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"Per fare un albero ci vuole un fiore..." PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Venerdì 19 Giugno 2009 23:46

In difesa dell'ambiente, gli scolari s'inventano una favola musicale: lasciateci vivere la nostra Primavera!

Per fare un albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole un fiore. Ma per coltivare un fiore è innegabile che ci vuole amore. L’amore per la natura. Così cantava Sergio Endrigo nei passati anni Settanta, riprendendo una stupenda poesia di Gianni Rodari. Ebbene, gli scolari hanno assunto questa canzone come manifesto in difesa della natura e l’hanno eseguita in coro, durante il saggio di fine corso tenutosi nel tardo pomeriggio di venerdì 19 presso la chiesa parrocchiale.


Genitori armati fino ai denti di cineprese e macchine digitali, nonni con gli occhi lucidi per la commozione e docenti delle elementari più emozionati dei propri alunni gremivano la chiesa, allestita a mo’ di teatro per ospitare gli scolari che, nel corso dell’anno scolastico, hanno frequentato il corso di educazione musicale, finanziato dal Comune e diretto da Salvatore Moraccini.

I piccoli attori non si sono emozionati più di tanto e hanno dato luogo a uno spettacolo filato liscio per oltre un’ora. Interrotto sovente da applausi scroscianti e prolungati. C’era, schierata sul limitare del presbiterio, l’orchestra di chitarre e pianole, obbediente ai richiami severi del direttore Moraccini. C’erano i “bravi presentatori”, che non hanno mancato di ringraziare tutti (ma proprio tutti) coloro che, in diversa misura, hanno avuto parte in questa bella avventura. E c’erano gli attori, che hanno dato voce alla favola messa in musica dallo stesso Moraccini.

I bambini, dunque, hanno recitato, hanno cantato da soli e in coro, hanno ballato persino a ritmo di rock, hanno dato voce a un’orchestra in piena regola e hanno dato vita a siparietti gustosi. Come quello che vedeva coinvolti una mezza dozzina di personaggi di diversi paesi comunitari e che si esprimevano nelle varie lingue (favoloso quello tedesco!), sardo compreso. Il tutto per richiamare l’attenzione di noi adulti, egoisti e distratti, a un rispetto più rigoroso e puntuale dell’ambiente, della natura che ci circonda.

“Abbasso l’inquinamento, viva la Primavera!”. Una primavera, hanno sottolineato i bambini, che tarda sempre di più a venire. Che quasi non c’è più. Che non ci porta più le rondini, come accadeva un tempo. Una stagione, la primavera, che i piccoli di oggi quasi non conoscono. Perché non si manifesta quasi più. E ciò non avviene a caso. Il nostro egoismo e la nostra indifferenza verso il patrimonio naturalistico hanno prodotto, finora, danni che si avviano a divenire irreparabili. Da qui l’esigenza di dare l’allarme.

I bambini della scuola elementare, grazie anche al lavoro dei loro insegnanti e alla collaborazione prestata dai genitori, ci hanno lanciato un messaggio importante. Una piccola cosa, se vogliamo. Una goccia nel mare dell’indifferenza. Ma, come diceva suor Teresa di Calcutta, se al mare mancasse quella goccia, esso avrebbe pur sempre qualcosa in meno.

Al termine dello spettacolo, dopo i ringraziamenti di rito dell’assessore alla Pubblica istruzione Scanu e della dirigente scolastica Useri, c’è stato un momento conviviale, nel cortile del centro sociale. Dove Lunedì pomeriggio, con inizio alle ore 18:30, ci sarà la premiazione dei vincitori del concorso “Lo giocando”.

 

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 20 Giugno 2009 00:11
 

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