Home » Archivio - Chiaramonti Notizie » Chiaramonti Al Caffè » Aiuto! Affoghiamo nell'indifferenza e... nella noia

Immagini del paese

ch15.JPG

Statistiche

Tot. visite contenuti : 6874522

Notizie del giorno

 
Aiuto! Affoghiamo nell'indifferenza e... nella noia PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 38
ScarsoOttimo 
Scritto da Carlo Patatu   
Martedì 08 Gennaio 2008 09:36

Qualche mese fa, un’esplosione rompeva il silenzio della notte. Una fucilata esplosa a pallettoni squarciava la finestra del circolo dei pescatori. Vetri in frantumi e danni alle strutture. Nessuno alle persone. Il locale era chiuso.

Sotto Natale, un tentativo non riuscito di forzare un’inferriata del "Red's Bar”, in pieno centro. Di sicuro gli autori volevano alleggerire dell'incasso le macchinette della sala giochi. Disturbati da qualche passante, hanno lasciato perdere.

 

Non mancano i furti di bestiame. Bersaglio preferito agnelli e porcetti; e comunque il bestiame minuto, facile da trasportare. Gli automezzi, diversamente dal passato, oggi marciano su strade asfaltate e non lasciano traccia. Siamo lontani dalla razzia di greggi e mandrie di bovini del dopoguerra. Ma il rinato attivismo degli abigeatari non induce al buonumore la gente di campagna.

All’indomani dei festivi, in piazza abbondano le bottiglie di birra e di altre bevande. Sovente in frantumi. Avanzi e rifiuti vari fanno da contorno ai cocci di vetro. Inutili le raccomandazioni dei gestori dei bar e l’affissione di cartelli che invitano “la spettabile clientela” a non portare fuori bottiglie o lattine.

In breve: cosa succede a Chiaramonti?

Questi e altri segnali la dicono lunga sul malessere di questa comunità. Prime vittime i giovani, che non vedono prospettive di lavoro decenti; né hanno modelli di riferimento adeguati. Il paese non è più quello di un tempo, quando mutualità e controllo sociale erano valori riconosciuti e praticati. Ma Chiaramonti non è nemmeno città. Né potrebbe esserlo: mancano i presupposti demografici. Eppure, quanto a modelli, dalla città abbiamo importato il peggio. E cioè l’apatia, l’egoismo, l’indifferenza per quanto accade oltre le mura domestiche. Ognuno per sé. Tuttavia, di ciò non si ragiona “dove si puote”; non se ne fa cenno sulla “Nuova Sardegna. Forse per dare all’esterno un’immagine del paese diversa da quella che è.

Il sindaco, un tempo considerato “su babbu ‘e sa popolassione”, si è ridotto a una sorta di funzionario che, quando va bene, passa il tempo dietro una scrivania. Più spesso vive altrove e, se gli va, fa orario di sportello. Dopo di che sparisce dalla circolazione, avendo scelto di vivere in luogo diverso da questo che amministra. È evidente che, non essendo a stretto contatto con gli amministrati, un sindaco (il nostro sindaco) non può entrare in sintonia con i bisogni della gente e i problemi della comunità. Anche volendo, non potrebbe. Il suo limite sta nel vedere e sentire con occhi e orecchie non suoi, ma di altri.

Il Comune non può restare indifferente di fronte alla marea di degrado che piano piano sommerge Chiaramonti. Gli amministratori chiamino a raccolta la gente; si rivolgano ai giovani di buona volontà, che pure non mancano; operino in sinergia con le forze dell’ordine e con le associazioni locali, elaborino insieme una strategia che valga a ridare ossigeno a questo paese in agonia. Non mancando di guardarsi intorno. Anche per vedere cosa fanno i nostri vicini di casa (Martis, Laerru, Perfugas, Nulvi, Ploaghe, etc.). Soprattutto sul piano culturale. Perché quelli si muovono e noi no?

 

 

Le foto mostrano parte dei tanti rifiuti abbandonati nelle aiuole, sul muretto e la fontana del giardino pubblico

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Marzo 2008 12:46
 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):