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La Tribuna: Vivere la politica come una religione PDF Stampa E-mail
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Lunedì 18 Aprile 2011 14:49

di Domenico Perinu

Nel sito mi son ritrovato davanti le diverse opinioni sulla religione. Credo di essere in ritardo di qualche anno; ma, siccome nessuno dei partecipanti al dibattito ha espresso neanche lontanamente il mio pensiero, mi permetto di proporre una maniera di essere.

Premetto che dal mio modo di pensare anche la politica può essere vissuta come una religione. Ultimamente ho sentito qualcuno dire che, se l'ideale è dentro al cuore e nella mente, non c'é bisogno di essere iscritti a un qualsiasi partito. Tempo fa ho letto il libro di Oriana Fallacci: Un uomo.

Detto questo, mi addentro nel meandro della fede intesa come principio esistenziale. Ho praticato per spirito di curiosità e cultura diverse religioni. Ritengo che la base di partenza debba essere la prova. Non si può avere fede se non esiste il dato di fatto.

Detto questo, faccio subito una critica ai preti del cristianesimo che, sfruttando in maniera quasi ignobile l'ignoranza della povera gente (la maggior parte analfabeta), insegnavano la dottrina impaurendo ragazzi ed anziani.

Dimentichiamo per un momento l'appartenenza (in seguito si potrà chiarire). Credo di poter dire senza ombra di dubbio che non si vive da soli, ma siamo molteplici. Il nostro problema è la convivenza serena e possibilmente felice. Bisogna pensare che per ogni qualsiasi azione che noi facciamo c'é un effetto. Quindi, se l'azione fatta non é nella giusta legge universale, avremo reazioni negative; se invece facciamo una qualsiasi azione in armonia con la legge universale, il risultato sarà sicuramente positivo.

Credo sia anche la contrapposizione del bene e del male. Non sono parole mie ma succede anche che, a volte, un'azione che al momento può sembrare negativa, di fatto risolve il problema (Banalmente il bambino che non ha voglia di studiare e il genitore lo costringe).

Bisognerebbe per prima cosa innalzare il nostro io cercando di raggiungere anche il super io che sicuramente è dentro di noi (lo dice anche la religione cristiana: Dio è dentro di noi. Cerchiamo d'innalzare noi stessi e se troviamo (credo tanti) uno qualsiasi che ha bisogno; non facciamo la carità ma cerchiamo di insegnarle come risolvere il problema (Sotto questo aspetto ricevo molte critiche ma so di essere nel giusto).

Bisognerebbe avere dentro di noi la compassione ed essere sempre disposti a dare una mano. Stranamente ci sentiremo più sereni e leggeri e niente potrà scalfire la realtà che noi potremo vivere. Il paradiso è qua in terra, cosi come l'inferno.

Il paradiso è un mondo interno a noi molto alto (detto anche illuminazione o chiaro), l'inferno è l'ultimo stadio al quale un essere può decadere. Al di là di essere o meno figlio di dio (in quel tempo tanti si dichiaravano figli di dio; credo fosse questo il motivo del suo processo) non si può criticare con superficialità Gesù Cristo.

Lui è stato sicuramente un grand'uomo. Lo dimostra la storia. È più di duemila anni che i suoi insegnamenti vanno avanti (nonostante gli stravolgimenti del verbo e gli abusi perpetrati da molti in suo nome). Credo fosse Ponzio Pilato che, nel lavarsene le mani, con visione lungimirante disse: "Quest'uomo ci creerà problemi più da morto che da vivo".

La chiesa cattolica ha raggiunto tantissimo potere nel mondo (anche finanziario) quindi è molto difficile liberarsi di loro. Ritengo non si possa vivere senza avere un ideale che possa aiutarci nei momenti cosiddetti di sconforto.

Mi rendo conto di poter diventare noioso, vista la pagina. Eventualmente, se a qualcuno può interessare, in seguito si potrebbe fare domanda - risposta.

Un caro saluto a tutti.

 

 

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