Sorpresa amara per il vice sindaco: i proiettili e un messaggio Stampa
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Scritto da Carlo Patatu   
Venerdì 17 Luglio 2009 11:56

Recapitato per posta, il plico è giunto in Comune un paio di giorni fa

Alcuni proiettili calibro 7,65 racchiusi in una busta gialla unitamente a un foglio. Con un testo o qualcos'altro che, coperto da segreto istruttorio, è ora al vaglio degli inquirenti. Bersaglio il dott. Giuseppe Michienzi, medico di questa comunità da qualche decennio e, da un paio d’anni, vice sindaco nella giunta Cossu.

Persona popolare in paese, soprattutto per la disponibilità in ambito professionale, il dott. Michienzi non si aspettava (e non meritava) tanta attenzione da chi lo ha messo in ambasce con un gesto di certo inquietante. Per ragioni che ci sfuggono e che non riusciamo a comprendere. Né a immaginare.

L’atto trova forse origine nella protesta scomposta di un paziente insoddisfatto del trattamento riservatogli? Stentiamo a crederlo. Non ci pare il caso. E allora non resta che il ruolo del Michienzi amministratore civico. Eletto, lo ricordiamo, con una votazione plebiscitaria: 842 preferenze. E con un distacco di ben 64 punti sul secondo classificato della lista vincente. A testimoniare stima e affetto da parte della popolazione.

Entrato ovviamente in giunta, il sindaco lo ha nominato proprio vice, rilasciandogli deleghe in materia di igiene e sanità, trasparenza, affari istituzionali e generali, decentramento. Settori che, pur importanti, non prefigurano l’attraversamento di campi minati come può accadere a chi si occupa di urbanistica, di lavori pubblici e di appalti. E dove, com’è noto, non mancano appetiti e interessi. Particolari e soggettivi. Non soltanto a Chiaramonti, purtroppo.

E allora? Non sappiamo dire. Non riusciamo a comprendere. Possiamo affermare solo che il gesto, ancorché riprovevole, odioso ed esecrabile, rientra, purtroppo, nella consuetudine di questo paese. Villaggio fra i più sfortunati non solo in Anglona, ebbe a descriverlo Vincenzo Mameli de Olmedilla, nella sua relazione sui feudi della contea spagnola di Oliva nel 1768. Con una differenza: nei tempi andati, le pallottole non arrivavano per posta; ma passando per le canne di una doppietta. Maneggiata con mira solitamente infallibile.

È certo: a dispetto del tempo trascorso e del progresso, consolidatosi anche da queste parti, esistono ancora personaggi che prediligono agire nell’ombra. Rifugiandosi in un comodo anonimato. Lanciando il sasso e nascondendo la mano.

E allora, diciamo forte e chiaro che un tal modo di agire non ci piace. Non ci fa onore. Inoltre non risolve i problemi. Anzi! Abbiamo trascorso la nostra infanzia e la giovinezza portandoci appresso l’appellativo poco onorevole di “Zaramonte ladru”. Non ci torna gradito ripercorrere strade a ritroso. Non vogliamo rivivere stagioni che speravamo ormai sepolte nel passato.

Ecco perché esprimiamo pubblicamente indignazione e condanna per quanto è accaduto. Senza se e senza ma. E solidarietà al dott. Giuseppe Michienzi. Al quale rinnoviamo considerazione, rispetto e stima. Non è molto; ma è quel che possiamo fare.

Per quel poco che contano le nostre  parole, reiteriamo al sindaco la richiesta (peraltro da noi già fatta - e inascoltata - quando un gesto analogo ebbe come bersaglio la direttrice comunale) di convocare un consiglio  straordinario, urgente e aperto alla partecipazione attiva dei cittadini. Per discutere di vicende che, accadute di recente, ci hanno angosciato non poco. Prima che gli eventi sfuggano di mano.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Luglio 2009 17:04