I nomi dell'Anglona: Chiaramonti Stampa
Valutazione attuale: / 11
ScarsoOttimo 
Sabato 28 Luglio 2012 19:57

CHIARAMONTI - Probabilmente formatosi in età giudicale ai piedi del castello dei Doria, la denominazione del borgo non ha mai subito variazioni significative rispetto all'originario Çaramonte (leggi Saramonte).

Il toponimo sardo Tzaramonte ha avuto sempre una vita parallela con la denominazione ufficiale antica Claramontis e odierna di Chiaramonti che rappresentano una fuorviante trasposizione di gentilizi medievali catalani come Claramunt e italiano come Chiaromonte e Chiaramonti.

Per etimologia e cenni storici vedi Tzaramonte (la voce che segue n.d.r.).

TZARAMONTE - Chiaramonti, Çaramonte, Zaramonte, Caramonte, Claramonte, Claramontis.

È la denominazione originaria ed attuale dell'abitato che risale al Medio Evo. L'antica forma Caramonte, mancante della sediglia, era una trascrizione impropria della pronuncia Saramònte, in quanto un passaggio dalla velare sorda alla tz, pur non raro, è reso improbabile dalla forma attuale.

Le successive forme Claramontis e Claramonte sono dei forestierismi, forse influenzati da gentilizi, dai quali è scaturita la denominazione ufficiale attuale, che trova riscontro nel cognome italiano Chiaramonti.

Questa appare fuorviante rispetto all'origine del nome autoctono. Infatti, esso appare una concrezione costituita da due termini distinti quali tzara e monte. Nel primo caso si tratta di un ben noto fitonimo, di origine quasi certamente paleosarda, da cui sono derivati il toponimo Atzàra e l'omonimo cognome. Il secondo termine, originato dal latino mons, sembra indicare che in questa altura cresceva la tzàra, per cui il significato originario di Tzaramonte è probabilmente quello di "monte della climatide".

Il fatto che nel Logudoro oggi questo vegetale sia noto con il termne bidighinzu non preclude una diretta derivazione dal citato fitonimo che, essendo preromano, sarà stato presente anche in Anglona prima della sovrapposizione linguistica operata dal latino sul paleosardo.

Un significato di "luogo elevato", da clàru (dal latino clarus), è insostenibile poiché le forme medievali evidenziano un primo membro sàra, (t)zàra.

Circa le origini dell'abitato, non si sa con certezza se il castello, di cui oggi resta soltanto il moncone della torre quadrata, venne edificato dai Malaspina oppure dai Doria. Questi ultimi, comunque, ne furono possessori dallo scorcio dell'età giudicale fino alla definitiva conquista aragonese, cioè per circa tre secoli, con alterne fortune.

La famiglia genovese dovette tenere in grande conto la posizione strategica del castello e probabilmente incentivò la creazione del nuovo abitato. Con la medesima denominazione, infatti, venne chiamata tutta l'Anglona interna che, distinta da Castelgenovese e da Castel Doria (Coghinas), forse veniva amministrata direttamente da Chiaramonti. Di ciò è un chiaro indizio nel fatto che l'incontrada elesse un proprio rappresentante, distinto da quello del borgo marittimo, per la firma dell'atto di pace del 1388.

Il prestigio di questo centro si mantenne ancora fin verso il Seicento quando, probabilmente a causa di divisioni interne, perdette importanza e venne soppiantato da Nulvi che divenne di fatto il capoluogo amministrativo dell'Anglona.

È probabile che il borgo formatosi al piede meridionale del maniero, dal quale è originato l'odierno abitato, si sia sviluppato a detrimento di due villaggi medievali che erano ubicati, rispettivamente presso le due chiese di Santa Caterina e San Giuliano e le altre due dedicate a San Pietro e San Matteo (vedi la voce Elva nana). Ciò dovette avvenire assai per tempo se è vero che di questi due centri, di cui fa cenno l'Angius ed è ancora viva la tradizione, non è stato conservato neanche il toponimo.

In un secondo momento, probabilmente fra la metà e la fine del Trecento, il villaggio s'ingrandì ancora accogliendo i superstiti di Orria Pitzinna (vedi questa voce e poi Bidda nòa).


Cfr. MAURO MAXIA, I nomi di luogo dell'Anglona e della Bassa valle del Coghinas, ed. Il Torchietto, Ozieri 1994, pag. 126 per la voce "Chiaramonti" e pagg. 429-430 per la voce "Tzaramonte".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Ottobre 2012 12:30