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Commenti (1557)
Testamento D.na Lucia
1537 Martedì 07 Febbraio 2017 10:40
c.coda

Di donna Lucia Tedde se ne sono dette di cotte e di crude, soprattutto negli ultimi anni. Su di lei hanno raccontato di tutto e di più, ma senza portare documentazioni a sostegno di quanto si andava a narrare.


Tutti hanno ripreso, maneggiato, volteggiato quello che il Manno ha raccontato. Così pure il Casalis , mi pare intorno al 1825/30. La sua, per sentito dire.


Chiariamo subito con una precisazione: il testamento, a favore dei Gesuiti in Ozieri, la nobildonna lo manifestò in data 16 febbraio 1755 (e non 1776 - a quella data era già morta e sepolta - da accertare ancora la date del decesso, ma alcune verifiche documentali lo confermerebbero, ovvero prima del 1776), è redatto dal notajo Joannes Vaca Guiso di Nulvi.


Chi era costui ?


Altro non era che il padrino del nipote (figlio della figlia) del bandito Juan Fajs. Ma forse ancora in più stretta parentela. Da accertare... ma sempre con documenti.


Come si diceva un tempo... "càrta cantàda in cannòne" (come pure l'errore in cui è incorso il Manno, e tutti lo hanno ripreso come se fosse veritiero: la moglie del bandito Fajs era Baingia Unale, e non Chiara).


Ma al tempo, le ricche (solo di beni) chiaramontesi, facevano a gara a battezzare i figli e i nipoti del bandito. Forse con la comparìa, ne acquistavano un servizio. Quello protettivo, e non solo. Oggi ci scandalizzeremmo, allora non più di tanto.


E, a Chiaramonti, " lo fu ".


Negli anni a venire, quelle famiglie, andavano per carrèlas, con la "puzza al naso", ostentando le pretese ossequianti da parte del povero villano (inteso come popolano).


Ma quanto è bella la storia, quella documentale. L'altra, quella "bèntulada", un pochino meno.

1853: Frati Carmelitani
1536 Venerdì 03 Febbraio 2017 08:43
c.coda

Il 20 luglio del 1853 i frati del Carmelo, Rev. Giov. Battista Solinas -Preside- e i religiosi fra Carmine Campus e fra Giuseppe Maria Demontis sottoscrivano una "procura generale" presso il sig notajo Stefano Ruggiu di Sassari - Ecco un passaggio per com'è scritto: [ " ....non potrebbero in persona recarsi nella Città di Sassari ad oggetto di esigersi censi, pensioni di proprietà a loro ottenenti.... i nomi e i cognomi hanno divisato nominare un Procuratore Generale che li rappresenti nella persona del sig Notajo Stefano Ruggiu della Città di Sassari- il quale accioché possa comparire nanti qualunque Tribunale, ....etc etc ] ".


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Grazie anche a te per avere arricchito il paniere. (c.p.)

Conbento del Carmen de Claramonti
1535 Giovedì 02 Febbraio 2017 22:10
Mauro Maxia

Ciao Carlo, i fratacchioni del Carmen avevano dei possedimenti anche a Perfugas.


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Molto bene, Mauro. Grazie per l'integrazione. (c.p.)

1892: Deputazione e Municipalità
1534 Sabato 28 Gennaio 2017 23:12
c.coda

Nel 1892 la Regia Caserma dei Reali Carabinieri (anno costruz. 1874) ebbe i primi problemi strutturali: infiltrazione dal tetto, poi demolito e ricostruito, umidità dai muri, il muro del pagliaio delle stalle crollante, riparazione delle finestre etc..


I lavori autorizzati dalla Deputazione Provinciale erano stabiliti in £ 400, a fine interventi fu presentato un conto di £ 1.114,95. Già da allora una lievitazione dei prezzi. Come tutt'oggi avviene.


Il Presidente Dep.ne – Abozzi – s'incacchiò di brutto: quasi “un scintillar di moschetti” tra Municipalità e Deputazione Provinciale. Ma si misero d'accordo, poi, per tramite del buon ing.cavalier Cordella -progettista dell'edificio- che mise pace. Quando morì, nel 1917, la Municipalità gli dedicò una via e, chissà perché proprio quella adiacente alla Caserma, ora via Rossini.


Oggi, dopo 125 anni, ci vorrebbe un altro "Ingegnere e Cavaliere" per sbrogliare la matassa. Ci impegneremo ad intitolargli non una via, ma tutto il rione de Lìttu e Carrèla 'e Caserma. Se proprio è necessario.

A cent'anni!
1533 Giovedì 26 Gennaio 2017 20:18
NandaScanu

Grazie a te Carlo che con il tuo blog che seguiamo con piacere per i vari argomenti trattati, ci dai la possibilità non solo di conoscere la storia che ci appartiene e per alcuni versi quasi sconosciuta a chi, come me, e' cresciuto altrove, ma anche di rinverdire i ricordi legati alla nostra infanzia.


Ti auguro una lunga vita e tanta salute.


Grazie ancora, Nanda


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Grazie per gli auguri, che ricambio di cuore.


Mi piace apprendere che queste pagine portino, anche lontano, una ventata di aria chiaramontese che conforta e allieta i miei compaesani residenti oltremare.


Un caro saluto. (c.p.)

Grazie! , Carlo Patatu
Poesie
1532 Giovedì 29 Dicembre 2016 13:25
caterina brau
Bella e forte questa poesia complimentiall'autrice
Cale tempus , Carlo Patatu
Avvocato Badore Sini, Sarule 1873
1531 Lunedì 19 Dicembre 2016 20:57
giovanni rudinu
Salve, sono alla ricerca della bellissima poesia "A Diosa" meglio conosciuta come "No Potho reposare" scritta da Badore. Sino ad ora le mie ricerche non hanno dato alcun risultato. Chiedo, se possibile, il Vostro aiuto. Mi farebbe piacere averne il testo completo e, se possibile, la sua traduzione.


Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti e felice Natale.


Vi scrivo da Cagliari.

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Vedremo di rimediare, in qualche modo. Grazie per gli auguri, che ricambiamo. (c.p.)

Contattaci , Vladimiro Patatu
Mio nonno è morto col Neptunia
1530 Sabato 17 Dicembre 2016 12:39
Mariagrazia Conca
Mio nonno si chiamava Domenico Conca ed era imbarcato come infermiere sulla Neptunia. Quando è morto nell'affondamento mio padre aveva 15 anni. Non mi ha mai raccontato niente di questa tragedia. Forse perché avrà voluto rimuovete questo dolore.
Status animarum
1529 Giovedì 15 Dicembre 2016 22:50
c.coda

È giusta la tua osservazione.


Difatti il sottotitolo porterebbe ad una lettura, ed interpretazione, verso un documento “Status Animarum”, ma nella premessa l'ho indicato come “ragguaglio”. Come un resoconto, un rapporto, una relazione. Scegli tu.


Tanti auguri di Buone Feste Angeli' e, il giorno di Natale, vai a fare la Sancta Communio... altrimenti, un altro Tedde, potrebbe finire nel liber animarum. O verrai richiamato.

1949: come eravamo... , Carlo Patatu
Mi pare una relazione da consegnare al vescovo in visita pastorale
1528 Mercoledì 14 Dicembre 2016 20:45
Ange de clermont

In genere nello Status Animarum venivano segnate le singole famiglie, ad esempio, "Della famiglia Emme non hanno fatto il precetto i figli maggiori Antonio, Matteo e Giovanni. Padre e madre sì." Oppure "La famiglia Bi non ha fatto il precetto Pasquale, verranno richiamati!"


Dall'esame dei quinque libri delle diocesi centro meridionali, gli Status animarum conservati sono pochissimi in tutte le parrocchie. Nonostante l'obbligo o pochi parroci lo compilavano, vista la delicatezza del caso, o li hanno distrutti giusto nel 1848 a causa delle rivolte, per non rischiare la pelle qualora i laici si fossero introdotti in sacrestia, oppure li hanno bruciati. Fatto sta che i Quinque libri o librorum sono teoricamente 5, ma quasi ovunque si ritrovano in varie lingue a seconda dei periodi in 4.


Alcuni parroci, come raccolto da intervista ad Ossi, Babai Sole, durante la Messa domenicale ammoniva attraverso i fedeli presenti quelli assenti perché adempissero al precetto domenicale.


A me sinceramente questa qui riportata sembra la classica relazione che i parroci dovevano preparare in vista della visita pastorale quinquennale e consegnare al vescovo che poi, prima di recarsi ad Limina Sancti Petri, cioè dal Papa, doveva inserirle nella relatio da consegnare a Roma.


Può anche darsi che questa relazione da te riportata sia stata trascritta anche nel liber status animarum. Del resto il parroco che era presente a Chiaramonti nel 1927 di Giovanni Matteo Tedde ha annotato "Morto rfiutando i sacramenti" e di un altro parente ha scritto "mortem sibi dedit". Queste frasi hanno sapore di Status animarum anche se scritte nel liber sepulturae.

1949: come eravamo... , Carlo Patatu
Renzexit (forse)
1527 Giovedì 08 Dicembre 2016 11:53
Ale sini

Il meglio di sé lo ha dato al partito suo...

Renzi stai sereno! , Carlo Patatu
Voto di pancia
1526 Mercoledì 07 Dicembre 2016 16:51
Ange de Clermont

La variegata plebe italiana era da un pò che non votava per cui chi per un motivo e chi per un altro ha votato No alle modifiche costituzionali. Pare che la gente voglia restare ferma ad attendere che?


Sicuramente i veneti hanno fatto pagare a Renzi l'embargo che li ha danneggiati, si parla di 5 miliardi. Molti giovani forse per invidia e molti vecchi per essere stati rottamati.


Sono contentissimo d'aver votato Si con i Toscani, i Trentini e gli Emiliani.


La cosa che più mi turba è il livore senza senso che continua anche dopo il referendum. Frustrazioni? Transfert non indirizzati verso i terapeuti?


Già un anno fa a Radio Radicale ho ascoltato un convegnetto di Bersani e C. che parlavano di mancanza di concertazione, di assemblee, di meditazioni. Penso che questa gente sa far di tutto fuorché rendersi conto che il cianciare a vuoto ci ha già tanto danneggiati.


Prendersela con una squadra di governo giovane, laboriosa, spiccia, è da folli. Abbiamo perso mille giorni per approdare a nulla.


Adesso inizia la sarabanda dei governi di scopo, dei governi istituzionali, dei governi tecnici, dei governi di busa! In pochi anni siamo già, mi pare, al terzo governo.


Ma come si fa.


La Merkel si prepara al quarto mandato! Che differenza. Da noi se un governo dura mille giorni è da abbattere.


Meno male che non vedo più la TV, non leggo giornali, a parte qualche consultazione online e cerco di guardare se la valle si sbriga a diventare verde. E' come se fossi già all'altro mondo. Che schifo impallinare un governo di giovanissimi che hanno cercato di innovare.


---


Concordo su tutto e sottoscrivo ogni parola. (c.p.)

Referendum
1525 Mercoledì 07 Dicembre 2016 10:33
Italo Pulina

Anch'io ho votato si.


Non mi è piaciuto come Renzi abbia così personalizzato questa riforma e forse essa non era perfetta. Gli riconosco però il coraggio di averla portata avanti.


Non dobbiamo avere paura di innovare e rinnovarci in nome del "va bene come s'è sempre fatto". Questa è colpevole ignavia. Non è saggio affidare il nostro futuro a chi la pensa in questo modo. E nemmeno a chi ha detto no solo per mandare a casa Renzi.


Tutti inneggiano al trionfo della democrazia ma la vera democrazia è che il giudizio su chi ci governa possa venir espresso alle elezioni politiche.


Rispetto il risultato ma non condivido il metodo.


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Caro Italo, sottoscrivo parola per parola. (c.p.)

IMBROGLI
1524 Domenica 04 Dicembre 2016 02:35
salvatore cossu

Ciao Carlo.


Emigrato da oltre mezzo secolo, quindi parte di quella schiera di elettori residenti all'estero. Come tanti altri connazionali qui residenti, vivo in modo interessato le vicende della "nostra" nazione, (virgoletto nostra sperando ci sia ancora concesso definirla ancora così) siano esse politiche, economiche o sociali.


I mezzi d'informazione, per chi lo vuole, sono alla portata di tutti, o quasi, anche qui. Per cui essere a conoscenza di quanto accade lì trovo non sia poi così difficile. Magari il problema può essere di come sia percepita questo tipo d'informazione. Questo penso succede anche per chi risiede dentro i confini di stato. Da lì si genera la campagna atta a convincere/spiegare le motivazioni perché si fa una scelta oppure un'altra.


I BROGLI… Gli/lo schieramento di una parte presa, con il timore di uscire da questo confronto senza successo, tendono ad incolpare gli elettori residenti all'estero. Io in quanto elettore fuori dal territorio, sommando la mia esperienza a quella di tanti altri elettori qui residenti, posso confermare di non avere notato di questi brogli di cui, ultimamente, tanto si parla.


Non ho, non abbiamo notato personaggi o soggetti posti in agguato alla ricerca di perpetrare brogli di cui si accenna, al massimo può capitare di dare delucidazione sullo svolgimento della opera di consultazione.


Per quanto riguarda l'operazioni di corrispondenza, vengono svolte da società di elevata affidabilità. Quindi da parte mia posso affermare tranquilli nessun broglio da parte nostra. Poi bisogna non dimenticare che in tanti altri paesi europei come ad esempio Germania, Austria, Lussenburgo, Svizzera ed altri stati democratici gli elettori locali per eleggere il loro parlamento hanno la possibilità di potere votare anche per corrispondenza, eppure in questi paesi le cose non vanno meno bene che in Italia.


IMBROGLI, per quanto riguarda gli imbrogli, gli imbrogliati dovremmo sentirci noi emigrati perché dopo anni e decenni di fiducia, di attese, di speranze, di promesse é stata negata a noi e i nostri figli la possibilità di poter rientrare, lavorare e pagare le tasse nella NOSTRA NAZIONE.


Saludos, Sevadore


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Caro Salvatore,


conoscendo bene il tuo spirito savonaroliano e il tuo rispetto persino ossessivo per la legge, comprendo quel che dici.


Ma il mondo, lo sai bene, non è fatto tutto di persone come te. Il fatto è che la legge elettorale per gli italiani all'estero permette certi giochini e pertanto c'è chi ne approfitta. Ho notizie certe che taluni nostri compaesani emigrati in Belgio, Francia e Germania hanno votato anche per conto terzi; e cioè schede non proprie. Uno di costoro, impegnato in politica, ha ammesso di essere arrivato a votarne anche 70 di tali schede.


Questi sono i brogli e gli imbrogli cui io mi voglio riferire. Può anche darsi che queste cose accadano anche fra cittadini di altri paesi. Ma io ho notizie soltanto di casi italiani. La legge offre questa possibilità e c'è chi s'infila in quel pertugio per fare il comodo proprio.


In relazione al voto degli italiani all'estero, devo ribadire che io non trovo giusto ammettere al voto anche chi non paga almeno una tassa in Italia. Non trovo giusto che sia ammesso a decidere dei nostri soldi anche chi non ha contribuito a raccoglierli col sistema della tassazione. In breve, i tuoi figli non pagano alcunché in Italia, ma, col proprio voto, decidono su come spenderli i nostri soldi. C'è qualcosa che non va.


Hai ragione da vendere quando dici che la nostra Italia non è in grado di accogliere tutti i propri figli che volessero rientrare in patria per trovarvi un lavoro. Qui c'è una crisi che tarda a risolversi e che non consente di trovare un'occupazione nemmeno a chi vive in Italia; figurati le possibilità di ritorno a casa dall'estero!


Mio figlio, dopo una decina d'anni di emigrazione in Germania, Francia, Belgio e Regno Unito, ha potuto fare rientro in patria soltanto grazie alla sua alta specializzazione: è ingegnere informatico. Ma gli emolumenti che percepiva all'estero se li sogna. In cambio vive in una bella città (Catania), col sole tutto l'anno, la cordialità della gente e sapori invidiabili quando si siede a tavola. Non si può avere tutto.


Nonostante ciò, io continuo a sperare. Non mi resta altro. Un abbraccio (c.p.)

Riconoscimento dei soggetti della foto
1523 Sabato 03 Dicembre 2016 09:50
Carlo.Patatu

Ho ricevuto più di una sollecitazione circa il riconoscimento delle persone ritratte nella foto. In verità, non sono riuscito a riconoscerli tutti. Ecco il mio punto di vista: sempre da sinistra, in piedi tiu Michelinu Montesu, pdre di Michelineddu; tiu Gallone, padre di Ziromine; tiu Gavinu Satta Dorando; il quarto mi è ignoto; il quinto potrebbe essere il mio zio materno Gavino Pulina, poi arruolatosi nei Carabinieri. Dei seduti riconosco soltanto il primo, tiu Antoni Unale, calzolaio e, se non ricordo male, marito di tia Nina Longa. Della prima fila, riconosco il secondo, tiu Micheli Soddu Palombaro. Il primo rassomiglia vagamente a tiu Eugenio Brunu, ma non è lui. Ovviamente, mi attendo integrazioni e correzioni. (c.p.)

Dalai Lama e gli uomini dell’Occidente
1522 Domenica 20 Novembre 2016 18:35
Mario Casula

“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto».


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Però, che forza! (c.p.)

La saggezza indiana , Carlo Patatu
mio nonno
1521 Domenica 20 Novembre 2016 02:59
Carlo NARDUCCI

Mio nonno Carlo Narducci si salvò dall'Oceania, almeno così mi risulta. Era maresciallo areonautica di Frosinone

brani natalizi
1520 Mercoledì 16 Novembre 2016 10:01
Riccardo
Salve, ho letto che ha alcuni spartiti di brani natalizi tipici della tradizione sarda come notte de chelu ecc. Sarebbe così gentile da farmene avere una copia di ciascuno? Vorrei poterli suonare, sarebbe importante per me.
Grazie mille

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Ho provveduto a inviare al suo indirizzo e-mail tutti gli spartiti di cui dispongo. Buon lavoro. (c.p.)

1855: cholera morbus
1519 Lunedì 14 Novembre 2016 18:23
c.coda

Dati sconfortanti in paese per il cholera morbus. Dal 6 agosto al 29 settembre 1855, nei registri parrocchiali, vengono annotati 142 decessi. Considerato che gli abitanti erano all'incirca 1.600 (distribuiti in 460 nuclei familiari e 350 case), se ne ebbe un'alta percentuale. Sfiorato quasi il dieci per cento.


In fatto di percentuali ci superò, nella catastrofe, Sassari con il ventidue per cento: quasi 5.000 i decessi, su una popolazione 23.000 presenze. In quella città anche quattro nostri paesani, erano rinchiusi nelle Regie Carceri di San Leonardo (compreso tra la via Cesare Battisti e via Al Carmelo nella struttura dell'ex Tipografia Chiarella, già laboratorio di falegnameria F.lli Clemente e adiacente, fronte restro, al Palazzo del Barone d'Usini, maestoso edificio in p.zza Tola), prima della costruzione del nuovo carcere di San Sebastiano - inizio lavori nel 1857/1871).


I chiaramontesi erano: tal [...] di anni 60, deceduto 5 agosto; tali […] e […], rispettivamente di 41 e 52 anni, il 7 agosto; tal […] di 40 anni, il 13 agosto.


In paese, dal 6 al 27 agosto, i corpi vennero sepolti nel pianoro de su monte 'e chèja, di fianco alla chiesa di S. Matteo, oramai chiusa al culto da diversi anni. Le giornate più funeste: 25 agosto con otto decessi; 28 agosto, tredici; 29 agosto, undici decessi.


Avendo superato il limite di capienza, nel cimitero ufficiale, venne utilizzata l'area dell'allora chiesetta campestre di Sàntu Juànne con 74 sepolture, tra cui 27 bambini di età minore ai dieci anni (dei 39 giovani).


I loro nominativi di seguito e, tra parentesi, l'età: Francesco Pisanu figlio di Giov.Andrea (6 anni). Pietro Tedde di Lorenzo (8 anni). Pietro Candidda di Giovanna Maria (9 anni). Giuliana/o [!] Soddu di Filippa Soddu (1 anno). Giovanna Maria Camboni di Giovanni Antonio (10). Elena Stincheddudi Giovanni Maria (4). Angela Maria Macciucciu di Giovanni (2). Matteo Manchia di Nicola (5). Elena Satta di Giov. Maria (5). Giuseppe Brunu-Beccu di Francesco (9). Sebastiano Soddu di Sebastiano (5). Mattea Lezzeri di Lorenzo (5). Antonio Urgias di Angelo (4). Giovanna Satta di Giovanni Maria (2). Antonio Canistreddu di Sebastiano (2). Vittoria Casu di Gavino (3). Antonio Mureddu di Leonardo (4). Gavino Ruzzu di Paolo (2). Salvatore Sanna di Francesco (4). Giovanni Maria Cossiga di Bernardo (6 mesi). Francesca Lezzeri di Francesco (6). Antonia Piga di Gavino (5). Maria Giuseppa Casu di Matteo (2). Francesco Soddu di Salvatore (3). Giovanni Maria Pinna di Nicola Angelo (6). Pasqua Angela Urgias di Angelo (1). Rughita Meloni di Andrea (4). Giovanni Antonio Uneddu di Giovanni Maria (2 anni).

Sant'Agnese e Ange de Clermont
1518 Venerdì 11 Novembre 2016 10:14
c.coda

Caro Ange de Clermont.


Per scrivere le notizie della microstoria del paesello non basterebbero 24 ore al giorno e per 365 gg. Tolte le improbabili 6 ore, di fase rem, fatte di sogni e immaginarie fantasie, ne rimangono 18. Bene: occorrerebbe impegnarle tutte per la ricognizione storica.


E chìe rèzede!


Detto questo, ho una mia convinzione, molto debole, del quadro di S. Agnese esposto nella navata della chiesa del Carmelo. Sul lato destro del gruppo figurativo è rappresentato il colle e la chiesa omonima dedicata a S. Matteo. Sin qui ci siamo. In terzo piano le colline di Ploaghe/Osilo. Sul lato sinistro, invece, come contraltare, altra collina che è ipotizzabile sia, anzi lo è, Codìna Ràsa.


Alcuni edifici, abbozzati, sono figurati alle sue pendici e sul pianoro. L'altezza, per uno di questi, è di quattro piani, un altro di tre. Ancora dietro alcuni, ma sempre abbastanza elevati.


Si potrebbe individuare la facciata di una chiesa (S.Croce /il Rosario !?). Un po' azzardata l'ipotesi di costruzioni simili, sempre per elevato, nell'abitato. A meno che, non avendo spazio nella raffigurazione pittorica, l'artista abbia voluto rappresentare il paese con tre o quattro palazzi alla maniera “condominiale”.


Ma tutto rimane, però, nella mia fantasiosa ipotesi. Le iscrizioni... sono aperte!


A nos bìdere Angeli'...!. O meglio Ange: au revoir !.