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Presentato “Scuola, Chiesa e Fantasmi”, di Carlo Patatu PDF Stampa E-mail
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Domenica 09 Novembre 2008 19:11

È stata una bella serata. La sala del consiglio comunale strapiena in ogni ordine di posti e tanta gente in piedi hanno fatto da cornice a un evento che, ieri sera, si è protratto per oltre due ore. Nel corso delle quali, il dibattito è stato seguito con attenzione. Segnatamente l’intervento del prof. Manlio Brigalia, docente emerito dell’Ateneo Turritano. Il suo eloquio fluente, l’aneddotica ricca e sapientemente distribuita nell’arco del discorso hanno affascinato il pubblico. Che ha gratificato l’oratore con applausi scroscianti. Anche a scena aperta. Questo è stata, in sintesi, la presentazione del libro di Carlo Patatu “Scuola, Chiesa e Fantasmi”, edito da Gallizzi, Sassari.

 

 La manifestazione, promossa dal Lions Club Castelsardo e dall’Associazione Pro Loco di Chiaramonti (Carlo Patatu è socio di entrambi i sodalizi), si è svolta col patrocinio del Comune, rappresentato per la circostanza dal sindaco Giancarlo Cossu e dall’assessore alla Cultura Marina Manghina. La serata, condotta dal cerimoniere Lions Pierfranco Sircana, ha avuto tre momenti distinti, intervallati da altrettante esibizioni del coro chiaramontese Sos Apostulos, diretto dal maestro Salvatore Moraccini.

Dopo i saluti di rito del cerimoniere, gli interventi del sindaco Cossu, che ha letto una lettera di apprezzamento e di auguri per “il bel libro di Carlo Patatu”, inviatagli dal Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, cittadino onorario di Chiaramonti. Il saluto della Provincia lo ha portato l’assessore alla Cultura Sergio Mundula. Dopo di che hanno preso la parola l’assessore Marina Manghina, Sandro Unali, presidente della Pro Loco, e Damiano Nieddu, presidente dei Lions di Castelsardo. Tutti hanno sottolineato che il libro di Patatu si raccomanda per la scorrevolezza e per la piacevolezza dei quadretti di vita paesana che vi si illustrano. E che trattano di un arco temporale che va dalla fine degli anni Trenta ai primi Cinquanta del Novecento.

Svolgendo la relazione ufficiale, Manlio Brigaglia ha detto che il libro avrebbe potuto intitolarsi “Ammentos de Zaramonte”. Perché di ricordi si tratta. E che ciascuno di noi, ha sottolineato, può e deve trasferire ai lettori così come gli vengono in mente. Come li si ricorda, appunto. Il che libera lo scrittore da ogni onere e responsabilità di documentare ciò che racconta. Non è necessario. Non è dovuto. Anche Brigaglia, col supporto di un’aneddotica inesauribile, non ha mancato di mettere in rilievo lo stile colloquiale scelto dall’autore per dialogare con i lettori. E per trasferire a essi, con la freschezza di un linguaggio efficace, gli ammentos di un’infanzia felice. A dispetto dei tempi duri e della povertà vissuta. In famiglia e non solo.

Dopo l’applaudito intervento di Brigaglia, è andato al microfono Tore Patatu. Che ha integrato alcuni episodi narrati nel libro, arricchendoli di altri particolari. Ovviamente curiosi e divertenti, esposti col brio e la verve che solitamente Tore manifesta e che l'uditorio mostra di gradire.

Quindi le conclusioni dell’autore. Dopo i ringraziamenti dovuti, ha ribadito che, trattandosi di ammentos, qualche quadretto potrebbe essere ricordato diversamente dai suoi coetanei. Il che è naturale. Ha precisato che altre storie, ugualmente significative e divertenti, avrebbero potuto stare accanto a quelle già descritte. Esigenze editoriali e di opportunità hanno suggerito di non andare oltre. Ma, per il piacere dei presenti, ha ripercorso alcune delle tante vicende che non hanno trovato spazio nel libro. Tutte spassose. E che avrebbero fornito uno spaccato ancora più ricco della vita che si conduceva a Chiaramonti a quel tempo.

Al termine, tutti al buffet offerto dalla Pro Loco e dai Lions. L’autore ha fatto omaggio del libro a chi ancora non lo aveva avuto, ricordando che per scelta della moglie e sua, il volume non è stato posto in vendita; ma regalato ai chiaramontesi, agli amici e a chi ne ha fatto richiesta.

Il coro Sos Apostulos ha eseguito, applauditissimo, tre brani del proprio repertorio: Su ‘olu ‘e s’astore, parole e musica di Tonino Puddu; “Pro s’emigradu”, testo di Maria Sale e musica di Moraccini; infine “Zaramontesos”, poesia di Stefano Demelas, ugualmente musicata da Moraccini.

Le foto del servizio e della galleria sono di Tinuccio Pinna.

 

Per visitare la galleria delle foto, clicca qui

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Novembre 2008 11:42
 
Commenti (3)
Grazie Carlo
3 Venerdì 21 Novembre 2008 23:54
Andrea Pischedda
Purtroppo ho mancato l’appuntamento a causa della distanza che mi separa dal mio amato paesello. Avrei voluto assistere alla presentazione del libro per condividere le opinioni dei partecipanti. Confesso di aver letto il libro già due volte e, per dirla tutta, finirò per rileggerlo ancora. Ho immediatamente sentito l’esigenza di “vestire” gli abiti di un ragazzo cresciuto nel mio paese mezzo secolo fa. Provare le sue stesse emozioni, conoscere il contesto sociale dell’epoca, vivere intensamente un flashback. Grazie Carlo. Avrei voglia di conoscerne ancor di più! A quando il seguito?

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Grazie a te, caro Andrea, per quanto scrivi. Se, come dici, hai sentito l'esigenza di vestire i panni del bambino che io ero una sessantina di anni fa, per rivivere le emozioni, le ansie, le paure e i sentimenti che sono stati i miei, posso credere di avere raggiunto lo scopo. Di questo ti sono grato due volte. A quando il prossimo? Chissà? L'esperienza insegna che non bisogna mai ritornare sul "posto delle fragole", per dirla con Ingmar Bergman. Saluti affettuosi a te ai tuoi e... a Parigi. c.p.
C'ero anchio.
2 Martedì 11 Novembre 2008 20:05
Mauro Tedde
Non sono riuscito a salutarti (sono scappato a Martis per Ethnòs) ma... c'ero anchio. Avendo letto il tuo libro da tempo mi chiedevo come mai non lo avessi ancora presentato a Chiaramonti. Sebbene la abbia vissuta sempre in piedi e sulla porta di ingresso è stata comunque una bellissima serata, piacevole e ricca. Ancora complimenti Carlo e ...a chent'annos nde iscriasa!

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Grazie Mauro. Ti ho visto (in piedi) e ti ringrazio per la partecipazione e l'apprezzamento. Si, è stata proprio una bella serata. c.p.
Serata di cultura
1 Domenica 09 Novembre 2008 22:27
c.coda
Hai offerto una serata piacevolmente insolita e
ricca di cultura popolare. Ne avverto la mancanza.
Complimenti!


Claudio.

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Grazie. Sono molto soddisfatto di come si è svolto l'incontro. E' stata, almeno dal mio punto di vista, una serata gradevole e stimolante, trascorsa in buona compagnia. Alle persone intervenute e agli argomenti trattati, intendo riferirmi. Colgo l'occasione per ringraziare ancora tutti i partecipanti. c.p.

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