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Notizie del giorno

 
Commenti (1684)
Artigiano
1564 Lunedì 03 Luglio 2017 23:42
Alessandro Chirigoni

Da mezzosangue Chiaramontese ne sono fiero. COMPLIMENTI

All'assalto, dunque!
1563 Lunedì 03 Luglio 2017 07:32
c.coda

Mi viene in mente un'inefficienza, e conseguente incazzatura e forte protesta dei chiaramontesi che, nel 1926, posero in atto per difficoltà del servizio postale.


Un acuto chiaramontese se ne lamentò pubblicamente, annotando l'accaduto, e, se lo leggiamo nell'oggi, interpretando la sua immaginaria visione del futuro, pare un “avanguardista” di quanto, in termini di notizie, avverrà all'incirca 70 anni dopo con l'Web che, stando seduti a tavola, le notizie ci corrono, o meglio ci dovrebbero correre sopra, tra una pietanza e l'altra, in h24. Non fosse altro, perché ne sosteniamo il costo.


E il tal dei tali così annotò: [ “ ...la nostra bizzarria corre attimi di feconda fantasia e quello che sarà il fuorilegge Chiaramonti fra mille anni, nell'avvenire, quando la radio sarà un ricordo lontano, e lo vediamo sorvolato da macchine aeree postali mentre il pacifico abitante nella comodità della sua abitazione riceve assiso a pranzo la corrispondenza puntualmente in risposta a quella che lui ha impostato mezz'ora prima. Tutto va sa sé; ma non appena apriamo gli occhi sulle nostre casupole riprendendoci bruscamente dalle allucinazioni che ci portava nel regno dei sogni ripensando alle nostre condizioni postali, diciamo e noi stessi: lasciamo gli scherzi e veniamo al sodo, alla cruda realtà. È un'indecenza che oggi la nostra corrispondenza, da e per Sassari, impieghi ben 36 ore. Tanto non occorre da Sassari a Torino, su di un percorso di circa 1000 km. Chiaramonti, che per la sua posizione viene tagliato fuori dal consorzio civile...].


Eleviamo le nostre proteste e incavolature come fecero i paesani nel 1926, trascinati dal sagace "tal dei tali", ottenendo i dovuti risultati. All'assalto, dunque!

San Giovanni Battista, san Giovanni Battista!
1562 Martedì 27 Giugno 2017 17:18
c.coda

A Salvatore, che ringrazio.


Nell'annotazione -assai consunta e quasi illeggibile di un vecchio diario- dell'avvenimento, si menzionava San Giovanni evangelista (martire a parte) e non San Giovanni Battista com'è nella storia religiosa di paese. Chi la raccontava non ha tenuto conto, casualmente, della sostanziale differenza tra il Giovanni Battista -cugino di Gesù e martire- e l'altro Giovanni Evangelista Apostolo e longevo. Ed io, nel leggerla, non ho colto la differenza, ma che l'annotatore voleva senz'altro intendere.


Me l'ha fatto notare il tuo parente ploaghese Giommaria Pulina, sempre molto accorto, che, su pagina Fb di Carlo, mi ha accennato del fatto. Al quale ho prontamente dato una lettura con precise didascalia e, poiché impegnato fuori sede, non ho potuto chiedere -a chi mi ospita- parziale miglioria del testo. Aggiungo una nota, ma del quale avrai già osservato: il terzo oberàju è tal Salvatore Pulina, che immagino sia tuo nonno materno e del quale tu ne porti il nome.


Sperando di non incorrere in altro equivoco, salutoni !


---


Autorizzati dall'autore, abbiamo provveduto ad apportare al testo originale la dovuta correzione. Battista, quindi, non Evangelista.


In effetti, Salvatore Pulina era il nostro nonno materno. Grazie. (c.p.)

San Giovanni Evangelista o Battista
1561 Martedì 27 Giugno 2017 11:36
Tore Patatu

Come mai quell'anno hanno festeggiato san Giovanni Evangelista, che, tra l'altro, non era martire, ma apostolo, oltre che evangelista, che morì di morte naturale, alla veneranda età di 100 anni o giù di lì, e non san Giovanni Battista martire, come sempre hanno fatto a Chiaramonti?


---


Giriamo la domanda all'autore del pezzo. Che non mancherà di chiarire la questione. (c.p.)

AFFONDAMENTO NEPTUNIA
1560 Sabato 24 Giugno 2017 16:21
Franco Mancuso

MI STO INTERESSANDO DA UN MESE ALL'AFFONDAMENTO DELLA NEPTUNIA. SU QUELLA NAVE VI ERA UNO ZIO DI MIA MOGLIE, PERRICELLI ASTOLFINO, DI 22 ANNI PERITO DOPO IL SILURAMENTO DELLA MOTONAVE. TRA QUALCHE GIORNO ANDRO'A PENTONE (COMUNE IN PROVINCIA DI CATANZARO ) A TROVARE I FAMILIARI DI UN SOLDATO CHE SI E' SALVATO E CHE E' MORTO IL 5 MAGGIO 2017 A 101 ANNI. GRATO A CHI VOLESSE METTERSI IN CONTATTO DIRETTO CON ME.FRANCO MANCUSO CELL. 368 3064933 IND. EMAIL: omelea2002@yahoo.it

Carceri San Leonardo
1559 Venerdì 26 Maggio 2017 09:27
c.coda

Del "quesito" ero a conoscenza da diversi anni, dopo aver letto il libro della Tognotti (ed. 2000 realizzata da Comune di Sassari e di cui ho copia). Le Carceri di San Leonardo, in Sassari, erano site tra la via Cesare Battisti e via Carmelo, dietro il Palazzo del Barone d'Usini in Piazza Tola (ora Biblioteca Comunale) in uso dal 1300 a metà dell'800. Un ingresso del vecchio carcere è ancora visibile da via Casare Battisti. Negli anni 1857-1871, costruito un nuovo edificio, venne trasferito in via Roma – attuale Carcere di S. Sebastiano ove era collocata una cappella in onore di quel santo. La vecchia struttura carceraria, inutilizzata, venne acquistata dai Fratelli Clemente per impiantarvi i famoso laboratorio di falegnameria. Negli anni '50 del novecento venne acquistata dai Chiarella per la “Tipografia Chiarella”, con ingresso da via Carmelo. Il libro di Eugenia Tognotti “ L'anno del colera1855” riporta (pag. 60) il nome di: [ COSSIGA Gavino di Chiaramonti, morto nelle carceri dove era detenuto, del fu Francesco [madre ignota] 41 anni – 7 agosto]. I dati sono stati rilevati da " quinque libri della parrocchia di S. Apollinare" a cui le carceri facevano riferimento. Ma altri tre chiaramontesi morirono in quei giorni dell'agosto 1855 nelle carceri di S. Leonardo: 1)- […] Geronimo di anni 40 il 13 agosto _2)- […] Giovanni Battista di anni 52 – il 7 agosto._ 3)- […] Gavino di anni 24 – l'11 agosto.___ Anche un martese: […] Gavino di anni 34 il 7 agosto. In tutta questa "storiella" mi pare molto particolare il fatto che gli storici, che hanno contribuito alla stesura della prefazione del testo, non sapessero il luogo di decesso de "su poèta christianu" indicando, solamente, i riferimenti battesimali e non anche quelli del decesso. Posso capire, ma limitatamente, tenendo sempre presente che, in carcere, ci si poteva finire per tante ragioni e giudizi.

Una "pioggia" speciale
1558 Lunedì 22 Maggio 2017 17:49
c.coda

Nel 1937, ossia 80 anni fa, in occasione della festività di Santa Giusta, il Commissario Prefettizio Pasquale Brau, in concerto con la Prefettura di Sassari, deliberò di riadattare la strada per l'eremo.


La spesa preventivata era di £ 6.000, di cui 2.000 a carico del Municipio e 4.000 a carico dei frontisti che avrebbero concorso in misura della rendita agraria.


Il fiduciario del Sindacato dei Lavoratori Agricoli Mario Rottigni tenne una riunione nei locali del Fascio per regolare le richieste di manodopera secondo le modalità prescritte nel patto di lavoro. La paga fu stabilita in £ 9 al giorno per 10 ore lavorative.


Una "pioggia" in soccorso della disoccupazione.

Invochiamo Santa Giusta , Carlo Patatu
Grazie a Carlo e a Vladimiro
1557 Giovedì 18 Maggio 2017 11:05
Paolo Pulina

Per Carlo e Vladimiro, i clic sono 5 milioni:


il traguardo premia un impegno serio e sereno!


Li ringrazio e faccio loro tantissimi auguroni


perché ospitano i miei articoli da oltre Tirreno.


Mi piace evidenziare che il sito chiaramontese


valorizza gli scritti di un emigrato ploaghese.


Certamente mi “raccomanda” il cognome Pulina (ploaghese era “Ciccia” Pulina, madre di Carlo e di Tore);


a mia riconoscenza non è pochina:


e per questo motivo pubblicamente ne parlo!


 



Grazie, caro Paolo. Grazie soprattutto per la tua collaborazione. Che è di qualità. (c.p.)

Giammai il Commissario!
1556 Lunedì 15 Maggio 2017 08:06
c.coda

Al di là delle mie deboli considerazioni, che potrebbero suscitare qualche nervosismo scomposto, mi duole, come paesano, osservare:- la Comunità chiaramotese, sempre molto critica e attenta -a parole- dell'operato delle Amministrazioni, qualsiasi elette, non abbia espresso altra lista in contrapposizione. Segnale alquanto anomalo per la democrazia.


Una voce “di contro” è sempre benefica, è il sale della democrazia. Pur tuttavia, ragionando sempre alla mia maniera, stramba assai, è da qualche lustro che la presenza di una “minoranza”, dai banchi del Consiglio, non si eleva voce, tanto meno a rappresentare i propri elettori che hanno “tifato” per loro. Silente e composta, senza alterazioni politiche, anche quando se n'è data l'occasione, al di fuori delle mura di Palazzo.


Il rigoroso ruolo della minoranza, sempre vigile e attento all'operato della maggioranza, avrebbe portato anche, verosimilmente, ad un ipotetico “cambio di casacca” di qualche elettore, deluso, che aveva espresso il suo voto per la lista vincente.


Per abitudine mentale non faccio applausi a nessuno, ma stavolta devo ringraziare chi “ci ha messo la faccia” (l'espressione non mi piace affatto, ma stavolta la condivido). Meglio “l'ultimo dei mohicani” [1], ma giammai un Commissario calato “dall'alto”. Ad amministrare Chiaramonti, solo un chiaramontese. Chiunque esso sia.


[1]- per aforisma riprendo il titolo del romanzo di J.F. Cooper pubblicato nel 1826.

Candidati vo cercando… , Carlo Patatu
Presidente ass. in Francia
1555 Venerdì 12 Maggio 2017 17:43
Danilo Vezzio
Porto nome cognome di mio zio morto annegato nel naufragio del Neptunia era bersagliere, ma che reggimento? C'é qualcuno che mi può' aiutare?
Grazie.


DV

Scilla marittima
1554 Domenica 07 Maggio 2017 22:22
tiziana
ho acquistato bulbi a maggio. come mi devo comportare. li ho messi in vaso per tre/quarti sopra terra. devo coprirli, annaffiarli ogni quanto tempo. vedrò qualche foglia in autunno.quelle che ha stanno ingiallendo. e' grave?grazie saluto cordialmente.
Bainzu Cossiga
1553 Giovedì 20 Aprile 2017 17:09
michelino sotgiu
Buonasera signor Patatu,
mi permetto di scrivere anche se temo di sollevare un vespaio.
Molti anni fa mi impegnai nel tempo libero ad una ricerca genealogica sugli antenati del nostro emerito Presidente della Repubblica Francesco Cossiga con l'intenzione di fargliene dono.
Vicissitudini di salute e famigliari mi costrinsero ad interrompere.
Poco tempo fa ho ritrovato in un cassetto questi appunti. Sono in pensione e il tempo da impegnare è tanto.
Ho ripreso le ricerche ma una mattina che ero nell'archivio di don Zichi mi sono bloccato perché non riuscivo a rintracciare tra i morti di Chiaramonti del 1855 il nome di Bainzu Cossiga su poeta christianu. Mentre mi arrabattavo mi sono lamentato con una gentile signora che era seduta affianco. Per un'incredibile coincidenza la signora mi disse che anche lei, per motivi di genealogia famigliare, aveva fatto le stesse ricerche e che non avrei trovato quel nome negli elenchi di Chiaramonti ma tra i morti per colera della Parrocchia di Sant'Apollinare. Mi avvertì del fatto che sarei rimasto stupito del luogo in cui avvenne la morte. E così fu. Si chiederà perché le scrivo. Il motivo è solo per capire come mai non abbia trovato riscontro in nessun altro sito o pubblicazione e se lei invece potrà soddisfare questa mia curiosità.
La ringrazio e cordialmente la saluto,
Michelino Sotgiu - Sassari
Contattaci , Vladimiro Patatu
Botticelli ad Ajaccio
1552 Giovedì 23 Marzo 2017 12:22
Tore Patatu

Un quadro di Botticelli è esposto al museo Fesch di Ajaccio.


Il cardinale Fesch era fratello di primo letto della Madre di Napoleone, Letizia Ramolino, ed ebbe un ruolo molto importante nella vita del nipote. Questo cardinale, grande intenditore d'arte, profittando della sua parentela con Napoleone, fece razzia di opere d'arte italiane, che sono raccolte nel museo di Ajaccio, che porta il suo nome, dove è custodita la più grande collezione di opere di pittori italiani della Francia, dopo il Louvre.


Scusate se è poco.

Bentornata Primavera! , Carlo Patatu
Uno squarcio di devozione prezioso
1551 Domenica 19 Marzo 2017 13:52
Ang de Clermont

Me l'ero posto il problema e mi barcamenavo tra due ipotesi una Croce del Settecento con riferimento a Padre Vassallo o ai novecenteschi Signori della Missione.


Mi fa piacere che Claudio abbia ritrovato la cronaca della posa in opera de sa Rughe dove poi, se non erro, andavano a prendere i morti ammazzati a su Sassu, prima a Punta de Bonanotte, e gli stessi nomi dei missionari che sicuramente hanno lasciato tra le relazioni depositate alla Casa della Missione anche la posa di questa Croce.


Chiederò al mio coetaneo padre Angelo Anelli, se avrà pazienza di cercarla e di rintracciarla. Non posso che applaudire a questo evento religioso ritrovato e avvenuto dopo la Conciliazione.

Croce a la Croce , Carlo Patatu
"Cooperativa Fascista di Consumo"
1550 Martedì 14 Marzo 2017 22:39
c.coda

Nel 1931 venne costituita, legalmente con atto pubblico redatto dal notaio Italo Lobina, la "Cooperativa Fascista di Consumo".


Nei propositi, l'aiuto ai bisognosi della popolazione sull'acquisto dei generi di prima necessità. Le azioni vennero fissate per il valore nominale di £ 100.


Presidente fu eletto il Podestà Ant. Luigi Madau; membri il dr. Giulio Falchi (fiduciario comunale dei Sindacati), il maestro Pasquale Brau (Segretario Politico), l'agricoltore Carlo Franchini e il muratore Battista Scanu.

Anche le cose più belle porta via il tempo
1549 Martedì 14 Marzo 2017 12:23
Ange de Clermont

Un'esperienza davvero esaltante quella vissuta da Carlo. è come se l'avessimo vissuta noi e ce ne rallegriamo.


Tutte le cose belle, purtroppo, passano, anche se restano ancorate al cuore tra la nostalgia e il rimpianto, un po' come le navi alla fonda.


Sia i figli sia i nipoti porteranno nel cuore per sempre questa bella esperienza di un padre e nonno che osa sfidare le onde e il vento. Ognuno di noi ha avuto esperienze fascinose, chi in mare, chi per terra, chi in itinerari spirituali. Sono tutti doni che il Cielo ci dona in mezzo ai marosi dell'esistenza.


Colmi la nostalgia il ricordo di quei giorni belli!


Ange de Clermont

Addio, mia cara Calipso , Carlo Patatu
Tra balli e funerali
1548 Sabato 11 Marzo 2017 15:33
Ange de Clermont

L'anno 1927 morirono sia mio nonno Giovanni Matteo Tedde, noto Tebachéra, già finanziere, emigrato in Francia e in Panama, partecipe per un anno alla Grande Guerra e infine felice mezzadro dei Baravaglia-Madau a Teriales, secondo la testimonianza di zia Maria Denanni sia la nonna materna di mia moglie, Domitilla Ruju in Mannu, di fatto gestrice del Tabacchino e di un negozio di coloniali in Piatta.


Lasciava sette figli, il primo Lucio, figlio di primo letto del marito Sebastiano Mannu. Di lei conserviamo le struggenti lettere d'amore a Sebastiano, noto Bottiglia, fine ciabattino (le aveva regalato un paio di scarpette tutte disegnate finemente) e vignaiuolo.


Il fratello della defunta Giovanni Maria divenne direttore didattico nel Cagliaritano, mentre il di lui figlio Paolo divenne Presidente della Corte d'Appello di Oristano (morto alcuni anni fa prematuramente) la cui figlia Patrizia Ruju è attualmente magistrato. Tutta gente che ha lasciato Chiaramonti senza più farvi ritorno.


Nonostante il fascismo le feste tradizionali non venivano dimenticate sia civili che religiose, anche se dubito che alcuni dei capifesta citati fossero praticanti, presi com'erano dal carnevale e dal carnale secondo la memoria orale, ma non scritta.


Queste "trance de vie paesane" aprono spiragli sulla vita dei nostri antenati.


Tra 90 anni, nel 2107, ci saranno claramontani per ricordare questi nostri giorni? O forse, archeologi, alla ricerca del sito chiamato Chiaramonti? Se le nascite continueranno a diminuire e la gente lascerà il paese come l'anno scorso (28 emigrati e 21 deceduti) avverrà davvero così!

Auguri alla sig.na Rosa
1547 Sabato 11 Marzo 2017 14:57
Ange de Clermont

Auguri anche da parte nostra che a suo tempo abbiamo avuto l'opportunità di conoscerla. Avanti negli anni a più non posso!


Ange


---


Mi permetto io di ringraziare a nome di zia Rosa. Che va avanti tranquilla come una vaporiera. Col vantaggio d'infischiarsi allegramente di Renzi, del Lingotto, della crisi europea, di Salvini e di quant'altri si arrabattano per renderci infelice l'esistenza e indecente la gestione della cosa pubblica.


Grazie ancora (c.p.)

I 102 anni di zia Rosa , Carlo Patatu
Sos sòtzios de su sabone
1546 Lunedì 06 Marzo 2017 17:21
Tore Patatu

"Sos sotzieddos" venivano chiamati "sòtzios de su sabone" perché, solitamente, avevano il pavimento a "ismaldu".


Questo pavimento era costituito da un impasto di fanghiglia, spesso prelevata da una cava di su Giumperi. Da bambini, con lo stesso materiale, ci divertivamo a costruire aeroplanini e figure stilizzate di animali, che chiamavamo appunto "freguras de sabone".


L'impasto di fanghiglia, "su ludu", veniva sistemato nel pavimento della stanza, livellato alla meno peggio, e lasciato ad asciugare. Dopo un paio di giorni, aveva bisogno di essere ulteriormente rassodato. Operazione che veniva eseguita con metodi assolutamente empirici e con manod'opera a basso costo. Solitamente si invitavano dei ragazzotti scalzi a correre per ore sul pavimento di fango, per farlo "ammaldare". Cioè, per farlo diventare "ismaldu", il cemento dei poveri.


Durante i balli, con l'umidità che veniva a crearsi nella stanza, arricchita anche da qualche bicchiere di acqua o di vino maldestramente versati per terra, il pavimento diventava scivoloso a tal punto che sembrava di ballare su una superficie di sapone.


Da cui, "su sòtziu de su sabone".

Potenza del Carnevale... a beneficio della demografia
1545 Giovedì 23 Febbraio 2017 17:46
c.coda

E proprio di un carrasciàle di novant'anni fa (a fine febbraio del 1927) ho letto qualcosa da qualche parte.


Organizzarono una parata di carri (ovviamente trainato da buoi) a chiusura dei festeggiamenti, per le vie del paese. Nel primo carro, sa Reìna tutta vestita di bianco e con un mantello purpureo e il diadema in testa. Ai suoi lati, stavano le Reginette (quattro ragazzi) che portavano in mano le insegne del Fascio; altri figuranti, con “sas trumbèddhas arghentàdas”, strombazzavano a gloria della trionfatrice. Seguivano, nel secondo e terzo carro, “sas dàmas e damerìnas gentìles” dai costumi sgargianti. Ancora a seguire, su di una carrètta, il “prof. Truddara” che dispensava saggi consigli della scienza medica al buon “Lazzeri”. Un'acclamazione festante e plaudente seguiva i gruppi, tra il lancio di caramelle, confetti e coriandoli.


Ricordo un detto: a rìere a carrasciàle, a piànghere a novembre! Molte maritate e nubili rimanevano incinte in quel periodo ricorrente: il nono mese, cadeva proprio a novembre. Potenza del Carnevale a beneficio dell'incremento demografico.