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Notizie del giorno

 
Commenti (1578)
Liberiamo la musica
1458 Domenica 28 Febbraio 2016 20:34
aldo salatiello
Vorrei sapere se c'è un cd o un video di questa iniziativa di Paolo Zicconi e come recuperarla, grazie.

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Giriamo la sua richiesta all'autore dell'articolo, che non mancherà di soddisfare la sua richiesta. Grazie e saluti. (c.p.)

Emozione
1457 Domenica 28 Febbraio 2016 18:09
Malta Emilio

Vi ringrazio di questa pagina mi fa venire le lacrime. Vi ringrazio dinuovo. Mimia


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Grazie a voi, caro compare. Sono ben lieto del vostro messaggio. Fatemi avere il vostro indirizzo postale, così potrò farvi avere un mio libro che, su Chiaramonti, non mancherà di ridestare tanti bei ricordi.


Un abbraccio da Carlo Patatu

Mortos in terra anzena , Carlo Patatu
Mio zio Franco era sull'Oceania
1456 Venerdì 26 Febbraio 2016 18:30
Paolo
Mio zio Sergente Franco Marchioni o Marchionni di Ferrara era imbarcato sull'Oceania e non si è salvato mentre un suo cugino Amidei di Rovigo è sopravvissuto al disastro navale del 18 settembre 1941.
Carneade, chi era costui ?
1455 Mercoledì 24 Febbraio 2016 23:02
c.coda

Carneade... chi era costui?


Ricorro a don Abbondio. Lo faccio per fare una domanda a chi bonariamente legge queste storielle paesane e che, quelle relative al periodo, traggo da l'Isola, quotidiano d'ispirazione fascista, edito dal 1924 al 1947 per ostacolare l'altro quotidiano -sardo e antifascista- “La Nuova Sardegna”, chiuso nel 1926 e ripreso nel 1947.


I commenti che propongo sono estrapolati, in sintesi, dai ragguagli che un anonimo Carneade, corrispondente chiaramontese (forse!, ma cita con sicurezza nomi e cognomi e un confidenziale Peppino per indicare il parroco Giuseppe Calvia), inviava al quotidiano.


Il taglio che l'articolista usa è palesemente di parte, come d'altronde è richiesto, e prevale il culto del pensiero unico. Talvolta il mio appuntare, in maniera ironica, potrebbe essere irrispettoso per quei tempi in seria difficoltà socio-politica. Ma è per leggere, col senno di poi, gli avvenimenti nei quali, tutti, erano coinvolti e partecipativi.


O per convincimento o... a forza! Infine: chi era costui?

Una giornata particolare , Carlo Patatu
Interessante anche questa memoria del nostro corrispondente dell'Isola
1454 Martedì 23 Febbraio 2016 19:05
Ange de Clermont

Erano i primi entusiasmi di un paese provato dai morti in guerra. Ex combattenti, borghesi agrari, popolo minuto: il duce aveva dato la pace ai conflitti sociali utilizzando queste manifestazioni soporose. Venne fondata l'associazione della Gioventù Italiana del Littorio. Vedere le donne far ginnastica, in camicia bianca e gonna blu fu per il paese una novità gradita. Qualcuno ha scritto: bambola e massaia!


Bravo Claudio, tutto concorre ad illustrare il nostro ventennio fascista.


Noi ora ci scherziamo, ma per quelle giovani, per quei ragazzi, per gli ex combattenti e i mutilati erano momenti di socializzazione e d'incontro, di gioia e di divertimento, per i ceti dirigenti una gran bella figura. Di sicuro, pensavano che qualcuno li prendeva in considerazione.


I vecchi, talora corrotti vecchi liberali, divisi in cento camarille, non avevano mai pensato che i giovani e le giovani avessero un corpo da mostrare e da esercitare. Anche il clero era felice e a Roma si trattava per porre finalmente pace tra Chiesa e Stato, peccato che fosse uno Stato etico!

Una giornata particolare , Carlo Patatu
Nipote don Dettori
1453 Domenica 21 Febbraio 2016 12:00
Gianluigi

Ho conosciuto da poco un suo nipote che ne possiede tutti i manoscritti, sarebbe bello farne una edizione decente!

Un novello parroco , Carlo Patatu
"Toccata e...fuga !"
1452 Domenica 14 Febbraio 2016 21:03
c.coda
Caro Ange: tra i due innamorati, in appena due mesi di frequentazione, credo e immagino, manco il tempo di una casta " toccata e fuga ! ". Intendo quella in re minore di J.S. Bach, ovviamente.
Dal carcere con amore , Carlo Patatu
Povera italia
1451 Domenica 14 Febbraio 2016 12:29
FLORIS SANDRRO
Ciao Mario, io sono stato sempre un tuo grande ammiratore, soprattutto ho sempre ammirato la tua voce e il modo di comporre l'ottava. Eri uno dei più bravi, o forse il più bravo, e ho sentito tante tue belle gare sia al mio paese che altrove.
Resterai semprenei nostri cuori. Riposa in pace.
Lontano dagli occhi lontano dal cuore
1450 Sabato 13 Febbraio 2016 14:21
Ange de Clermont

Ciccheddu non era certo uno stinco di santo, ma anche lei si comporta realisticamente, quasi ad anticipare le separazioni di nostri giorni dove ognuno dei due cerca di consolarsi con prontezza.


Noi avremmo voluto che lei lo avesse atteso amorosamente, invece, fatta la festa, gabbato lo santo.


Certe donne, e ne conosciamo parecchie, caduto in disgrazia il coniuge convolano a giusto marito o amante. Mi ha colpito particolarmente una il cui marito era stato messo per pochi giorni in carcere, poi liberato e condannato a lieve pena (5 mesi) con la condizionale. Andò a trovare il marito in galera nel continente con l'avvocato che doveva difendere il marito, questi si vede, nonostante fosse lei benestante e non avesse bisogno di acconti in natura, le chiese subito un buon acconto di letto che per la verità lei le concesse con gran piacere.


Cominciò la tresca, si separò dal marito ormai libero, la tresca continuò nonostante l'avvocato fosse sposato e con tre figli, passarono sette anni e così nacque un bimbetto, il quarto per l'avvocato e il secondo per la fedifraga, visto che il primo figlio era del marito ormai cancellato dalle sue visioni e, purtroppo, lo cancellò anche dal figlio.


L'avvocato, per festeggiare, data l'ambizione, si fece pure eleggere Presidente della Camera Penale degli Avvocati della sua città.


Quando si parla di amore eterno, onore, rispettabilità.


Il bello è che sia l'avvocato sia la donnetta impaziente, vivendo in una villa campestre, pensano che la tresca prolifica sia celata ai più, ma quando i giovani avvocati e avvocatesse vanno a giurare sulle mani di questo gaglioffo, ridono sotto i baffi.


Quante storie allegre ci offre il mondo! Per la verità, volevo dire tristi. L'avvocato presidente, si dica in suo onore, ha dato il cognome al figlio nato fuori parcella.

Dal carcere con amore , Carlo Patatu
Memoria
1449 Giovedì 04 Febbraio 2016 12:11
GIUSEPPE
Un bellissimo articolo che rende omaggio a tutti i caduti e deportati di tutte le guerre e che istilli nei giovani un'avversità a queste atrocità e non succedano mai più in futuro.
Santa Giusta
1448 Martedì 02 Febbraio 2016 14:09
Raffaela
Vorrei segnalare che anche la Parrocchia di Uta è consacrata a Santa Giusta e viene festeggiata il 14 Maggio.
Prosindaco Quadu
1447 Lunedì 01 Febbraio 2016 14:45
c.coda

Dopo attento esame, posso indicare il nome dell'assessore che parlò dal balcone nella cerimonia -del 21 aprile 1926- di cui in articolo. È Salvatore Quadu "prosindaco". Forse delegato dal sindaco Antonio Luigi Budroni dimessosi, in quei giorni, dalla carica e aprendo così le porte ai vari Commissari Prefettizi e Podestà.


Il 1° maggio in Comune si insediò, per qualche mese, Lodovico Congiatu.


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Grazie per l'integrazione.


Salvatore Quadu, che io ho conosciuto, era più noto in paese come Foe. Padre di un figlio maschio, studente esemplare, che morì in giovane età (credo di tisi) e una figlia femmina, Dominighedda, scomparsa probabilmente negli anni Sessanta o Settanta. Abitava in via in via Cavour, la prima casa a destra scendendo. In quella che, a dire dei più, sarebbe stata la casa di Bainzu Cossiga, bisnonno di Francesco, Presidente emerito della Repubblica e Cittadino onorario di Chiaramonti. (c.p.)

Duce!... “A noi!“ , Carlo Patatu
Dachau
1446 Lunedì 01 Febbraio 2016 01:31
Bruno Puggioni

Siamo stati a Dachau con Antonella tre anni fa!


Ho avuto modo di visionare il progetto delle camere a gas esposto nella parete dell'ingresso (Il rilievo è stato redatto da un ufficiale americano). Ho provato a proiettare la mia mente in quei tempi ed immaginare quelle atrocità! Ho avuto difficoltà perché mi sembrava incredibile tutto!


È stata una esperienza angosciante!


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Condivido. (c.p.)

Ho pianto a Dachau , Carlo Patatu
L'idealismo che traviò quasi tutti
1445 Domenica 31 Gennaio 2016 20:32
ange de clermont

Una mania del primo dopoguerra fu l'idealismo: libertà, giustizia, scuola, patria, famiglia e chi più ne ha più ne metta. Parole magiche che possiamo riscontrare ancora in qualche palazzina del paese non ancora restaurata. La gente si riempiva la bocca di queste parole senza andare al succo. Veri slogan che muovevano le folle. Come del resto anche oggi si parla di stato, partito, comune volendo indicare delle istituzioni. Forse faremmo meglio ad andare al concreto per meglio capire chi si nasconde dietro questi concetti idealizzati.


Ad esempio i governanti, gli amministratori comunali, le aggregazioni familiari di Tizio Caio e Sempronio, la comunità nazionale e via dicendo così da identificare persone e volti concreti, decisioni pessime o zoppicanti, nomi e cognomi di chi ci governa a partire dall'alto fino al basso. Diversamente ci ubriacheremo anche noi e passeremo davanti ai nostri nipoti come personaggi comici e da operetta ben rappresentati dai film Luce e dalle descrizioni briose dei nostri bravi articolisti.


Complimenti a Claudio che ha saputo incastonare i momenti delle ubriacature dei nostri padri giovani fascisti, dei personaggi che amministravano il comune, dei nostri parroci in piena sintonia con il maestro e giornalista Benito Mussolini, ma sapratutto dei nostri ex combattenti e nazionalisti arrivati dalle trincee ubriachi di un idealismo filosofico e pratico che ha spinto i claramontani a soffrire per questi attentati al demiurgo duce che credeva d'impersonare una divinità al fine degli "alti destini e i supremi trionfi" della patria, mentre si trattava del classico dittatore e della sua larga corte che per 22 anni tenne in scacco i vari strati sociali della comunità italiana.


La solita illusione che un uomo solo al comando di una nave o di una comunità nazionale sia capace di dirigerla meglio di un parlamento, a volte prolisso, ma a più voci. Quell'ideale di un uomo solo al comando a tratti emerge ancora e la stampa spesso idolatra i capi di governo, peraltro turlupinati da ministri che fanno i comodi loro, ma sopratutto da alti burocrati e da "esperti" che dietro le quinte tirano i fili della pubblica commedia.

Duce!... “A noi!“ , Carlo Patatu
Buon Compleanno, Carlo!
1444 Martedì 26 Gennaio 2016 12:45
Paolo Pulina

Ora per Carlo Patatu sono giusti ottanta. Auguri che l’amata barca maddalenina lo conduca al porto del doppio cinquanta gli fa l’intera famiglia di Paolo Pulina.


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Vi ringrazio di cuore e ricambio con affetto e stima.

Contattaci , Vladimiro Patatu
auguri di buon compleanno
1443 Lunedì 25 Gennaio 2016 22:26
salvatore cossu

Sos annos no suni mai tantos in sa mezzus serie des sos "Anta" su auguriu chi sa salude siada tanta. Tundu e bellu in su casu este su eventu ti auguramus bonas finu a chentu, e sos chentu de che brincare cun meda antos.


I nostri più cari auguri di buon compleanno.


Salvatore Cossu e famiglia


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Grazie, Salvatore. Grazie a te e famiglia. Vi abbraccio. (c.p.)

Contattaci , Vladimiro Patatu
elenchi
1442 Venerdì 22 Gennaio 2016 10:22
L C
A chi chiede se esistano liste dei dispersi e dei sopravvissuti, vorrei rispondere: liste dei dispersi esistono quasi certamente, dei sopravvissuti forse. In ogni caso, si troverebbero all'archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, a Roma. Questo archivio è accessibile anche ai comuni cittadini, previa prenotazione; magari se qualcuno vivesse dalle parti di Roma, sarebbe possibile reperirlo e pubblicarlo...
Lo "scandaloso" Matteo Doria
1441 Sabato 09 Gennaio 2016 00:26
c.coda

Riporto una nota di mons. Antonio Virdis (Curia turritana), apparsa sulla rivista Libertà -di cui era direttore- del 20 luglio 1984, in riferimento a quanto in argomento:


[…] “ Per spiegare questi “particolari” si possono certamente fare varie ipotesi, anche attendibili. Si può tenere presente, ad esempio, che Chiaramonti fu, sotto i Doria, capitale di una ampia zona che comprendeva anche Gisarco (ndr. Bisarcio), e che nei sec. XII e XIII il domicilio dei Vescovi di Gisarco fu abbastanza precario.


Se risultasse vero, tra l'altro, che Castello e Chiesa di S. Matteo furono edificate nello stesso periodo -come almeno riferisce una certa tradizione locale- non è improbabile dedurre che il fatto “politico” abbia potuto influire per determinare (o addirittura) la presenza di un qualche vescovo e/o la concessione (privilegiata) del titolo di città alla Villa e di episcopale alla chiesa di Chiaramonti “ […].


I “particolari”, sopra citati nel testo, sono riferibili a: “ecclesia episcopalis S. Mattei” (epigrafe in frontone della chiesa di S. Matteo) e “ castrum et civita claramontana”.


Che la “storia infinita” claramontana sia ora raccontata attraverso i Doria, Giudicati, Aragonesi, e di nuovo i Doria, in custodia all'Arcivescovo di Oristano, papa Innocenzo VI, marchesati vari e... l'ager sanguinis, sarebbe troppo per soffermarsi. Ma brevemente, da ultimo e per alleggerire l'argomento, riporto una curiosa annotazione parrocchiale di don Pietro Dedola (parroco dal 1931 al 1951):


[…] “ non si conosce il tempo e per quali motivi (forse per riparare alla vita scandalosa di Matteo Doria) la fede del popolo di Chiaramonti edificò sui ruderi del Castello la chiesa parrocchiale dedicata a S. Matteo Apostolo ed Evangelista” [...]. Che abbia interpretato, e colto a modo suo, dopo secoli, il "voto" dei claramontani è assai probabile !

La Porta Santa , Carlo Patatu
Vicarius provisional e vicarius perpetuus
1440 Venerdì 08 Gennaio 2016 13:46
Ange de Clermont

Per vicarius provisional-is si intendeva vicario provvisorio, a tempo, (a Chiaramonti abbiamo avuto tre parroci in un anno e mezzo circa: don Sini, don Sanna e don Bastianino) quello perpetuus era il vicario stabile, diciamo, rubando un termine scolastico, di ruolo.


Don Tirotto è ora amministratore non temporaneo come gli altri tre.


Da notare che la Parrocchia di Chiaramonti, quando si facevano i concorsi, non era a concorso ma di nomina vescovile. Circa il termine episcopalis, nei classici storici della Chiesa Sarda: Martini, Filia, Turtas Chiaramonti non figura mai sede episcopale. Vedi la cronotassi dei vescovi in internet http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&biw=&bih=&q=Cronotassi+dei+vescovi+sardi+in+Turtas&gbv=2&oq=Cronotassi+dei+vescovi+sardi+in+Turtas&gs_l=heirloom-hp.3...3034.22843.0.24098.38.1.0.37.37.0.16.16.1.1.0....0...1ac.1.34.heirloom-hp..37.1.15.yNzLFF9TWxs


Ma più chiaramente nella monumentale opera di Raimondo Turtas, La storia della Chiesa in Sardegna dalle origini ad oggi, Città Nuova, Roma 1999 pp. 978 ora in fase ultima di revisione, penso che verrà ripubblicata tra qualche anno. Turtas locutu, causa soluta!


Se, tuttavia, ci si vuol prendere il gusto di andare alla ricerca di episcopalis, sono disponibili le relazioni dei vescovi presso l'Archivio Storico Diocesano di Sassari, Mons. Zichi si è detto disponibile ad esaminare con chi lo desidera le relationes dei vescovi ad limina Sancti Petri.


Chiedo scusa per l'intervento in ritardo. Ero assente e senza Mac.


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Non è necessario scusarsi. Chiarimenti e integrazioni sono sempre i benvenuti, non giungono mai troppo tardi. Grazie, pertanto. (c.p.)

La Porta Santa , Carlo Patatu
Su vicàriu
1439 Giovedì 31 Dicembre 2015 09:29
c.coda

Non era la "consuetudine" rivolgersi al parroco con l'appellativo "su vicàriu", erano gli stessi a sottoscriversi così. Il titolo di “vicario” nella parrocchia di Chiaramonti, già nell'800. Nel 1840, nei giorni di fine maggio e primi di giugno, nell'Oratorio di S. Croce, l'arcivescovo turritano Domenico Varesini impartì la cresima a 419 chiaramontesi. Nella cerimonia, l'allora parroco Ignazio Satta (dal 1834 al 1858), si firmava “ R.do Ignatio Satta Florinensis vicario provisionali”. Negli anni a seguire: “Ignatio Satta vicario perpetuo”. Il carmelitano Stefano Maria Pezzi (dal 1859 al 1892) si sottoscriveva prima come “provisionali vicarius”, in seguito “vicarius”. Aggiungo: nella visita pastorale che fece il vescovo di Ampurias (1702-1718) Diego Serafino Posulo, indicava “opidi Claramontis” (con una p). In latino “oppidum” viene indicato come “città”, ma anche fortezza, luogo fortificato. La vicenda più misteriosa, per me comunque, rimane la “scomparsa” del concio con la scritta “Ecclesia episcopalis S Mattei” sul frontone di facciata della S. Matteo nella collina omonima. Da qui, senz'altro, l'elevazione episcopale del territorio di Claramontis, con la presenza dell'alter ego del vescovo a far le funzioni e rappresentarlo. Appunto “vicarius”. Questa mia, vorrei fosse letta con indulgenza e con beneficio dell'inventario !

La Porta Santa , Carlo Patatu