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Commenti (1566)
Dachau
1446 Lunedì 01 Febbraio 2016 01:31
Bruno Puggioni

Siamo stati a Dachau con Antonella tre anni fa!


Ho avuto modo di visionare il progetto delle camere a gas esposto nella parete dell'ingresso (Il rilievo è stato redatto da un ufficiale americano). Ho provato a proiettare la mia mente in quei tempi ed immaginare quelle atrocità! Ho avuto difficoltà perché mi sembrava incredibile tutto!


È stata una esperienza angosciante!


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Condivido. (c.p.)

Ho pianto a Dachau , Carlo Patatu
L'idealismo che traviò quasi tutti
1445 Domenica 31 Gennaio 2016 20:32
ange de clermont

Una mania del primo dopoguerra fu l'idealismo: libertà, giustizia, scuola, patria, famiglia e chi più ne ha più ne metta. Parole magiche che possiamo riscontrare ancora in qualche palazzina del paese non ancora restaurata. La gente si riempiva la bocca di queste parole senza andare al succo. Veri slogan che muovevano le folle. Come del resto anche oggi si parla di stato, partito, comune volendo indicare delle istituzioni. Forse faremmo meglio ad andare al concreto per meglio capire chi si nasconde dietro questi concetti idealizzati.


Ad esempio i governanti, gli amministratori comunali, le aggregazioni familiari di Tizio Caio e Sempronio, la comunità nazionale e via dicendo così da identificare persone e volti concreti, decisioni pessime o zoppicanti, nomi e cognomi di chi ci governa a partire dall'alto fino al basso. Diversamente ci ubriacheremo anche noi e passeremo davanti ai nostri nipoti come personaggi comici e da operetta ben rappresentati dai film Luce e dalle descrizioni briose dei nostri bravi articolisti.


Complimenti a Claudio che ha saputo incastonare i momenti delle ubriacature dei nostri padri giovani fascisti, dei personaggi che amministravano il comune, dei nostri parroci in piena sintonia con il maestro e giornalista Benito Mussolini, ma sapratutto dei nostri ex combattenti e nazionalisti arrivati dalle trincee ubriachi di un idealismo filosofico e pratico che ha spinto i claramontani a soffrire per questi attentati al demiurgo duce che credeva d'impersonare una divinità al fine degli "alti destini e i supremi trionfi" della patria, mentre si trattava del classico dittatore e della sua larga corte che per 22 anni tenne in scacco i vari strati sociali della comunità italiana.


La solita illusione che un uomo solo al comando di una nave o di una comunità nazionale sia capace di dirigerla meglio di un parlamento, a volte prolisso, ma a più voci. Quell'ideale di un uomo solo al comando a tratti emerge ancora e la stampa spesso idolatra i capi di governo, peraltro turlupinati da ministri che fanno i comodi loro, ma sopratutto da alti burocrati e da "esperti" che dietro le quinte tirano i fili della pubblica commedia.

Duce!... “A noi!“ , Carlo Patatu
Buon Compleanno, Carlo!
1444 Martedì 26 Gennaio 2016 12:45
Paolo Pulina

Ora per Carlo Patatu sono giusti ottanta. Auguri che l’amata barca maddalenina lo conduca al porto del doppio cinquanta gli fa l’intera famiglia di Paolo Pulina.


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Vi ringrazio di cuore e ricambio con affetto e stima.

Contattaci , Vladimiro Patatu
auguri di buon compleanno
1443 Lunedì 25 Gennaio 2016 22:26
salvatore cossu

Sos annos no suni mai tantos in sa mezzus serie des sos "Anta" su auguriu chi sa salude siada tanta. Tundu e bellu in su casu este su eventu ti auguramus bonas finu a chentu, e sos chentu de che brincare cun meda antos.


I nostri più cari auguri di buon compleanno.


Salvatore Cossu e famiglia


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Grazie, Salvatore. Grazie a te e famiglia. Vi abbraccio. (c.p.)

Contattaci , Vladimiro Patatu
elenchi
1442 Venerdì 22 Gennaio 2016 10:22
L C
A chi chiede se esistano liste dei dispersi e dei sopravvissuti, vorrei rispondere: liste dei dispersi esistono quasi certamente, dei sopravvissuti forse. In ogni caso, si troverebbero all'archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, a Roma. Questo archivio è accessibile anche ai comuni cittadini, previa prenotazione; magari se qualcuno vivesse dalle parti di Roma, sarebbe possibile reperirlo e pubblicarlo...
Lo "scandaloso" Matteo Doria
1441 Sabato 09 Gennaio 2016 00:26
c.coda

Riporto una nota di mons. Antonio Virdis (Curia turritana), apparsa sulla rivista Libertà -di cui era direttore- del 20 luglio 1984, in riferimento a quanto in argomento:


[…] “ Per spiegare questi “particolari” si possono certamente fare varie ipotesi, anche attendibili. Si può tenere presente, ad esempio, che Chiaramonti fu, sotto i Doria, capitale di una ampia zona che comprendeva anche Gisarco (ndr. Bisarcio), e che nei sec. XII e XIII il domicilio dei Vescovi di Gisarco fu abbastanza precario.


Se risultasse vero, tra l'altro, che Castello e Chiesa di S. Matteo furono edificate nello stesso periodo -come almeno riferisce una certa tradizione locale- non è improbabile dedurre che il fatto “politico” abbia potuto influire per determinare (o addirittura) la presenza di un qualche vescovo e/o la concessione (privilegiata) del titolo di città alla Villa e di episcopale alla chiesa di Chiaramonti “ […].


I “particolari”, sopra citati nel testo, sono riferibili a: “ecclesia episcopalis S. Mattei” (epigrafe in frontone della chiesa di S. Matteo) e “ castrum et civita claramontana”.


Che la “storia infinita” claramontana sia ora raccontata attraverso i Doria, Giudicati, Aragonesi, e di nuovo i Doria, in custodia all'Arcivescovo di Oristano, papa Innocenzo VI, marchesati vari e... l'ager sanguinis, sarebbe troppo per soffermarsi. Ma brevemente, da ultimo e per alleggerire l'argomento, riporto una curiosa annotazione parrocchiale di don Pietro Dedola (parroco dal 1931 al 1951):


[…] “ non si conosce il tempo e per quali motivi (forse per riparare alla vita scandalosa di Matteo Doria) la fede del popolo di Chiaramonti edificò sui ruderi del Castello la chiesa parrocchiale dedicata a S. Matteo Apostolo ed Evangelista” [...]. Che abbia interpretato, e colto a modo suo, dopo secoli, il "voto" dei claramontani è assai probabile !

La Porta Santa , Carlo Patatu
Vicarius provisional e vicarius perpetuus
1440 Venerdì 08 Gennaio 2016 13:46
Ange de Clermont

Per vicarius provisional-is si intendeva vicario provvisorio, a tempo, (a Chiaramonti abbiamo avuto tre parroci in un anno e mezzo circa: don Sini, don Sanna e don Bastianino) quello perpetuus era il vicario stabile, diciamo, rubando un termine scolastico, di ruolo.


Don Tirotto è ora amministratore non temporaneo come gli altri tre.


Da notare che la Parrocchia di Chiaramonti, quando si facevano i concorsi, non era a concorso ma di nomina vescovile. Circa il termine episcopalis, nei classici storici della Chiesa Sarda: Martini, Filia, Turtas Chiaramonti non figura mai sede episcopale. Vedi la cronotassi dei vescovi in internet http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&biw=&bih=&q=Cronotassi+dei+vescovi+sardi+in+Turtas&gbv=2&oq=Cronotassi+dei+vescovi+sardi+in+Turtas&gs_l=heirloom-hp.3...3034.22843.0.24098.38.1.0.37.37.0.16.16.1.1.0....0...1ac.1.34.heirloom-hp..37.1.15.yNzLFF9TWxs


Ma più chiaramente nella monumentale opera di Raimondo Turtas, La storia della Chiesa in Sardegna dalle origini ad oggi, Città Nuova, Roma 1999 pp. 978 ora in fase ultima di revisione, penso che verrà ripubblicata tra qualche anno. Turtas locutu, causa soluta!


Se, tuttavia, ci si vuol prendere il gusto di andare alla ricerca di episcopalis, sono disponibili le relazioni dei vescovi presso l'Archivio Storico Diocesano di Sassari, Mons. Zichi si è detto disponibile ad esaminare con chi lo desidera le relationes dei vescovi ad limina Sancti Petri.


Chiedo scusa per l'intervento in ritardo. Ero assente e senza Mac.


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Non è necessario scusarsi. Chiarimenti e integrazioni sono sempre i benvenuti, non giungono mai troppo tardi. Grazie, pertanto. (c.p.)

La Porta Santa , Carlo Patatu
Su vicàriu
1439 Giovedì 31 Dicembre 2015 09:29
c.coda

Non era la "consuetudine" rivolgersi al parroco con l'appellativo "su vicàriu", erano gli stessi a sottoscriversi così. Il titolo di “vicario” nella parrocchia di Chiaramonti, già nell'800. Nel 1840, nei giorni di fine maggio e primi di giugno, nell'Oratorio di S. Croce, l'arcivescovo turritano Domenico Varesini impartì la cresima a 419 chiaramontesi. Nella cerimonia, l'allora parroco Ignazio Satta (dal 1834 al 1858), si firmava “ R.do Ignatio Satta Florinensis vicario provisionali”. Negli anni a seguire: “Ignatio Satta vicario perpetuo”. Il carmelitano Stefano Maria Pezzi (dal 1859 al 1892) si sottoscriveva prima come “provisionali vicarius”, in seguito “vicarius”. Aggiungo: nella visita pastorale che fece il vescovo di Ampurias (1702-1718) Diego Serafino Posulo, indicava “opidi Claramontis” (con una p). In latino “oppidum” viene indicato come “città”, ma anche fortezza, luogo fortificato. La vicenda più misteriosa, per me comunque, rimane la “scomparsa” del concio con la scritta “Ecclesia episcopalis S Mattei” sul frontone di facciata della S. Matteo nella collina omonima. Da qui, senz'altro, l'elevazione episcopale del territorio di Claramontis, con la presenza dell'alter ego del vescovo a far le funzioni e rappresentarlo. Appunto “vicarius”. Questa mia, vorrei fosse letta con indulgenza e con beneficio dell'inventario !

La Porta Santa , Carlo Patatu
Auguri
1438 Lunedì 28 Dicembre 2015 21:55
Soddu Salvatore

Ricambiamo gli Auguri di un sereno Natale da vivere, con lo stesso spirito, tutto l'Anno Nuovo, con tanta salute e gioia. Con uno sguardo a tutto il posititivo che la lunga vita ci ha donato e ci dona.


Con stima Lavinia e Salvatore

Buon Natale a tutti! , Carlo Patatu
Episcopus ecclesiae Claramontis parrocus
1437 Domenica 27 Dicembre 2015 20:16
Ange de Clermont

Ora non ricordo la bibliografia, ma mi pare d'aver letto che uno dei titoli dell'Arcivescovo di Ampurias (1638-1704) e poi di quello turritano (1707) fosse quello di Claramontis parrocus e con ciò si potrebbe spiegare il titolo di Vicarius che per consuetudine veniva dato al parroco di Chiaramonti. Come pista di ricerca sulla bibliografia ecclesiastica non sarebbe male. Forse però Mons. Giancarlo Zichi o la serie di volumi pubblicati qualche anno fa sulle diocesi italiane potrebbe chiarire la questione. Credo poi che Papa Francesco dando la facoltà ai vescovi di indicare in diocesi due porte sante in cui lucrare l'indulgenza, senza contare le carceri abbia dato un'opportunità di lucrare l'indulgenza senza andare a Roma. Per quanto riguarda l'abbazia di Salvennor so soltanto che attualmente non officiata.

Ange de Clermont


La Porta Santa , Carlo Patatu
Poesie da You Tube
1436 Giovedì 24 Dicembre 2015 17:05
Bruno Puggioni

Grande Ungaretti! Carlo, se vuoi potrai trovare le poesie recitate dal Poeta su You Tube! Buon Natale! (Ovviamente con il Presepe )!


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Grazie per il suggerimento. Provvederò. Il presepe è stato una mia grande passione. L'ho fatto quasi sempre, a casa. Con la cascatella, come lo faceva il grande Eduardo. Ora mi riesce faticoso andare alla ricerca di muschio. Pertanto mi accontento di illuminare gli arbusti del giardino. (c.p.)

Buon Natale a tutti! , Carlo Patatu
Segnalazione di una mancanza
1435 Venerdì 18 Dicembre 2015 18:18
ALBERTO DESCO
Il Magnificat aveva un'antifona diversa per ogni giorno della novena (dal 16 al 24). Qui vedo solo la prima. È una svista oppure da voi si cantava sempre quella?

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In effetti è così: l'antifona del Magnificat è diversa per ciascun giorno della novena. Per quanto ne ricordo (sono stato chierichetto per oltre otto anni), l'antifona era cantata dal solo sacerdote officiante, mentre il coro parrocchiale e i fedeli presenti cantavano per intero il salmo. Probabilmente per una questione di praticità. Non era facile, per un pubblico poco acculturato (ma nemmeno adesso lo sarebbe), mandare a memoria un'antifona diversa per ciascun giorno della novena. Per di più in latino e da cantare una sola volta l'anno.


In ogni caso, le siamo grati per la precisazione e, salutandola, formuliamo i nostri migliori auguri per le prossime festività. (c.p.)

NUDA EU.
1434 Giovedì 26 Novembre 2015 09:57
ANNA MARIA CAREDDU
CLASSIFICA PREMIO.
Ripresa perfetta di carrela 'e cheja.
1433 Giovedì 12 Novembre 2015 20:56
Ange de Clermont
Una ripresa fotografica non sarebbe stata così perfetta e animata di questo suggestivo e animato "pezzo" su carrela 'e cheja, vero ombelico di Chiaramonti dove il pendio di San Matteo confluisce sul pendio di Codinarasa, quasi in un abbraccio. Il racconto è essenziale, perfetto e avvincente. Gli occhi del narratore restano quasi stupiti, assente ogni vena polemica. Un quadro da consumato felice narratore. E bravo Carlo. Continua ad animare il nostro amato paese dell'infanzia, lasciando ai giovani, i ricordi più vivaci di un mondo contadino, purtroppo, molto in fretta scomparso come la nostra fanciullezza così povera, ma ricca di eventi toccanti.


Ange de Clermont

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Grazie! (c.p.)

Beni culturali
1432 Giovedì 12 Novembre 2015 15:46
Ange de Clermont
Ritengo interessante il ricupero di queste memorie del Ventennio e di altre epoche, per inculcare, nei giovani specialmente, un adeguato apprezzamento di questi beni culturali. Suggestiva sarebbe la memoria anche di Funtana Noa e della Novecentesca Funtanedda.
Ange de Clermont
Su cantigu de frade Sole
1431 Giovedì 29 Ottobre 2015 00:06
Teresa Lonis
Egregio Dott. Carlo Patatu,


mi permetto di servirmi della sua mail fornitami da Tore per poter lasciare un mio commento su “Su cantigu de Frade Sole”.


La traduzione in sardo del famoso Cantico mi ha lasciato piacevolmente sorpresa, tanto che l’ho riletta più volte e ne ho stampato delle copie da dare ad alcune amiche che condividono l’amore e l’orgoglio per la nostra lingua: lingua che Tore usa, come sempre, con padronanza e ricchezza espressiva, ma anche con il tocco del poeta, tanto che la sua versione risulta molto armoniosa quasi musicale: una dimostrazione che il sardo
è atto ad ogni forma di espressione.


I miei complimenti a Tore e a lei cordiali saluti Teresa Lonis

Su Càntigu de frade Sole , Carlo Patatu
Richiesta d'informazioni
1430 Venerdì 23 Ottobre 2015 12:17
Francesco Zibardi
Egregia famiglia Patatu, vi contatto per chiedervi un informazione, mi servirebbe per una ricerca, la data esatta della morte dell'arcivescovo Mazzotti di Cagliari (bresciano). Potete procurarmela? Grazie Francesco Zibardi

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Eccole le informazioni richieste e... qualcosa in più:

Monsignor Arcangelo Mazzotti, nato a Cologne (Brescia) il 27 Giugno 1880, entrò nell’ordine dei Frati Minori. Era dunque un francescano. Fu ordinato arcivescovo di Sassari il 12 febbraio 1931 e resse con piglio deciso e tratto amorevole l’archidiocesi turritana per un trentennio. Il Comune di Sassari gli ha intitolato una piazza del centro storico, poco lontana dall’arcivescovado. Ancora oggi è ricordato come uno dei più grandi vescovi che hanno operato in Sardegna. Morì a Sassari il 29 gennaio 1961 e fu sepolto in una cappella dalle navata destra della cattedrale di San Nicola, pa-trono della Città.
Per inciso le dico (ma questo importa poco) che fu lui, nel 1946, a impartirmi la cresima. Aveva un aspetto distinto ma severo, indulgeva raramente al sorriso. Ma aveva un cuore d’oro. I sassare-si lo etichettarono dell’appellativo “Burbero benefico”.
Colgo l’occasione per salutarla cordialmente. (c.p.)

Produzione poetica di Eva Farris di Mores
1429 Mercoledì 07 Ottobre 2015 20:10
Tore Patatu

Conosco molto bene la produzione poetica di Eva Farris, in quanto ho spesso letto e commentato sue poesie e sue commedie. Parlerò con lei al più presto e, se lei è d'accordo, mi farò promotore per pubblicare qualche sua poesia.

Su Càntigu de frade Sole , Carlo Patatu
Eva
1428 Martedì 06 Ottobre 2015 21:13
paola de girolamo
Ciao! Non so se c'è, ma credo Eva Farris meriti uno spazio come poetessa.


Ciao.

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Spiace dire che io non so niente della Farris. se ha qualcosa d'interessante, ce la mandi. Grazie. (c.p.)

Contattaci , Vladimiro Patatu
bravi
1427 Martedì 06 Ottobre 2015 21:11
paola de girolamo
Ciao Tore, bella idea culturale questa. Leggero' con calma, lo faro' vedere alla mamma. Tanti cari saluti
Famiglia Patatu , Carlo Patatu