Chiaramonti, i nomi dei luoghi: O come… Stampa
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Domenica 21 Ottobre 2012 00:09

Pubblichiamo i tre soli toponimi che iniziano con la lettera "O" individuati da Mauro Maxia nel territorio di Chiaramonti e di cui tratta nel libro di seguito citato. (c.p.)

Oltija  (sa) - "(Il sito delle) ortiche". Vi sono persone del posto che interpretano il toponimo come un esito di genere femminile di 'ultiju (="sughero"). Vedi Ultija.

Òrria Pitzinna - (Villaggio dei) granai piccolo". L'aggettivo Pitzinna (altologudorese Pichina, Pitcina) deriva dal latino pisinus con il valore di "piccola" in rapporto all'altra  Orria, quella "grande" (vedi Orria Manna). Quindi questo villaggio doveva essere inferiore per consistenza demografica a quello precedente. Orria Pitzinna era sede di un priorato camaldolese ospitato presso un monastero, ora scomparso, annesso alla chiesa romanica di Santa Maria de Orria Pitzinna (vedi), oggi più  comunemente  nota  con il titolo di Santa Maria Maddalena (vedi). Tale casa religiosa dipendeva dall'Abbazia della Santissima Trinità di Saccargia. Nelle pertinenze di questo villaggio era compresa anche la chiesa di Santa Giusta delle Acque (vedi Santa Jùsta de s'àbba), situata qualche chilometro più a monte lungo la stessa valle e sede anch'essa di un monastero di cui restano poche rovine. Il centro è citato più volte nelle Rationes Decimarum per la quinta decade del XIV secolo. Ma l'esistenza del villaggio è già attestata circa duecento anni prima nella scheda n. 206 del condaghe di San Michele di Salvennor (Orrea Pi­ tinna). Questo centro, così come Orria Manna, nel 1388  doveva essere già abbandonato. Una tradizione popola­ re ancora viva a Chiaramonti vuole che il paese sia stato fondato dai profughi di Orria Pitzinna i quali,  dopo aver abbandonato il loro centro, avrebbero tentato  una rifondazione nella località Bidda Nòa (vedi) situata fra l'altura di Càcchile (vedi) e il colle dove si è sviluppato l'abitato moderno. Questa tradizione, peraltro abbastanza verosimile, probabilmente risale al periodo in cui i profughi del villaggio abbandonato diedero un significativo apporto demografico al borgo che si era formato, probabilmente fin dal Duecento, ai piedi del castello dei Doria. Essa, pertanto, è da accogliere soltanto per quanto riguarda il fatto del trasferimento dei profughi, mentre forse è priva di fondamento in relazione alla fondazione di Chiaramonti poiché durante il Trecento, cioè contemporaneamente alla fase vitale di Orria Pitzinna, quest'ultimo centro aveva assunto un'importanza tale che l'Anglona stessa era stata costituita in un'entità amministrativa denominata Çaramonte (pron. Saramònte) che aveva in questo borgo il suo punto principale di riferimento. Vedi Chiaramonti e Tzaramònte.

Ortos de Seghéri - "Gli orti di Seghéri" . Forse si tratta di un esito del nome proprio latino Segius relativo ad una proprietà fondiaria (ager Seg( t)ert) dove la consonante g deve intendersi con valore velare.

 

Cfr. MAURO MAXIA, I nomi di luogo dell'Anglona e della Bassa valle del Coghinas, ed. Il Torchietto, Ozieri 1994, pagg. 307-315.

Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Luglio 2016 08:01