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Martedì 09 Dicembre 2008 23:06

successo a Saronno del confronto sardo-lombardo
di Paolo Pulina

Nella serata di  sabato 6 dicembre, a Saronno (VA),  presso Villa  Gianetti, per iniziativa del Circolo culturale sardo "Grazia Deledda" presieduto da Luciano Aru, con il sostegno della Città di Saronno, in collaborazione  con la Regione Sardegna-Assessorato al Lavoro e con la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), si è tenuto un approfondito dibattito sul tema "Come salvare una Lingua. Tutela e valorizzazione delle lingue locali. Lombardia e Sardegna a confronto".


Relatore per la Sardegna è stato Salvatore Patatu, docente di lingua sarda, giornalista, scrittore e poeta in limba, mentre la Lombardia era rappresentata da Andrea Rognoni, docente di Lettere nelle scuole superiori, pubblicista, direttore della "Casa delle Culture Lombarde" di Busto Arsizio (VA), curatore di una "Grammatica dei dialetti della Lombardia" (2005) e di un' "Antologia della poesia nelle lingue e nei dialetti lombardi: dal Medioevo al ventesimo secolo" (2006).

La Regione Sardegna, anche grazie alla mobilitazione e all'impegno di ricerca degli emigrati (si veda il convegno "Autonomia, cultura, lingua sarda, nell'Italia del federalismo e nell'Europa delle Regioni" organizzato dalla FASI  a Milano il 4 dicembre 1994 e i cui atti sono stati pubblicati nel 1996),  si è dotata di un'apposita normativa, la L.R. n. 26 del 15 ottobre 1997, volta alla "promozione e valorizzazione della cultura e della lingua  della Sardegna".

La Regione Lombardia solo recentemente ha approvato una legge che possiamo chiamare di indirizzo, la L.R. n. 27 del 23 ottobre 2008, dal titolo "Valorizzazione del patrimonio culturale immateriale", che prevede, tra l'altro, che la Regione "promuova l'individuazione degli elementi del patrimonio culturale immateriale con particolare riguardo a: tradizioni ed espressioni orali, compresi i dialetti, la storia orale, la narrativa e la toponomastica".

Però fin dagli anni passati per lo studio dei dialetti la Regione Lombardia ha istituito "La Casa delle Culture Lombarde" (con sede a Busto Arsizio), di cui è direttore fin dalla fondazione Andrea Rognoni e che si propone come "centro regionale di documentazione e coordinamento degli studi sulle lingue e parlate locali, dialetti, letterature e storie della Lombardia".

Per quanto riguarda la Lombardia è da dire inoltre (e conosco bene l'iniziativa perché l'ho seguita per l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Pavia) che la Regione, sulla base di un progetto elaborato dal prof. Angelo Stella, ordinario di Storia della Lingua italiana e di Dialettologia dell'Università di Pavia , ha promosso la realizzazione di ricerche tese a costituire un  "Archivio delle voci. Museo dell'oralità". Si sono videoregistrate le parlate locali lombarde documentando in particolare le testimonianze di coloro che sono a conoscenza di vocaboli ormai quasi del tutto scomparsi  perché legati a mestieri in via di estinzione ( per esempio, il lessico della risaia).

In Sardegna oggi all'ordine del giorno è la questione della Limba Sarda Comuna. La Giunta della Regione Sardegna ha costituito una commissione di esperti per attuare un'indagine conoscitiva sullo stato della lingua sarda e per formulare uno standard linguistico da utilizzare per la scrittura ufficiale di alcuni atti (teoria, glossario sperimentale, proposte metodologiche e pratiche per l'utilizzo del sardo giuridico e amministrativo negli atti dell'Amministrazione pubblica in Sardegna  sono illustrati nel volume di Giuseppe Corongiu "Pro una limba ufitziale", 2006, con prefazione di Paolo Pillonca e introduzione di Maurizio Virdis).

Un discrimine temporale in Sardegna è rappresentato, per quanto riguarda il discorso sulla lingua sarda, dall'intervento pronunciato in sardo dal presidente della Regione, Renato Soru, al convegno di Paulilatino (5 maggio 2007) su "Le lingue dei sardi": "Sa prima detzisione de pigare oe est si chistionare in italianu o in sardu. (…) Pro s'atividade chi fatzo deo cada die, est prus fatzile a chistionare in italianu. Ma oe cumbenit a si pigare custa cumplicatzione e proare a chistionare in sardu" (lo stesso concetto è stato ribadito da Soru nel messaggio di presentazione ufficiale al Consiglio regionale della scelta  di dedicare "Sa Die de sa Sardigna 2008" a "sa limba sarda").

Il dibattito di Saronno (al quale ha portato il saluto per l'amministrazione comunale il vicesindaco Annalisa Renoldi e che ha visto tra il pubblico i componenti del coro polifonico "Lorenzo Perosi" di Dorgali, impegnato il giorno dopo in un concerto presso il Teatro Arcivescovile e il giorno dell'Immacolata nell'accompagnamento della messa nella chiesa di San Francesco) ha appassionato i presenti, grazie alla verve affabulatoria di Salvatore Patatu (che ha dato un tocco in più alla professionale presentazione in PowerPoint delle ragioni per la difesa del sardo) e in virtù della infuocata perorazione di Andrea Rognoni a favore della tutela e valorizzazione delle  letterature e delle lingue locali della Lombardia.

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Dicembre 2009 15:38
 

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