sua teoria, Darwin, con i suoi studi le sue ricerche e con l'assistenza dell'archeologia, ha dimostrato e smontato tutte le bugie inventate dal clero. I primi esseri viventi hanno cominciato a muoversi 3 miliardi di anni fa negli oceani.
La chiesa non ammette la verità, provata scientificamente: perchè? Hanno solo ragione i teologi e i preti?
Al mondo ci sono 6 miliardi di esseri umani, di cui 4 miliardi e mezzo di credenti. Fra questi ci sono 1 miliardo e mezzo di uomini ai quali la religione è imposta con la forza.
Più 3 miliardi diciamo credenti... Fra questi, oltre la metà sono dei finti credenti. Gente che dimostra la fede solo per interesse personale. Come, per esempio, paura di perdere il posto di lavoro, la pensione; oppure sperano di trovare lavoro con la fede, etc .
Fra questi credenti ci sono i politici, che si incollano al clero per attirarsi l'elettorato. Secondo la chiesa, Dio, quando creò l'uomo (Adamo ed Eva), disse: "Crescete e moltiplicatevi" . Com'é possibile inventare una bugia, come il peccato originale? Adamo ed Eva si sono accoppiati con il volere di Dio. Hanno peccato perché hanno mangiato la mela proibita.
Carissimi, queste favole non le credono più neanche i bambini. Senza sesso, che senso ha la vita sulla terra? In fondo sono tutti gli esseri viventi che si riproducono, oppure anche gli animali sono dei peccatori?
Si và in chiesa per pregare; per pregare cosa? Chiedere perdono a Dio! Ma allora quelli che vanno in chiesa sono tutti peccatori? Per me il posto più sacro é il cimitero. Quando entro dentro non si sente niente, vedo le foto incollate sulle tombe e niente muoversi. Il mio cuore palpita lentamente, con le lacrime agli occhi, mi sento vivo, ma morto dal dolore. Penso a tutte quelle persone che una volta camminavano, parlavano, mi prendevano in braccio e oggi non ci sono più.
Noi esseri mortali li raggiungeremo e non ci vedranno mai più. Credere alla resurrezione é un'illusione, é una pura invenzione del clero. Molti studiosi delle origini delle religioni affermano che le stregonerie hanno dato origine alle religioni attuali. Per il clero é facile dire: Dio ha creato tutto. L'universo infinito, l'universo che gira, in rotazione continua, la terra che gira a 30 km al secondo. I miliardi di stelle, stelle che esplodono. Come si puó credere che lassù ci sia il paradiso? Il giudizio finale? Come mai i preti non si possono sposare nella religione cattolica? Eppure Gesù era sposato con Maria Maddalena e hanno anche avuto figli.
Molti avvenimenti del passato sono misteriosi ma anche inquietanti. Faccio degli esempi che ho letto nelle riviste spagnole e francesi. Sono un muratore cui piace leggere per sapere. Come oggi non ero mai stato così convinto che esistono anche le streghe volanti. Il mistero di Rennes le Château : era religione ? Oppure esoterismo ? L'abbe Saunière com'é divenuto ricco e potente?
I visitatori di questo posto sacro sono accolti con due frasi scritte sopra il portone. Una é molto inaspettata per una chiesa:" Terribilis est locus iste" (questo luogo é terribile). Secondo un'altra versione, "questo luogo é venerabile". Sarebbe forse stata migliore un'accoglienza con parole religiose per una chiesa dedicata a Maria Maddalena...
Il Da Vinci code dice la verità? L'ordre du temple, cos'é?
Gesù é sepolto a Gerusalemme con Maria Maddalena oppure in Francia? Le società segrete cosa rappresentano o rappresentavano? La massoneria esiste sempre? Hitler é arrivato al potere da solo? Il simbolo della croix gammée (stemma del partito nazista) l'ha inventato Hitler oppure i preti che frequentava?

Saluti Mario SODDU
La fede va cercata
8 Venerdì 03 Ottobre 2008 20:34
Nanda Scanu
Ciao Carlo,
scrivo due righe esclusivamente sulla questione “fede”.
Personalmente non sono del tutto convinta che la fede sia un dono. La fede bisogna andarsela a cercare... scendendo in profondità. Può sembrare assurda questa mia affermazione ma parlo per esperienza personale. L’uomo è dotato di intelligenza e, attraverso l’uso della ragione e la fiducia, la fede non è poi così irraggiungibile. La fiducia in Dio è indispensabile; ma se questa viene a mancare ogni tentativo sarebbe vano.
Con molto rispetto per tutti coloro che non condividono quanto da me espresso.
Un caro saluto
Nanda Scanu
Ragione e fede 4
7 Mercoledì 01 Ottobre 2008 23:07
Damiano Nieddu
scorrendo la pagina degli interventi al forum, qualche giorno fa, ho intravisto una tua risposta, caro Carlo. Oggi ore 22,11 del 1.ott.2008 non la trovo più. Volendo rispondere ora, non posso più farlo perchè non ne ricordo più il contenuto se non 'perchè tu hai ricevuto il dono della fede e io no?'. Io non ti so rispondere in maniera esaustiva e scientifica, se lo potessi fare sarei lo scienziato che ha scoperto l'origine del mondo oppure sarei Dio. Tu sai meglio di me, per la tua cultura, per la tua esperienza di vita, per la felicità di essere marito, padre, nonno, vivendo la gioia di esserlo per due volte, continuando a vivere pensando che il pane quotidiano non mancherà, che il finito non può comprendere l'infinito. Se io chiedo allo scienziato quali sono gli elementi che compongono l'acqua il fuoco l'aria etc. mi rispondono esattamente e scientificamente, ma se chiedo di spiegarmi cos'è l'infinito non mi rispondono, al massimo dicono che ci stanno studiando. Chi ha Fede nel Dio Ragione aspetta! Non posso comunque esimermi dal dire ciò che penso sulla domanda 'perchè io no?'. Io non sono scientificamente sicuro che Dio è ab eterno, senza passato nè futuro, ma se rifletto sulla sua esistenza, penso che non è Dio che sceglie le persone cui dare il dono della fede, ma che la fede è in ciascuno di noi dal momento della nascita. La fede nell'entità suprema ce l'hanno tramandata i primi uomini apparsi sulla terra: la fede nel Dio Luna, nel Dio Sole, nel Dio Giove etc. non è stato donato dalla scienza e nemmeno dal mio Dio, ma è nata con l'uomo. Quello è il dono della fede: dipende poi dal libero arbitrio accettare o rifiutare il dono. Ma sul libero arbitrio parleremo più in là. Prima di chiudere vorrei sapere se i pezzi delle persone che intervengono nel dibattito rimangono leggibili fino a chiusura del forum oppure no. Grazie.

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Tutti gli interventi restano in memoria nel sito fino a quando questo non smetterà di funzionare. Compresi, ovviamente i miei due interventi sulla questione "ragione e fede". Pertanto, cliccando sul link inerente ai commenti, i naviganti potranno rileggere tutti quelli finora pubblicati. Che sono centinaia, ormai. c.p.
Ma è vero che la fede è un dono?
6 Lunedì 29 Settembre 2008 00:14
Carlo Patatu
Il mio amico Damiano Nieddu riconosce “più che giusta la domanda: perchè a me non è stata data la fede?”. Ma, subito dopo, sostiene che non è “... questo l'approccio per far parte di una religione che nasce dal Dio artefice dell'origine del mondo, della vita di ciascuno di noi, delle nostre azioni...”. Ergo, dico io, se fosse un Essere Supremo a generare i miei atti, di questi nessuno (neppure Lui) potrebbe chiamarmi a rispondere. Come se l’incidente dovuto a incauta guida fosse da addebitare all’autoveicolo e non a chi siede al volante. Ovviamente, sono da sempre convinto che “faber est suae quisque fortunae” (ciascuno è artefice del proprio destino). Ben miserevole cosa sarebbe l’esistenza dell’uomo, se questi non fosse libero di compiere sia il bene che il male. Assumendosi la responsabilità di quelle azioni. Ecco perché rifiuto di credere che la Fede sia frutto di una grazia, di un dono venuto dall’alto. Non si sa bene in virtù di che. Ma allora, amico mio, che fare per essere compresi nella schiera dei “pochi eletti” (perché pochi?), posto che a essere “chiamati” siamo tutti? Non lo so. Se lo sapessi!...
Creazionismo o evoluzionismo? Un bel rompicapo
5 Domenica 28 Settembre 2008 09:52
Gianfranco Cappai
Condivido ciò che dice il sig. Nieddu: la teoria di Darwin fa acqua da diverse parti. Ci sono archi temporali di diversi milioni di anni all’interno dei quali vi sono dei processi evoluzionari “forzati” e tutt’altro che chiari. Ed è altrettanto vero che è semplicemente una teoria, e che tale rimarrà fino a quando si riuscirà, forse, a capirne di più. Faccio però un piccolo paragone tra le posizioni dell’ateo e del credente (termini a mio parere comunque troppo restrittivi): pensare che alcune cellule abbiano dato inizio a dei processi che, con il tempo, hanno portato alla creazione della vita è più verosimile del pensare che la vita umana sia cominciata il sesto giorno della creazione grazie al soffio vitale di un Dio su un pezzo di fango. Uso il termine “verosimile” per sottolineare che, per quanto riguarda le cellule, questo processo è almeno scientificamente dimostrabile. Il soffio di Dio, per quanto suggestivo, non lo è. L’ateo ha, quindi, questo piccolo vantaggio conoscitivo: per quante domande entrambi gli schieramenti possano porsi riguardo alla creazione, egli ha sempre dalla sua parte (almeno la maggior parte delle volte) la dimostrazione oggettiva. La scienza, da sempre “nemica” della fede (punto di vista molto opinabile!) e “amica” degli atei, in fondo non è altro che questo: intuire, teorizzare, dimostrare e saper riprodurre questa dimostrazione affinchè non sia data dal caso. L’evoluzionismo effettivamente è, secondo me, una posizione molto estrema; non però più estrema di quanto possa esserlo quella che si rifà a una creazione deistica. Un altro vantaggio dell’ateo che utilizza la scienza a tutti i livelli è, però, anche quello di poter credibilmente dimostrare che in migliaia di anni di tradizione orale, di “passaggi di consegne” tra diverse culture e paesi, di pochi scritti (pochi rispetto alla precedente tradizione orale) vagliati, tradotti (troppo spesso male) e ritoccati, i testi attraverso i quali si “conosce” Dio o su cui si basa una ipotetica creazione sono semplicemente affascinanti a livello storico. Di “veritiero”, hanno davvero poco. Le stesse vicende storiche contenute nei testi molto spesso non corrispondono a verità, anche se è altrettanto legittimo aggiungere che non sempre è cosi’. E’ plausibile pensare, quindi, che il credere nel Dio della Bibbia ebraica (e in una eventuale creazione) non sia altro che una "svista" involontaria e ingenua a posteriori. Una "svista" tra le tante, dovute all'incosapevolezza del credente su ciò che è al di fuori della "credenza popolare" (un esempio tra tanti: quanti "credenti medi" potrebbero sapere che i vangeli non sono stati scritti dai quattro evangelisti e che Luca, Marco etc. sono solo "tradizioni", per esempio?). Non è una sentenza la mia, né una condanna verso i credenti; non mi si fraintenda. E se prima affermavo che il termine “ateo” è troppo restrittivo, è proprio perché non è necessario pensare che “se non si crede negli Elohim o in Yahwhe (gli “dei” della tradizione “monoteistica”) allora si crede in Darwin o forse in niente”. Bisognerebbe cercare solo di essere ragionevoli. Karl Popper diceva che "la conoscenza è ricerca della verità - ricerca di teorie chiarificatrici, oggettivamente vere.
Essa non è ricerca di certezza. Errare è umano: tutte le conoscenze umane sono fallibili e perciò incerte. Ne consegue l'obbligo di distinguere nettamente tra verità e certezza."
Saluti.
Ragione e fede 3
4 Sabato 27 Settembre 2008 23:11
damiano nieddu
Caro Carlo, è più che giusta la domanda: perchè a me non è stata data la fede? Non mi sembra sia questo l'approccio per far parte di una religione che nasce dal Dio artefice dell'origine del mondo, della vita di ciascuno di noi, delle nostre azioni, le quali vengono giudicate degne di una ricompensa ovvero di un castigo post mortem. Tutti sono chiamati pochi gli eletti. Per avere la fede è sufficiente essere chiamati, e tu sei chiamato al pari di me alla conoscenza e all'obbedienza ai precetti trasmessi da Gesù con la sua vita, con il vangelo, con le scritture della Bibbia etc... Ma se tali precetti si fossero limitati a prescrivere le regole del vivere civile, Gesù, da laico non figlio di Dio, tutti lo avrebbero accettato come il più grande uomo della storia dell'umanità. La sua dottrina sarebbe regola e guida del politico (dar conto della fedeltà nell'amministrazione dei beni della comunità), del datore di lavoro che deve rispettare il contratto, del cittadino membro dello stato e credente: dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, della giustizia sociale; il pane quotidiano deve essere garantito a tutti. Il ricco deve dare il suo superfluo al povero. Questo Gesù sarebbe accettato da tutta l'umanità come faro di una società giusta, alla maniera di Carlo Marx, nel cui nome sono state create le varie dittature del proletariato dando ai popoli solo il pane e non anche le libertà fondamentali, soffocando i diritti indisponibili, relegando gli aneliti di democrazia nei gulag etc. Gesù è andato oltre presentandosi come uomo e figlio di Dio, il Dio incarnatosi e fattosi uomo per la salvezza dei popoli dal peccato originale. A questo punto è lecito dubitare di un uomo che si dichiara Dio. Solo un pazzo può può osare tanto! Continueremo al prossimo incontro. Ciao a tutti.
modesto contributo alla discussione sulla religione (cristiana): perché solo su questa?
3 Sabato 27 Settembre 2008 18:20
Ottavio SODDU
Caro Carlo, care Amiche e Amici,
ho letto i vari interventi sulla religione e ho constatato che si é parlato solo di quella cristiana (il cattolicesimo in particolare). Le sue esagerazioni in un passato anche non troppo remoto, e lo capisco, perché nella realtà del nostro paesetto, di questa religione si tratta.
Per la realtà dove vivo (il Belgio), siamo confrontati a una realtà con diverse religioni o varianti di queste (cattolici, protestanti, musulmani sempre più numerosi, sciiti e sunniti, animisti, testimoni di geova, evangelisti, ecc. ecc. Dove é molto difficile discutere o mettere in dubbio le verità di ognuno, talmente ognuno é convinto di essere il portatore della verità (assoluta).
La situazione del Belgio, comune anche agli altri paesi europei, compresa quindi l'Italia (più il Nord che la Sardegna) visto il costante aumento di immigrati, provenienti da aree del globo dove la religione é il fondamento della vita terrena (a torto beninteso). Questa situazione, dicevo, potrebbe sfociare in una lotta di influenza fra religioni. E non solo com'é ora, un confronto fra atei e credenti, laici e credenti, o fra laici e atei (questi ultimi a torto) portatori anche loro di verità assolute.
Il mio percorso esistenziale (da bambino fino all'adolescenza), é stato condizionato da un padre ateo (o forse di più anti preti) e da una madre profondamente credente, che ha voluto che facessi "su giaganu" (il chierichetto), che imparassi a memeoria le preghiere, che ricevessi i sacramenti e tutto il resto del bagalio del buon credente.
Cosa é rimasto di tutto questo e fino a che punto mi ha condizionato nella mia vita futura?
Mi sento un laico e vivo in pieno questo stato d'animo, lascio che ognuno creda in quello che ritiene benefico per il suo corpo e soprattutto per il suo spirito, sono convinto che la religione deve (in primo luogo) convincere e non imporre, rimanere al di fuori delle divergenze politiche di uno stato. Il suo ruolo si deve limitare ad interventi non vincolanti, che servono ad alimentare le divisioni e i fossati, invece di servire il dialogo permanente, che é la linfa vitale delle democrazie moderne.
Dicevo prima di altre religioni, che oggi (non alcuni secoli fa) mettono in pericolo la convivenza civile; vedi l'estremismo musulmano, che si manifesta anche in Europa (non ancora in Sardegna), imponendo con la forza, e non con il convincimento, modi di vivere e di pensare che risalgono a circa 1500 anni fa.
In questo contesto, non posso non fare un legame fra religione e presenza di un numero importante di immigrati nei paesi dell'UE; infatti moltissimi immigrati non sono di religione cristiana e vogliono vivere la loro religiosità come nei paesi che hanno lasciato, chiedendo e ottenendo la costruzione di luoghi di culto, che spesso servono a differenziarli sempre più dalle popolazioni che li accolgono; facendo proselitismo anche con frange di queste ultime, e a volte (vedi Bruxelles) la loro massiccia presenza fa sentire estranei i cittadini locali, che mai hanno lasciato la loro città.
Il fatto che i grandi capitalisti, che hanno favorito la mondializzazione delle finanze e dei commerci, ci hanno fatto credere che spostare milioni di uomini e donne fosse la stessa cosa di spostare milioni di containers pieni di merci, senza considerare che un uomo o una donna portano con loro una lingua, una religione, tradizioni vestimenta, ecc. diverse dalle popolazioni che le ricevono, creando in questi ultimi diffidenza, paura e, a volte, (spesso) razzismo.
Mi fermo qui, riservandomi un ulteriore intervento, non senza affermare che la religione deve interessarsi di tutto ciò che interessa lo spirito e l'anima, dando anche il suo parere su grandi temi della società; ma mai a sostituirsi al potere politico.
Un grande filosofo e uomo politico diceva che "la religione é l'oppio dei popoli". Io dico: meno religione nella vita di tutti i giorni, viverla intimamente senza imporla, lasciare libera scelta a ognuno di credere o non credere e, se dovessi un giorno convertirmi a un credo religioso, sceglierei e difenderei il cattolicesimo, perché più vicino alle mie tradizioni e, soprattutto, perché il cattolicesimo di oggi é anche il frutto del lavoro dei laici, che non si sono mai lasciati trascinare dall'infallibilità della chiesa, situandosi a metà strada fra gli atei e i credenti, evitando rotture nelle società moderne.
Auguri di prosperità e tolleranza a tutti.
Ottavio SODDU (Chiaramonti e Mons (Belgio)
Religione
2 Sabato 27 Settembre 2008 17:08
C. Coda
La vita di Gesù Cristo è una misteriosa avventura. Dico misteriosa per molte ragioni: innanzitutto, nessuno di coloro che lo conobbero personalmente o i suoi discepoli ha scritto una vera vita di Lui, e non ci sono neppure i documenti storici per poterla scrivere oggi. Gesù non fu un sovrano, non fece costruire monumenti, non battè moneta, non ebbe ritratti; e finchè fu vivo, nessuno o quasi, fuori della Palestina, seppe della sua esistenza. Per conseguenza gli autori di quel periodo non parlano quasi di Lui. L'unico testo veramente importante è forse il brano degli Annali di Tacito (suggeritomi da un caro amico) in cui si dice che Gesù, venerato dai Cristiani, fu giustiziato per ordine di Ponzio Pilato. I documenti di cui disponiamo sono stati scritti da persone convinte della sua Divinità: i Vangeli, gli Atti e le Letture degli Apostoli. Questi non sono vere e proprie vita di Gresù Cristo, ma raccolta delle sue parole e delle sue azioni più significative. Gesù rimane, dunque, una figura molto misteriosa (alcuni studiosi hanno perfino supposto che Egli non sia mai esistito: che sia una divinità puramente mitologica). Pur tuttavia, questa e i suoi insegnamenti traspaiono dai Vangeli che indicano come l'uomo deve accompagnare la sua vita terrena. Ognuno dovrebbe vivere la propria religione, o forse l'ateismo in cui si trova, in maniera pacifica con se stesso.
[...] In ogni epoca, l'uomo si è interrogato non solo della sua originaria provenienza, ancor di più è preoccupato dell'impenetrabilità del futuro a cui va incontro. Vuole sapere che cosa accadrà per evitare la sventura e andare incontro alla salvezza[...] (Gesù di Nazaret- Ratzinger-Rizzoli 2007).
Gli studiosi cristiani e non discutono da secoli per stabilire ciò che Gesù Cristo veramente credesse e volesse tramandare. Il suo messaggio, a me pare, volesse insegnare un profondo rinnovamento degli uomini e vivere, pensare, sentire e agire in modo diverso. Il suo messaggio era in assoluto contrasto con tutto ciò che nel mondo è desiderio di vantaggi, conquiste, ricchezze, privilegi, potenza (sempre d'attualità oggi più di prima). L'uomo doveva cambiare dentro di sé!
Detto questo, per il passato mi sono attenuto a quello che ho dentro di me: rispetto del prossimo, accettando le diversità di pensiero e azioni in ogni sua forma. Per il Dopo, mi atterrò alle regole già consolidate con l'esperienza, nella buona e nella cattiva sorte.
Caro Damiano e Carlo, perchè non proponiamo questo nostro divagar ai dipendenti dell'Alitalia: piloti, assistenti di volo, personale a terra? Ci inviterebbero, senza dubbio, a fare un volo, senza destinazione nota. Questo o quel paese! Prendere o lasciare! Ci proviamo ?
Cordialmente, Claudio.
Il dono della fede: perché a me no?
1 Sabato 27 Settembre 2008 00:34
Carlo Patatu
Damiano Nieddu mi stimola (ci stimola) a dissertare su fede e ragione. Inutile dire che fiumi d’inchiostro sono stati versati per dibattere l’argomento. Ripenso ai filosofi del passato remoto e di quello prossimo; ma anche ai contemporanei. Per tacere dei padri e profeti di varie chiese. Figurarsi se un cervello modesto come il mio può ardire di formulare altre congetture o teorie che abbiano un minimo di originalità. Fervido credente da bambino, ho perso la fede negli anni della prima adolescenza. Non sto qui a dire il travaglio che mi ha portato sulla sponda di chi non crede nel Dio del catechismo e delle scritture che mi hanno accompagnato negli anni della fanciullezza. Dirò soltanto che mi piacerebbe credere. Mi piacerebbe avere la fede che Damiano Nieddu confessa di professare. Ma la fede, come il coraggio per don Abbondio, chi non ce l’ha non se la può dare. Infatti ho sempre sentito dire, fin da piccolo, che la Fede è un dono di Dio. Nella sua ultima enciclica (Spe salvi facti sumus) Benedetto XVI afferma subito che “...«speranza» è l'equivalente di «fede». Quanto sia stato determinante per la consapevolezza dei primi cristiani l'aver ricevuto in dono una speranza affidabile...”. Dunque si tratta di un dono divino. Che io, evidentemente, non ho ricevuto. Che dire? Ho il ricordo di un dibattito televisivo straordinario su fede e ragione, protagonisti Indro Montanelli e il cardinale Ersilio Tonini. In chiusura, il porporato ha chiesto al giornalista non credente: “Ma cosa mai risponderà al Signore quando, giunto al suo cospetto, le chiederà conto del perché lei non abbia prestato fede alla parola di Cristo e dei padri della Chiesa?”. Montanelli è balzato sulla sedia e, di rimando: “Ma se ciò accadesse, sarei io a chiedere conto a Lui del perché sia stato così parziale nei miei confronti, negandomi la grazia della fede che invece ha concesso ad abundantiam al cardinal Tonini!...”. Questi è scoppiato in una risata fragorosa e liberatoria. I due si sono lasciati con una stretta di mano vigorosa, a suggello di una stima reciproca che, fede a parte, si era sicuramente irrobustita durante la discussione. Egoisticamente, ripeto che sarei ben felice di poter credere che, giunto al termine dei miei giorni, rivedrei mio figlio Giovanni, i miei genitori e lo stuolo degli amici e delle persone care che mi hanno preceduto. Come l’Adriano della Yourcenar affronterei più serenamente il trapasso. Con gli occhi aperti.

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