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Commenti (1557)
Condoglianze
1397 Giovedì 26 Febbraio 2015 20:16
Angela Muzzoni

Partecipiamo al dolore dei familiari per la scomparsa prematura del caro Pierpaolo con un abbraccio affettuoso.


Lina e Angela Muzzoni - Cercenasco (Torino)

Pianto antico , Carlo Patatu
Sentite condoglianze
1396 Mercoledì 25 Febbraio 2015 22:34
salvatore cossu

Tristemente colpiti, ci uniamo all'immenso dolore che ha travolto Giovanni, Tittina e Tiziana.


Altri commenti in questo triste momento ci lasciano senza parole.


Coraggio, coraggio e ancora coraggio. Sentite Condoglianze.


Salvatore Cossu e famiglia

Pianto antico , Carlo Patatu
Condoglianze
1395 Mercoledì 25 Febbraio 2015 17:21
elisa muzzoni

CIAO, PIER P. Senza parole faccio le condoglianze alla famiglia.

Pianto antico , Carlo Patatu
Ferita nel cuore
1394 Martedì 24 Febbraio 2015 22:34
Peri52

Quando manca una persona cara rimane una ferita profonda nel cuore. Vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai.


Perinu Salvatore

Pianto antico , Carlo Patatu
Non ci sono parole
1393 Martedì 24 Febbraio 2015 12:31
Salvatore Soddu

Alcuni anni fa abbiamo avuto la fortuna di ospitare Pier Paolo assieme a nostro nipote.


Abbiamo scoperto in lui una persona gentile e affabile.


Tutti gli anni, quando ci trovavamo nel nostro paese, durante il periodo di vacanze, non perdeva mai l'occasione di salutarci calorosamente, come un caro nipote.


Non ci sono parole da aggiungere. Chi lo ha vissuto sulla propria pelle può capire questo immenso dolore.


Ci uniamo a Titina e Giovanni assieme alla moglie Tiziana, per condividere insieme questa grande perdita. Un grande abbraccio, coraggio, coraggio.


Con affetto Lavinia e Salvatore Soddu

Pianto antico , Carlo Patatu
Alla famiglia di P. Paolo
1392 Lunedì 23 Febbraio 2015 22:48
Sabrina

La perdita di un figlio è la cosa più brutta che ti possa capitare; mia nonna ci ha sempre detto che assieme a lui perdi parte di te stesso, e lei sa di che si tratta visto che perse un figlio di 20 anni.


Non ci sono parole da dire per consolare dei genitori che con Pier Paolo hanno perso tutto il loro mondo.


Un forte abbraccio a questa famiglia.

Pianto antico , Carlo Patatu
Nel ricordo del giovane Pier Paolo Muzzoni
1391 Lunedì 23 Febbraio 2015 20:36
Denanni Gianni

Mi unisco all'immenso dolore dei genitori e dell'amata per la prematura scomparsa del giovane Pier Paolo e mi associo al vostro tentativo 'famiglia Patatu' di portare sollievo alla famiglia e di ricordare con una bellissima poesia il tratto e il vissuto del povero sfortunato compaesano P. P. Muzzoni.


Sentite CONDOGLIANZE Gianni Denanni e famiglia. R.I.P. Pier Paolo.

Pianto antico , Carlo Patatu
E la campana suona
1390 Venerdì 20 Febbraio 2015 17:36
Antonella Pais

Carissimo Direttore,


mi piace ancora chiamarla cosi, dopo 30 anni di stima, conoscenza e affetto. Mi scusi se insisto ma il suo intervento non è da ex Dirigente Scolastico ma proprio da Direttore Didattico che durante la sua carriera ha ispirato e incentivato numerose sperimentazioni che poi venivano condotte sul campo da noi "maestrine".


Ciò detto ho letto il suo realistico articolo e concordo su tutta la linea.


Io per prima posso testimoniare che il confronto, l'apertura, la socializzazione garantite da un numero congruo di alunni pari età, nella pluriclasse sono mortificati in quanto è necessario organizzare attività parallele che impegnino gli alunni di classi diverse. Se da un lato gli alunni lavorano gli insegnanti si rendono conto di ciò che si perde.


Sono però convinta che in molti casi, piuttosto che accorpare tutte le scuole in una sola sede, si potessero compiere scelte strategiche diverse e lasciare in un paese la Primaria e nell'altro la Secondaria soprattutto quando le differenze numeriche e chilometriche erano esigue. Purtroppo per fare ciò sarebbe stato necessario avviare un dialogo tra piccoli centri e creare quelle alleanze solidali che sono state impedite dalla logica del "tirare a campare".


Trovo molto coraggiosa e sacrosanta la decisione dell'Assessore Firino che ha assunto decisioni sicuramente impopolari ma corrette da un punto di vista normativo e pedagogico.


Un affettuoso abbraccio Antonella Pais


---


Grazie per la stima e l'abbraccio. Sono ricambiati.


Lei ricorderà che, una quindicina di anni fa, il nostro Collegio dei Docenti di Ploaghe aveva elaborato e approvato una proiezione delle iscrizioni negli anni a venire e, su tale presupposto, aveva pure elaborato una proposta di ridimensionamento decente, razionale e che, ne sono certo, avrebbe salvato capra e cavoli. D'altra parte, se mal non ricordo, fu proprio il nostro Collegio e insistere perché e i due Comuni limitrofi di Muros e Cargeghe si consorziassero per il servizio di scuolabus. Facemmo pure la proposta di far frequentare gli scolari di entrambi i paesi a Muros e gli studenti medi a Cargeghe, fermi restando nei rispettivi centri i plessi di scuola materna.


Analoga soluzione, ne sono certo, avremmo saputo trovare oggi, se l'istituto comprensivo di Ploaghe fosse stato costituito secondo la nostra proposta. Ma, è il caso di ricordarlo, a far naufragare miseramente il nostro progetto non fu soltanto la determinazione del Sindaco di Florinas, quanto l'assoluta incapacità dell'amministrazione comunale di ploaghese di allora a operare fattivamente per conquistare una leadership che, sul versante amministrativo, né Florinas né Codrongianos mai hanno voluto riconoscere. Diversamente, invece, da quanto è accaduto nel settore del commercio, servizi, trasporti e via discorrendo, dove Ploaghe stava e sta in prima fila.


Mi rattrista non poco la notizia che le scuole ploaghesi (di un comune con quasi 5000 abitanti, già sede vescovile e pretorile) vengano aggregate a Perfugas soltanto perché fra gli amministratori comunali del vicinato non corre buon sangue.


Che ci azzecca Ploaghe con l'Anglona? Non so proprio.


La saluto (c.p.)

Per chi suona la campana , Carlo Patatu
informazioni
1389 Giovedì 12 Febbraio 2015 20:08
Fabrizio Galatea

Buonasera, sono Fabrizio Galatea, un regista torinese, sto elaborando un progetto per un documentario sulla femina accabadora, vorrei innanzitutto ricevere il suo libro e poi avere il suo contatto diretto per chiedere ulteriori informazioni grazie Fabrizio Galatea


---


Pier Giacomo Pala, autore del libro cui lei si riferisce, è anche proprietario e curatore di un museo a Luras (SS) che raccoglie arredi, documenti e oggetti inerenti alla cultura gallurese e a quella della femina agabbadòra in particolare. Potrà mettersi in contatto con lui, che sarà disponibile a darle ogni utile informazione. I recapiti potrà trovarli sul sito Galluras cliccando sul link che segue: http://www.galluras.it/it/


Saluti cordiali (c.p.)

Grazie
1388 Martedì 03 Febbraio 2015 10:20
Gerardo Severino

Grazie di cuore, Pregiatissimo Prof. Carlo, per la Sua testimimonianza dedicata al "Giorno della Memoria".


Auguriamoci che i nostri ragazzi facciano tesoro di quanto si è poi saputo, detto e scritto riguardo alle nefandezze dei nazisti, ma anche riguardo alle complicità di tanti nostri connazionali, pensando ad esempio alle "leggi razziali".


Con affetto, Gerardo Severino


---


Grazie a lei, concittadino chiaramontese Gerardo, sempre attento a quanto ci accade intorno. "Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro" (Mahmud Darwish, poeta palestinese).


Cordialmente (c.p.)


scilla marina
1387 Domenica 25 Gennaio 2015 22:47
Mondo
mi han detto che il suo succo spalmato sulla pelle rimedia i problemi di alopecia areata, qualcuno sa qualcosa in merito?
grazie!
Anche mio zio...
1386 Giovedì 15 Gennaio 2015 10:43
Isidoro Ferrante

Ho scoperto ieri che anche mio zio, Michele Ferrante, classe 1913, era a bordo del Neptunia o dell'Oceania. E' impressionante vedere le foto di un evento che era sempre rimasto vago nella memoria di mio padre, che allora aveva solo 12 anni.

Càntas maleisciònes, però!
1385 Mercoledì 14 Gennaio 2015 20:41
claudio c.

Sempre curiosando-curiosando in un Archivio Storico, sono incappato in documenti dell'anno 1777 in cui i RR.PP. Carmelitani di Chiaramonti hanno effettuato vendite di beni per ben 16 volte. Insomma, averi che “arrivavano” e “partivano”, ma sempre benedetti!


Non così, però, dal parentado del defunto che si vedeva sfilare, da sotto il naso a sotto le tonache, l'eredità. Immaginando, ora per allora: càntas maleisciònes! All'uno e agli altri in egual misura.


---


Vero! Ma siccome òrrios de àinu no àlzan'a chèlu, ogni maledissione, insieme ai beni, se ne restava sulla terra. Così va il mondo. (c.p.)

Testamento a trampa
1384 Martedì 13 Gennaio 2015 19:08
Marco Fumi




Il testamento puzza un miglio di "trampa" da parte del Curato. Lui scrive, lui testimonia e lui sottoscrive. Lui deve dare messa e dare suffragio. Lui deve verificare che le cose vadano nel modo giusto e, nel caso, lui deve impadronirsi dei beni. Come certamente questo sant'uomo avrà fatto. Non differentemente del resto da tutti i reverendi notai che in questo modo hanno costruito i patrimoni di chiese e conventi.


---


Concordo con te, caro Marco. La storia ce lo insegna ad abundantiam.


Quei cari reverendi e simpatici fratacchioni, di solito con lo sguardo rivolto alle ricchezze terrene più che a quelle celesti, se la ballavano e se la suonavano da soli. Arbitri e giudici unici delle azioni dei parrocchiani, li atterravano e li suscitavano nel nome del Signore; ma senza render conto del proprio operato che alla coscienza personale. Che, all'occasione, era relegata opportunamente in un armadio. Magari chiuso a doppia mandata. (c.p.)


Sos tres res potrebbero "cavalcare ancora"
1383 Martedì 06 Gennaio 2015 19:45
Tore Patatu

 


Ricordo benissimo le nostre "performances" in occasione de "sos tres res" e de "a Gesus in allegria", essendone stato uno dei protagonisti. E anche allora, la prima volta in cui abbiamo deciso di uscire a cantare, le due tradizioni erano in forte declino, per non dire definitivamente scomparse. Noi le abbiamo ripristinate a tal punto che, come dice giustamente Carlo nel suo articolo, venivano a crearsi momenti di sfida fra i vari gruppi.


I preparativi avevano inizio già dai primi di novembre, provando e riprovando motivi musicali da adattare al vecchio testo e creando le coreografie più accattivanti. La sera della vigilia della befana, cominciavamo a cantare in quattro o cinque e, dopo mezz'ora, eravamo una trentina.


Anche allora, chi era più anziano di noi rimpiangeva malinconicamente i tempi passati.


Sono pienamente convinto che, se i giovani d'oggi avessero la fantasia e il desiderio di "creare" da soli il modo di divertirsi, troverebbero facilmente il modo di rinnovare le tradizioni identitarie che caratterizzano la nostra società. Coi riti della settimana santa e col carnevale ci sono riusciti.


Ai tempi di mio padre e di mio nonno, le sfilate carnevalesche le organizzavano senza disporre di trattori, roulotte e motocarrozzelle, per non parlare delle amplificazioni. Negli anni ottanta, alcune persone della mia età, fra cui c'ero anch'io, tutti già ampiamente fuori dall'adolescenza, (non sono passati poi moltissimi anni), ci siamo organizzati e siamo andati a "cantare gli auguri" di buon anno alle case di alcune famiglie, dopo aver opportunamente avvisato telefonicamente il giorno prima.


Fu un successo, in quanto, chi ci ospitava, aveva avuto il tempo di organizzarsi per offrirci quanto di meglio era riuscito a procurarsi. E chi non intendeva riceverci, aveva semplicemente risposto che non sarebbe stato in casa. Per cui, siamo andati a colpo sicuro.


Attualmente, i mezzi di comunicazione si sono moltiplicati, rendendo ancor più fattibile una simile manifestazione.


Se oggi i giovani volessero ripristinare la tradizione, potrebbero farlo utilizzando i mezzi moderni che la tecnologia offre. Un grande studioso di musica popolarie, Bela Bartok, diceva che la musica popolare è come un bambino: cresce di giorno in giorno. E così sono le tradizioni; man mano che passa il tempo, si adattano alle varie situazioni e alle modifiche operate nella società.


Chi avrebbe mai pensato che si potesse ballare il ballo sardo col ritmo e la musica prodotta da un organetto diatonico inventato in Germania? O che i poeti improvvisatori e i "cantadores a chiterra" avrebbero utilizzato il microfono e l'amplificatore?


Mantenere ferma una tradizione popolare, ancorarandola a schemi ormai obsoleti e inesistenti, significa farla morire. Occorre la fantasia e la freschezza dei giovani che li spinga a cercare e trovare schemi moderni per continuare la tradizione.


1) alludo al titolo di un film che era la continuazione di un altro di grande successo: I magnifici sette. L'altro aveva per titolo: I magnifici sette cavalcano ancora.


2) Leggere il mio articolo pubblicato su questo sito, intitolato Sos Tres Res, oppure, sempre su questo sito, quello intitolato: A Gesus in allegria.

Sos Tres Res , Carlo Patatu
bei ricordi
1382 Martedì 06 Gennaio 2015 10:42
mario unali

Più d'una volta i miei figli, mentre si parla tra amici, mi hanno fatto notare che, spesso, ricadiamo nel passato raccontando i fatti avvenuti allora.


In effetti mi sono chiesto il perché il rinverdire questi ricordi. Essi fanno parte del passato e ci hanno aiutato a crescere così come oggi siamo, fanno parte del vissuto di ognuno di noi e ne sono fiero. Forse anche perché le novità e le uscite, oggi, sono col contagocce e ci rifugiamo volentieri in quei tempi vissuti con la gioventù. (m.u)


---


Caro Mario, lascia che i tuoi figli raggiungano la nostra età, con corollario di pancetta, capelli bianchi (quando ne restano) e un po' di mal di schiena. Per non aggiungere altro. Vedrai, anzi essi vedranno, che i ricordi del passato tornano alla mente dolci, carichi di rimpianti e di malinconie.


La Bibbia, l'Ecclesiaste credo, ci avverte che c'è un tempo per ogni cosa. Oggi, per i nostri figli, non è ancora il tempo dei ricordi. Beati loro! Ma quel tempo verrà. Oh! se verrà. (c.p.)

Sos Tres Res , Carlo Patatu
1927: attività alberghiere
1381 Domenica 04 Gennaio 2015 00:12
claudio c.

A proposito di hotels proposti in maniera ironica da Tore Patatu.


Negli anni del Ventennio operavano ufficialmente, a Chiaramonti, quattro attività, diciamo così, alberghiere. Ecco il nome degli esercenti e l'ubicazione dei locali:


Murruzzulu Vincenzo: albergo-trattoria in via del Gelso (una camera a 2 letti - £ 3,50).


Murinu Vincenza vedova Bajardo: affittacamere in via dell'Orologio (!?) (2 camere: una da 1 letto e una a 2 - £ 4).


Faedda Angela fu Antonio Luigi: alloggio in via Josto 2.


Macciuciu Giusta fu Giommaria: alloggio, trattoria e stallaggio in via Nazionale 26.


Così nella nota di risposta, datata 31 maggio 1927, del Podestà (sett. 1926 - ott. 1927) Luigi Raffo, alla richiesta del Commissario della Camera di Commercio e Industria della Provincia di Sassari ing. E. Carlini.


In conclusione: ostellaggio a buon mercato. Sempre ospitali però !

Hotel Cunventu , Carlo Patatu
Origini di Villanova Monteleone.
1380 Domenica 28 Dicembre 2014 13:36
Nunzio Isoni
Caro Patatu, sono stato a Monte Minerva a settembre. Ho pranzato, bene, nei locali ex casa di caccia dei Savoia, gestito ora dalla cooperativa di cui è membro mio nipote.


Detto questo, dopo aver visitato un paio di domus de janas prossime alla casa di caccia, mio nipote mi ha rifilato il libro di Angelo Rusani Doppiu, edito da Opoer prime, dal titolo più che mai significativo: Dal Villaggio Nuragico di Nurkara al Comune di Villanova Monteleone. Uno studio serio e documentato sulle vere origini di Villanova, che la storia ufficiale ritiene essere stato fondato dai fuggitivi di Monteleone Roccadoria dopo appunto la famosa battaglia.


Io ho il primo volume, dalle origini al medioevo: preistoria, protostoria, storia, tradizioni, usi, costumi, religione e lingua.


Ma la lettura riserva tantissime sorprese. Condivisibili o meno, secondo il proprio punto di vista. Io lo trovo interessantissimo e molto, molto in linea con il mio modo di vedere e di pensare la storia sarda.


Credo non possa mancare nel vostro stimabilissimo sito.


Un saluto


Nunzio Isoni

Commento
1379 Domenica 28 Dicembre 2014 11:53
Casinghini Fabio
Sono della provincia di Pavia la nostra associazione ha compiuto 10 anni. Era difficile quando abbiamo iniziato ed ancora oggi bisogna impegnarsi per dare il meglio ai più disagiati. Non bisogna mollare anche se in pochi e cercare di coinvolgere maggior persone possibili. Ho sposato una ragazza Sarda e tutti gli anni sono nel mese di agosto in ferie per circa 25-30 giorni. Sono certificato regionale DAE. Ho fatto il volontario ad Alghero. Se avete piacere possiamo sentirci per il 2015 posso dare la mia disponibilità quando sono in ferie.


Vi auguro ogni bene a tutti Voi. Auguri per il 2015

Giosi Bullittadu
1378 Sabato 27 Dicembre 2014 20:34
Nunzio Isoni
S'ampridda, al mio paese, Olmedo, aldilà delle sue proprietà mediche, era usata a carnevale. Ogni anno si costruiva il pupazzo da bruciare in piazza, e la testa di questo Giosi Bullittadu, così lo chiamavano gli adulti, era il bulbo della bellissima urginea, sulla quale si praticavano due buchi e vi si inserivano gli occhi, in genere biglie vecchie o due sassi rotondi, e aveva la bocca e il naso. Lo si vestiva di vecchi stracci, e quando il fuoco divorava tutto, la testa, formata dal bulbo de ampridda, risultava appena bruciacchiata. Ma gli anziani sapevano della sua pericolosità e al ragazzo che andava a coglierla, raccomandavano vivamente di non toccarla con le mani, specie la bava, perché era velenosa.


La pianta è comunque misteriosa e particolarmente bello è il suo fiore. Per il fatto che fiorisce irregolarmente, e quando meno te lo aspetti, in particolare nelle stagioni più aride, dopo magari tre anni di riposo, le si attribuivano poteri meteorologici ed effetti magici. Ad esempio, la scelta del bulbo come testa del Giosi Bullittadu, pare fosse legata al potere che la scilla avrebbe di allontanare le influenze maligne e liberare l'intera comunità dalla malasorte.


Così ricordo e scrivo, per conoscenza di tutti, riesumando riti e usanze e costumi ormai svaniti del tutto.


Saludos a tottu


Nunzio Isoni