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Notizie del giorno

 
Commenti (1578)
Elenco caduti
1418 Venerdì 21 Agosto 2015 15:15
Antonio Gerundino
Esiste un elenco dei morti delle navi Oceania e Neptunia?
Grazie

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Non sappiamo. Giriamo la domanda ai lettori. Con l'invito a fornirci ulteriori notizie di cui dispongono al riguardo. Li ringraziamo anticipatamente. (c.p.)

Ma anche i preti pagavano!
1417 Mercoledì 19 Agosto 2015 17:20
claudio c.

Anche i preti pagavano le messe. Trenta l'anno, per se stessi, in vita e in perpetuum. Forse a meritarsi un posticino Lassù! Non garantito evidentemente.


Giovanni Maria Satta (frate minore Osservante originario di Alà dei Sardi) e vice parroco lasciò -nel 1885- 750 lire (all'incirca 3.000 euro) alla parrocchia di San Matteo.


Il buon parroco d'allora, il carmelitano frate Stefano Maria Pezzi, ricevuto il legato, chiese all'arcivescovo Morongio-Delrio la disponibilità della somma e renderla subito spendibile. Per una buona causa, almeno così lui scrive:


“Eccellenza Reverendissima, il Sacerdote Antonio Maria Satta Minore Osservante, figlio del fu Sebastiano, nato in Alà dei Sardi ed in questo domiciliato in qualità di vice-Parroco ben conoscendo le enormi spese, alla quali deve far fronte questa Parrocchia per rivestire degli oggetti necessari al culto la nuova Chiesa Parrocchiale; perciò è venuto nella determinazione di dare alla stessa Parrocchia la somma di lire settecento cinquanta, purché l’Eccellenza Vostra Reverendissima con suo decreto ordini al presente vicario Parrocchiale e di lui successori perché annualmente in perpetuum facciano celebrare nella detta Parrocchia numero trenta Messe lette secondo l’intenzione del citato Frate Antonio Maria Satta sua vita durante, e dopo il di lui decesso a suffraggio della di lui anima.


"Conoscendo appieno lo scrivente che il numero di trenta Messe annue sarebbe un peso leggiero per questa parrocchia e considerando inoltre il bisogno che ha la stessa della detta somma per occorrere alle spese indispensabili per rendere atta al culto la nuova Chiesa Parrocchiale, supplica l'Eccellenza vostra perché si degni accogliere benignamente la fatta proposta munendola del desiderato decreto.


"Chiaramonti 29 settembre 1885”.


Il 3 ottobre 1885, con molta sollecitudine, arriva la risposta arcivescovile: OK! Il Legato è stato eseguito annualmente nel mese di gennaio per successivi 24 anni (dal 1886 al 1909). Poi un... Deo gratias in perpetuum !

Un friulano oriundo "Piranese"
1416 Lunedì 17 Agosto 2015 19:30
mario giraldi
Ho un lontano ricordo di Antonio bambino a Pirano quando Libera, la sorella, era mia compagna di scuola e il padre Paolo, Preside (anche lui) del Ginnasio italiano che frequentavamo, poi "purgato" da quei gentiluomini antistalinisti di Tito e costretto a fuggire a Trieste come noi tutti. Avevo scambiato la sua morte per quella del padre, avvenuta nello stesso anno. Pace alla loro anima.
Anche mio padre era sul Neptunia
1415 Lunedì 27 Luglio 2015 20:08
Giovanni Matteotti

Salve,


mio padre si chiamava Giuseppe Matteotti, era un giovane ufficiale del "Piemonte Reale Cavalleria", si trovava a bordo della nave e fu decorato con la croce di guerra che ancora conserviamo per il comportamento tenuto in quella triste circostanza.


Era nato nel 1909 ed è mancato nel 1980,

E..i comunisti non mangiarono più i bambini!
1414 Domenica 26 Luglio 2015 16:33
claudio c.

Memento paesano:


“ [...] i tempi sono maturi e la D.C. arriva “delicatamente” ad impossessarsi del Campidoglio locale.


Ho detto “delicatamente”. Il popolo, infatti, non ha subito violenza alcuna: ha aperto gli occhi da sé ed ha concluso che, tutto sommato, bisogna allinearsi col più forte.


Si delinea già una vasta rete di lavori ed il parroco pensa che, se gli amministratori saranno consci del loro compito e lo svolgeranno con piena dedizione, la conquista sarà stabile.


È stata una attesissima vittoria cattolica... anche perché il sindaco... è vecchio militante dell'Azione Cattolica [...] “.

Fantasmi in chiesa !
1413 Venerdì 24 Luglio 2015 16:20
claudio c.

La precisazione di Carlo P. l'ho potuta ora leggere in altra nota parrocchiale: il sindaco era Armando Fumera. Leggo ugualmente che questi: “[....] era salito al trono con lista dei comunisti[....]”. Sul fatto di alienare o far sparire “su Babbu Eternu”, sempre nel testo, si dà una giustificazione, usando la terza persona: “[….] pur sapendo che il suo predecessore varie volte aveva suggerito di appiccare il fuoco al quadro divenuto spauracchio dei bambini [...].” Il parroco “suggeritore” era don Pietro Dedola. Misteri e fantasmi si aggiravano in Cunvéntu. Una soluzione era quella suggerita: al rogo, al rogo ! L'altra la conosciamo.

Babbu Etèrnu , Carlo Patatu
Era il comm. Armando Fumera
1412 Venerdì 10 Luglio 2015 10:57
CP

In relazione alla controversia insorta nel 1956 fra Comune e Parrocchia in ordine alla proprietà della chiesa del Carmelo e del convento annesso, sono in grado di precisare che il sindaco che ne fu protagonista vincente era il comm. Armando Fumera. Dell'autore del furto dell'opera lignea, all'epoca,  circolava apertamente anche il nome. Che non faccio perché trattasi di persona ormai scomparsa. Come pure era noto il nome dell'autore, o meglio dell'autrice (trattavasi di una donna) della simpatica composizione poetica che "celebrò" il ritorno a casa de Su Babbu 'eternu. (c.p.)

Babbu Etèrnu , Carlo Patatu
Pensionato
1411 Lunedì 15 Giugno 2015 17:30
Diego Satta

Questa notizia e questa lettera mi hanno fatto rivivere, con grande emozione e dolore, gli attentati (ben cinque) che ho subito da Sindaco di Ittireddu nel periodo 1990-1994. E ancora sento la rabbia per essere stato lasciato solo, soprattutto dal paese e dalle istituzioni che non hanno neanche indagato a fondo per tentare di scoprire i colpevoli. Certo per il paese non vi è stato un futuro migliore anche se io mi sono dovuto allontanare per andare a vivere altrove. Sento ancora una ferita aperta per un'ingiustizia che ho dovuto subire insieme ai miei familiari e che, anche leggendo questa lettera, mi convinco che non meritavo in nessun modo.

L'insegnante è il lavoro più bello del mondo
1410 Lunedì 15 Giugno 2015 12:13
Tore Patatu

Grazie, cara Costanza. La più grande soddisfazione per un docente a riposo è sapere che qulche tuo allievo si rocorda di te dopo tanti anni.

Su romanzu Marantoni de Mauru Maxia
1409 Venerdì 12 Giugno 2015 12:14
Costanza Stincheddu

Sono stata una sua alunna. Volevo farle i complimenti per il Suo commento al libro e dirle che ancora dopo tutti questi anni mi ricordo dei suoi insegnamenti. La saluto cordialmente professore.


Costanza

Balente
1408 Domenica 24 Maggio 2015 22:45
Gavino
Giovanni Fais vero balente!
La bellezza
1407 Domenica 24 Maggio 2015 07:52
maria alessandra congiatu

Gentile dottor Patatu,


grazie di cuore per questo splendido affresco di quegli anni.


Mio padre amava l'arte e quindi la bellezza. "La bellezza salverà il mondo" aveva scritto Dostojevskij. Non so se la bellezza salverà il mondo; di sicuro saranno le persone belle, a salvare il mondo. E ce ne sono tante. Mio padre era una di queste.


Con tutto il cuore, grazie.


---


Grazie a lei per le cose che scrive. Saluti cordiali. (c.p.)

Dài Sandro! , Carlo Patatu
I seppelliti in su mònte 'e chèja
1406 Sabato 23 Maggio 2015 17:42
claudio c.

Fuori testo è doveroso aggiungere i nominativi dei fanciulli/e deceduti in quei gioì. Tanto è dovuto, da parte mia, in ossequio alla fanciullezza negata.


Questi, i seppelliti in su mònte e chèja:


Domenica Piseddu di Pietro (11 anni).


Andrea Angelo Cherchi di Giorgio (11 anni).


Nicolao Tedde di Alfonso (1 anno).


Pietro Antonio Perinu di Giovanni ( 1 anno).


Maria barbara Delriuo di Antonio Giuseppe (1 anno).


Sebastiano Multineddu di Giorgio (1 anno).


Maria Campus di Domenico (1).


Maria Angela Soddu di Giuliano (1).


Rosa Soddu di Pietro (5).


Giovanni Soddu di Pietro (7).


Francesca Carta di Giovanni Antonio (11).


Filomena Carboni di Giuliano (11).


Antonio Spanu di Maria Candidda (6).


Sebastiano Lizzeri di Giovanni ( 2).


Giovanni Antonio Lombardi di Pietro (5).


Antonio Pietro Cossu di Pietro Antonio (8 anni).

Fanciullezza negata , Carlo Patatu
Ricordi...
1405 Sabato 23 Maggio 2015 14:04
mariantonietta

Da anni seguo il vostro sito, egregia famiglia Patatu, e ho in qualche modo carpito un po' della vostra vita. Vi frequento, se così posso dire, dal Natale 2010, quando i miei adorati figli mi hanno fatto dono del pc. Doveva servirmi per distrarmi e sopire la "sindrome da abbandono", quel dolore che ti morde dentro e come malerba non puoi debellare.


Nel leggere quanto da lei scritto, sono tornata indietro alla mia meravigliosa infanzia trascorsa in molti dei luoghi da lei descritti. Dio sa quanto vorrei ritornarci. Nulla è come allora. Lo so, ma mi piace pensarlo e magari questa emozione...


Mi rivedo bambina correre per prendere il trenino. Era talmente lento che si poteva scendere dal primo vagone, rifornirsi di frutta, verdura e risalire nell' ultimo . Qualche anno dopo ecco la meravigliosa "littorina". Viaggiavo per andare prima alla scuola di San Donato e poi l'Azuni.


Ricordo le nevicate, il torrente impetuoso, il pastorello trascinato dall'acqua con il suo asinello e i bidoni del latte. Mia madre lo aveva salvato e lui si disperava per l'asino e i bidoni del latte persi. La nevicata che aveva isolato i pastori, il cibo che veniva lanciato loro dagli elicotteri... Avevamo una casa solida e le donne con i bambini avevamo trovato ospitalità da noi.


E quei vagoni della littorina Sassari Alghero, pieni di studenti, finiti giù dal ponte nel lavatoi di Caniga...


Ricordi!


Sento ancora la forza del vento che in piazza Stazione mi trascina a suo piacimento. Rivedo il viale alberato, le file al mulino, i Giardini Pubblici con la pista per pattinare, il Museo dell'Artigianato e il Museo Sanna che da tanto desidero rivisitare. Risento l'odore di lu ziminu e della fainè. Ho nelle orecchie il rock di Celentano e rivedo la bambina, forse della mia stessa età, che stava dietro il banchetto di un negozietto di dolciumi ricavato nel portone di un palazzo.

Le erbe del mio giardino , Carlo Patatu
Amo la terra
1404 Sabato 23 Maggio 2015 14:02
mariantonietta

Se amo la terra, i suoi frutti e gli animali lo devo all'essere stata a contatto con il mondo contadino nei ricchi orti sassaresi degli anni '50. Ero piccola ma osservavo molto, ero sveglia e un po' maschiaccio. Ho un giardino-orto che ormai non curo più. Ho una invalidità che non mi consente di fare sforzi,  ma ne soffro maledettamente.


Mi manca il mio giardino con i suoi fiori, le cicorie, le bietole e i finocchietti: tutto rigorosamente selvatico. E così mi sono ritrovata a estirpare con lei le malerbe cercando di salvare quelle buone. L'orto e come la nostra vita. Le erbe infestanti vanno estirpate perché quelle buone anche se "selvatiche" crescano fruttuose. E' facile confonderle. La malerba è malerba. Se presa in piccole dosi può curare o essere da antidoto ma se sbagli la dose non hai scampo.


Grazie di cuore per l'ospitalità e porga i miei saluti a sua moglie: leggo le sue ricette.


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Ricambiamo i saluti. L'ospitalità, solitamente, è un dovere. In questo caso è anche un piacere. (c.p.)

Le erbe del mio giardino , Carlo Patatu
Babbo
1403 Giovedì 21 Maggio 2015 23:03
Pierpaolo Congiatu

Io sono il figlio di Sandro Congiatu.


Oggi ho visto per caso questo racconto e sono rimasto affascinato dalla storia e da come viene raccontata, trasportando nel tempo emozioni vivissime. Ho sentito tante volte mio padre parlare con entusiasmo del suo periodo di "Ciaramonti" e ora capisco il perchè. Per questo ringrazio di cuore la famiglia Patatu e Chiaramonti.


Dài Sandro! E grazie.


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Grazie a lei, Pierpaolo. Grazie per avermi confermato quel che da sempre penso. E cioè che anche Sandro avesse conservato un bel ricordo del pur breve periodo trascorso con noi, in questo piccolo, povero paese di collina. Durante il quale ha avuto modo di regalarci emozioni e suggestioni che, come vede, resistono al tempo.


Un saluto cordiale. (c.p.)

Dài Sandro! , Carlo Patatu
Auguri di buona Pasqua
1402 Domenica 05 Aprile 2015 17:50
Bruno Puggioni

Bellissima! Auguri di buona Pasqua alla famiglia Patatu.


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Grazie, Bruno. Auguri anche a te e famiglia. (c.p.)

Le erbe del mio giardino , Carlo Patatu
Ciriaco Carru
1401 Venerdì 27 Marzo 2015 11:24
serra fausto

Mi piace; la vostra iniziativa è bellissima, in quanto è giusto ricordare chi ha sacrificato la propria vita e soprattutto dedicandogli meritatamente la tappa chiaramontese della “Marcia della Fedelissima". Bravissimi per chi ha organizzato. Un saluto dal Chiaramontese SERRA Fausto

I Lions per Ciriaco Carru , Carlo Patatu
Due fratelli artisti
1400 Giovedì 19 Marzo 2015 15:42
Tore Patatu

Angiolo Silvio Novaro, l'autore di questa indimenticabile poesiola, era fratello di Michele Novaro (1818/1885) autore delle musiche dell'inno di Mameli, Fratelli D'Italia. L'autore dell'inno, chiamato impropriamente di Mameli, perlomeno quando viene eseguito dalla banda e non viene cantato, ebbe una vita travagliata, che lo portò alla morte in povertà e dimenticato da tutti. E ancora adesso continua ad essere ignorato, perfino nella sua opera più famosa. Unico riconoscimento, dovuto ai suoi ex allievi e non allo stato italiano, il monumento funebre al cimitero monumentale di Staglieno a Genova, sua città natale, dove è sepolto, accanto alla tomba di Mazzini.

Un grande nulvese ex capo ragioniere in Comune
1399 Sabato 14 Marzo 2015 14:31
Nanni Cargiaghe

Bene meda cun soj'patatos.


Como b'aggiungo azzu, chibuddha. E issu piltazzu laldu pedrusimula piberone rugiu chi no sia'meda folte. Ognunu b'aggiunghe'su chi cherede. A cua, si bi so eo, candho sich'iltirada, bi etto unu pagu e pisciu e de melda frijcha.


Assazzade e min'dhe torrade'su contu!