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Notizie del giorno

 
Commenti (1571)
Pensionato
1411 Lunedì 15 Giugno 2015 17:30
Diego Satta

Questa notizia e questa lettera mi hanno fatto rivivere, con grande emozione e dolore, gli attentati (ben cinque) che ho subito da Sindaco di Ittireddu nel periodo 1990-1994. E ancora sento la rabbia per essere stato lasciato solo, soprattutto dal paese e dalle istituzioni che non hanno neanche indagato a fondo per tentare di scoprire i colpevoli. Certo per il paese non vi è stato un futuro migliore anche se io mi sono dovuto allontanare per andare a vivere altrove. Sento ancora una ferita aperta per un'ingiustizia che ho dovuto subire insieme ai miei familiari e che, anche leggendo questa lettera, mi convinco che non meritavo in nessun modo.

L'insegnante è il lavoro più bello del mondo
1410 Lunedì 15 Giugno 2015 12:13
Tore Patatu

Grazie, cara Costanza. La più grande soddisfazione per un docente a riposo è sapere che qulche tuo allievo si rocorda di te dopo tanti anni.

Su romanzu Marantoni de Mauru Maxia
1409 Venerdì 12 Giugno 2015 12:14
Costanza Stincheddu

Sono stata una sua alunna. Volevo farle i complimenti per il Suo commento al libro e dirle che ancora dopo tutti questi anni mi ricordo dei suoi insegnamenti. La saluto cordialmente professore.


Costanza

Balente
1408 Domenica 24 Maggio 2015 22:45
Gavino
Giovanni Fais vero balente!
La bellezza
1407 Domenica 24 Maggio 2015 07:52
maria alessandra congiatu

Gentile dottor Patatu,


grazie di cuore per questo splendido affresco di quegli anni.


Mio padre amava l'arte e quindi la bellezza. "La bellezza salverà il mondo" aveva scritto Dostojevskij. Non so se la bellezza salverà il mondo; di sicuro saranno le persone belle, a salvare il mondo. E ce ne sono tante. Mio padre era una di queste.


Con tutto il cuore, grazie.


---


Grazie a lei per le cose che scrive. Saluti cordiali. (c.p.)

Dài Sandro! , Carlo Patatu
I seppelliti in su mònte 'e chèja
1406 Sabato 23 Maggio 2015 17:42
claudio c.

Fuori testo è doveroso aggiungere i nominativi dei fanciulli/e deceduti in quei gioì. Tanto è dovuto, da parte mia, in ossequio alla fanciullezza negata.


Questi, i seppelliti in su mònte e chèja:


Domenica Piseddu di Pietro (11 anni).


Andrea Angelo Cherchi di Giorgio (11 anni).


Nicolao Tedde di Alfonso (1 anno).


Pietro Antonio Perinu di Giovanni ( 1 anno).


Maria barbara Delriuo di Antonio Giuseppe (1 anno).


Sebastiano Multineddu di Giorgio (1 anno).


Maria Campus di Domenico (1).


Maria Angela Soddu di Giuliano (1).


Rosa Soddu di Pietro (5).


Giovanni Soddu di Pietro (7).


Francesca Carta di Giovanni Antonio (11).


Filomena Carboni di Giuliano (11).


Antonio Spanu di Maria Candidda (6).


Sebastiano Lizzeri di Giovanni ( 2).


Giovanni Antonio Lombardi di Pietro (5).


Antonio Pietro Cossu di Pietro Antonio (8 anni).

Fanciullezza negata , Carlo Patatu
Ricordi...
1405 Sabato 23 Maggio 2015 14:04
mariantonietta

Da anni seguo il vostro sito, egregia famiglia Patatu, e ho in qualche modo carpito un po' della vostra vita. Vi frequento, se così posso dire, dal Natale 2010, quando i miei adorati figli mi hanno fatto dono del pc. Doveva servirmi per distrarmi e sopire la "sindrome da abbandono", quel dolore che ti morde dentro e come malerba non puoi debellare.


Nel leggere quanto da lei scritto, sono tornata indietro alla mia meravigliosa infanzia trascorsa in molti dei luoghi da lei descritti. Dio sa quanto vorrei ritornarci. Nulla è come allora. Lo so, ma mi piace pensarlo e magari questa emozione...


Mi rivedo bambina correre per prendere il trenino. Era talmente lento che si poteva scendere dal primo vagone, rifornirsi di frutta, verdura e risalire nell' ultimo . Qualche anno dopo ecco la meravigliosa "littorina". Viaggiavo per andare prima alla scuola di San Donato e poi l'Azuni.


Ricordo le nevicate, il torrente impetuoso, il pastorello trascinato dall'acqua con il suo asinello e i bidoni del latte. Mia madre lo aveva salvato e lui si disperava per l'asino e i bidoni del latte persi. La nevicata che aveva isolato i pastori, il cibo che veniva lanciato loro dagli elicotteri... Avevamo una casa solida e le donne con i bambini avevamo trovato ospitalità da noi.


E quei vagoni della littorina Sassari Alghero, pieni di studenti, finiti giù dal ponte nel lavatoi di Caniga...


Ricordi!


Sento ancora la forza del vento che in piazza Stazione mi trascina a suo piacimento. Rivedo il viale alberato, le file al mulino, i Giardini Pubblici con la pista per pattinare, il Museo dell'Artigianato e il Museo Sanna che da tanto desidero rivisitare. Risento l'odore di lu ziminu e della fainè. Ho nelle orecchie il rock di Celentano e rivedo la bambina, forse della mia stessa età, che stava dietro il banchetto di un negozietto di dolciumi ricavato nel portone di un palazzo.

Le erbe del mio giardino , Carlo Patatu
Amo la terra
1404 Sabato 23 Maggio 2015 14:02
mariantonietta

Se amo la terra, i suoi frutti e gli animali lo devo all'essere stata a contatto con il mondo contadino nei ricchi orti sassaresi degli anni '50. Ero piccola ma osservavo molto, ero sveglia e un po' maschiaccio. Ho un giardino-orto che ormai non curo più. Ho una invalidità che non mi consente di fare sforzi,  ma ne soffro maledettamente.


Mi manca il mio giardino con i suoi fiori, le cicorie, le bietole e i finocchietti: tutto rigorosamente selvatico. E così mi sono ritrovata a estirpare con lei le malerbe cercando di salvare quelle buone. L'orto e come la nostra vita. Le erbe infestanti vanno estirpate perché quelle buone anche se "selvatiche" crescano fruttuose. E' facile confonderle. La malerba è malerba. Se presa in piccole dosi può curare o essere da antidoto ma se sbagli la dose non hai scampo.


Grazie di cuore per l'ospitalità e porga i miei saluti a sua moglie: leggo le sue ricette.


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Ricambiamo i saluti. L'ospitalità, solitamente, è un dovere. In questo caso è anche un piacere. (c.p.)

Le erbe del mio giardino , Carlo Patatu
Babbo
1403 Giovedì 21 Maggio 2015 23:03
Pierpaolo Congiatu

Io sono il figlio di Sandro Congiatu.


Oggi ho visto per caso questo racconto e sono rimasto affascinato dalla storia e da come viene raccontata, trasportando nel tempo emozioni vivissime. Ho sentito tante volte mio padre parlare con entusiasmo del suo periodo di "Ciaramonti" e ora capisco il perchè. Per questo ringrazio di cuore la famiglia Patatu e Chiaramonti.


Dài Sandro! E grazie.


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Grazie a lei, Pierpaolo. Grazie per avermi confermato quel che da sempre penso. E cioè che anche Sandro avesse conservato un bel ricordo del pur breve periodo trascorso con noi, in questo piccolo, povero paese di collina. Durante il quale ha avuto modo di regalarci emozioni e suggestioni che, come vede, resistono al tempo.


Un saluto cordiale. (c.p.)

Dài Sandro! , Carlo Patatu
Auguri di buona Pasqua
1402 Domenica 05 Aprile 2015 17:50
Bruno Puggioni

Bellissima! Auguri di buona Pasqua alla famiglia Patatu.


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Grazie, Bruno. Auguri anche a te e famiglia. (c.p.)

Le erbe del mio giardino , Carlo Patatu
Ciriaco Carru
1401 Venerdì 27 Marzo 2015 11:24
serra fausto

Mi piace; la vostra iniziativa è bellissima, in quanto è giusto ricordare chi ha sacrificato la propria vita e soprattutto dedicandogli meritatamente la tappa chiaramontese della “Marcia della Fedelissima". Bravissimi per chi ha organizzato. Un saluto dal Chiaramontese SERRA Fausto

I Lions per Ciriaco Carru , Carlo Patatu
Due fratelli artisti
1400 Giovedì 19 Marzo 2015 15:42
Tore Patatu

Angiolo Silvio Novaro, l'autore di questa indimenticabile poesiola, era fratello di Michele Novaro (1818/1885) autore delle musiche dell'inno di Mameli, Fratelli D'Italia. L'autore dell'inno, chiamato impropriamente di Mameli, perlomeno quando viene eseguito dalla banda e non viene cantato, ebbe una vita travagliata, che lo portò alla morte in povertà e dimenticato da tutti. E ancora adesso continua ad essere ignorato, perfino nella sua opera più famosa. Unico riconoscimento, dovuto ai suoi ex allievi e non allo stato italiano, il monumento funebre al cimitero monumentale di Staglieno a Genova, sua città natale, dove è sepolto, accanto alla tomba di Mazzini.

Un grande nulvese ex capo ragioniere in Comune
1399 Sabato 14 Marzo 2015 14:31
Nanni Cargiaghe

Bene meda cun soj'patatos.


Como b'aggiungo azzu, chibuddha. E issu piltazzu laldu pedrusimula piberone rugiu chi no sia'meda folte. Ognunu b'aggiunghe'su chi cherede. A cua, si bi so eo, candho sich'iltirada, bi etto unu pagu e pisciu e de melda frijcha.


Assazzade e min'dhe torrade'su contu!

E' naschidu in sa grutta, de lughe tott'allutta. Sa mama no à pannos, pro lu eltir'e vived'in affannos...
1398 Sabato 14 Marzo 2015 10:14
Nanni Cargiaghe, nulvese, sassarese, sardo, fiorentino, smeraldimo, francese, svizzero, inglese, canadese, yankee, DOC

Questa, Nulvese, e non per sciovinismo campanilistico, è assolutamente più più bella, orecchiabile e antica. Non credere ma verificare!!!


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In effetti, la versione nulvese è bella, orecchiabile e, pertanto, gradevole. Ma, caro Nanni, non dimenticare che, come giustamente diceva Pino Daniale, ogni scarrafone è bello a mamma sua. (c.p.)

Condoglianze
1397 Giovedì 26 Febbraio 2015 20:16
Angela Muzzoni

Partecipiamo al dolore dei familiari per la scomparsa prematura del caro Pierpaolo con un abbraccio affettuoso.


Lina e Angela Muzzoni - Cercenasco (Torino)

Pianto antico , Carlo Patatu
Sentite condoglianze
1396 Mercoledì 25 Febbraio 2015 22:34
salvatore cossu

Tristemente colpiti, ci uniamo all'immenso dolore che ha travolto Giovanni, Tittina e Tiziana.


Altri commenti in questo triste momento ci lasciano senza parole.


Coraggio, coraggio e ancora coraggio. Sentite Condoglianze.


Salvatore Cossu e famiglia

Pianto antico , Carlo Patatu
Condoglianze
1395 Mercoledì 25 Febbraio 2015 17:21
elisa muzzoni

CIAO, PIER P. Senza parole faccio le condoglianze alla famiglia.

Pianto antico , Carlo Patatu
Ferita nel cuore
1394 Martedì 24 Febbraio 2015 22:34
Peri52

Quando manca una persona cara rimane una ferita profonda nel cuore. Vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai.


Perinu Salvatore

Pianto antico , Carlo Patatu
Non ci sono parole
1393 Martedì 24 Febbraio 2015 12:31
Salvatore Soddu

Alcuni anni fa abbiamo avuto la fortuna di ospitare Pier Paolo assieme a nostro nipote.


Abbiamo scoperto in lui una persona gentile e affabile.


Tutti gli anni, quando ci trovavamo nel nostro paese, durante il periodo di vacanze, non perdeva mai l'occasione di salutarci calorosamente, come un caro nipote.


Non ci sono parole da aggiungere. Chi lo ha vissuto sulla propria pelle può capire questo immenso dolore.


Ci uniamo a Titina e Giovanni assieme alla moglie Tiziana, per condividere insieme questa grande perdita. Un grande abbraccio, coraggio, coraggio.


Con affetto Lavinia e Salvatore Soddu

Pianto antico , Carlo Patatu
Alla famiglia di P. Paolo
1392 Lunedì 23 Febbraio 2015 22:48
Sabrina

La perdita di un figlio è la cosa più brutta che ti possa capitare; mia nonna ci ha sempre detto che assieme a lui perdi parte di te stesso, e lei sa di che si tratta visto che perse un figlio di 20 anni.


Non ci sono parole da dire per consolare dei genitori che con Pier Paolo hanno perso tutto il loro mondo.


Un forte abbraccio a questa famiglia.

Pianto antico , Carlo Patatu