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Notizie del giorno

 
Commenti (1707)
Una bellissima storia
1707 Sabato 06 Giugno 2020 10:25
Roberto migaleddu

Grazie per questa storia su mio padre. Roberto Migaleddu

Un amico sfortunato , Carlo Patatu
Zio Franco
1706 Mercoledì 03 Giugno 2020 07:54
Danilo

Mio padre e zio Franco erano grandi amici. In Belgio, andavamo spesso a trovarlo. Aveva sempre la battuta pronta e non mancava di raccontarci le sue avventure. Ricordo che mamma ha delle sue foto, certo non sono del periodo a cui Salvatore si riferisce. Magari potete chiedere a lei.


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Grazie Danilo. Ci proverò. (c.p.)

Un amico sfortunato , Carlo Patatu
Commento
1705 Domenica 24 Maggio 2020 20:25
Dominique

Caro Tore, con grande piacere ho letto una fase di vita della tua gioventù che hai reso viva insieme al tuo amico! Sono sicura che ti ha sentito quando sei andato a salutarlo sulla sua tomba! Tanti saluti. Dominique

Un amico sfortunato , Carlo Patatu
Foto di Franco Migaleddu
1704 Sabato 23 Maggio 2020 12:04
Tore Patatu

Caro Mario, purtroppo non possiedo foto di Franco. Per autarti a capire di chi stiamo parlando, ti posso dire che quasi tutti gli anni dal Belgio viene in ferie Fausto Migaleddu, il fratello. La sorella grande Luisa, morta anche lei e sepolta nello stesso cimitero, era sposata con Giulio Sale, noto Giulio Campinu, per anni valido portiere della squadra di calcio del nostro paese. Un'altra sua sorella, Pierina, sposata con Cente Ghisu, anche lui di Chiaramonti, vive ad Alghero. Li vedo spesso e la prossima volta chiederò loro di procurarmi qualche foto di Franco.

Un amico sfortunato , Carlo Patatu
Una bellissima storia
1703 Venerdì 22 Maggio 2020 14:46
mario pinna

Una bellissima storia. Essendo molto più piccolo di te e non conoscendo Franco Migaleddu sarebbe bello che posti qualche foto sua e vostra in compagnia.


Grazie e saluti da Mario Pinna.


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Giriamo la richiesta a Tore, ben sapendo che non potrà soddisfare la tua richiesta. A quel tempo, farsi una fotografia era un lusso che pochi, molto pochi, si potevano permettere. (c.p.)


 


 

Un amico sfortunato , Carlo Patatu
Insegnare italiano
1702 Lunedì 11 Maggio 2020 16:10
Manfredi Boy
Sono manfredi Boy ..italiano specialista in audiometria con specializzazione nel mio settore audioprotesico ed anche con la lingua italiana.
Sai veramente interessato ad insegnare italiano sia in istituti che privatamente in thailandia...Bangkok o altre città
Aspetto con vero piacere una Vostra e spero in una possibilità di poter vivere e insegnare in Thailandia
Ho 62 anni.
Grazie!!!
Tuo amico ed estimatore
1701 Domenica 10 Maggio 2020 16:15
Pier Sesto Demuro

Carissimo Carlo, come affabulatore anche tu stai nei piani alti di una immaginaria classifica...


Ma, tornando al Nostro, a proposito di mostri, vorrei raccontarti un simpatico aneddoto che mi è tornato alla mente: da ragazzi viaggiavamo a scuola ad Olbia e il pullman degli studenti faceva scalo nella piazza principale di Arzachena. Un mio zio titolare del bar centrale era sempre lì di sentinella e con l'occhiometro si divertiva a misurare l'impegno e la voglia di noi baldi studenti, apostrofandoci spesso con frasi del tipo: "Bah bah, è torrendi da scola Manlio Brigaglia!", oppure "Né tu e né Manlio Brigaglia pa lu studiu!".


Perché Manlio é considerato mito ad Arzachena? Come hai ricordato bene tu, era nato a Tempio e vissuto a Sassari, ma egli stesso spesso era solito puntualizzare che pensava da arzachenese! Infatti la madre, signora Stefanina, era arzachenese docg e le piaceva trascorrere parte delle vacanze ad Arzachena con la famiglia.


Tutto ciò per dire che, oltre ad avere un vasto parentado, con il paese aveva molta familiarità, coltivata oggi ancora dal fratello Aldo e dalla sorella Mimma.


Da presidente Lions, averlo commemorato in una giornata indimenticabile, sia per il livello dei relatori che per il pubblico qualificato e numeroso, ritengo con grande umiltà di avere scritto una pagina bella non solo per la figura di Prof. Brigaglia, ma per l'intera comunità arzachenese e Gallurese. Quel lembo di Sardegna dove affondavano profondamente le sue radici, sentendosi ad esso legato da un rapporto indissolubile e coltivato sino all'ultimo giorno.


Pier Sesto Demuro


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Grazie per la considerazione nei miei confronti e per la tua testimonianza, che va ad arricchire la già ricca collezione di fatti e accadimenti che riguardano il Professore. Che continuerà a vivere nei nostri ricordi e nei nostri affetti. (c.p.)

1755: legato donna Lughìa.
1700 Martedì 05 Maggio 2020 23:13
Claudio Coda

Chissà quanti e quali documenti, nella cassaforte di qualche appassionato, si possono leggere. Immagino pure ci sia un po' di fantasia, nel formulare ipotesi. Il rogante Vacca-Guiso di nome faceva Joannes, si potrebbe ritenere avesse rapporti intensi, quasi di familiarità, con la nobile Lughìa, per ragioni diverse dal ruolo professionale.


Il documento/legato, in argomento, è del 16 (non 3) febbraio 1755 ed è presente, in copia, presso l'Archivio Storico Diocesano turritano, di facile visione al richiedente, dopo, ovviamente, essersi tesserato. Ma posso garantire che, al momento in cui scrivo, oltre a questi “tres pabìros”, in Diocesi, non si va oltre. Ovviamente riferibili a notizie testamentarie di Lughìa.


Ps: il logo del timbro notarile, del rogante: 4 cerchi con all'interno una vacca, lànza cadìda e voltata a sinistra, con in groppa un vessillo sventolante a destra.


Buon lavoro !

Informazioni acqua
1699 Venerdì 24 Aprile 2020 20:54
Maria Franca Cappai

Salve. Vorrei sapere se l'acqua che veniva da sotto l'altare era un pozzo o acqua che scorreva sotto la chiesa o una fonte. C è ancora o è stata chiusa e sigillata? Grazie.


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Si tratta di acqua sorgiva. La zona è molto ricca di sorgenti. Quelle ubicate nella parte alta del pendio che sovrasta la chiesa alimentano tuttora, ma solo in parte, l'acquedotto di Chiaramonti. Le altre sorgenti, poste dietro la chiesa e sotto di essa, sono raccolte in un serbatoio visibile sulle sinistra del sagrato e alimentano la rete idrica di Martis, oltre che la fontana di Spurulò, che trovasi a metà strada fra Chiaramonti e Martis, lungo la S.S. 132. (c.p.)

Su babbu Eternu.
1698 Domenica 05 Aprile 2020 18:25
francesco Baldino

Caro Dott.Patatu, la vicenda de Su Babbu Eternu mi ha incuriosito. Insomma tutti volevano la statua. Poi si pentivano e la restituivano, magari come l'ultima volta "a obbligu". Successivamente si è saputo qualche cosa delle indagini dei colleghi?.


Cordialmente.


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Sia pure in forma ufficiosa, ma sempre sottovoce, si era saputo tutto fin dal primo momento. In entrambe le circostanze. La prudenza dei due sindaci interessati e il desiderio di porre fine al più presto a due vicende poco commendevoli, ha fatto premio su ogni altra considerazione e dovere.


Il manufatto era tornato a casa e tanto era bastato all'Amministrazione comunale per mettere la sordina e chiuderla lì.


Ricambio saluti cordiali. (c.p.)

Castigo de Dios: la peste barocca.
1697 Sabato 07 Marzo 2020 14:24
AngelinoTedde

Questo press'a poco il titolo dato dal compianto modernista Francesco Manconi-Corda, di padre nulvese e di madre calangianese, alla peste manzoniana, in versione sarda. Due marinai catalani ce la donarono dal porto di Alghero. Dal 1652 fino al 1658 imperversò in tutta l'Isola, decimandone la popolazione. Il fatto peggiore fu che decimò sia le classi degli studenti delle scuole inferiori e superiori che nei soli 4 collegi gesuitici assommavano a 2500 unità, parlo dei collegi di Sassari, Alghero, Iglesias e Cagliari, per non citare i collegi degli Scolopi, ma decimò anche i professori dell'uno e dell'altro ordine religioso.


Da lì l'inizio della decadenza della classe scolastica che per riprendersi ci volle la riforma delle università, delle scuole e dei seminari, da parte del Bogino, cento anni dopo (1763-1773). Non parliamo della popolazione delle due grandi città di Sassari e Cagliari. Nella parrocchia di Santa Caterina in Sassari non si segnarono ad un certo punto più i morti perché morì anche il parroco che li registrava. Un danno incalcolabile che ci "addietrò", di molto, per oltre cento anni. Per chi desidera informarsi a fondo segnalo questi tre magistrali saggi: Francesco Manconi, Castigo de Dios, la grande peste barocca nella Sardegna di Filippo IV, Donzelli, Roma 1994. Raimondo Turtas, La nascita dell'Università in Sardegna,Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari, Sassari,1988. L'Università di Sassari nell'età delle riforme (1763-1773),Sassari, Chiarella 1992.

Infanzia
1696 Lunedì 02 Marzo 2020 21:01
AngelinoTedde
Un ricordo suggestivo di quei giorni. Io non facevo parte della
schiera dei praticanti, ma la matracca costruita da zio Giovannandrea
l'ho sempre avuta e la suonavo unendomi alla schiera dei compagni. Le
poco volte che mettevo il viso in chiesa rimanevo colpito dai santi
coperti di viola. Avvertivo la grande tristezza per la morte di Gesù
che poco conoscevo. Avevo appreso qualcosa all'asilo da suor Gemma,
nient'altro. Le processioni, tuttavia, m'impressionavano e si può dire
che vedendole costituirono il mio essenziale catechismo.
Oggi capisco la mestizia anche se l'atmosfera non è più quella ed
essendo ottuagenario non sono obbligato a fare penitenza. La faccio ma
coi malanni che mi porto addosso. Questo racconto mi fa provare tanta
nostalgia dell'infanzia.
S'aneddu
1695 Domenica 16 Febbraio 2020 20:15
Antonio

Salve, potrei avere testo e accordi della canzone?


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Ho provveduto a spedirle lo spartito al suo indirizzo privato di posta elettronica.


Saluti cordiali. (c.p.)

S'aneddu , Carlo Patatu
Via Martiri delle Foibe a Sassari
1694 Lunedì 10 Febbraio 2020 21:25
Tore Patatu

Il comune di Sassari, alcuni anni fa, ha intitolato la via ai Martiri delle Foibe, che di trova tra Santa Maria di Pisa e il quartiere di Sant’Orsola. Esattamente, parte dalla stazione di Sirio, attraversa il passaggio a livello del binario per Sorso e finisce in via Aldo Cesaraccio. Io abito in via Mario Cordella, figlio dell’ing. Cordella che progettò la chiesa di San Matteo di Chiaramonti, che è la via traversale che separa le due vie. Per cui io abito vicinissimo a via delle Foibe, dove da due giorni sono esposte due bandiere italiane e due mazzi di fiori.


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Non sapevo. Eppure sono passato tante volte per quella strada, ma senza rendermene conto. Mi fa piacere che il Comune di Sassari vi abbia provveduto. Non è mai troppo tardi per ricordare le vittime della violenza e della brutalità umana. Quale che sia il loro colore politico e la loro appartenenza religiosa e ideologica.


Grazie per l'informazione. (c.p.)

Spartito
1693 Martedì 14 Gennaio 2020 21:05
Marco Pitzalis

Salve, sarebbe possibile avere lo spartito? La ringrazio in anticipo.


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Ho provveduto a spedirle lo spartito al suo indirizzo privato di posta elettronica.


Saluti cordiali. (c.p.)

S'aneddu , Carlo Patatu
canzone sarda
1692 Lunedì 13 Gennaio 2020 12:42
Antonio
Ricordo una canzone a chitarra che diceva “buonasera signorina mi permette una parola“. Non è che avete il testo?
Cordiali Saluti da Antonio Pigozzi.

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Non conosco la canzone. Se qualche lettore ne è a conoscenza, ci farà cosa gradita segnalandocela. Grazie. (c.p.)
Contattaci , Vladimiro Patatu
Accordi
1691 Venerdì 10 Gennaio 2020 13:26
ROMEO

E possibile avere gli accordi per chitarra. grazie


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Ho inviato lo spartito al suo indirizzo privato di posta elettronica.


Saluti cordiali. (c.p.)

S'aneddu , Carlo Patatu
Affondamento del Neptunia
1690 Domenica 22 Dicembre 2019 05:57
Nicola Maviglia
Sono in contatto con qualche superstite ancora in vita, lascio un recapito telefonico, poiché' mi e' impossibile rintracciare chi di voi si e' solo firmato con il nome. 3802442871, datemi i vostri riferimenti cosi' vi faro' mettere in contatto con i superstiti.
Saluti cordiali.
Nicola Maviglia
Accordi chitarra
1689 Martedì 17 Dicembre 2019 19:44
Antonio Pili

Buonasera, potrei gentilmente chiedervi di inviarmi per e-mail gli accordi della chitarra di S’aneddu?


Grazie.


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Le ho spedito copia dello spartito al suo indirizzo privato di posta elettronica.


Con tanti auguri di Buone Feste. (c.p.)

S'aneddu , Carlo Patatu
pensionato consapevole
1688 Lunedì 25 Novembre 2019 00:03
gavino
La mia né tarda né giovane età , mi consente, oltre che aver usufruito nel nascere del servizio de sa MASTRA 'E PARTU, di conoscerne la missione. Avrei anche qualche aneddoto da raccontare, ma si dilungherebbe oltre il consentito. In sintesi, ritengo il loro operato non fosse un lavoro, ma una missione, pari a quella del medico condotto e del sindaco.