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Notizie del giorno

 
Commenti (1571)
Su cantigu de frade Sole
1431 Giovedì 29 Ottobre 2015 00:06
Teresa Lonis
Egregio Dott. Carlo Patatu,


mi permetto di servirmi della sua mail fornitami da Tore per poter lasciare un mio commento su “Su cantigu de Frade Sole”.


La traduzione in sardo del famoso Cantico mi ha lasciato piacevolmente sorpresa, tanto che l’ho riletta più volte e ne ho stampato delle copie da dare ad alcune amiche che condividono l’amore e l’orgoglio per la nostra lingua: lingua che Tore usa, come sempre, con padronanza e ricchezza espressiva, ma anche con il tocco del poeta, tanto che la sua versione risulta molto armoniosa quasi musicale: una dimostrazione che il sardo
è atto ad ogni forma di espressione.


I miei complimenti a Tore e a lei cordiali saluti Teresa Lonis

Su Càntigu de frade Sole , Carlo Patatu
Richiesta d'informazioni
1430 Venerdì 23 Ottobre 2015 12:17
Francesco Zibardi
Egregia famiglia Patatu, vi contatto per chiedervi un informazione, mi servirebbe per una ricerca, la data esatta della morte dell'arcivescovo Mazzotti di Cagliari (bresciano). Potete procurarmela? Grazie Francesco Zibardi

---


Eccole le informazioni richieste e... qualcosa in più:

Monsignor Arcangelo Mazzotti, nato a Cologne (Brescia) il 27 Giugno 1880, entrò nell’ordine dei Frati Minori. Era dunque un francescano. Fu ordinato arcivescovo di Sassari il 12 febbraio 1931 e resse con piglio deciso e tratto amorevole l’archidiocesi turritana per un trentennio. Il Comune di Sassari gli ha intitolato una piazza del centro storico, poco lontana dall’arcivescovado. Ancora oggi è ricordato come uno dei più grandi vescovi che hanno operato in Sardegna. Morì a Sassari il 29 gennaio 1961 e fu sepolto in una cappella dalle navata destra della cattedrale di San Nicola, pa-trono della Città.
Per inciso le dico (ma questo importa poco) che fu lui, nel 1946, a impartirmi la cresima. Aveva un aspetto distinto ma severo, indulgeva raramente al sorriso. Ma aveva un cuore d’oro. I sassare-si lo etichettarono dell’appellativo “Burbero benefico”.
Colgo l’occasione per salutarla cordialmente. (c.p.)

Produzione poetica di Eva Farris di Mores
1429 Mercoledì 07 Ottobre 2015 20:10
Tore Patatu

Conosco molto bene la produzione poetica di Eva Farris, in quanto ho spesso letto e commentato sue poesie e sue commedie. Parlerò con lei al più presto e, se lei è d'accordo, mi farò promotore per pubblicare qualche sua poesia.

Su Càntigu de frade Sole , Carlo Patatu
Eva
1428 Martedì 06 Ottobre 2015 21:13
paola de girolamo
Ciao! Non so se c'è, ma credo Eva Farris meriti uno spazio come poetessa.


Ciao.

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Spiace dire che io non so niente della Farris. se ha qualcosa d'interessante, ce la mandi. Grazie. (c.p.)

Contattaci , Vladimiro Patatu
bravi
1427 Martedì 06 Ottobre 2015 21:11
paola de girolamo
Ciao Tore, bella idea culturale questa. Leggero' con calma, lo faro' vedere alla mamma. Tanti cari saluti
Famiglia Patatu , Carlo Patatu
Un Sito veramente ospitale quello della Famiglia Patatu di Chiaramonti
1426 Venerdì 02 Ottobre 2015 17:33
Paolo Pulina

Cari Carlo e Wladimiro, complimenti per i lusinghieri dati di visibilità e di apprezzamento raggiunti presso i “navigatori” nel web e ringraziamenti per aver concesso puntuale ospitalità sulle pagine del vostro Sito ai testi che vi ho man mano inviato dal “continente”.


Di ogni iniziativa culturale dei Circoli degli emigrati sardi cui partecipo mi piace dare un resoconto anche sintetico perché in tal modo di quella manifestazione resta una traccia per sempre (come si vede dalle richieste di ampliamento di informazione che vi giungono, anche a distanza di anni, relativamente a qualche argomento o personaggio trattato in un determinato articolo).


Naturalmente di ogni mio articolo uscito sul vostro Sito ho sempre comunicato il link a ogni persona citata e così penso di aver dato, a titolo di ringraziamento non formale, il mio personale contributo a far aumentare il numero di clic verso http://www.patatu.it/ .


Un “grazie” va dato anche a un altro Patatu, quel Tore che, in un certo momento di vostra crisi, vi ha calorosamente invitato a non desistere.


Con l’impegno di continuare a fornire materiali “continentali” per le vostre pagine, vi saluto caramente.


Paolo Pulina


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Ribadiamo la nostra gratitudine anche a te, caro Paolo, ambasciatore della cultura isolana in terra lombarda e non solo. Questo genere di iniziative non può avere il respiro lungo senza la collaborazione di persone capaci, entusiaste e volenterose. Tu sei fra queste.


Un caro saluto. (c.p.)

Ricerca di notizie sul naufragio di Neptunia
1425 Mercoledì 30 Settembre 2015 00:11
barbara
Salve! Mio nonno non ha avuto più notizie di suo fratello Marianello Piero, che era a bordo della Neptunia, nato nel 1917. Racconta, per quel poco che ricorda, che andarono i carabinieri ad avvisare la sua famiglia che il figlio era disperso... ci piace fantasticare che lui sia sopravvissuto a quel naufragio... chissà se qualcuno conserva un elenco dei nomi dei sopravvissuti.


Un abbraccio. Barbara

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Giriamo la richiesta di Barbara a chi è in grado di darle una risposta. Ringraziando in anticipo per la collaborazione. (c.p.)

tutte le opere di Damiano Filia
1424 Martedì 29 Settembre 2015 13:26
santoro sebastiano

Sono un suo parente e gradirei avere notizie circa la esistenza in vita di parenti dei Filia. Grazie.

Non vero, ma...verissimo !
1423 Sabato 19 Settembre 2015 22:35
claudio c.

Non vero, ma verissimo! Difatti, era il 1962 e non il 1963.


Chi bazzica tra... scartoffie, può incorrere in errore più di chi si affida alla memoria. Lunga o corta che sia.


Non avendo vissuto, fisicamente, quel periodo in paese per riportare alla memoria cronache del passato, mi affido a disordinate e polverose... scartoffie, che gentilmente mi vengono messe a disposizione.


Di mio aggiungo una piccola nota all'articolo: Giovanni XXIII, morì il 3 giugno 1963 e non l'8 giugno. Non per confermare la data, ma per arricchimento delle conoscenze di fatti e cronache del passato, riporto -papale papale è il caso di dire- quanto trascrissero in parrocchia:


“…le campane di Chiaramonti suonarono con dolorosa effusione nella triste sera del 3 giugno, non appena la Radio diede alle 20 l'annuncio. Fu officiata una Messa da Requiem cantata con la partecipazione delle Autorità, della Scolaresca e del popolo, fu prova di grande amore e di imperitura riconoscenza per questo umile Giovanni, divenuto grande Papa agli occhi di Dio e degli uomini, credenti e non credenti”.

Da sotto il campanile
1422 Martedì 15 Settembre 2015 21:25
claudio c.

Cara Domitilla -come altri in questo ospitale sito- mi limito ad osservare e proporre la storia tutta al chiaramontese: difatti le colloco sotto il Campanile, forse per protezione! Sono racconti che hanno tratti molto semplici, talvolta, però, sono oscuri e adombrando la nostra esistenza colpita da ferite profonde e tracce durevoli. Leggerle, tutte, serve a ristabilire le coscienze di quello che eravamo e, soprattutto, dove vogliamo andare. Esercizio alquanto difficile, visti i tempi, ma non possiamo rimanere sempre spettatori. Essere protagonisti nel divulgarle è rendere servizio a tutta la Comunità di cui facciamo parte. Sia nel bello che nel brutto.


Tàntos càros salùdos a te Domitilla, così come a Giovanni, di cui ho saputo essere tuo fratello.

Uno sparo nella notte!... , Carlo Patatu
Daniele Mannu
1421 Martedì 15 Settembre 2015 15:43
Giovanni Mannu

Ringrazio, prima di tutto, Claudio Coda per questa pubblicazione storica ed un pò scomoda. Ricordo quella sera che vennero a casa ad informarci di quanto era successo, se non ricordo male,mi pare fosse stato la Buonanima di Zio Carluccio Satta, ma potrei sbagliarmi. Per ciò che riguarda Zio Daniele, lo ricordo come una persona molto affascinante e, per le lodi che ne tesseva nostro padre, lo vedevo come un gigante. Il resto è molto sfocato.


Grazie ancora Claudio.

Uno sparo nella notte!... , Carlo Patatu
Ricordo di Daniele Mannu
1420 Martedì 15 Settembre 2015 08:22
Domitilla Mannu

Grazie Claudio per questa cronaca che riguarda mio zio Daniele che ho amato ed ammirato molto, tanto da dare il suo nome a uno dei miei figli. Nonostante fossi una bambina, nel lontano 1963, ricordo molto bene tutto, anche perchè in famiglia se ne parlò a lungo. Zio Daniele era un uomo molto intelligente, di grande acume e sagacia ed ha svolto il suo lavoro con grande passione, rivelando le sue doti di abile investigatore, come riferiscono le cronache di alcuni giornali genovesi degli anni 40 e 50.


Grazie ancora per il tuo impegno nel ricostruire la microstoria del nostro amato paese.


Cordialmente, Domitilla Mannu

Uno sparo nella notte!... , Carlo Patatu
prof paolo pulina
1419 Venerdì 28 Agosto 2015 10:30
massimo satta
Sono il nipote del Poeta Sebastiano e mi farebbe piacere contattare il prof. Pulina in merito agli atti da lui pubblicati per il centenario della morte di mio nonno.


Scusate il disturbo, ma non ho modo di raggiungerlo direttamente.


Massimo Satta

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Se il dott. Pulina, che segue il nostro sito e vi collabora attivamente, ci autorizzerà, le faremo avere i suoi recapiti. (c.p.)

Elenco caduti
1418 Venerdì 21 Agosto 2015 15:15
Antonio Gerundino
Esiste un elenco dei morti delle navi Oceania e Neptunia?
Grazie

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Non sappiamo. Giriamo la domanda ai lettori. Con l'invito a fornirci ulteriori notizie di cui dispongono al riguardo. Li ringraziamo anticipatamente. (c.p.)

Ma anche i preti pagavano!
1417 Mercoledì 19 Agosto 2015 17:20
claudio c.

Anche i preti pagavano le messe. Trenta l'anno, per se stessi, in vita e in perpetuum. Forse a meritarsi un posticino Lassù! Non garantito evidentemente.


Giovanni Maria Satta (frate minore Osservante originario di Alà dei Sardi) e vice parroco lasciò -nel 1885- 750 lire (all'incirca 3.000 euro) alla parrocchia di San Matteo.


Il buon parroco d'allora, il carmelitano frate Stefano Maria Pezzi, ricevuto il legato, chiese all'arcivescovo Morongio-Delrio la disponibilità della somma e renderla subito spendibile. Per una buona causa, almeno così lui scrive:


“Eccellenza Reverendissima, il Sacerdote Antonio Maria Satta Minore Osservante, figlio del fu Sebastiano, nato in Alà dei Sardi ed in questo domiciliato in qualità di vice-Parroco ben conoscendo le enormi spese, alla quali deve far fronte questa Parrocchia per rivestire degli oggetti necessari al culto la nuova Chiesa Parrocchiale; perciò è venuto nella determinazione di dare alla stessa Parrocchia la somma di lire settecento cinquanta, purché l’Eccellenza Vostra Reverendissima con suo decreto ordini al presente vicario Parrocchiale e di lui successori perché annualmente in perpetuum facciano celebrare nella detta Parrocchia numero trenta Messe lette secondo l’intenzione del citato Frate Antonio Maria Satta sua vita durante, e dopo il di lui decesso a suffraggio della di lui anima.


"Conoscendo appieno lo scrivente che il numero di trenta Messe annue sarebbe un peso leggiero per questa parrocchia e considerando inoltre il bisogno che ha la stessa della detta somma per occorrere alle spese indispensabili per rendere atta al culto la nuova Chiesa Parrocchiale, supplica l'Eccellenza vostra perché si degni accogliere benignamente la fatta proposta munendola del desiderato decreto.


"Chiaramonti 29 settembre 1885”.


Il 3 ottobre 1885, con molta sollecitudine, arriva la risposta arcivescovile: OK! Il Legato è stato eseguito annualmente nel mese di gennaio per successivi 24 anni (dal 1886 al 1909). Poi un... Deo gratias in perpetuum !

Un friulano oriundo "Piranese"
1416 Lunedì 17 Agosto 2015 19:30
mario giraldi
Ho un lontano ricordo di Antonio bambino a Pirano quando Libera, la sorella, era mia compagna di scuola e il padre Paolo, Preside (anche lui) del Ginnasio italiano che frequentavamo, poi "purgato" da quei gentiluomini antistalinisti di Tito e costretto a fuggire a Trieste come noi tutti. Avevo scambiato la sua morte per quella del padre, avvenuta nello stesso anno. Pace alla loro anima.
Anche mio padre era sul Neptunia
1415 Lunedì 27 Luglio 2015 20:08
Giovanni Matteotti

Salve,


mio padre si chiamava Giuseppe Matteotti, era un giovane ufficiale del "Piemonte Reale Cavalleria", si trovava a bordo della nave e fu decorato con la croce di guerra che ancora conserviamo per il comportamento tenuto in quella triste circostanza.


Era nato nel 1909 ed è mancato nel 1980,

E..i comunisti non mangiarono più i bambini!
1414 Domenica 26 Luglio 2015 16:33
claudio c.

Memento paesano:


“ [...] i tempi sono maturi e la D.C. arriva “delicatamente” ad impossessarsi del Campidoglio locale.


Ho detto “delicatamente”. Il popolo, infatti, non ha subito violenza alcuna: ha aperto gli occhi da sé ed ha concluso che, tutto sommato, bisogna allinearsi col più forte.


Si delinea già una vasta rete di lavori ed il parroco pensa che, se gli amministratori saranno consci del loro compito e lo svolgeranno con piena dedizione, la conquista sarà stabile.


È stata una attesissima vittoria cattolica... anche perché il sindaco... è vecchio militante dell'Azione Cattolica [...] “.

Fantasmi in chiesa !
1413 Venerdì 24 Luglio 2015 16:20
claudio c.

La precisazione di Carlo P. l'ho potuta ora leggere in altra nota parrocchiale: il sindaco era Armando Fumera. Leggo ugualmente che questi: “[....] era salito al trono con lista dei comunisti[....]”. Sul fatto di alienare o far sparire “su Babbu Eternu”, sempre nel testo, si dà una giustificazione, usando la terza persona: “[….] pur sapendo che il suo predecessore varie volte aveva suggerito di appiccare il fuoco al quadro divenuto spauracchio dei bambini [...].” Il parroco “suggeritore” era don Pietro Dedola. Misteri e fantasmi si aggiravano in Cunvéntu. Una soluzione era quella suggerita: al rogo, al rogo ! L'altra la conosciamo.

Babbu Etèrnu , Carlo Patatu
Era il comm. Armando Fumera
1412 Venerdì 10 Luglio 2015 10:57
CP

In relazione alla controversia insorta nel 1956 fra Comune e Parrocchia in ordine alla proprietà della chiesa del Carmelo e del convento annesso, sono in grado di precisare che il sindaco che ne fu protagonista vincente era il comm. Armando Fumera. Dell'autore del furto dell'opera lignea, all'epoca,  circolava apertamente anche il nome. Che non faccio perché trattasi di persona ormai scomparsa. Come pure era noto il nome dell'autore, o meglio dell'autrice (trattavasi di una donna) della simpatica composizione poetica che "celebrò" il ritorno a casa de Su Babbu 'eternu. (c.p.)

Babbu Etèrnu , Carlo Patatu