Contrordine, compagni! Il Sindaco va mandato a casa... Stampa
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Giovedì 19 Maggio 2011 17:29

Qualche furbastro, con arte raffinata ma non troppo, ha inquinato i risultati del nostro sondaggio, stravolgendone l'esito

di Carlo Patatu

 

C'erano il sospetto e qualcosa di più, da parte mia e non solo, che furbastri o furbetti (fate voi), forzando il dispositivo di blocco, avessero inquinato lo svolgimento dell'ultimo sondaggio, alterandone il risultato.

"Il tuo dubbio è ormai certezza", canterebbe, a questo punto, il coro a lord Enrico Asthon (1). L'inquinamento c'è stato e l'esito stravolto pure. I dati forniti ieri da Vladimiro e il suo ragionar sottile non fanno una grinza. Mi danno certezza, appunto. E credo pure che ne diano ai lettori. Nei cui confronti lui e io abbiamo la responsabilità di garantire la genuinità di ciò mettiamo in pagina.

Il sondaggio poneva la domanda: "Il Sindaco Giancarlo Cossu va mandato a casa?". Ebbene, stando ai dati effettivi (e non a quelli deformati dai furbetti) i partecipanti all'indagine sostengono a larga maggioranza che "va mandato a casa" (68,88%). Più di due terzi, contro un terzo scarso di lettori convinti che invece debba restare dov'è.

Sappiamo bene che i nostri sondaggi valgono quel che valgono. E che, quand'anche fossero condotti con professionalità e scientificità, nessun risultato negativo obbligherebbe il Sindaco a lasciare, se non lo volesse. A fare un passo indietro controvoglia.

I destini della Giunta e di chi la presiede stanno nelle mani del Consiglio comunale. E qui, finora, il nostro primo cittadino una maggioranza ce l'ha. Molto risicata e marcatamente problematica. Ma ce l'ha. Pertanto non sarà un sondaggio casalingo a mutare gli eventi.

Questo è quanto.

Ma allora: perché tanto affanno di nottambuli insonni impegnati a stravolgere un sondaggino da niente?

Chi vuole una risposta se la dia da sé.

Ai furbetti o furbastri va ricordato che il diavolo fa le pentole; ma i coperchi no.

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Nota:

(1) V. "Lucia di Lammermoor" di Gaetano Donizetti, atto I, scena III

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Maggio 2011 00:07
 
Commenti (1)
Usare la politica è lecito.
1 Venerdì 20 Maggio 2011 22:51
Domenico

Da un po' di tempo, seguendo le notizie riguardanti il sindaco attraverso il sito, mi arrovello per capire il personaggio del signor sindaco di Chiaramonti. Sono arrivato anche a pensare che sia figlio unico e in più non abbia fatto il militare. Non ho niente contro questi; io ho un figlio unico e il militare l'ha fatto, magari da imboscato visto che era cuoco dei superiori.


Mi sono informato e sembrerebbe non sia così.


Ma allora, dico io, perché certi comportamenti, anche in consiglio?


Viene il dubbio che sia un attacco politico della minoranza che tende a non far governare il suddetto per proprio tornaconto. Però mi sovviene un ricordo ben preciso. Una sera in comune, mentre il signor Carlo spiegava tutto quel che concerneva circa le costruzioni in Codinarasa, qualcuno già pensava all'eventuale tornaconto cercando con degli interventi di procacciarsi gli eventuali appalti e quindi i guadagni.


A questo punto mi do una spiegazione personale.


Non è che la maggioranza tiene per per suo beneficio infischiandosene di quel che potrebbe essere il bene della comunità e quindi fa comodo la situazione.


A Milano si dice "sin che la va la ga i gamb". Certamente il comportamento lascia un po' perplessi. Però, a questo punto, chiedo scusa dell'espressione ma è un detto, comandare vale più che scopare. Rinunciare al comando è sicuramente difficile: basta guardare la storia.


Mi permetto di dare un consiglio.


Visto che la maggioranza è risicata, perchè politicamente la minoranza non cerca di portare uno o due consiglieri dalla sua parte? Abbiamo un esempio molto fresco in parlamento. Il governo Berlusconi era caduto, ma lui è rimasto al potere attraverso il gioco politico. Se non si trova la chiave il signore in questione la poltrona non la cederà mai; siamo Sardi ma anche Italiani non dico di dove.


Un caro saluti a tutti i Chiaramontesi di buona volontà.


Domenico.