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Svendita Tirrenia: con i cartelli contro il Cartello PDF Stampa E-mail
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Sabato 30 Luglio 2011 21:00

di Paolo Pulina

Riceviamo da Paolo Pulina, scrittore, giornalista e poeta ploaghese trapiantato in quel di Pavia, questo gustoso componimento poetico che pubblichiamo volentieri.

Il riferimento è al pasticciaccio della svendita della società pubblica di navigazione Tirrenia a un cartello di armatori napoletani con alla testa Vincenzo Onorato, proprietario di Moby Line e patron della celebre e celebrata barca a vela Mascalzone Latino, che partecipò all’ultima edizione dell’America’s Cup ottenendo piazzamenti onorevoli.

Pulina allude anche alla Regione Sardegna. Che, nella circostanza, ha ricevuto un sonoro ceffone, rimediando una figuraccia che ci riempie di vergogna. (c.p.)

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In latino, oportet ut scandala eveniant,
(è opportuno che scoppino gli scandali)
anche se è difficile che la svendita Tirrenia
riesca a mobilitare i sardi già in sandali.
Non a caso il blitz l'han fatto a fine luglio
quando si pensa che non ci sarà subbuglio
tra i sardi residenti e tra quelli emigrati
pur destinatari del non più lieve dei misfatti.
Non onorato il fair play, i latini mascalzoni,
da navigati navigatori, l'un con l'altro armati,
alla classe politica sarda han dato ceffoni,
complici i plenipotenziari dal Governo nominati.
Gli emigrati, certo, possono agire di rimessa
ma, contro i monopolisti agguerriti, la partita
è fuori di dubbio che si presenta in salita
perché la peluria sullo stomaco l'hanno spessa.
Certo la flotta sarda è un'arma oggigiorno
ma da Vado (Ligure), l'ammacco e torno,
cioè può procurare solo un'ammaccatura
al gigante che è la compagnia di ventura.

 

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