La Tribuna: Grotte e camminamenti a Su Monte? Stampa
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di Fabio Franchini

Ciao zio Carlo,

visto che lei è un po' il depositario dei racconti e aneddoti che ci sono stati nel nostro paese, le chiedo se sa della presenza di due grotte o cavità artificiali poste sul centro storico del nostro paese.

Ricollegabili con il racconto, che tutti i chiaramontesi sanno, di quando ancora le funzioni religiose si svolgevano nella chiesa de Su Monte 'e Cheja e che ogni tanto il parroco riusciva a stupire i suoi fedeli, in quanto vedevano all'improvviso il parroco comparire sull’altare senza che quest'ultimo fosse passato nelle vie del paese ed entrato dal portone (una sorta di teletrasporto).

I meno creduloni, invece, pensavano che il parroco passasse da un sentiero secondario che sbucava in un scantinato della sacrestia e che l’ingresso fosse a valle del Monte 'e Cheia, riconducibile alle due grotte.

Comunque della presenza di due grotte se ne ricorda anche mio zio. Dice che una è posta sotto una palazzina nelle vicinanze dell’odierna San Matteo, mentre l altra, se non ho capito male, si trova sotto una casa di una via parallela di Carruzu Longu.

Grazie anticipatamente e saludos.

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Racconti e aneddoti sono una cosa; la realtà, sovente, è un’altra. Ebbene, devo dire che anch’io ho sentito parlare, sempre sul versante dell’aneddotica, di quanto ci racconta Fabio Franchini. Ma ne ho sentito parlare e basta. Nessuno ha mai accertato qualcosa di concreto.

Ricordo che un parroco, nei primi anni Sessanta del Novecento e con l’aiuto dei giovani di azione cattolica, aveva scavato a Su Monte, portando alla luce una sorta di cisterna tuttora visibile. L’intervento della Soprintendenza fermò, giustamente, quella iniziativa, in attesa di tempi migliori. Che peraltro tardano a venire.

Da qualche tempo, taluni studenti universitari si sono occupati di quell’area. C’è da sperare che, in futuro, si riesca ad approfondire tali studi. Magari con una campagna di scavi. Anche per accertare l’esistenza dei finora fantomatici camminamenti, di cui si fantastica da lunghi anni.

Per quanto mi riguarda, ricordo pure che, da bambino, avevo visitato l’ingresso di quello che mi si raccontava essere una sorta di passaggio “segreto”. Che partiva dal magazzino dell’abitazione di tiu ‘Ainzu Unale, posta nella via Cavour, parallela alla via Delle Balle e a Carruzu Longu. Tutto qui.

Se ci sono dei lettori che ne sanno di più, si facciano avanti e ci raccontino. Gliene saremo grati. (c.p.)

 

 
Commenti (2)
R: altre notizie
2 Lunedì 17 Maggio 2010 23:45
fabio f.
Ciao Mario. Grazie per il tuo contributo. La quasi totalità delle grotte che hai elencato le conosco e son state topografate dal GSS (Gruppo Spelelogico Sassarese) e rese pubbliche attraverso il bollettino del Gruppo e dal 2003 con il libro "Guida alla Anglona e alle sue grotte" di Colomo e Muccedda.


Su Giomperi, che è relativamente la più interessante tra quelle chiramontesi, purtoppo, il suo ingresso è occluso da frana. Invece, la grotta che si trova in sa Tanca de sa cheja detta Funtana de Magola non ne sapevo l'esistenza. Per le "grotte" di Sassu Altu è da 2 anni che mi sto promettendo di vederle. Anche perchè, secondo me, possono essere i cosiddetti "tubi di lava". Originatosi dallo scorrimento della lava, che una volta fuoriuscita e finito l'evento effusivo, rimangono questi spazi vuoti. Di queste grotte vulcaniche se ne conoscono: nelle isole dell'arcipelago delle Hawai, in un'isola vicino al Madagascar e nell'Etna.


fabio f.
altre notizie
1 Sabato 15 Maggio 2010 11:02
mario
Credo anch’io che molte delle notizie riportate da Fabio siano riconducibili a credenze popolari. Se può essere di aiuto, fornisco alcune mie conoscenze. Sul pendio a sud della collina di San Matteo ve n’è una, nella quale da ragazzini si entrava con torce improvvisate costituite da fondi di gomma di scarpe vecchie; ha poco sviluppo in lunghezza e altezza se non altro perché il fumo acre della gomma accesa anticipava le uscite all’aria aperta. Un’altra è a su Giomperi, quasi dietro l’attuale palestra di Manuel (ex oleificio). Ha uno sviluppo di circa cento metri e poco dopo l’ingresso si divide in due tronconi. Altre ve ne sono in Conca de Coste, alcune appena abbozzate, una in particolare di poco sviluppo ma gradevole e interessante da vedere per il fenomeno carsico, lavoro svolto da fiumi sotterranei milioni di anni fa. In sas roccas de Magola (prossimità di Santa Giusta) ve n’è un'altra di modesto sviluppo (50 mt. circa) che ha l’imboccatura prospiciente la bretella Chiaramonti Nulvi. Un’altra poco distante dietro la chiesa campestre, sempre di Santa Giusta con ingresso mimetizzato in d’unu figuindiaju. Infine una dentro sa Tanca de sa cheja detta Funtana de Magola dove vi è una sorgiva. Altre ce n’è in Sassu Altu (5-8) di natura vulcanica in rocce basaltiche trachitiche, alcune piene con materiale di ripoorto.


Saluti Mario.