Home » Commenti agli articoli

Immagini del paese

n.ruiu.JPG

Statistiche

Tot. visite contenuti : 5257413

Notizie del giorno

 
Commenti (1566)
Auguri Carlo
1506 Lunedì 24 Ottobre 2016 11:09
Bruno Puggioni

Siamo molto dispiaciuti e ti auguriamo di riprenderti presto! Bruno e Antonella.


---


Grazie. Un abbraccioa voi da Carlo e Tonina


 

Un incidente domestico , Carlo Patatu
un incidente domestico
1505 Domenica 23 Ottobre 2016 21:37
Alma casula

Tantissimi Auguroni, sono sicura che il leone che c'è in te riprenderà a ruggire presto.


---


Grazie, cara Alma; per ora il leone è azzoppato. Vi abbraccio.


Carlo


 

Un incidente domestico , Carlo Patatu
Notte de chelu ( accordi)
1504 Domenica 25 Settembre 2016 07:25
Antonio Giuseppe
Mi servirebbero gentilmente gli accordi del canto suindicato grazie

---


Ho provveduto a inviarle privatamente lo spartito del canto natalizio Notte de Chelu.


Saluti cordiali (c.p.)

Non ragioniam di lor
1503 Venerdì 16 Settembre 2016 15:00
mario unali

Apo bidu chi no ti l'as leada pius de tantu, ca pruite connoschet sas arveghes tuas, forsi mezus de me.


Aiant sa nomea sos tataresos de si giugher sa cosa a domo, in bidda nostra creo, comente in ateros logos, c'at zente atzicada chi est semper famida e no bidet s'ora de aprofetare cando b'at cosa chi est a s'indonu.


Deo no so bessidu pro questiones personales, ma dae domo in su monte de cheja, t'apo intesu nitidu che chelu isteddadu e apo apretziadu sa presentassione puru chentza t'ider, professionale e brillante che semper.


Gratzie meda ai cussos chi si d'ant ite fagher pro s'ammentu de s'istoria e de sas nostra costumantzias.

Prima nomina
1502 Mercoledì 14 Settembre 2016 21:01
mario unali

Ebbi la prima nomina per il pre-scuola nell'ottobre 1971, proprio per i ragazzi che arrivavano dalle campagne. Li tenni solo per pochi mesi, sino all'arrivo della nomina del provveditore nei primi mesi del 1972. (con riserva per le date)

Testo dell'ottava "o mama isconsolada"
1501 Mercoledì 07 Settembre 2016 20:34
Tore Patatu

Caro Carlo, ho ricevuto una mail in privato di un amico che mi chiede il testo dell'ottava di Cubeddu, comunemente conosciuta col titolo "mama isconsolada".


Forse è utile dire che fu cantata all'interno della gara poetica svoltasi a Nughedu San Nicolò nel 1911. I poeti erano tre: Gavino Contini, mamma del militare, Giuseppe Pirastru, moglie del militare e Antonio Cubeddu il militare.


O mama isconsolada ite mi naras


chi so acultzu s'adiu a ti dare,


abbratzami chi tenzo de andare,


nara, cal'augùriu mi preparas;


tristu ti miro su risu in sas laras


sas làgrimas acultzu a ispuntare:


ma non chelz'a piangher mama mia


sa beneditzione dami ebbia.

Sa mama e s’Isposa , Carlo Patatu
Non una gara, ma un'incisione su un disco a 78 giri
1500 Mercoledì 07 Settembre 2016 18:01
Tore Patatu

Le meravigliose ottave riportate sopra non sono state cantate in una gara, ma incise su un 78 giri, facilmente rintracciabile in commercio, nell'edizione in musicassetta, realizzata alcuni anni fa.


Ninniri aveva esordito come cantadore a chiterra e aveva una bellissima voce. Fu proprio il grande Cubeddu a convincerlo a cantare in poesia. I due, se non ricordo male, erano legati dal vincolo de s'ozu santu e avevano un grande rispetto uno dell'altro.


Potrebbe anche darsi che in precedenza abbiano cantato insieme questo tema in una gara sul palco e, successivamente, scegliendo le ottave più significative, abbiano deciso di incidere il disco, Cubeddu cantò molte volte il tema della madre, ma l'ottava più bella su di lei la cantò in una gara in cui gli avevano assegnato il tema del figlio che stava per partire a fare il servizio militare. Ne venne fuori un capolavoro assoluto che i cantadores a chiterra eseguono ancora oggi sul modello de sa disisperada: O mama isconsolada.


---


Molto bene, Tore. Grazie per il contributo, interessante e originale. (c.p.)

Sa mama e s’Isposa , Carlo Patatu
Cos'altro racconterà, lassù, tiu Giuanneddu?
1499 Venerdì 02 Settembre 2016 09:09
c.coda

Simpaticone lo era forte e lo ricordo con un aneddoto personale: sostava “parcheggiato” dentro la sua auto, nel tardo pomeriggio, in piazza Repubblica. Raccontava storie passate e tante, tante avventure. Sue e di altri. Alcune assai piccanti dove protagonisti alcuni miei parenti maschi prossimi.


Diceva di loro: erano ragazzi intelligenti, bravi a scuola e un po' meno nella vita amorosa. Uno in particolare era un imperdonabile donnaiolo feminàlzu bagasséri” diceva lui... e lì a raccontare. Alcuni particolari erano di mia conoscenza, altri, e i più, no. Comunque, sempre all'interno dell'umorismo cionfraiolo, risposi così: “beh, tiu Juanne', puru bòis, mi resultàda chi, cantu ai cussu, non fìzis un'istincu 'e santu!”.


Seguì una sua grande risata furbastra e sorniona. Palese la sua cosciente approvazione.


Un altro raccontino. Quando, negli anni sessanta, si sviluppò la rete telefonica, lui che abitava a la Croce, la toponomastica del paese era incompleta. Aveva fatto domanda alla SIP per un allaccio telefonico. Gli operai, arrivati per un sopralluogo, gli chiesero il nome della via per registralo nell'elenco telefonico. La sua via, nella toponomastica paesana, non aveva nessuna intitolazione. Ma tiu Juanneddhu, carico di umorismo estemporaneo non si perse d'animo e sparò, nell'immediato, un nome, quello che gli era più congeniale: c'aveva, proprio lì, un pollaio con galli di ottima razza.


“Questa è via dei Galli d'Oro!” dichiarò. Quelli, gli operai, presero per buono quanto dichiarato dall'utente. Poi arrivò la toponomastica con via Capitano Cossu.


Ancor oggi, nell'elenco telefonico, è registrato così: via Gallidoro (senza apostrofo) n... telef...


C'è da ritenere, conoscendo il personaggio, che "c'abbia" tanto da raccontare ancora, lassù! E tutti ad ascoltarlo e quattro risate. E così il tempo passa...

Sentite condoglianze
1498 Mercoledì 31 Agosto 2016 19:32
mario unali

Era praticamente impossibile non essergli amico. Ci mancherà una figura di spicco, simpatico e burbero quando era necessario per liberarsi di qualche impiccione; non le mandava certo a dire da nessuno.


A tutti i familiari, a Giuseppe in particolare, ci stringiamo forte con affetto nel ricordo di zio Giovanni.


Mario e Pierina

Adiosu Giua’ , Carlo Patatu
Mio zio isidoro palumbo
1497 Mercoledì 31 Agosto 2016 11:52
Giovanni
Era sulla Neptunia. Non si e' salvato. Non abbiamo saputo più nulla di lui. Sarebbe bello sapere se qualcuno lo ha incrociato su quella nave.
Burkini
1496 Lunedì 22 Agosto 2016 02:12
Bruno Puggioni

Concordo su tutto.


Incredibile l'errore dei Sindaci di Francia e del Primo Ministro.


Per me possono fare il bagno vestite come vogliono purché riconoscibili per motivi di sicurezza! Ma mentre le nostre madri non indossavano il costume e facevano il bagno completamente vestite per una sorta di pudore, ho paura che queste signore vestite col Burkini vogliano mandare un messaggio di sfida all'Occidente! Ma noi non dobbiamo e non possiamo fare niente.


La sottomissione all'Islam continua!


---


Riconoscibili, certo. Non a caso io ho sottolineato per ben due volte "nel rispetto della legge". Niente maschere.


Un messaggio di sfida all'Occidente, dici? Non credo. Ma se anche fosse? Ribadisco che il nostro grado di civiltà è più alto, siamo più accoglienti degli islamici, più tolleranti, più liberali. Un giorno o l'altro, caro Bruno, anche i più ortodossi scopriranno (come del resto tanti lo hanno già fatto) la comodità di fare il bagno con pochi accessori addosso, se non proprio nudi. E anche ai loro maschietti non dispiacerà ammirare, in spiaggia, le belle forme delle loro donne splendide, come noi ammirammo quelle di Brigitte e continuiamo ad ammirare quelle che ci capitano sotto gli occhi. Il desiderio non invecchia!


Un buon proseguimento delle vacanze a Stintino. (c.p.)



Neptunia
1495 Giovedì 18 Agosto 2016 02:10
Marcello
Mio nonno Mario Ricci aveva scattato delle fotografie durante il disastro della Neptunia, lui si trovava a bordo, si era salvato, poi è stato catturato dagli inglesi e finito in campo di prigionia in India per alcuni anni. Era tornato in Italia con le foto, mentre la macchina fotografica è rimasta bottino di guerra del governo britannico. Parlava con i soldati inglesi, era antifascista e anche per questo malvisto da alcuni commilitoni.


Vorrei conoscerlo.


Grazie ciao!

Direttore coro
1494 Mercoledì 17 Agosto 2016 20:01
Marco Pibiri
Carissimi,


ho letto con vivo interesse quanto scritto da Salvatore Patatu a proposito dei canti da eseguirsi durante la Novena di Natale e credo che per un direttore che serve volentieri in chiesa sia una vera novità.


Della serie mi mancano "Gloria, it'est custa armonia?" e "Cando est nadu Gesus". Mi pregio cortesemente chiedere: è possibile avete questi due titoli? Ancora, ho cercato invano notizie di Don Agostino Sanna che questi canti ha messo in musica, mi fornireste un poco della sua storia?


Ringrazio e cortesemente saluto, Marco Pibiri.


Via F.lli Cervi 24 09047 Selargius.

---


Giro la richiesta a Tore Patatu che, se in grado di farlo, non mancherà di soddisfarla.


Saluti cordiali. (c.p.)

Contattaci , Vladimiro Patatu
Ciao zio
1493 Venerdì 29 Luglio 2016 10:07
Emanuele

Ciao zio, ho saputo la triste notizia e mi è dispiaciuto tantissimo non averti potuto salutare per l'ultima volta. Purtroppo il mio lavoro molte volte mi limita.


Ho avuto poco tempo per poterti conoscere, ma per il poco eri davvero una persona speciale. Le mie sentite condoglianze a zia Ida, al cognato Carlo Patatu, Giuseppe e Gianfranco.

Addio, compare Cappa' , Carlo Patatu
Condoglianze
1492 Giovedì 28 Luglio 2016 11:35
Nanda

Impossibile dimenticare il suo sorriso. Quando lo incontravo era sempre il primo a salutare. Una gran bella persona!


Che riposi in pace! Il mio pensiero affettuoso e' oggi rivolto a Ida, ai figli Gianfranco e Giuseppe e ai familiari tutti.


Nanda Scanu

Addio, compare Cappa' , Carlo Patatu
Condoglianze
1491 Mercoledì 27 Luglio 2016 22:11
Elisa Minetto

La notizia mi ha molto rattristato.


Invio le mie condoglianze a tutta la famiglia e a Lei. Mando un abbraccio a Zia Ida, a Gianfranco e a Giuseppe.


Elisa Minetto

Addio, compare Cappa' , Carlo Patatu
Adiosu Servadore
1490 Mercoledì 27 Luglio 2016 20:44
mario unali

Non potevo uscirmene con quello scarno commento su fb, mentre trovo doveroso per l'amicizia che mi legava a Salvatore esprimere la vicinanza mia e della famiglia tutta, a Ida la moglie, ai figli Giuseppe e Gianfranco.


Anch'io facevo parte del "gruppo canterino", insieme a compare Melone e Manghina, nei frequenti spostamenti nei vari locali del centro fino alle ore piccole. Spesso mi faceva compagnia in macchina quando insegnavo a Ozieri e Nughedu san Nicolò.


Quasi non sapevo della tua malattia e sono stato colto di sorpresa leggendo la tua dipartita nell'accorato pezzo di Carlo.


Ciao amico mio, amicone di tutti, porta i nostri saluti più affettuosi a nostro figlio, digli che lo pensiamo sempre e poi raccontagli in parole tue qualcosa che ci riguardi della vita comune in questo borgo.


Mi fido di te, del tuo alto senso di sposo e di padre, addio!


Mario, Pierina e Iuri

Addio, compare Cappa' , Carlo Patatu
Scompare un pezzo di storia del paese
1489 Mercoledì 27 Luglio 2016 20:31
costantino

Ho dei bellissimi ricordi dispiace tantissimo sentite condoglianze alla famiglia ed a te Carlo

Addio, compare Cappa' , Carlo Patatu
Percentuale degli abusi
1488 Martedì 12 Luglio 2016 18:51
c.coda

Non va sottaciuto che la percentuale maggiore di abusi sessuali, a danno dei minori, vengono barbaramente perpetrati all'interno dei nuclei familiari. Allargati al parentado prossimo e conoscenti di provata stima. Raramente al loro mondo esterno.


Da qui l'esigenza di fare molta attenzione, senza allarmismo preconcetto, con buone dosi di "controlli" ed "occhi vigili". Affrontare, con misurata attenzione e linguaggi propri, a seconda dell'età, il discorso con i minori, sarebbe cosa giusta. Sempre per non creare inutili e dannosi allarmismi.


Così pure i bambini devono crescere in un ambiente sereno e sarebbe dannoso, per la loro crescita, che possano immaginare di essere circondati solamente da orchi. Inquietudine no, ma cautela sì.


---


Claudio ha ragione.


Posso fornire una lunga serie di testimonianze circa gli orchi in famiglia. Si tratta di vita vera, di esperienze da me personalmente osservate nel corso della mia attività pluridecennale di capo d'istituto e di giudice presso il Tribunale per i Minorenni.


Gli abusi in ambiente familiare sono oltremodo difficili da scoprire e, soprattutto, da sanzionare, data l'omertà che li nasconde. Un'omertà che, a detta dei familiari dei minori-vittime, è necessaria, al fine di difendere la dignità dei piccoli e non turbare troppo la loro cosiddetta serenità.


Lo so, tutto ciò fa accapponare la pelle, ma è così che va il mondo. (c.p.)

Pedofilia
1487 Martedì 12 Luglio 2016 11:30
mario unali

Mi verrebbe da dire occhio per occhio... ma non voglio essere incivile in quanto aggiungerei altra brutalità.


E' questione di civiltà che va affrontata da subito nelle scuole. Non guasterebbe un inasprimento delle pene contemplato all'interno dei reati alla persona con una consistente pena pecuniaria.


No b'at atera cosa pesante, chei cando ti tocant su portafogliu, narat unu diciu sardu.


---


Si, Mario, il primo impulso, in presenza di episodi del genere, è invocare la legge del taglione, come ben dici.


Ma, ragionandoci con calma, persone come te e me non possono fare a meno di considerare che il fenomeno è più complesso e che non può essere affrontato e risolto con battute generiche, con l'invocazione del carcere duro o con altre amenità che ci capita di leggere tutti i giorni sui giornali (castrazione chimica et similia).


Si tratta di un problema che può assumere sia aspetti culturali che patologici. Una società seria (e noi non lo siamo ancora compiutamente) cura chi deve essere curato e tiene lontano dalla comunità chi invece pratica quelle abitudini per brama di piacere, licenziosità o altro.


Né ci deve consolare (almeno in parte) il sapere che fatti del genere sono sempre accaduti, in tutti i tempi e in tutti i luoghi.


Tu e io, che abbiamo la fortuna di godere dell'affetto e del sorriso dei rispettivi nipoti, sappiamo quanta ansia ci crea la sola ipotesi che una di tali anime innocenti possa finire nelle grinfie di un orco.


In ogni caso, la questione non va sottovalutata, ma tenuta nella considerazione dovuta. Sempre e ovunque. La Scuola può fare molto. (c.p.)