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Notizie del giorno

 
Commenti (1557)
Gli "Hotel" di Chiaramonti
1377 Venerdì 26 Dicembre 2014 13:11
Tore Patatu

Caro Carlo,


con questo articolo mi hai fatto venire in mente un episodio della nostra infanzia felice e, purtroppo, irripetibile.




Erano venuti a trovarci nostro cugino Italo e suo cugino Enzo, figlio della mia carissima e mai dimenticata madrina Gemma (che a Chiaramonti tutti chiamavano signora Agnese). Enzo era più piccolo di noi e meno smaliziato. Entusiasta della sua città, La Maddalena, la collocava, giustamente, ai primi posti per la bellezza, per i monumenti, per le possibilità che offriva di divertimento e altre amenità. Noi, che amavamo quella città quanto lui, ci divertivamo a prenderlo in giro bonariamente, dicendogli che Chiaramonti era un paese molto più importante ed evoluto di La Maddalena.


E allora lui, in un tentativo di citare bellezze che Chiaramonti non poteva avere, disse che La Maddalena aveva molti lussuosi alberghi, sempre pieni di turisti, e cominciò ad elencarli. Al che, noi abbiamo cominciato ad elencare i nostri: hotel Cunventu, hotel dei Pini (de su dutore), hotel Su Giomperi, Hotel Piluchi, hotel Putugonzu e tanti altri che risultarono il doppio di quelli di La Maddalena.


Allora lui citò i personaggi, tra cui, ovviamente, Garibaldi. E Italo, con la "nonchalance" caratteristica dei Pulina Milordos, gli disse: "Hai mai sentito parlare di Bette Davis? Era la migliore amica di nonno".


Enzo si arrese, ammettendo la superiorità del paese dei papassini, de sos còtzulos de pistiddu e de sas cadaginas, che gli preparava mamma e che a lui lui piacevano tanto. Enzo era bello e simpatico. Pieno di entusiasmo e di gioia di vivere. Amava in modo smisurato il mare "più bello del mondo"; e quello stesso mare se lo portò via in un triste mattino di ottobre.

Hotel Cunventu , Carlo Patatu
Anche mio papà fu naufrago
1376 Martedì 16 Dicembre 2014 14:37
Carla
Mio papà, che purtroppo non c'è più, ha vissuto la stessa esperienza ed ora lo vedo sulla fotografia dei naufraghi in piedi con il salvagente sul ponte del da noli. Se non vado errata era nell'artiglieria contraerea e si salvò buttandosi in acqua. Raccontava di aver aiutato qualcuno a salire sul relitto; lui prese un colpo nella schiena proprio da quel relitto. Si chiamava Carlo come me e come te.
Carla

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Bene, Carla. Gira e rigira, registriamo che il mondo diventa ogni giorno più piccolo. I mezzi di trasporto prima e quelli di comunicazione poi lo hanno rimpicciolito talmente che è possibile fare incontri i più disparati e imprevisti. Con una frequenza insolita. Ci fa piacere che il racconto di un disastro navale e una vecchia foto abbiano fatto rinverdire qualche ricordo. Non senza malinconie e commozione, credo.
Saluti cordiali e buon Natale! (c.p.)

Mi sento a casa mia
1375 Lunedì 15 Dicembre 2014 19:30
Domenica Quadu

Gent.le CARLO,


ho letto finalmente i tuoi testi che mi hai consegnato a Giugno del c.a. Mi congratulo con te per la puntualità dei fatti esposti e per ciò che tu hai potuto fare per il Paese, pur trovando tanta difficoltà.


Sono stata presa dalla nostalgia e, guarda caso, riconoscendo tante persone dalle tue foto pubblicate, mi è venuta la voglia di tornare a Chiaramonti. Ciò anche perchè tu menzionando Su Sassu mi hai fatto ricordare che tutta la Famiglia Quadu ha ancora terreni abbandonati. Purtroppo come sai i miei fratelli abitano tutti lontano. Ho intenzione di venire a Chiaramonti proprio per cercare di vendere i circa 8 ettari di terreno esistenti a Su Sassu.


Intanto ti saluto cordialmente e ti auguro buone feste insieme ai tuoi cari.


Domenica Quadu


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Grazie a te per la stima che mi manifesti e per la nostalgia che provi per il nostro paesello. Che è molto cambiato, rispetto a com'era quando lo hai lasciato tu. Sia nella fisionomia che nei comportamenti delle persone. In ogni caso, quando verrai, non mancare di farti vedere.


Ricambio gli auguri e i saluti cordiali. (c.p.)

Contattaci , Vladimiro Patatu
Piluchi, inue ses?
1374 Martedì 11 Novembre 2014 00:00
Tore Patatu

di Salvatore Patatu


Grazie Carlo, per il bel ricordo di Piluchi, di nonna Paola e di nonno Salvatore, di cui porto il nome ed ero anche figlioccio.




Ovviamente, non citandoli, non hai trovato niente che potesse ricordare sa titoja, s'apitu, su poju, sa binzighedda, che dava un vino imbevibile che noi, scherzando col nonno, chiamavamo mezoradu. E neppure su fiughindiarzu, da cui nonna riusciva a trarre una marmellata dal sapore indimenticabile.


E pensare che lì, oltre alla numerosa famiglia di nonno, si son fatte grandi le figlie di zia Gavina Lucia, i figli di tiu Nanni Cossu, oltre ad alcuni pastori barbaricini. Ne cito uno solo, Giovanni Tolu; lo ricordo proprio perché portava il nome del famoso bandito.


Probabilmente non ci sono più neanche le cornacchie, che, allora, affollavano la quercia da sughero e le siepi di lentischio che hai citato, i tetti della casa, de sa titoja e de sa pinneta. Uccelli che io, da bambino, credevo che fossero animas malas e, non riuscendo a pronunciare tirrioncas, dicevo: “A Piluchi bi sunt sas marroncas a migias (mizas)”. E facevano disperare nonno, in quanto avevano un poderoso appetito, che, in parte, saziavano coi già magri prodotti de s'apitu, che nonno coltivava con grande passione.


Bisognerebbe portare su quei luoghi i giovanissimi; e non intendo solo a Piluchi, ma in tutti i luoghi dei nostri avi, in quanto, prima o poi, si ritornerà all'agricoltura, quando non esisteva né internet né il telefonino, ma la società si basava su un'economia reale e non virtuale come, purtroppo, succede adesso.


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Grazie anche a te, Tore, per avere integrato i miei ricordi. In realtà resta ancora qualche traccia de su fiughindiarzu, ormai segnato, anch'esso, dagli anni. Che non sono passati invano nemmeno pro sas palas de figuindia.


Mio figlio Vladimiro si è già prenotato per una visita guidata. Che, tempo permettendo, faremo insieme a Stefania e ai bambini durante le vacanze di Natale. (c.p.)

Notizie sull'ing. Calvino
1373 Venerdì 31 Ottobre 2014 19:30
Sandro Mezzolani
Mi occupo di storia mineraria e ho sentito parlare dell'ing. Calvino da anziani minatori del Sarrabus (regione della Sardegna dove F.Calvino lavorò per la carta geologica). Mi piacerebbe avere notizie sul valente geologo e magari ricordarlo, visto che tanta parte delle conoscenze geologiche del Sarrabus si devono a lui. Grazie per chi potrà fornire notizie.
Paese lontano
1372 Martedì 28 Ottobre 2014 23:10
mirella

Una lettura commovente, è sempre molto interessante leggere le riflessioni di zio Carlo sul nostro paese che portiamo ovunque nel cuore.

Un tuffo nel passato , Carlo Patatu
...beatificazione Padre Zirano
1371 Sabato 11 Ottobre 2014 21:52
Franca
...mi avrebbe fatto piacere partecipare alla S. messa di beatificazione...
PREGUNTA
1370 Venerdì 10 Ottobre 2014 18:46
mariana MINESCU
Ma ite cheret narrer ilgararada? Ca non b'est mancu in su vocabolariu de Pedru Casu.



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"Ilgadarada" (non ilgararada) significa sconnessa, arrembata, malconcia. E, nella fattispecie, sta a significare, sgarrupata, mal messa, cadente. Si dice più comunemente di un mobile, di una "cadrea ilgadarada" (qui a Chiaramonti diremmo "iscaderada"). Sulla quale, pertanto, sarebbe opportuno non sedersi. (c.p.)

ripresa di dialogo...
1369 Sabato 04 Ottobre 2014 22:23
Bernardo De Muro

ho inviato senza la 'anteprima' di lettura. E quindi è fatale che qualche disattenzione di scrittura scappi... Ma la cosa più bella è stata 'ritornare' sull'argomento e sulle reciproche "carezze" di parola. A presto. Bernardo

Un po' di rossore scuote anche me
1368 Sabato 04 Ottobre 2014 22:17
Bernardo De Muro

Caro, carissimo Carlo Patatu,


si, sono proprio io, l'autore di "Ai piedi dell'Olimpo tra sogno e racconto". Ed è giunto il momento di confessare a fronte alta il mio rossore: soltanto oggi leggo questa bella pagina, lei o tu che si rammarica di non "aver mai messo piede su questo Olimpo". E che anche grazie ad un libro - il mio appunto - la 'ripresa' del fiato è stata più facile e più immediata.


Grazie, caro, carissimo Carlo Patatu.


Ma poi, chi conosciamo già?


Ricordo con viva simpatia la sera che a Chiaramonti presentai - in forma più o meno drammatica, da 'leggio' - davanti ad un bel pubblico, ad una schiera di chiassosi volatili e di tanti monelli che se la giocavano alla grande. In tanti se ne lamentavano, di questi 'monelli'. Ma io, cambiando tema e registro ho detto loro che siamo stati noi a 'disturbare' i bambini che giocavano. Il loro diritto alla gioia e al moto libero e spontaneo. Ne ho ricavato qualche applauso in più...


Mi fermo qui perché temo che la connessione a internet salti all'improvviso, ma mi riprometto di continuare a farmi vivo con te o con lei, non so.


Un caro, carissimo abbraccio. Bernardo o Bernardo De Muro che nel frattempo ha scritto altri due libri: Elogio del poeta e, buon ultimo, SILENZI che martedi 30 u.s. ho presentato - sempre in forma di concerto - all'Aula Magna dell'Università degli Studi di Sassari con il 'Magnifico Rettore' come relatore... E' andata bene, la serata.


Speriamo che più che l'applauso potrà la memoria...


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Tu, tu, carissimo. Diamoci del tu. I giovani ci hanno insegnato anche questa pratica, che conferisce maggiore levità al discorso e dona immediatezza al colloquio.


Niente scuse, per favore. Io sono in debito per quella bella serata e l'ancor più bella lettura. Che, lo ripeto, mi ha quasi obbligato ad ascendere quell'Olimpo. E' stata, per me, una giornata stupenda e una sorpresa inimmaginabile. Di ciò ti sono grato.


Congratulazioni e auguri per la nuova produzione. Vedrò di procurarmi quei libri, che leggerò con interesse.


Un abbraccio. (c.p.)

Foto scolari
1367 Venerdì 26 Settembre 2014 19:36
ANTONIO PALESTRO

Ciao, sono Tonino Palestro.


Ti ringrazio per la foto, sono sempre dei bellissimi ricordi.


Se non sbaglio i non nati nel 1953 sono sei: TORE PERINU, GIUSEPPE TANCREDI, TORE SECHI, ANDREA UNALI, BUCCIANU MUREDDU, AGOSTINO PIU. Sono più vecchi di noi.


Un saluto a tutti. Grazie, Tonino


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Sono io che ti ringrazio per la precisazione. Un abbraccio. (cp)

ex
1366 Venerdì 19 Settembre 2014 11:46
Giommaria

Bellissima. Mentre la leggevo avvertivo quasi toccandolo tutto l'amore materno, infinito e disperato, che la poetessa esprime e mi veniva alla mente una strofa di una famosa "disimperada" cantata dalla grande Maria Carta nella quale una madre ricorda i figli "andados pro suerare in terra anzena". Mi congratulo vivamente

Lamentos de mama terra , Carlo Patatu
1927......come eravamo !
1365 Lunedì 08 Settembre 2014 21:36
claudio c.

Appunto: ...come eravamo nel 1927.


Nel Censimento degli Esercizi Industriali e Commerciali del Regno (R. Decreto Legge 20 Marzo 1927 – n. 458) la situazione delle attività a Chiaramonti era questa: Calzolai: n. 10, attività Sarte uomo-donna: n. 6, Negozianti: n. 8, Rivendita vini e liquori: n. 6, Falegnami: n. 6, Fabbro ferraio: n. 3, Coloniali: n. 5, Carrettieri: n. 6, Muratori: n. 6, Macellai: n. 3, Orologiaio: n. 1, Mediatore n. 1, Esattore imposte: n. 1, Appaltatore dazi: n. 1, Trattoria: n. 1, Albergo: n. 1, Caffè: n. 1, Carrozzieri: n. 2, Trattoria con alloggi: n. 2, Molino cereali: n. 2, Alloggi: n. 1, Fabbrica gassosa: n. 1, Commerciante: n. 1. 75 attività....non poche !

Giusta l'osservazione dell'ingegnere Giommaria Pulina
1364 Sabato 06 Settembre 2014 12:02
Paolo Pulina

Ovviamente questo cugino-padrino ingegnere Giommaria Pulina è tutt’altro che un analfabeta di ritorno. Ovviamente ha ragione nel ricordare che la Provincia di Nuoro è stata istituita dal fascismo nel 1927. Secondo la giusta osservazione di Giommaria, riformulerei così, tenendo però conto in ogni caso che Posada nell’Ottocento apparteneva al territorio non del Sassarese ma del Nuorese (termine genericamente geografico, non istituzionale-amministrativo-burocratico) e che dal 1927 fa parte della provincia/Provincia (termine non solo geografico ma anche istituzionale-amministrativo-burocratico) di Nuoro, non più di Sassari: «Nel “Dizionario biografico degli scrittori contemporanei ornato di oltre 300 ritratti” (Firenze, coi tipi dei successori Le Monnier, 1879), Angelo De Gubernatis dice di Francesco Dore: “Francesco Dore, poeta sardo, nato a Posada nel Sassarese [in realtà nel Nuorese] l’anno 1833. […]». «Lo stesso De Gubernatis, nel “Dictionnaire international des écrivains du jour” (Firenze, Luigi Niccolai editore-tipografo, 1890), scrive: «François Dore, poète italien, né à Posada, dans la province de Sassari [dal 1927 nella provincia di Nuoro], en 1833.[…]».

Una die de festa in bidda mia
1363 Sabato 06 Settembre 2014 03:30
Andrea

Unu contu de ateros tempos, chi da' s'idea de cantu sacrifiziu bi cheriat pro campare

Ex ingegnere, attualmente analfabeta di ritorno
1362 Venerdì 05 Settembre 2014 10:40
Giommaria
Ovviamente tutto quello che scrive PAOLO, per un sardo come me che può vantare una grande ignoranza sulle cose sarde, non può che essere gradito e apprezzato. A mio avviso però quando Angelo De Cubernatis dice: "Francesco Dore poeta sardo nato a Posada nel Sassarese (sic! in realtà nel Nuorese) nel 1833" a mio avviso ha ragione. Perchè lo dice nel 1890 e sicuramente si riferiva alla Provincia di appartenenza di Posada in quel momento. Infatti Nuoro diventa Provincia negli anni venti del secolo successivo. Inoltre nel 1833 Nuoro era poco più che un paesotto non ancora famoso perchè ancora nessuno sapeva chi fossero Sebastiano Satta e Grazia Deledda. E' vero che l'abigeato c'era già, ma questa è altra cosa.
Ex ingegnere, attualmente analfabeta di ritorno
1361 Venerdì 05 Settembre 2014 00:45
Giommaria

Molto interessante. Non sapevo che in sardo si chiamasse "ladiri" perchè ho sempre sentito chiamarli "matones de paza". Comunque tanti tanti anni fa nel corso dei miei studi universitari ho anche incontrato questo antico materiale da costruzione così come anche l'argilla usata per impermeabilizzare il paramento interno delle dighe in terra costruite dai cinesi. Sistema che fino a non molti anni fa era ancora valido nei piccoli e medi invasi.

Commissione sorveglianza archivi
1360 Martedì 19 Agosto 2014 10:43
Lucia Spanu
Confermo che nell'elenco dei 136 italiani periti nel pozzo "bois du Cazier" di cui parla l'articolo di Cristoforo Puddu non erano presenti lavoratori residenti in Sardegna, così come risulta da un recente "versamento" degli atti del Ministero del Lavoro di interesse storico all'Archivio Centrale dello Stato, che io stessa ho curato in qualità di Segretaria della competente Commissione.


Cordiali saluti


Lucia Spanu fu Giovanni

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Siamo molto grati per l'informazione. Grazie ancora. (c.p.)

Triste ricordo
1359 Lunedì 18 Agosto 2014 11:18
Tonino Soddu
Ricordo come fosse ieri, avevo 7 anni ed i Canu erano miei vicini di casa; era appena nato il piu' piccolo della famiglia, Tonino. Ricordo il dramma di quella famiglia numerosa per la perdita umana e dell'unica fonte di sostentamento.
Grazie
1358 Venerdì 15 Agosto 2014 17:49
Giovanna Pinna

Carissimo Carlo, abbiamo ricevuto il tuo gradito libro e nel ringraziarti cogliamo l'occasione per farti i nostri complimenti per il tuo impegno ed entusiasmo nel ricercare eventi ed episodi del passato.


Un caro saluto Giuliana, Monica e Giovanna Pinna


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Grazie a voi, carissime, per l'attenzione che mostrate nei confronti delle pur modeste cose che metto in pagina. I vecchi, che non hanno futuro, si rifugiano nel passato. Tutto qui.


Vi abbraccio. (c.p.)

Il gran rifiuto , Carlo Patatu