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Accadeva nel 1918: Edifizi sacri tenuti in completo abbandono PDF Stampa E-mail
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Sabato 15 Novembre 2008 17:33
di Giorgio Falchi (1843-1922)
 
Se, come fu detto, diverse chiese di stile pisano, esistenti nell'agro di questo comune, caddero in rovina per colpa od incuria abituale del nostro clero e degli amministratori dei beni posseduti da tali enti morali.
Così pure nel presente, per indolenza dell'amministrazione comunale, minacciano rovina le chiese del Carmine, di San Giuseppe, nonché per incuria dei parroci quelle di Santa Maria de Aidos, di San Giovanni, di Santa Maria Maddalena, di Santa Giusta.
 
E tutto ciò accade dall'appropriarsi indovutamente il comune dei redditi degli stabili attigui al di già convento del Carmine, destinati alla conservazione del fabbricato e dell'annessa chiesa; così pure detto annuo assegno corrisposto dall'amministrazione del fondo per il Culto. Mentre invece tali rendite in violazione della legittima destinazione di esse vengono destinate ad occorrere all'esigenze del bilancio comunale.

Similmente ai nostri sacerdoti dovrebbero stare mai sempre a cuore la conservazione delle diverse chiese nonché il conveniente arredamento di esse; acciò siano più frequentate dai fedeli e perché non abbiano a persuadersi che i ministri del santuario punto s'interessano del decoro e dell'esercizio del culto, ma soltanto di ritrarre dall'altare i maggiori profitti per arricchire se stessi ed i prossimi parenti.
 
Cfr. 1918 - Edifizi sacri tenuti in completo abbandono, in: Carlo Patatu, Chiaramonti – Le cronache di Giorgio Falchi, ed. Studium adp, Sassari 2004, p. 226
Ultimo aggiornamento Domenica 06 Settembre 2009 17:25
 

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