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Ma dov’è morto Bainzu Cossiga? PDF Stampa E-mail
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Giovedì 25 Maggio 2017 23:39

La vicenda umana de Su Poeta Christianu, che morì di peste nel 1855, a soli 46 anni e dopo una vita breve e tribulada

di Carlo Patatu

Tempo fa, un lettore mi ha chiesto notizie circa il luogo della scomparsa di Bainzu[1] Cossiga, più noto come Su Poeta Christianu, chiaramontese e bisnonno di Francesco Cossiga, già Presidente della Repubblica Italiana.

Con le notizie che avevo e quelle che sono riuscito a procurarmi non sono in grado di fornire una risposta esaustiva sull’argomento. Il mio interlocutore non me ne vorrà. Provo tuttavia a mettere in fila alcuni dati certi inerenti alla figura di quell’uomo, al quale Chiaramonti ha intitolato una strada nella zona di espansione urbanistica.

Nel 1865, la tipografia di Gavinu Bertolinis pubblicava in Tataris[2] il libretto “Su Poeta Christianu o siat Sa Doctrinetta in sonetto logudoresos” di Bainzu Cossiga, a cura del teologo chiaramontese Salvatore Cossu, rettore di Ploaghe, amico e compare dell’autore. Il Cossu, dedicò il volume a Chiccu Maria Cossiga, figlio di Bainzu e nonno del citato Presidente Francesco Cossiga.

Nell’incipit della dedica si legge: “Sa bona memoria de Babbu Tou et Compare meu Baingiu, in sos ultimos annos de sa breve e tribulada vida sua…[3]. Dunque il Cossu parla di buona e stimata memoria di Bainzu Cossiga, sottolineandone con lettera maiuscola ogni attribuzione che lo riguarda. Nato a Chiaramonti nel 1809[4], morì nel 1855 a soli 46 anni, lasciando in povertà la moglie Giovanna Canu e i dieci figli nati fra il 1833 e il 1854.

Doveva essere, pertanto, persona che, a Chiaramonti, godeva prestigio e considerazione. Già diplomadu in chirurgia, come si legge in una edizione del 1925 della sua opera poetica, prestava cure con decotti e altri prodotti naturali. Era pure un bravo flebotomo ed eseguiva salassi e interventi chirurgici di non grande impegno. Inoltre era poeta molto noto "non solo in Anglona e Logudoro, ma in tutta la Sardegna"[5], nonché cultore appassionato della lingua sarda, passione che condivideva con l’amico compaesano e compare Salvatore Cossu.

In breve, persona stimata che, in paese, ha lasciato un buon ricordo. Che permane tuttora.

Ma dove ha finito i suoi giorni Bainzu Cossiga?

Non a Chiaramonti, come da più parti si credeva. Tant’è che una ricerca sul registro dei defunti della nostra parrocchia ha dato esito negativo. Vero è che in quegli atti figurano soltanto i morti cui è stato celebrato il funerale religioso. Chi non entra in chiesa dentro una bara non viene annotato nei Quinque libri parrocchiali. Ma si può ipotizzare che a su Poeta Christianu siano state celebrate esequie con rito non cattolico? Nemmeno per idea!

Dunque?

Il fatto è che nostro è morto a Sassari, vittima del colera che v’imperversava nel 1855. La circostanza è stata accertata da un discendente dei Cossiga, interessato a ricostruire l’albero genealogico di famiglia. Costui, dopo avere consultato invano i registri parrocchiali di Chiaramonti, ha ritrovato il nome del Cossiga in quelli della parrocchia di Sant’Apollinare in Sassari, ove si specifica che questi è deceduto presso le reali carceri di San Leonardo, allogate in un edificio che, salvo errore, era ubicato poco distante dalla piazza Tola.

Tanto risulta anche da una ricerca fatta da Eugenia Tognotti, autrice del libro "L'anno del colera - Sassari 1855. Uomini, fatti e storie", Comune di Sassari, Editrice Democratica Sarda, 2000. A pagina 60 vi si legge che, fra i nomi citati (3^colonna a destra) figurano anche dei chiaramontesi, fra i quali Cossiga Gavino del fu Francesco, deceduto il 7 agosto 1855. In realtà, il padre di Bainzu si chiamava Francesco Maria; ma la cosa non mi pare rilevante. Non figura annotato, invece, il nome della madre Giovanna Fiori.

Domanda: perché il nostro uomo (ammesso che si trattasse proprio di lui) si trovava nelle regie carceri sassaresi di San Leonardo? A che titolo? E per quale ragione?

Ma tali quesiti restano ancora sospesi in aria, in attesa di una risposta certa. Che potrebbe pure arrivare, un giorno o l’altro, se si potesse porre mano ai registri del tempo inerenti a quelle carceri e al tribunale turritano. Il lettore che mi ha posto il quesito mi ha assicurato di avere frugato, al riguardo, presso l’archivio di Stato; ma senza cavare un ragno dal buco.

Per scrupolo ho interpellato, qui in paese, la discendente più anziana dei Cossiga. Anch’essa è cascata dalle nuvole e nulla mi ha saputo dire in proposito. Pare tuttavia che il Presidente Cossiga fosse al corrente della circostanza. Tant’è che avrebbe detto a un amico, ma in tono scherzoso, che il suo bisnonno era un balente che, forse, avrebbe potuto compiere anche un delitto. Ma si tratterebbe di una battuta e nulla più.

Questo è quanto. Se vi saranno novità, ovviamente mi farò carico di darne conto ai lettori. Per ora non resta che avere pazienza. E attendere.


[1] In italiano Gavino.

[2] Sassari.

[3] Il tuo padre e mio compare Gavino, di stimata memoria, negli ultimi anni della sua vita breve tribolata… Cfr. a pagina 3.

[4] "Anno Domini 1809 die 17 Januari Claramonte ego infrascriptus proparocus huius ecclesiae Sancti Matei baptizavi infantem nudius tertius ex legitimis coniugibus Francisco Maria Cossiga et Iuanna Fiori huius oppidi, cui impositus est nomen Gavinus". Così il libro dei battesimi della parrocchiale di Chiaramonti ne registra la nascita. Pertanto il Cossiga era nato il 15 Gennaio (nudius tertius, e cioè l’altro ieri rispetto alla data del battesimo).

[5] Tanto si legge nell’edizione del 1925 dell’opera poetica di Bainzu Cossiga, edita per volontà di sua figlia Peppa. Tale raccolta è stata ripubblicata, per iniziativa di Francesco Cossiga (all’epoca Presidente del Senato) e a cura di Manlio Brigaglia, per i tipi di Gallizzi, Sassari, nel 1984 col titolo Su Poeta Christiano, o siat Sa Doctrinetta, Sos Sette Salmos, Sas Lamentassiones de Geremia.

 
Commenti (1)
Carceri San Leonardo
1 Venerdì 26 Maggio 2017 09:27
c.coda

Del "quesito" ero a conoscenza da diversi anni, dopo aver letto il libro della Tognotti (ed. 2000 realizzata da Comune di Sassari e di cui ho copia). Le Carceri di San Leonardo, in Sassari, erano site tra la via Cesare Battisti e via Carmelo, dietro il Palazzo del Barone d'Usini in Piazza Tola (ora Biblioteca Comunale) in uso dal 1300 a metà dell'800. Un ingresso del vecchio carcere è ancora visibile da via Casare Battisti. Negli anni 1857-1871, costruito un nuovo edificio, venne trasferito in via Roma – attuale Carcere di S. Sebastiano ove era collocata una cappella in onore di quel santo. La vecchia struttura carceraria, inutilizzata, venne acquistata dai Fratelli Clemente per impiantarvi i famoso laboratorio di falegnameria. Negli anni '50 del novecento venne acquistata dai Chiarella per la “Tipografia Chiarella”, con ingresso da via Carmelo. Il libro di Eugenia Tognotti “ L'anno del colera1855” riporta (pag. 60) il nome di: [ COSSIGA Gavino di Chiaramonti, morto nelle carceri dove era detenuto, del fu Francesco [madre ignota] 41 anni – 7 agosto]. I dati sono stati rilevati da " quinque libri della parrocchia di S. Apollinare" a cui le carceri facevano riferimento. Ma altri tre chiaramontesi morirono in quei giorni dell'agosto 1855 nelle carceri di S. Leonardo: 1)- […] Geronimo di anni 40 il 13 agosto _2)- […] Giovanni Battista di anni 52 – il 7 agosto._ 3)- […] Gavino di anni 24 – l'11 agosto.___ Anche un martese: […] Gavino di anni 34 il 7 agosto. In tutta questa "storiella" mi pare molto particolare il fatto che gli storici, che hanno contribuito alla stesura della prefazione del testo, non sapessero il luogo di decesso de "su poèta christianu" indicando, solamente, i riferimenti battesimali e non anche quelli del decesso. Posso capire, ma limitatamente, tenendo sempre presente che, in carcere, ci si poteva finire per tante ragioni e giudizi.

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